Una ghiandaia azzurra d’inverno, da “Rivers to the Sea” (1915), Sara Teasdale

Crocchiante la neve brillante sussurrava,
scricchiolando sotto i nostri piedi;
Dietro di noi mentre camminavamo lungo la strada panoramica,
le nostre ombre danzavano,
forme fantastiche in un blu vivido.
Attraverso il lago i pattinatori
volavano avanti e indietro,
con curve strette tessendo
una fragile rete invisibile.
In estasi la terra
bevve la luce argentea del sole;
In estasi i pattinatori
bevvero il vino della velocità;
In estasi ridevamo
Bevendo il vino dell’amore.
La musica della nostra gioia non aveva forse
suonato la sua nota più alta?
Ma no,
perché all’improvviso, con gli occhi alzati, hai detto:
“Oh guarda!”
Là, sul nero ramo di un acero macchiato di neve,
impavido e allegro come il nostro amore,
Una ghiandaia azzurra ha alzato la cresta!
Oh chi può dire la portata della gioia
O definire i limiti della bellezza?

A Winter Bluejay

Crisply the bright snow whispered,
Crunching beneath our feet;
Behind us as we walked along the parkway,
Our shadows danced,
Fantastic shapes in vivid blue.
Across the lake the skaters
Flew to and fro,
With sharp turns weaving
A frail invisible net.
In ecstacy the earth
Drank the silver sunlight;
In ecstacy the skaters
Drank the wine of speed;
In ecstacy we laughed
Drinking the wine of love.
Had not the music of our joy
Sounded its highest note?
But no,
For suddenly, with lifted eyes you said,
“Oh look!”
There, on the black bough of a snow flecked maple,
Fearless and gay as our love,
A bluejay cocked his crest!
Oh who can tell the range of joy
Or set the bounds of beauty?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...