Se la mia voce morisse sulla terra, Rafael Alberti

Se la mia voce morisse sulla terra
portatela al livello del mare
e lasciatela sulla spiaggia.

Portatela al livello del mare
e nominatela capitana
di un bianco vascello da guerra.

Oh! La mia voce decorata
con le insegne marinaresche:
sopra il cuore un’ancora
sopra l’ancora una stella
e sopra la stella il vento
e sopra il vento una vela!

Si mi voz muriera en tierra

Si mi voz muriera en tierra,
llevadla al nivel del mar
y dejadla en la ribera.

Llevadla al nivel del mar
y nombradla capitana
de un blanco bajel de guerra.

¡Oh mi voz condecorada
con la insignia marinera:
sobre el corazon un ancla
y sobre el ancla una estrella
y sobre la estrella el viento
y sobre el viento una vela!

Rafael Alberti, Marinero en tierra (1924)

If my voice dies on land

If my voice dies on land,
take it down to the sea
and leave it on the shore.

Take it down to the sea
and make it captain
of a white man-of-war.

Honor it with
a sailor’s medal:
over its heart an anchor,
and on the anchor a star,
and on the star the wind,
and on the wind a sail!

Translated by Mark Strand

Verranno le dolci piogge, da “Fiamma e ombra” (1920), Sara Teasdale

Verranno le dolci piogge e l’odore di terra,
e le rondini che volano in circolo con le loro strida scintillanti;

e le rane negli stagni che cantano di notte,
e gli alberi di susino selvatico che fremono di bianco;

i pettirossi vestiranno il loro piumaggio infuocato,
fischiettando le loro fantasie su una bassa recinzione in rete metallica;

e nessuno saprà della guerra,
nessuno presterà attenzione infine quando sarà avvenuto;

nessuno baderebbe, né uccello né albero,
se l’umanità scomparisse completamente;

e la Primavera stessa, al suo risveglio all’alba,
si renderebbe conto appena che noi ce ne siamo andati.

There Will Come Soft Rains

There will come soft rains and the smell of the ground,
And swallows circling with their shimmering sound;

And frogs in the pool singing at night,
And wild plum trees in tremulous white;

Robins will wear their feathery fire,
Whistling their whims on a low fence-wire;

And not one will know of the war, not one
Will care at last when it is done.

Not one would mind, neither bird nor tree,
If mankind perished utterly;

And Spring herself when she woke at dawn
Would scarcely know that we were gone.

Poem first published in Flame and Shadow, by Sara Teasdale, 1920

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There Will Come Soft Rains  è una delle poesie più conosciute di Sara Teasdale nella quale immagina un mondo post-apocalittico idilliaco in cui la natura continua pacificamente, meravigliosamente e indifferentemente dopo l’estinzione del genere umano. Ha ispirato il racconto breve di Ray Bradbury con lo stesso nome, incluso nella raccolta “Cronache marziane”.

Canzone breve, Eugénio De Andrade

Tutto mi prende la terra che mi possiede:
Il fiume d’improvviso adolescente,
La luce incespicando negli angoli,
Le sabbie ove arsi impaziente.

Tutto mi prende del medesimo triste amore
nel sapere che la vita dura poco,
E in essa pongo la speranza e il calore
Di quanta tenerezza rimane tra le dita.

Dicono che vi sono altri cieli e altre lune
E altri occhi densi di allegria,
Ma io appartengo a queste case, a queste vie,
A questo amore grondante malinconia.

Cançao breve

Tudo me prende à terra onde me dei:
O rio subitamente adolescente,
A luz tropeçando nas esquinas,
As areias onde ardi impaciente.

Tudo me prende do mesmo triste amor
Que há em saber que a vida pouco dura,
E nela ponho a esperança e o calor
De uns dedos com restos de ternura.

Dizem que há outros céus e outras luas
E outros olhos densos de alegria,
Mas eu sou destas casas, destas ruas,
Deste amor a escorrer melancolia.

L’inondazione della primavera, Emily Dickinson

L’inondazione della primavera
ingrandisce ogni anima –
travolge le abitazioni
ma lascia intatta l’acqua –
dove l’anima dapprima stranita
cerca debolmente la terra
ma acclimatata – non rimpiange più
quella penisola –

(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

The inundation of the Spring

The inundation of the Spring
Enlarges every Soul –
It sweeps the tenements away
But leaves the Water whole –
In which the Soul at first estranged –
Seeks faintly for it’s shore
But acclimated – pines no more
For that Peninsula –

Nessun uomo è un’isola, John Donne

Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità.
E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: suona per te.

Da Meditazione XVII
in “Devozioni per occasioni d’emergenza”  Editori Riuniti, Roma, 1994

No Man is an Island

“No man is an island, entire of itself; every man is a piece of the continent, a part of the main. If a clod be washed away by the sea, Europe is the less, as well as if a promontory were, as well as if a manor of thy friend’s or of thine own were; any man’s death diminishes me, because I am involved in mankind; and therefore never send to know for whom the bells tolls; it tolls for thee.”

Quando la morte viene, Mary Oliver

Quando la morte viene
come l’orso affamato in autunno;
quando la morte viene e tira fuori dal suo borsellino
tutte le monete scintillanti
per comprarmi, e chiude il borsellino di scatto;
quando la morte viene
come una pestilenza di morbillo;
quando la morte viene
come un iceberg fra le scapole,
io voglio affacciarmi alla porta piena di curiosità, domandandomi:
come sarà mai, quel cottage d’oscurità?

E perciò guardo ogni cosa
come una fratellanza e una sorellanza,
e vedo il tempo come nient’altro che un’idea,
e considero l’eternità un’altra possibilità,
e penso ad ogni vita come a un fiore, comune
come una margherita dei campi, e altrettanto singolare,
e ad ogni nome come a una piacevole musica in bocca,
che tende, perché tutta la musica lo fa, verso il silenzio,
e ad ogni corpo come a un leone di coraggio, e a qualcosa
di prezioso per la terra.
Quando sarà finita, voglio dire: per tutta la vita
sono stata una sposa maritata alla meraviglia.
Sono stata lo sposo, e ho preso il mondo fra le mie braccia.
Quando sarà finita, non voglio chiedermi
se ho fatto della mia vita qualcosa di particolare e di vero.
Non voglio trovarmi a sospirare, e spaventata,
e piena di recriminazioni.
Non voglio finire avendo semplicemente visitato questo mondo.

(Traduzione di Maria G. Di Rienzo)

When Death Comes

When death comes
like the hungry bear in autumn;
when death comes and takes all the bright coins from his purse

to buy me, and snaps the purse shut;
when death comes
like the measle-pox

when death comes
like an iceberg between the shoulder blades,

I want to step through the door full of curiosity, wondering:
what is it going to be like, that cottage of darkness?

And therefore I look upon everything
as a brotherhood and a sisterhood,
and I look upon time as no more than an idea,
and I consider eternity as another possibility,

and I think of each life as a flower, as common
as a field daisy, and as singular,

and each name a comfortable music in the mouth,
tending, as all music does, toward silence,

and each body a lion of courage, and something
precious to the earth.

When it’s over, I want to say all my life
I was a bride married to amazement.
I was the bridegroom, taking the world into my arms.

When it’s over, I don’t want to wonder
if I have made of my life something particular, and real.

I don’t want to find myself sighing and frightened,
or full of argument.

I don’t want to end up simply having visited this world.

Asia, da “Orientarsi con le stelle”, Raymond Carver

E’ bello abitare vicino all’acqua.
Le navi passano così vicine alla terra
che un marinaio potrebbe allungare una mano
e spezzare un ramo da uno dei salici
che crescono qui. I cavalli crescono bradi
sul bordo dell’acqua, lungo la spiaggia.
Volendo, i marinai potrebbero
preparare un lazo e lanciarlo
per tirare a bordo uno dei cavalli.
Qualcosa che tenga loro compagnia
nel lungo viaggio verso l’Oriente.

Dal balcone riesco a vedere l’espressione
dei marinai mentre fissano i cavalli,
gli alberi e le case a due piani.
So quello che pensano quando vedono
un tizio che li saluta dal balcone,
con la sua macchina rossa parcheggiata nel vialetto.
Lo guardano e si ritengono
fortunati. Che misteriosa botta
di fortuna hanno avuto, pensano, che li ha portati
fin qui, tutti insieme sul ponte di una nave
diretta in Asia. Tutti quegli anni passati ad arrangiarsi,
a lavorare nei magazzini o a fare gli scaricatori,
oppure semplicemente a oziare sui moli
sono ormai dimenticati. Son cose capitate
ad altri, gente più giovane,
seppure son capitate veramente.

I marinai dalla nave
alzano le braccia e ricambiano i saluti.
Poi restano fermi, aggrappati alla ringhiera,
mentre la nave scivola via veloce. I cavalli
escono al sole da sotto gli alberi.
Sembrano immobili statue di cavalli.
Osservano la nave che passa.
Le onde che s’infrangono sulla chiglia.
E sulla spiaggia. E anche nella mente
dei cavalli, dove
è sempre Asia.

(Traduzione di Riccardo Duranti e Francesco Durante)

Asia

It’s good to live near the water.
Ships pass so close to land
a man could reach out
and break a branch from one of the willow trees
that grow here. Horses run wild
down by the water, along the beach.
If the men on board wanted, they could
fashion a lariat and throw it
and bring one of the horses on deck.
Something to keep them company
for the long journey East.

From my balcony I can read the faces
of the men as they stare at the horses,
the trees, and two-story houses.
I know what they’re thinking
when they see a man waving from a balcony,
his red car in the drive below.
They look at him and consider themselves
lucky. What a mysterious piece
of good fortune, they think, that’s brought
them all this way to the deck of a ship
bound for Asia. Those years of doing odd jobs,
or working in warehouses, or longshoring,
or simply hanging out on the docks,
are forgotten about. Those things happened
to other, younger men,
if they happened at all.

The men on board
raise their arms and wave back.
Then stand still, gripping the rail,
as the ship glides past. The horses
move from under the trees and into the sun.
They stand like statues of horses.
Watching the ship as it passes.
Waves breaking against the ship.
Against the beach. And in the mind
of the horses, where
it is always Asia.

La prossima volta, Mary Oliver

Quello che farei la prossima volta è guardare
la terra prima di dire qualunque cosa. Mi fermerei
subito prima di entrare in una casa
per un minuto sarei un imperatore
e ascolterei meglio il vento
o l’aria stando immobile.

Quando qualcuno mi parlasse, per
biasimo o lode, o solo passatempo,
guarderei la faccia, come la bocca
deve funzionare, e vedrei ogni tensione, ogni
segno di cosa ha alzato la voce.

E nonostante tutto, saprei di più – la terra
che si rinforza e si libra, l’aria
che trova ogni foglia e piuma al di sopra
di foresta e acqua, e per ogni persona
il corpo che risplende dentro gli abiti
come una luce.

Next Time

Next time what I’d do is look at
the earth before saying anything. I’d stop
just before going into a house
and be an emperor for a minute
and listen better to the wind
or to the air being still.

When anyone talked to me, whether
blame or praise or just passing time,
I’d watch the face, how the mouth
has to work, and see any strain, any
sign of what lifted the voice.

And for all, I’d know more — the earth
bracing itself and soaring, the air
finding every leaf and feather over
forest and water, and for every person
the body glowing inside the clothes
like a light.

Abbastanza, da “Collected Poems” (1937), Sara Teasdale

È abbastanza per me di giorno
Camminare sulla stessa terra luminosa con lui;
Abbastanza che su di noi di notte
Lo stesso grande tetto di stelle sia buio.

Non ho alcuna cura di legare il vento
O posare un ostacolo sul mare –
È abbastanza sentire il suo amore
Che soffia come musica su di me.

Enough

It is enough for me by day
To walk the same bright earth with him;
Enough that over us by night
The same great roof of stars is dim.

I have no care to bind the wind
Or set a fetter on the sea –
It is enough to feel his love
Blow by like music over me.