Insonnia, da “Miracolo a colazione”, Elizabeth Bishop

La luna nello specchio del comò
sembra guardare a mille miglia
(e forse con orgoglio a se stessa
ma senza mai sorridere)
lontano lontanissimo oltre il sonno,
o forse scambia la notte per il giorno.

Abbandonata dall’Universo,
lo manderebbe volentieri al diavolo,
per poi trovarsi un corpo d’acqua,
o uno specchio, su cui posare.
Perciò avvolgi i tuoi crucci in telaragna
e gettali nel pozzo

in quel mondo invertito dove
la sinistra è sempre la destra,
dove in realtà le ombre fanno corpo,
dove restiamo sveglie tutta notte,
dove i cieli son tanto bassi quanto
il mare ora è profondo, e tu mi ami.

(Trad. di Damiano Abeni, Riccardo Duranti, Ottavio Fatica)

Insomnia

The moon in the bureau mirror
looks out a million miles
(and perhaps with pride, at herself,
but she never, never smiles)
far and away beyond sleep, or
perhaps she’s a daytime sleeper.
By the Universe deserted,
she’d tell it to go to hell,
and she’d find a body of water,
or a mirror, on which to dwell.
So wrap up care in a cobweb
and drop it down the well
into that world inverted
where left is always right,
where the shadows are really the body,
where we stay awake all night,
where the heavens are shallow as the sea
is now deep, and you love me.

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