Verranno le dolci piogge, da “Fiamma e ombra” (1920), Sara Teasdale

Verranno le dolci piogge e l’odore di terra,
e le rondini che volano in circolo con le loro strida scintillanti;

e le rane negli stagni che cantano di notte,
e gli alberi di susino selvatico che fremono di bianco;

i pettirossi vestiranno il loro piumaggio infuocato,
fischiettando le loro fantasie su una bassa recinzione in rete metallica;

e nessuno saprà della guerra,
nessuno presterà attenzione infine quando sarà avvenuto;

nessuno baderebbe, né uccello né albero,
se l’umanità scomparisse completamente;

e la Primavera stessa, al suo risveglio all’alba,
si renderebbe conto appena che noi ce ne siamo andati.

There Will Come Soft Rains

There will come soft rains and the smell of the ground,
And swallows circling with their shimmering sound;

And frogs in the pool singing at night,
And wild plum trees in tremulous white;

Robins will wear their feathery fire,
Whistling their whims on a low fence-wire;

And not one will know of the war, not one
Will care at last when it is done.

Not one would mind, neither bird nor tree,
If mankind perished utterly;

And Spring herself when she woke at dawn
Would scarcely know that we were gone.

Poem first published in Flame and Shadow, by Sara Teasdale, 1920

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There Will Come Soft Rains  è una delle poesie più conosciute di Sara Teasdale nella quale immagina un mondo post-apocalittico idilliaco in cui la natura continua pacificamente, meravigliosamente e indifferentemente dopo l’estinzione del genere umano. Ha ispirato il racconto breve di Ray Bradbury con lo stesso nome, incluso nella raccolta “Cronache marziane”.

The Solitary, Sara Teasdale

My heart has grown rich with the passing of years,
I have less need now than when I was young
To share myself with every comer
Or shape my thoughts into words with my tongue.

It is one to me that they come or go
If I have myself and the drive of my will,
And strength to climb on a summer night
And watch the stars swarm over the hill.

Let them think I love them more than I do,
Let them think I care, though I go alone;
If it lifts their pride, what is it to me
Who am self-complete as a flower or a stone.

Abbastanza, da “Collected Poems” (1937), Sara Teasdale

È abbastanza per me di giorno
Camminare sulla stessa terra luminosa con lui;
Abbastanza che su di noi di notte
Lo stesso grande tetto di stelle sia buio.

Non ho alcuna cura di legare il vento
O posare un ostacolo sul mare –
È abbastanza sentire il suo amore
Che soffia come musica su di me.

Enough

It is enough for me by day
To walk the same bright earth with him;
Enough that over us by night
The same great roof of stars is dim.

I have no care to bind the wind
Or set a fetter on the sea –
It is enough to feel his love
Blow by like music over me.

La vita è ricca di amorosi incanti, da “Gli amorosi incanti”, Sara Teasdale

La vita è ricca di amorosi incanti,
di splendide visioni luminose –
onde azzurre spumose alle scogliere,
garruli fuochi in lingue scintillanti,
volti di bimbi in estasi sognanti
come coppe imbevute di chimere.

La vita vende gli amorosi incanti,
nella pioggia il pineto profumato –
c’è la musica, un alto arco dorato,
caldi abbracci, devoti sguardi amanti,
delizie dello spirito incorrotte,
visioni come stelle nella notte.

Spendi tutto per doni come questi,
senza pensare al conto della spesa.
Un’ora in pace candida, sicura,
vale di mesi ed anni amara attesa:
per un respiro di estasi pura
dà quel che fosti, o ch’essere potresti.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Barter

Life has loveliness to sell,
All beautiful and splendid things,
Blue waves whitened on a cliff,
Soaring fire that sways and sings,
And children’s faces looking up
Holding wonder like a cup.

Life has loveliness to sell,
Music like a curve of gold,
Scent of pine trees in the rain,
Eyes that love you, arms that hold,
And for your spirit’s still delight,
Holy thoughts that star the night.

Spend all you have for loveliness,
Buy it and never count the cost;
For one white singing hour of peace
Count many a year of strife well lost,
And for a breath of ecstasy
Give all you have been, or could be.

Giorno di dicembre, Sara Teasdale

L’alba ha acceso il suo cuscino viola
– E tardi, tardi è arrivato il giorno d’inverno,
la neve era curva fino ai rami del salice.
– Il mondo senza sole era bianco e grigio.

A mezzogiorno abbiamo sentito una ghiandaia azzurra gracchiare,
– Alle cinque si era persa l’ultima fievole luce
Da finestre coperte di neve che sorreggevano debolmente
– La piumata filigrana di brina.

December Day

Dawn turned on her purple pillow
— And late, late came the winter day,
Snow was curved to the boughs of the willow.
— The sunless world was white and grey.

At noon we heard a blue-jay scolding,
— At five the last thin light was lost
From snow-banked windows faintly holding
— The feathery filigree of frost.