Canto di Natale, Sara Teasdale

I re magi arrivarono da sud,
Tutti vestiti con rifiniture d’ermellino;
Gli portarono oro e crisoprasio,
E regali di vino prezioso.

I pastori provennero da nord,
I loro cappotti erano marroni e vecchi;
Gli portarono piccoli agnellini appena nati—
Non avevano oro.

I saggi vennero da est,
Ed erano avvolti nel bianco;
La stella che li ha guidati tutto il tempo
Ha glorificato la notte.

Gli angeli arrivarono dall’alto dei cieli,
Ed erano vestiti di ali;
Ed ecco, portarono una canzone gioiosa
che le creature celesti cantano.

I re bussarono alla porta,
I saggi entrarono,
I pastori li seguirono
Per ascoltare l’inizio della canzone.

Gli angeli cantarono tutta la notte
Fino al sorgere del sole,
Ma il piccolo Gesù si addormentò
Prima che la canzone fosse finita.

Christmas Carol

The kings they came from out the south,
All dressed in ermine fine;
They bore Him gold and chrysoprase,
And gifts of precious wine.

The shepherds came from out the north,
Their coats were brown and old;
They brought Him little new-born lambs—
They had not any gold.

The wise men came from out the east,
And they were wrapped in white;
The star that led them all the way
Did glorify the night.

The angels came from heaven high,
And they were clad with wings;
And lo, they brought a joyful song
The host of heaven sings.

The kings they knocked upon the door,
The wise men entered in,
The shepherds followed after them
To hear the song begin.

The angels sang through all the night
Until the rising sun,
But little Jesus fell asleep
Before the song was done.

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David Garrett attends ‘Die Schoensten Weihnachtshits mit Carmen Nebel’ Show (ZDF) on December 6, 2012 in Munich, Germany and plays “Ode To Joy” with the Neue Philharmonie Frankfurt

L’ultima luna, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Luna che s’assottiglia come piuma,
nuvola che all’alba lieve sfuma –
luce che nella luce ama svanire
e dona ancora luce sul morire.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Moon’s Ending

Moon, worn thin to the width of a quill,
In the dawn clouds flying,
How good to go, light into light, and still
Giving light, dying.

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Kathia Buniatishvili – Claude Debussy: Clair de lune

Io vivrei nel tuo amore, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Come le alghe nel mare,
così io vivrei nel tuo amore.
Ogni onda che passa le sostiene,
le piega ogni onda che a ritroso viene.
Di tutti i sogni che l’hanno abitata
svuoterei l’anima, a te consacrata.
Due cuori in uno solo battere sentirei,
l’anima tua dovunque seguirei.

(Traduzione di Silvio Raffo)

I Would Live In Your Love

I would live in your love as the sea-grasses live in the sea,
Borne up by each wave as it passes, drawn down by each wave that recedes;
I would empty my soul of the dreams that have gathered in me,
I would beat with your heart as it beats, I would follow your soul as it leads.

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David Garrett – Io Ti Penso Amore (Feat. Nicole Scherzinger)

 

Il giardino, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Il mio cuore è un giardino stremato dall’autunno,
colmo d’astri oscillanti, di grevi dalie scure;
nel pigro mezzogiorno, di aprile si ricorda,
delle veloci acquate, chiare scintille di neve;

oscillanti narcisi nel freddo vento all’alba
e tulipani d’oro, folletti di rugiada –
si assopirà ben presto cullato dalla neve –
vedrà, dopo il letargo, la nuova primavera?

(Traduzione di Silvio Raffo)

The Garden

My heart is a garden tired with autumn,
Heaped with bending asters and dahlias heavy and dark,
In the hazy sunshine, the garden remembers April,
The drench of rains and a snow-drop quick and clear as a spark;

Daffodils blowing in the cold wind of morning,
And golden tulips, goblets holding the rain—
The garden will be hushed with snow, forgotten soon, forgotten—
After the stillness, will spring come again?

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Anastasia Huppmann plays Vig Zartman’s BLACK SKY

Novembre da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Il mondo è stanco, l’anno sta invecchiando:
foglie vizze contente di morire,
un brivido di vento va sfiorando
i giunchi dalle inanimate spire.

L’amore come l’erba sta morendo
e chi baciammo, in fredda cortesia,
quasi lieto l’osserva andare via
come foglie disperse dalla brezza.

(Traduzione di Silvio Raffo)

November

The world is tired, the year is old,
The fading leaves are glad to die,
The wind goes shivering with cold
Where the brown reeds are dry.

Our love is dying like the grass,
And we who kissed grow coldly kind,
Half glad to see our old love pass
Like leaves along the wind.

Il volo, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Due aquile noi siamo,
insieme sopra i cieli
sopra i monti
voliamo.
Le ali tese al vento,
il sole ci rincuora.
La neve il nostro sguardo
offusca lentamente
e un vortice di nuvole
ci segue evanescente.

Due aquile noi siamo,
ma se verrà la Morte
umani e rassegnati
insieme noi vorremmo
andarcene appagati.
Che né l’uno né l’altro resti solo –
questa fine abbia il volo,
così si estingua il fuoco,
così il libro si chiuda.

(Traduzione di Silvio Raffo)

The Flight

We are two eagles
Flying together
Under the heavens,
Over the mountains,
Stretched on the wind.
Sunlight heartens us,
Blind snow baffles us,
Clouds wheel after us
Ravelled and thinned.

We are like eagles,
But when Death harries us,
Human and humbled
When one of us goes,
Let the other follow,
Let the flight be ended,
Let the fire blacken,
Let the book close.

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Maksim’s video “Ballet Moderne”, featuring Yasmine Naghdi and the Girl Band Storm

Pensieri, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Do via libera spesso ai miei pensieri,
che come dame vanno in passeggiata;
prima, allo specchio si misuran fieri
il cappello e la gonna più adeguata.

Ma quei pensieri ardenti, timorosi,
che non vogliono vestirsi e stan nascosti…
Ditemi poi, perché sono sempre questi
a sembrarmi di tutti i più preziosi?

(Traduzione di Silvio Raffo)

Thoughts

When I can make my thoughts come forth
To walk like ladies up and down,
Each one puts on before the glass
Her most becoming hat and gown.

But oh, the shy and eager thoughts
That hide and will not get them dressed,
Why is it that they always seem
So much more lovely than the rest?

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Lang Lang & Gina Alice Redlinger Perform “Colorful Clouds Chasing the Moon” on Spirio | r

No, non è una parola, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Oh no che non è una parola,
ben poco da dire ci resta:
e non è nemmeno una sola
occhiata, né un cenno di testa.

E’ solo un silenzio del cuore
che ha un carico troppo pesante,
è solo il risveglio di tante
memorie dal tenue sopore.

(Traduzione di Silvio Raffo)

“It Is Not A Word”

It is not a word spoken,
Few words are said;
Nor even a look of the eyes
Nor a bend of the head,
But only a hush of the heart
That has too much to keep,
Only memories waking
That sleep so light a sleep.

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Martynas Levickis – Shallow (A Star Is Born) feat Ignė Pikalavičiūtė & Mikroorkéstra

Saggezza, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Quando avrò smesso di spezzarmi l’ali
contro l’insufficienza di ogni cosa
e imparato che dietro ogni cancello
duro ad aprirsi un compromesso aspetta,
quando saprò guardare fissa in volto
la vita senza scosse, fredda e calma,
lei mi darà la Verità – un gran dono –
e in cambio avrà da me la giovinezza.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Wisdom

When I have ceased to break my wings
Against the faultiness of things,
And learned that compromises wait
Behind each hardly opened gate,
When I have looked Life in the eyes,
Grown calm and very coldly wise,
Life will have given me the Truth,
And taken in exchange—my youth.

Rifugio, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Dalle grigie sconfitte della vita,
dal battito del polso già languente,
dalle speranze, sabbia decrescente
attraverso la coppa delle dita
e dalla schiavitù d’ogni mio errore –
libera sono, se posso cantare.

Col mio canto io posso dare al sole
un rifugio in cui l’anima vivrà –
una casa di limpide parole
per la mia fragile immortalità.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Refuge

From my spirit’s gray defeat,
From my pulse’s flagging beat,
From my hopes that turned to sand
Sifting through my close-clenched hand,
From my own fault’s slavery,
If I can sing, I still am free.

For with my singing I can make
A refuge for my spirit’s sake,
A house of shining words, to be
My fragile immortality.