Volo di rondine, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

La mia ora di vento amo e di luce,
e volti e sguardi – la danza leggera
del mio spirito sempre mi seduce –
rondine lungo i cieli della sera.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Swallow Flight

I love my hour of wind and light,
I love men’s faces and their eyes,
I love my spirit’s veering flight
Like swallows under evening skies.

___________________________

Yuja Wang plays variations on Turkish March by Mozart

Poco importa da dove la brezza, Fernando Pessoa

Poco importa da dove la brezza
trae l’aroma che in essa viene.
Il cuore non ha bisogno
di sapere cos’è il bene.

A me basti a quest’ora
la melodia che culla.
Che importa se, lusingando,
le forze dell’anima spegne?

Chi sono, perché il mondo si perda
dietro quel che penso sognando?
Se mi avvolge la melodia
solo il suo avvolgermi io vivo…

(Da “Poesie Scelte” a cura di Luigi Panarese, Passigli Editori 2006)

Pouco importa de onde a brisa

Pouco importa de onde a brisa
Traz o olor que nela vem.
O coração não precisa
De saber o que é o bem.

A mim me basta nesta hora
A melodia que embala.
Que importa se, sedutora,
As forças da alma cala?

Quem sou, p’ra que o mundo perca
Com o que penso a sonhar?
Se a melodia me cerca
Vivo só o me cercar…

_____________________________

Lang Lang Schubert Standchen (Serenade)

Vestiario, da “Gente sul ponte” (1986), Wislawa Szymborska

Ti togli, ci togliamo, vi togliete
cappotti, giacche, gilè, camicette
di lana, di cotone, misto lana,
gonne, calzoni, calze, biancheria,
posando, appendendo, gettando su
schienali di sedie, ante di paraventi;
per adesso, dice il medico, nulla di serio,
si rivesta, riposi, faccia un viaggio,
prenda nel caso, dopo pranzo, la sera,
torni fra tre mesi, sei, un anno;
vedi, e tu pensavi, e noi temevamo,
e voi supponevate, e lui sospettava;
è già ora di allacciare con mani ancora tremanti
stringhe, automatici, cerniere, fibbie,
cinture, bottoni, cravatte, colletti
e da maniche, borsette, tasche, tirar fuori
– sgualcita, a pois, a righe, a fiori, a scacchi – la sciarpa
riutilizzabile per protratta scadenza.

(Traduzione di Piero Marchesani)

Clothes

You take off, we take off, they take off
coats, jackets, blouses, double-breasted suits,
made of wool, cotton, cotton-polyester,
skirts, shirts, underwear, slacks, slips, socks,
putting, hanging, tossing them across
the back of chairs, the wings of metal screens;
for now, the doctor says, it’s not too bad,
you may get dressed, get rested up, get out of town,
take one in case, at bedtime, after lunch,
show up in a couple of months, next spring, next year;
you see, and you thought, and we were afraid that,
and he imagined, and you all believed;
it’s time to tie, to fasten with shaking hands
shoelaces, buckles, velcro, zippers, snaps,
belts, buttons, cuff links, collars, neckties, clasps
and to pull out of handbags, pockets, sleeves
a crumpled, dotted, flowered, checkered scarf
whose usefulness has suddenly been prolonged.

(Translated by Stanislaw Barańczak and Clare Cavanagh)

______________________________

Martynas and SinChronic String Quartet performing a flashmob Vivaldi (Summer, Presto) in Vilnius Railway Station

Metamorfosi della casa, Eugénio De Andrade

Si innalza aerea pietra dopo pietra
la casa che solo possiedo nella poesia.

La casa dorme, sogna nel vento
la delizia improvvisa di essere albero.

Come sussulta un busto delicato,
così una casa, così una barca.

Un gabbiano passa e un altro e un altro,
la casa non resiste: anch’essa vola.

Ah, un giorno la casa sarà bosco,
alla sua ombra incontrerò la fonte
dove un rumore d’acqua è solo silenzio.

(Traduzione di Mariangela Semprevivo)

Metamorfoses da casa

Ergue-se aérea pedra a pedra
a casa que só tenho no poema.

A casa dorme, sonha no vento
a delícia súbita de ser mastro.

Como estremece um torso delicado,
assim a casa, assim um barco.

Uma gaivota passa e outra e outra,
a casa não resiste: também voa.

Ah, um dia a casa será bosque,
à sua sombra encontrarei a fonte
onde um rumor de água é só silêncio.

Metamorphosis of the house

Stone by airy stone it rises,
that house which only in a poem is mine.

It sleeps, the house, dreaming as winds blow
the sudden delight of being mast and prow.

As a delicate body shivers,
so too the house, so too a ship.

A seagull flies by and another and another,
the house cannot resist: it begins to hover.

Ah, one day that house will turn to forest,
and in its shadow I will find a spring
where only silence comes from water’s murmuring.

From: Forbidden Words, Selected Poetry of Eugénio de Andrade
Translated by Alexis Levitin

___________________________________

Yuja Wang – Rachmaninov: Prelude in G Minor, Op. 23, No. 5 (Live at Philharmonie, Berlin / 2018)

Morning Poem, from “Dream Work” (1986), Mary Oliver

Every morning
the world
is created.
Under the orange

sticks of the sun
the heaped
ashes of the night
turn into leaves again

and fasten themselves to the high branches—
and the ponds appear
like black cloth
on which are painted islands

of summer lilies.
If it is your nature
to be happy
you will swim away along the soft trails

for hours, your imagination
alighting everywhere.
And if your spirit
carries within it

the thorn
that is heavier than lead—
if it’s all you can do
to keep on trudging—

there is still
somewhere deep within you
a beast shouting that the earth
is exactly what it wanted—

each pond with its blazing lilies
is a prayer heard and answered
lavishly,
every morning,

whether or not
you have ever dared to be happy,
whether or not
you have ever dared to pray.

________________________________

David Garrett – Violine & Julien Quentin – Klavier
W.A. Mozart, Sonate für Klavier und Violine Nr. 18 G-Dur KV 301 (293a) Teil 1 Allegro con spirito – Düsseldorf 30 Apr 2010

Un appunto, da “Attimo” (2004), Wislawa Szymborska

La vita – è il solo modo
per coprirsi di foglie,
prendere fiato sulla sabbia,
sollevarsi sulle ali;

essere un cane,
o carezzarlo sul suo pelo caldo;

distinguere il dolore
da tutto ciò che dolore non è;

stare dentro gli eventi,
dileguarsi nelle vedute,
cercare il più piccolo errore.

Un’occasione eccezionale
per ricordare per un attimo
di che si è parlato
a luce spenta;

e almeno per una volta
inciampare in una pietra,
bagnarsi in qualche pioggia,
perdere le chiavi tra l’erba;
e seguire con gli occhi una scintilla nel vento;

e persistere nel non sapere
qualcosa d’importante.

(Traduzione di Pietro Marchesani)

A Note

Life is the only way
to get covered in leaves,
catch your breath on sand,
rise on wings;

to be a dog,
or stroke its warm fur;

to tell pain
from everything it’s not;

to squeeze inside events,
dawdle in views,
to seek the least of all possible mistakes;

An extraordinary chance
to remember for a moment
a conversation held with the lamp switched off;

and if only once
to stumble on a stone,
end up soaked in one downpour or another,

mislay your keys in the grass;
and to follow a spark on the wind with your eyes;
and to keep on not knowing
something important.

(Translated by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh)

______________________________

Yuja Wang spielt als Zugabe Sergej Prokofiev‘s “Toccata in D minor Op 11” (Lucerne-Festival 2018)

Yuja Wang, una delle artiste più affermate del panorama musicale internazionale, dotata di una padronanza della tastiera più volte definita come “sbalorditiva” e “sovrumana”, nelle sue interpretazioni unisce l’abilità tecnica a una lettura profonda e fresca delle opere che esegue.
Formatasi musicalmente in America, sotto la guida di Gary Graffman, dopo un paio di importantissimi premi internazionali, ha ottenuto la consacrazione a Boston, dove nel 2007 ha sostituito Martha Argerich in un trionfale concerto diretto da Charles Dutoit.
Da quel momento, grazie al suo impressionante virtuosismo e a una personalità moderna e carismatica, ha collezionato trionfi ovunque firmando poco più che ventenne un contratto in esclusiva con la prestigiosa etichetta Deutsche Grammophon.

Le api sono nere – con bordature dorate, Emily Dickinson

Le Api sono Nere – con Bordature Dorate –
Bucanieri del Ronzio –
Vanno in giro con ostentazione
E vivono di Polline –

Polline predestinato – non Polline contingente –
Midollo delle Colline.
Boccali – che la frattura di un Universo
Non può scuotere o versare.

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

Bees are Black – with Gilt Surcingles –

Bees are Black – with Gilt Surcingles –
Buccaneers of Buzz –
Ride abroad in ostentation
And subsist on Fuzz –

Fuzz ordained – not Fuzz contingent –
Marrows of the Hill.
Jugs – a Universe’s fracture
Could not jar or spill.

______________________________

Yuja Wang plays “Flight of the Bumblebee” by Nikolai Rimsky-Korsakov/György Cziffra

Mentre attraversi la vita, Ella Wheeler Wilcox

Non cercare i difetti mentre attraversi la vita;
E anche quando li trovi,
è saggio e gentile essere un po’ cieco
e cercare la virtù dietro di loro.
Come la notte più nuvolosa ha un accenno di luce
nascosta da qualche parte nelle sue ombre;
È di gran lunga meglio cacciare una stella,
piuttosto che le macchie sul sole costante.

La corrente della vita scorre sempre
verso il grembo del grande oceano di Dio.
Non regolare la tua forza contro al corso del fiume
E pensare di alterare il suo movimento.
Non sprecare una maledizione verso l’universo–
Ricorda che è vissuto prima di te.
Non azzuffarti con la tempesta con la tua forma gracile,
Ma piegati e lascia che passi oltre.

Il mondo non si adeguerà mai
per soddisfare i tuoi capricci alla lettera.
Alcune cose devono andare male per tutta la vita,
e prima lo sai meglio è.
È una follia combattere con l’infinito
e fallire alla fine nella lotta;
L’uomo più saggio cambia forma nel piano di Dio
come l’acqua prende la forma di un vaso.

As You Go Through Life

Don’t look for the flaws as you go through life;
And even when you find them,
It is wise and kind to be somewhat blind
And look for the virtue behind them.
For the cloudiest night has a hint of light
Somewhere in its shadows hiding;
It is better by far to hunt for a star,
Than the spots on the sun abiding.

The current of life runs ever away
To the bosom of God’s great ocean.
Don’t set your force ‘gainst the river’s course
And think to alter its motion.
Don’t waste a curse on the universe–
Remember it lived before you.
Don’t butt at the storm with your puny form,
But bend and let it go o’er you.

The world will never adjust itself
To suit your whims to the letter.
Some things must go wrong your whole life long,
And the sooner you know it the better.
It is folly to fight with the Infinite,
And go under at last in the wrestle;
The wiser man shapes into God’s plan
As water shapes into a vessel.

________________________________

David Garrett – Nicole Scherzinger – Serenity – Studio Session

Schoolsville, da “A vela in solitaria intorno alla stanza”, Billy Collins

Sbirciando alle mie spalle, verso il passato,
mi accorgo che il numero di studenti a cui ho insegnato
è sufficiente a popolare una piccola città.

Riesco a vederla ben disposta in un paesaggio di carta,
con la polvere del gesso che cade d’inverno,
e le notti nere come lavagne.

La popolazione invecchia ma non si laurea mai.
Nei pomeriggi caldi sudano nel parco per il test finale
e quando fa freddo tremano attorno alle stufe
mentre leggono ad alta voce tesine senza capo né coda.
All’ora suona la campanella e tutti se ne vanno zigzagando
per le strade con i libri.

Ho dimenticato, in ordine alfabetico,
prima tutti i cognomi e poi tutti i nomi.
Ma il ragazzo che aveva sempre la mano alzata
è consigliere comunale e proprietario di una merceria.
La ragazza che firmava i compiti con il rossetto
è appoggiata al muro della farmacia, fuma,
si pettina come un automa.

Hanno i voti cuciti sui vestiti
come tante citazioni di Hawthorne.
Gli A vanno in giro assieme ad altri A.
I D suonano il clacson quando passa un altro D.

Tutti gli studenti di scrittura creativa si sdraiano
sul pratino del tribunale e suonano il liuto.
Dovunque vadano formano un grande cerchio.

Va da sé, io sono il sindaco.
Vivo nella casa bianca coloniale fra Maple e Main.
La lascio di rado. L’auto si sgonfia
nel vialetto. I rampicanti si attorcigliano attorno al dondolo del portico.

Ogni tanto uno studente bussa alla porta
con una tesina da consegnare quindici anni prima
o con una domanda su Yates o sull’interlinea doppia.
E a volte compare qualcuno alla finestra
che mi guarda mentre faccio lezione alla carta da parati,
interrogo il lampadario, rimprovero l’aria.

(Traduzione di Franco Nasi)

Schoolsville

Glancing over my shoulder at the past,
I realize the number of students I have taught
is enough to populate a small town.

I can see it nestled in a paper landscape,
chalk dust flurrying down in winter,
nights dark as a blackboard.

The population ages but never graduates.
On hot afternoons they sweat the final in the park
and when it’s cold they shiver around stoves
reading disorganized essays out loud.
A bell rings on the hour and everybody zigzags
into the streets with their books.

I forgot all their last names first and their
first names last in alphabetical order.
But the boy who always had his hand up
is an alderman and owns the haberdashery.
The girl who signed her papers in lipstick
leans against the drugstore, smoking,
brushing her hair like a machine.

Their grades are sewn into their clothes
like references to Hawthorne.
The A’s stroll along with other A’s.
The D’s honk whenever they pass another D.

All the creative-writing students recline
on the courthouse lawn and play the lute.
Wherever they go, they form a big circle.

Needless to say, I am the mayor.
I live in the white colonial at Maple and Main.
I rarely leave the house. The car deflates
in the driveway. Vines twirl around the porch swing.

Once in a while a student knocks on the door
with a term paper fifteen years late
or a question about Yeats or double-spacing.
And sometimes one will appear in a windowpane
to watch me lecturing the wallpaper,
quizzing the chandelier, reprimanding the air.

________________________________

Incredible high school musicians from Venezuela! | Gustavo Dudamel  (19 feb 2009)
Shostakovich: Symphony No. 10, 2nd movement
Arturo Márquez: Danzón No. 2 (6:46) 

_________________________________

Billy Collins (poeta ed ex insegnante di Letteratura Inglese al Lehman College nel Bronx) in questa poesia franca e sincera ricorda episodi interessanti della vita di un insegnante in tono umoristico ma anche nostalgico e contrasta lo stereotipo secondo cui il lavoro dell’insegnante è gravoso e serio.
Descrivendo il mondo di “Schoolsville” con episodi a volte divertenti a volte tristi, cattura l’immaginazione del lettore. Leggendo poi tra le righe, è chiaro che l’autore considera il lavoro dell’insegnante molto importante.
La riflessione che ne deriva è che questa professione non può essere temporanea: l’insegnante sceglie la sua strada una volta per tutte.

Pace, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

La pace in me fluisce,
marea che lo stagno lambisce;
ma mia dovrà restare,
non defluirà come il mare.

Io sono lo stagno celeste
che venera il cielo d’estate:
le mie speranze eran queste,
sublimi, ora in te confinate.

Io sono lo stagno dorato
nel tramonto che brucia e vuol morire –
e tu sei il mio sole oscurato:
dammi le stelle tue da custodire.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Peace

Peace flows into me
As the tide to the pool by the shore;
It is mine forevermore,
It ebbs not back like the sea.

I am the pool of blue
That worships the vivid sky;
My hopes were heaven-high,
They are all fulfilled in you.

I am the pool of gold
When sunset burns and dies–
You are my deepening skies,
Give me your stars to hold.

_______________________________

Maksim & Sergei Polunin – Nutcracker Fantasy – Live at Mercedes Benz Arena