A mezzanotte, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Mi si è svelata infine l’essenza della vita:
mai nulla compi, inizi solamente.
Persino la vittoria più difficile e ambita
non è mai stata vinta veramente.

Avevo eretto all’anima il tempio dell’amore:
si svela ospite ambiguo ed invadente.
Musica, lodi e risa giovano poco al cuore.
Più bello del riposo non c’è niente.

(Traduzione di Silvio Raffo)

At Midnight

Now at last I have come to see what life is,
Nothing is ever ended, everything only begun,
And the brave victories that seem so splendid
Are never really won.

Even love that I built my spirit’s house for,
Comes like a brooding and a baffled guest,
And music and men’s praise and even laughter
Are not so good as rest.


DRIFT »Breaking Waves« | Elbphilharmonie – Hamburg (DE)

Centinaia di droni illuminati hanno avvolto l’Elbphilharmonie in un’ondata di luce.
Il duo di artisti DRIFT ha creato un’opera d’arte appositamente per l’Elbphilharmonie che ha immerso l’angolo occidentale dell’edificio in uno spettacolo di luci sotto forma di onde per 10 minuti, dal 28 aprile al 1 maggio 2022. Centinaia di droni hanno ballato al secondo movimento del Concerto per pianoforte di Thomas Adès, già eseguito al concerto per il quinto anniversario della Elbphilharmonie l’11 gennaio 2022; “Breaking Waves” era originariamente previsto per questa occasione.

L’Elbphilharmonie è senza dubbio uno dei simboli più importanti di Amburgo.
La sua moderna struttura sorge su uno dei più antichi magazzini portuali della città. Rinomata a livello internazionale per essere una delle sale da concerto con la migliore acustica, in realtà è molto di più. Il concetto dell’opera unisce musica e architettura, creando una struttura più unica che rara: due maestose sale da concerto, un hotel e appartamenti di lusso, e un ristorante.

Il mio amore è la vita, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Poiché scampo non c’è, poiché alla fine
sarà ridotto in cenere il mio corpo,
questa mano che ho amato come ho amato un amico,
questo corpo che ho teso in gioia e in pena;
poiché scampo non c’è per me nemmeno
che amo la vita con soverchio ardore –
gli orti odorosi nella pioggia, il mare
senza preghiere ore silenti e sole –
se mi attende la tenebra, più ancora
lasciami scivolare come a riva
la risacca ondosa, ma cantando
con l’ultimo respiro – in queste poche
ore di luce rialzerò la testa;
il mio amore è la vita – ai morti sfuggirò,
se di beffar la morte esiste il modo.

(Traduzione di Silvio Raffo)

“Since There Is No Escape”

Since there is no escape, since at the end
My body will be utterly destroyed,
This hand I love as I have loved a friend,
This body I tended, wept with and enjoyed;
Since there is no escape even for me
Who love life with a love too sharp to bear:
The scent of orchards in the rain, the sea
And hours alone too still and sure for prayer—
Since darkness waits for me, then all the more
Let me go down as waves sweep to the shore
In pride, and let me sing with my last breath;
In these few hours of light I lift my head;
Life is my lover—I shall leave the dead
If there is any way to baffle death.


Alexandre Kantorow : Saint-Saëns, Danse macabre op.40

Le pianiste Alexandre Kantorow est nommé dans la catégorie “Révélation, Soliste instrumental” des Victoires de la Musique Classique 2019. Il interprète la Danse macabre op. 40 de Camille Saint-Saëns dans l’arrangement de Liszt / Horowitz.

Stelle d’inverno, da “Flame and Shadow” (1920), Sara Teasdale

Sono uscita di notte, da sola;
Il sangue giovane che scorreva al di là del mare
Sembrava aver infradiciato le ali del mio spirito –
Duramente sopportavo il mio dolore.

Ma quando ho sollevato la testa
Dalle ombre tremanti sulla neve,
Ho visto Orione, verso est,
Brillare costante come un tempo.

Dalle finestre della casa di mio padre,
Sognando i miei sogni nelle notti d’inverno,
Guardavo Orione quand’ero bambina
Al di sopra delle luci di un’altra città.

Passano gli anni, passano i sogni, passa anche la giovinezza
Il cuore del mondo sotto il peso delle sue guerre si spezza,
Tutto è cambiato, tranne, verso est,
La fedele bellezza delle stelle.

Winter Stars

I went out at night alone;
The young blood flowing beyond the sea
Seemed to have drenched my spirit’s wings—
I bore my sorrow heavily.

But when I lifted up my head
From shadows shaken on the snow,
I saw Orion in the east
Burn steadily as long ago.

From windows in my father’s house,
Dreaming my dreams on winter nights,
I watched Orion as a girl
Above another city’s lights.

Years go, dreams go, and youth goes too,
The world’s heart breaks beneath its wars,
All things are changed, save in the east
The faithful beauty of the stars.


Dutch harpist and composer Remy van Kesteren performs Nils Frahm’s “Hammers” from his album “Tomorrow Eyes” live at Yellow Lounge in Berlin, April 2019

Una ghiandaia azzurra d’inverno, da “Rivers to the Sea” (1915), Sara Teasdale

Crocchiante la neve brillante sussurrava,
scricchiolando sotto i nostri piedi;
Dietro di noi mentre camminavamo lungo la strada panoramica,
le nostre ombre danzavano,
forme fantastiche in un blu vivido.
Attraverso il lago i pattinatori
volavano avanti e indietro,
con curve strette tessendo
una fragile rete invisibile.
In estasi la terra
bevve la luce argentea del sole;
In estasi i pattinatori
bevvero il vino della velocità;
In estasi ridevamo
Bevendo il vino dell’amore.
La musica della nostra gioia non aveva forse
suonato la sua nota più alta?
Ma no,
perché all’improvviso, con gli occhi alzati, hai detto:
“Oh guarda!”
Là, sul nero ramo di un acero macchiato di neve,
impavido e allegro come il nostro amore,
Una ghiandaia azzurra ha alzato la cresta!
Oh chi può dire la portata della gioia
O definire i limiti della bellezza?

A Winter Bluejay

Crisply the bright snow whispered,
Crunching beneath our feet;
Behind us as we walked along the parkway,
Our shadows danced,
Fantastic shapes in vivid blue.
Across the lake the skaters
Flew to and fro,
With sharp turns weaving
A frail invisible net.
In ecstacy the earth
Drank the silver sunlight;
In ecstacy the skaters
Drank the wine of speed;
In ecstacy we laughed
Drinking the wine of love.
Had not the music of our joy
Sounded its highest note?
But no,
For suddenly, with lifted eyes you said,
“Oh look!”
There, on the black bough of a snow flecked maple,
Fearless and gay as our love,
A bluejay cocked his crest!
Oh who can tell the range of joy
Or set the bounds of beauty?

Debiti, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Poiché la mia anima ancora
s’appaga del puro respiro
e oppone i suoi frutti superbi
alla morte tenebrosa –
finché sono ancora curiosa
di successo, e d’amore,
finché so innalzare il mio cuore
ben oltre le insidie degli anni –
maledire il destino
non avrebbe un perché:
son io che devo qualcosa alla vita,
non certo lei a me.

(Traduzione di Silvio Raffo)


So long as my spirit still
Is glad of breath
And lifts its plumes of pride
In the dark face of death;
While I am curious still
Of love and fame,
Keeping my heart too high
For the years to tame,
How can I quarrel with fate
Since I can see
I am a debtor to life,
Not life to me?


Alice Sara Ott – Grieg: To Spring (Lyric Pieces Book III), Wonderland

Crepuscolo d’autunno, da”Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Su una distesa di colline, un mare,
vidi un pianeta, solo, scintillare.
Nessuno, né vicino, né lontano,
poteva il mondo togliermi di mano.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Autumn Dusk

I saw above a sea of hills
A solitary planet shine,
And there was no one near or far
To keep the world from being mine.


Yuja Wang: Gershwin Rhapsody in Blue [HD] – Camerata Salzburg conducted by Lionel Bringuier Salzburger Festspiele, Aug 12 2016

All’amore lontano, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Un grido sentii nella notte
da me mille miglia lontano,
ma nitido come un baleno
chiamava il mio nome, il mio nome.

Sentii la tua voce chiamarmi:
tu, sveglio, gridavi di amarmi:
ed io a mia volta ti risponderò:
“Lo so, lo so, lo so!”.

(Traduzione di Silvio Raffo)

To One Away

I heard a cry in the night,
A thousand miles it came,
Sharp as a flash of light,
My name, my name!

It was your voice I heard,
You waked and loved me so-
I send you back this word,
I know, I know!


Helene Grimaud – The Empereor Concerto (Beethoven) – Conductor Vladimir Jurowski – French version

Canto nel bosco, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Al crepuscolo un tordo udii fischiare
tre note al bosco, e una stella creare.
All’improvviso il mio cuore angustiato
di lontano tornò, come rinato.

Tre note lacrimose, tre soltanto
con cui compose lo stellato canto.
Ed io mi riappropriai della mia vita
e diedi un bacio ad ogni sua ferita.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Wood Song

I heard a wood thrush in the dusk
Twirl three notes and make a star —
My heart that walked with bitterness
Came back from very far.

Three shining notes were all he had,
And yet they made a starry call —
I caught life back against my breast
And kissed it, scars and all.


Robbie Williams – My Way [HD] Live At Royal Albert Hall, Kensington, London – 2001

Crepuscolo a febbraio, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Ero sulla collina accarezzata
dalla pallida breve nevicata.
Solitaria una stella mi guardava
nella sera che gelida brillava.

Altra creatura a parte me non v’era
che vedesse quel che vedevo io.
Contemplai la mia stella nella sera
finché il suo sguardo s’incontrò col mio.

(Traduzione di Silvio Raffo)

February Twilight

I stood beside a hill
Smooth with new-laid snow,
A single star looked out
From the cold evening glow.

There was no other creature
That saw what I could see —
I stood and watched the evening star
As long as it watched me.


Yuja Wang plays an encore after the 5th Prokofiev concerto, New York Carnegie Hall, May 1st, 2019. The piece is called “You come here often?”, composed by Michael Tilson Thomas and dedicated to Yuja Wang

Notte, da “Gli amorosi incanti”, Sara Teasdale

Sulla neve alte le stelle –
dietro una stella che a occidente brilla
un pianeta lento oscilla –
tu cerca il bello –
cerca, e lo troverai:
non è lontano, non lo sarà mai.

(Traduzione di Silvio Raffo)


Stars over snow,
And in the west a planet
Swinging low below a star—
Look for a lovely thing and you will find it,
It is not far—
It never will be far.


Jarrod Radnich – Christmas Canon (Pachelbel’s Canon in D) – VPS