L’estate se ne andava, da “Sarà estate e altre poesie” (2004), Emily Dickinson

L’estate se ne andava
impercettibilmente, come il dolore
troppo lieve alla fine
per sentirlo come un tradimento
una quiete stillò
come vespro inoltrato
o natura che trascorre
tutta sola il pomeriggio appartato.
Il crepuscolo scese in anticipo
il mattino brillò straniero
con la grazia cortese ma dolente
dell’ospite che vorrebbe partire.
Così, senza un’ala
né l’aiuto di una chiglia
la nostra estate fuggì via
leggera verso la bellezza.

(Traduzione di Piera Mattei)

As imperceptibly as Grief

As imperceptibly as Grief
The Summer lapsed away –
Too imperceptible at last
To seem like Perfidy –
A Quietness distilled –
As Twilight long begun –
Or Nature – spending with Herself
Sequestered Afternoon –
The Dusk drew earlier in –
The Morning foreign shone –
A courteous – but harrowing Grace
Of Guest who would be gone –
And thus, without a Wing
Or Service of a Keel –
Our Summer made Her light Escape
Into the Beautiful –

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Lang Lang performing Hungarian Rhapsody No. 2 in C sharp minor
Live From Teatro Del Silenzio, Italy / 2007

Concorso di bellezza maschile, da “Sale” (1962), Wislawa Szymborska

In tensione da mascella a tallone.
Su di lui brilla olio a profusione.
Campione viene acclamato solo chi
come una treccia è attorcigliato.

Ingaggia una zuffa con un orso nero,
minaccioso (ma comunque non vero).
Di tre grossi giaguari invisibili
si disfa con tre colpi, terribili.

Divaricato e accosciato è divino.
la sua pancia ha facce a dozzine.
lo applaudono, lui fa un inchino
e ciò grazie alle giuste vitamine.

(Traduzione di Pietro Marchesani)

Konkurs piękności męskiej

Od szczęk do pięty wszedł napięty.
Oliwne na nim firmamenty.
Ten tylko moŜe być wybrany,
kto jest jak strucla zasupłany.

Z niedźwiedziem bierze się za bary
groźnym (chociaŜ go wcale nie ma).
Trzy niewidzialne jaguary
padają pod ciosami trzema.

Rozkroku mistrz i przykucania.
Brzuch ma w dwudziestu pięciu minach.
Biją mu brawo, on się kłania
na odpowiednich witaminach.

Bodybuilders’ Contest

From scalp to sole, all muscles in slow motion.
The ocean of his torso drips with lotion.
The king of all is he who preens and wrestles
with sinews twisted into monstrous pretzels.

Onstage, he grapples with a grizzly bear
the deadlier for not really being there.
Three unseen panthers are in turn laid low,
each with one smoothly choreographed blow.

He grunts while showing his poses and paces.
His back alone has twenty different faces.
The mammoth fist he raises as he wins
is tribute to the force of vitamins.

(Translated from Polish by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh)

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Nota del traduttore:
La Szymborska racconta di aver assistito una volta a Zakopane a una eliminatoria nazionale di sollevamento pesi: “Ho visto i sollevatori di pesi avvicinarsi alla sbarra tre volte e tre volte ritirarsi. Ho visto un gigante che non ce l’ha fatta che singhiozzava disperatamente tra le braccia del suo allenatore. Un anno di allenamento, sacrifici, dieta, e poi tutto è deciso da frazioni di secondo. E ho pensato: Santo Dio, forse avrei dovuto scrivere una poesia diversa su quei poveri forzuti, una con una lacrimuccia nell’occhio”.

Estraneo alla bellezza – non è nessuno, Emily Dickinson

Estraneo alla bellezza – non è nessuno –
poiché la bellezza è l’infinità –
e la capacità di essere finiti cessò
prima che fosse attribuita l’identità.

(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

Estranged from Beauty – none can be –

Estranged from Beauty – none can be –
For Beauty is Infinity –
And power to be finite ceased
Before Identity was leased.

Tristezze della luna, da “Les fleurs du mal”, Charles Baudelaire

Più pigra sogna la luna stasera.
Come bellezza, su molli cuscini,
che accarezza distratta e leggera,
prima del sonno, le curve dei seni,

sul dorso serico delle valanghe,
morente, manda estenuati sospiri,
sperde il suo sguardo in visioni bianche
fluttuanti nell’azzurro come fiori.

Quando languida, oziosa, una furtiva
lacrima lascia che quaggiù arrivi,
un poeta, devoto, veglia, e afferra

nella sua mano quella goccia pallida,
iridata come scheggia d’opale,
lungi dal sole in sé la sotterra.

(Traduzione di Antonio Prete)

Tristesses de la lune

Ce soir, la lune rêve avec plus de paresse;
Ainsi qu’une beauté, sur de nombreux coussins,
Qui d’une main distraite et légère caresse
Avant de s’endormir le contour de ses seins,

Sur le dos satiné des molles avalanches,
Mourante, elle se livre aux longues pâmoisons,
Et promène ses yeux sur les visions blanches
Qui montent dans l’azur comme des floraisons.

Quand parfois sur ce globe, en sa langueur oisive,
Elle laisse filer une larme furtive,
Un poète pieux, ennemi du sommeil,

Dans le creux de sa main prend cette larme pâle,
Aux reflets irisés comme un fragment d’opale,
Et la met dans son coeur loin des yeux du soleil.

Sadness of the Moon

Tonight the moon dreams with more indolence,
Like a lovely woman on a bed of cushions
Who fondles with a light and listless hand
The contour of her breasts before falling asleep;

On the satiny back of the billowing clouds,
Languishing, she lets herself fall into long swoons
And casts her eyes over the white phantoms
That rise in the azure like blossoming flowers.

When, in her lazy listlessness,
She sometimes sheds a furtive tear upon this globe,
A pious poet, enemy of sleep,

In the hollow of his hand catches this pale tear,
With the iridescent reflections of opal,
And hides it in his heart afar from the sun’s eyes.

— William Aggeler, The Flowers of Evil (Fresno, CA: Academy Library Guild, 1954)

Il cigno, Mary Oliver

L’hai visto, vagabondare, tutta notte, sul fiume scuro?
L’hai visto la mattina, sollevarsi nell’aria argentata –
Una profusione di fiori bianchi,
un perfetto parapiglia di seta e lino come piegato
nella schiavitù delle sue ali; un cumulo di neve, un mucchio di gigli,
battendo l’aria con il suo becco nero?
L’hai sentito, acuto e fischiettante
una musica tetra e stridula – come la pioggia a dirotto sui rami – come una cascata
passare come una lama giù per le sponde buie?
E l’hai visto, infine, proprio sotto le nubi –
Una croce bianca svolazzante attraversare il cielo, le sue zampe
come foglie annerite, le sue ali come la luce allargata del fiume?
E l’hai sentito, nel tuo cuore, quanto sia parte di ogni cosa?
E hai infine compreso anche tu, lo scopo della bellezza?
E hai cambiato la tua vita?

The Swan

Did you too see it, drifting, all night, on the black river?
Did you see it in the morning, rising into the silvery air –
An armful of white blossoms,
A perfect commotion of silk and linen as it leaned
into the bondage of its wings; a snowbank, a bank of lilies,
Biting the air with its black beak?
Did you hear it, fluting and whistling
A shrill dark music – like the rain pelting the trees – like a waterfall
Knifing down the black ledges?
And did you see it, finally, just under the clouds –
A white cross Streaming across the sky, its feet
Like black leaves, its wings Like the stretching light of the river?
And did you feel it, in your heart, how it pertained to everything?
And have you too finally figured out what beauty is for?
And have you changed your life?

Dichiara pace, Mary Oliver

Dichiara pace con il tuo respiro.
Inspira uomini d’arme e d’attrito, espira edifici interi e stormi di merli dalle ali rosse.
Inspira terroristi ed espira bambini che dormono e campi appena falciati.
Inspira confusione ed espira alberi di acero.
Inspira quanto è caduto ed espira amicizie di tutta una vita ancora intatte.
Dichiara pace con il tuo ascolto: quando senti sirene, prega ad alta voce.
Ricorda quali sono i tuoi strumenti: semi di fiori, spilli da vestiti, fiumi puliti.
Prepara una minestra.
Fai musica, impara come si dice grazie in tre lingue diverse.
Impara a fare la maglia, e fai un cappello.
Pensa al caos come mirtilli che danzano,
immagina il dolore come l’espirazione della bellezza o il gesto del pesce.
Nuota per andare dall’altra parte.
Dichiara pace.
Il mondo non è mai apparso così nuovo e prezioso.
Bevi una tazza di tè e rallegrati.
Agisci come se l’armistizio fosse già arrivato.
Non aspettare un altro minuto.

Wage peace

Wage peace with your breath.
Breathe in firemen and rubble, breathe out whole buildings and flocks of redwing blackbirds.
Breathe in terrorists and breathe out sleeping children and freshly mown fields.
Breath in confusion and breathe out maple trees.
Breathe in the fallen and breathe out lifelong friendships intact.
Wage peace with your listening: hearing sirens, pray loud.
Remember your tools: flower seeds,clothes pins,clean rivers.
Make soup.
Play music,learn the word for thank you in three languages.
Learn to knit and make a hat.
Think of chaos as dancing raspberries,
imagine grief as the outbreath of beauty or the gesture of fish.
Swim for the other side.
Wage peace.
Never has the world seemed so fresh and precious.
Have a cup of tea and rejoice.
Act as if armistice has already arrived.
Don’t wait another minute.

Ho portato all’arte, Konstantinos Kavafis

Seduto, sto fantasticando. Desideri e sensazioni
ho portato all’Arte – volti appena intravisti,
tratti accennati: e incerte memorie
d’amori impossibili. Mi affido ad Essa.
Sa raffigurare la Forma della Bellezza:
e riempie quasi inavvertitamente la vita intera
unisce le sensazioni, annoda i giorni.

I’ve Brought to Art

I sit in a mood of reverie.
I brought to Art desires and sensations:
things half-glimpsed,
faces or lines, certain indistinct memories
of unfulfilled love affairs. Let me submit to Art:
Art knows how to shape forms of Beauty,
almost imperceptibly completing life,
blending impressions, blending day with day.

(Translated by Edmund Keeley/Philip Sherrard)

L’nvito, Oriah Mountain Dreamer

Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere.
Voglio sapere cosa desideri ardentemente e se osi soddisfare l’anelito del tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai.
Voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo per amore,
per i tuoi sogni, per l’avventura di essere vivo.
Non mi interessa quali pianeti sono in quadratura con la tua luna…
Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dispiacere,
se sei stato aperto dai tradimenti della vita o ti sei inaridito e chiuso
per la paura di soffrire ancora.
Voglio sapere se puoi sopportare il dolore, mio o tuo,
senza muoverti per nasconderlo, sfumarlo o risolverlo.
Voglio sapere se puoi vivere con la gioia, mia o tua,
se puoi danzare con la natura e lasciare che l’estasi ti pervada
dalla testa ai piedi senza chiedere di essere attenti,
di essere realistici o di ricordare i limiti dell’essere umani.
Non mi interessa se la storia che racconti è vera,
voglio sapere se riusciresti a deludere qualcuno per mantenere fede a te stesso,
se riesci a sopportare l’accusa di tradimento senza tradire la tua anima.
Voglio sapere se puoi essere fedele e quindi degno di fiducia.
Voglio sapere se riesci a vedere la bellezza anche quando non è sempre
bella; e se puoi ricavare vita dalla Sua presenza.
Voglio sapere se riesci a vivere con il fallimento, mio e tuo,
e comunque rimanere in riva a un lago e gridare alla luna piena d’argento: “Sì!”
Non mi interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai,
voglio sapere se riesci ad alzarti dopo una notte di dolore e di disperazione,
stanco e con le ossa a pezzi e fare ugualmente quello che devi per i tuoi figli.
Non mi interessa chi sei e come sei arrivato qui,
voglio sapere se starai nel centro del fuoco con me senza tirarti indietro.
Non mi interessa dove o che cosa o con chi hai studiato,
voglio sapere che cosa ti sostiene da dentro, quando tutto il resto crolla.
Voglio sapere se riesci a stare da solo con te stesso
e se ti piace davvero la compagnia che ti fai nei momenti di vuoto.

The Invitation by Oriah

It doesn’t interest me
what you do for a living.
I want to know
what you ache for
and if you dare to dream
of meeting your heart’s longing.
It doesn’t interest me
how old you are.
I want to know
if you will risk
looking like a fool
for love
for your dream
for the adventure of being alive.
It doesn’t interest me
what planets are
squaring your moon…
I want to know
if you have touched
the centre of your own sorrow
if you have been opened
by life’s betrayals
or have become shrivelled and closed
from fear of further pain.
I want to know
if you can sit with pain
mine or your own
without moving to hide it
or fade it
or fix it.
I want to know
if you can be with joy
mine or your own
if you can dance with wildness
and let the ecstasy fill you
to the tips of your fingers and toes
without cautioning us
to be careful
to be realistic
to remember the limitations
of being human.
It doesn’t interest me
if the story you are telling me
is true.
I want to know if you can
disappoint another
to be true to yourself.
If you can bear
the accusation of betrayal
and not betray your own soul.
If you can be faithless
and therefore trustworthy.
I want to know if you can see Beauty
even when it is not pretty
every day.
And if you can source your own life
from its presence.
I want to know
if you can live with failure
yours and mine
and still stand at the edge of the lake
and shout to the silver of the full moon,
“Yes.”
It doesn’t interest me
to know where you live
or how much money you have.
I want to know if you can get up
after the night of grief and despair
weary and bruised to the bone
and do what needs to be done
to feed the children.
It doesn’t interest me
who you know
or how you came to be here.
I want to know if you will stand
in the centre of the fire
with me
and not shrink back.
It doesn’t interest me
where or what or with whom
you have studied.
I want to know
what sustains you
from the inside
when all else falls away.
I want to know
if you can be alone
with yourself
and if you truly like
the company you keep
in the empty moments.

By Oriah © Mountain Dreaming,
from the book The Invitation
published by HarperONE, San Francisco,
1999 All rights reserved

Prometti a te stesso, da “The Optimist Creed”, Christian D. Larson

Prometti a te stesso
Di essere così forte che niente possa disturbare la pace della tua mente.
Di parlare di salute, felicità e prosperità ad ogni persona che incontri.
Di far sentire a tutti i tuoi amici che c’è qualcosa di speciale in loro.
Di guardare il lato positivo di ogni cosa e rendere il tuo ottimismo realtà.
Di pensare sempre per il meglio, di lavorare solo per il meglio, e di aspettarti solo il meglio.
Di essere entusiasta del successo degli altri tanto quanto lo sei del tuo.
Di dimenticare gli errori del passato e puntare verso i più importanti traguardi del futuro.
Di avere sempre un’aria allegra e di donare ad ogni essere vivente che incontri un sorriso.
Di dedicare così tanto tempo al miglioramento di te stesso da non avere tempo per criticare gli altri.
Di essere troppo capace per le preoccupazioni, troppo nobile per la rabbia, troppo forte per la paura; e troppo felice per permettere la presenza di problemi.
Di pensare bene di te stesso e di proclamarlo al mondo, non con parole gridate ma con azioni grandiose.
Di vivere credendo che il mondo intero sia dalla tua parte, finché sarai fedele a tutto il meglio che c’è in te.

(Trad. di Alessandra Marchesi)

Promise Yourself

Promise Yourself
To be so strong that nothing can disturb your peace of mind.
To talk health, happiness, and prosperity to every person you meet.
To make all your friends feel that there is something in them.
To look at the sunny side of everything and make your optimism come true.
To think only the best, to work only for the best, and to expect only the best.
To be just as enthusiastic about the success of others as you are about your own.
To forget the mistakes of the past and press on to the greater achievements of the future.
To wear a cheerful countenance at all times and give every living creature you meet a smile.
To give so much time to the improvement of yourself that you have no time to criticize others.
To be too large for worry, too noble for anger, too strong for fear; and too happy to permit the presence of trouble.
To think well of yourself and to proclaim this fact to the world, not in loud words but great deeds.
To live in faith that the whole world is on your side so long as you are true to the best that is in you.

Felicità, Raymond Carver

Talmente presto che fuori è ancora quasi buio.
Sto alla finestra con il caffè
e le solite cose della mattina presto
che passano per pensieri.
A un tratto vedo il ragazzo e il suo amico
venire su per la strada
per consegnare il giornale.
Portano il berretto e il maglione
e uno la borsa a tracolla.
Sono così felici
che non dicono niente, questi ragazzi.
Mi sa che se potessero, si prenderebbero sottobraccio.
Il mattino è appena sorto
e stanno facendo questa cosa insieme.
Avanzano lentamente.
Il mattino si fa più luminoso,
anche se la luna pende ancora pallida sul mare.
Una tale bellezza che per un attimo
la morte e l’ambizione, perfino l’amore
non riescono a intaccarla.
Felicità. Arriva
inaspettata. E va al di là, davvero,
di qualsiasi chiacchiera mattutina sull’argomento.

(Traduzione di Riccardo Duranti e Francesco Durante)

Happiness

So early it’s still almost dark out.

I’m near the window with coffee,
and the usual early morning stuff
that passes for thought.

When I see the boy and his friend
walking up the road
to deliver the newspaper.

They wear caps and sweaters,
and one boy has a bag over his shoulder.

They are so happy
they aren’t saying anything, these boys.

I think if they could, they would take
each other’s arm.

It’s early in the morning,
and they are doing this thing together.

They come on, slowly.

The sky is taking on light,
though the moon still hangs pale over the water.

Such beauty that for a minute
death and ambition, even love,
doesn’t enter into this.

Happiness.
It comes on
unexpectedly.
And goes beyond, really,
any early morning talk about it.