I bambini si incontrano, da “Gitanjali-Song Offerings” (1912), Rabindranath Tagore

I bambini si incontrano
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Su di loro l’infinito cielo
è silenzioso, l’acqua s’increspa.
Con gridi e salti si incontrano i bambini
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Fanno castelli di sabbia
e giocano con vuote conchiglie.
Con foglie secche intessono barchette
e sorridendo le fanno galleggiare
sull’immensa distesa del mare.
I bambini giocano sulla riva dei mondi.
Non sanno nuotare,
non sanno gettare le reti.
I pescatori si tuffano a pescare
le perle dal fondo del mare,
nelle navi viaggiano i mercanti,
mentre raccolgono i bambini
sassolini che poi gettano via.
Non cercano tesori nascosti,
non sanno gettare le reti.
Il mare si increspa di mille sorrisi,
e la spiaggia dolcemente risuona.
Le onde che portano la morte
cantano ai bambini nenie senza senso,
come fa la madre
quando culla la sua creatura.
Il mare gioca coi bambini,
e la spiaggia dolcemente risuona.
S’incontrano i bambini
sulla riva di mondi sconfinati.
Vaga la tempesta
per il cielo dai molti sentieri,
naufragano navi
nell’acqua dai molti sentieri,
la morte in giro e giocano i bambini.
C’è un grande convegno di bambini
sulla spiaggia di mondi sconfinati.

(Traduzione di Girolamo Mancuso)

On the Seashore 

On the seashore of endless worlds children meet.
The infinite sky is motionless overhead
and the restless water is boisterous.
On the seashore of endless worlds
the children meet with shouts and dances.

They build their houses with sand
and they play with empty shells.
With withered leaves they weave their boats
and smilingly float them on the vast deep.
Children have their play on the seashore of worlds.

They know not how to swim,
they know not how to cast nets.
Pearl fishers dive for pearls,
merchants sail in their ships,
while children gather pebbles and scatter them again.
They seek not for hidden treasures,
they know not how to cast nets.

The sea surges up with laughter,
and pale gleams the smile of the sea-beach.
Death-dealing waves sing
meaningless ballads to the children,
even like a mother while rocking her baby’s cradle.
The sea plays with children,
and pale gleams the smile of the sea-beach.

On the seashore of endless worlds children meet.
Tempest roams in the pathless sky,
ships get wrecked in the trackless water,
death is abroad and children play.
On the seashore of endless worlds
is the great meeting of children.

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Chris Botti and Yo-Yo Ma perform Cinema Paradiso by E. Morricone, at Boston’s Symphony Hall (2009)

Che cosa sono gli anni, da “Le poesie” (1991), Marianne Moore

Che cos’è la nostra innocenza,
che cosa la nostra colpa? Tutti
sono nudi, nessuno è salvo. E donde
viene il coraggio: la domanda senza risposta,
l’intrepido dubbio, –
che chiama senza voce, ascolta senza udire –
che nell’avversità, perfino nella morte,
ad altri dà coraggio
e nella sua sconfitta sprona

l’anima a farsi forte? Vede
profondo ed è contento chi
accede alla mortalità
e nella sua prigionia si leva
sopra se stesso, come
fa il mare dentro una voragine,
che combatte per essere libero
e benché respinto
trova nella sua resa
la sua sopravvivenza.

Così colui che sente fortemente
si comporta. L’uccello stesso,
che è cresciuto cantando, tempra
la sua forma e la innalza. È prigioniero,
ma il suo cantare vigoroso dice:
misera cosa è la soddisfazione,
e come pura e nobile è la gioia.
Questo è mortalità,
questo è eternità.

(Traduzione di Lina Angioletti e Gilberto Forti)

What Are Years

What is our innocence,
what is our guilt? All are
naked, none is safe. And whence
is courage: the unanswered question,
the resolute doubt, —
dumbly calling, deafly listening—that
in misfortune, even death,
encourage others
and in its defeat, stirs
the soul to be strong? He
sees deep and is glad, who
accedes to mortality
and in his imprisonment rises
upon himself as
the sea in a chasm, struggling to be
free and unable to be,
in its surrendering
finds its continuing.
So he who strongly feels,
behaves. The very bird,
grown taller as he sings, steels
his form straight up. Though he is captive,
his mighty singing
says, satisfaction is a lowly
thing, how pure a thing is joy.
This is mortality,
this is eternity.

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David Garrett – “A Groovy Kind Of Love” based on Sonatina in G Major Op. 36 (Muzio Clementi)
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“What Are Years”, una poesia scritta da Marianne Moore negli anni ’40, tramite una “logica a zigzag” e un rapido movimento da un’immagine all’altra, descrive la connessione tra gli anni che passano e tutte le forme di “prigionia” che si possono verificare nel corso della vita.
“Le poesie di Marianne Moore sono in vetro e piene di porte scorrevoli che apriamo” Kay Ryan, The Yale Review

Luce, Rabindranath Tagore

Luce, mia luce!
Luce che inondi la terra
luce che baci gli occhi
luce che addolcisce il cuore!

Amore mio, la luce danza
al centro della mia vita
la luce tocca le corde del mio amore.

Il cielo si spalanca
il vento soffia selvaggio
il riso passa sopra la terra.
Le farfalle dispiegano le loro ali
sul mare della luce.
Gigli e gelsomini sbocciano
sulla cresta delle sue onde.

Amore mio, la luce s’infrange
nell’oro delle nubi
e sparge gemme in gran copia.
Gioia e serenità si diffondono
di foglia in foglia senza limiti.
Il fiume del cielo
ha superato le sue sponde
e inonda di felicità la terra.

Light

Light, my light, the world-filling light,
the eye-kissing light,
heart-sweetening light!

Ah, the light dances, my darling, at the center of my life;
the light strikes, my darling, the chords of my love;
the sky opens, the wind runs wild, laughter passes over the earth.

The butterflies spread their sails on the sea of light.
Lilies and jasmines surge up on the crest of the waves of light.

The light is shattered into gold on every cloud, my darling,
and it scatters gems in profusion.

Mirth spreads from leaf to leaf, my darling,
and gladness without measure.
The heaven’s river has drowned its banks
and the flood of joy is abroad.

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Jarrod Radnich – Virtuosic Piano Solo – I Saw Three Ships

Io vivrei nel tuo amore, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Come le alghe nel mare,
così io vivrei nel tuo amore.
Ogni onda che passa le sostiene,
le piega ogni onda che a ritroso viene.
Di tutti i sogni che l’hanno abitata
svuoterei l’anima, a te consacrata.
Due cuori in uno solo battere sentirei,
l’anima tua dovunque seguirei.

(Traduzione di Silvio Raffo)

I Would Live In Your Love

I would live in your love as the sea-grasses live in the sea,
Borne up by each wave as it passes, drawn down by each wave that recedes;
I would empty my soul of the dreams that have gathered in me,
I would beat with your heart as it beats, I would follow your soul as it leads.

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David Garrett – Io Ti Penso Amore (Feat. Nicole Scherzinger)

 

Quando spunta la luna, da “Canciones 1921-1924”, Federico Garcia Lorca

Quando spunta la luna
tacciono le campane
e i sentieri sembrano
impenetrabili.

Quando spunta la luna,
il mare copre la terra
e il cuore diventa
isola nell’infinito.

Nessuno mangia arance
sotto la luna piena.
Bisogna mangiare
frutta verde e gelata.

Quando spunta la luna
dai cento volti uguali,
la moneta d’argento
singhiozza nel taschino.

La luna asoma

Cuando sale la luna
se pierden las campanas
y aparecen las sendas
impenetrables.

Cuando sale la luna,
el mar cubre la tierra
y el corazón se siente
isla en el infinito.

Nadie come naranjas
bajo la luna llena.
Es preciso comer
fruta verde y helada.

Cuando sale la luna
de cien rostros iguales,
la moneda de plata
solloza en el bolsillo.

The Moon Comes Forth

When the moon is out
The bells die away
And impenetrable
Paths come to the fore.

When the moon is out
Water covers land
And the heart feels itself
An island in infinity.

No one eats oranges
Under the full moon.
It is right to eat
Green, chilled fruit.

When the moon is out
With a hundred faces all the same,
Coins of silver
Start sobbing in the pocket.

(Translated by A.Z. Foreman)

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David Garrett Performance 2015 – Chopin Nocturne

Saranno parole, da “Dal mare o da altra stella” (2006), Eugénio De Andrade

Diremo prato bosco
primavera,
e tutto quel che diremo
sarà solo per dire
che fummo giovani.

Diremo madre amore
una barca,
e diremo solo
che nulla c’è
da portare al cuore.

Diremo terra mare
o caprifoglio,
ma senza musica nel sangue
saranno parole solo,
e solo parole, quel che diremo.

(Traduzione di Federico Bertolazzi)

Serão palavras

Diremos prado bosque
primavera,
e tudo o que dissermos
é só para dizermos
que fomos jovens.

Diremos mãe amor
um barco,
e só diremos
que nada há
para levar ao coração.

Diremos terra mar
ou madressilva,
mas sem música no sangue
serão palavras só,
e só palavras, o que diremos.

They Will Be Words

We will say meadow woodland
early spring
and all that we may say
is just to say
that we were young.

We will say mother love
a boat,
and we will only say
that there is nothing
to bring the heart in offering.

We will say earth sea
or honeysuckle,
but without music in the blood
mere words is what they’ll be,
and merely words, what we will say.

From: Forbidden Words – selected poetry of Eugénio De Andrade, translated by Alexis Levitin

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Jarrod Radnich’s piano solo arrangement and performance of Don’t Stop Believin’. Dedicated to all those who never stop believing.

La terra perduta, Ella Wheeler Wilcox

C’è una storia di una terra meravigliosa,
dove i campi erano fertili e dove i fiori erano luminosi;
Dove alte torri brillavano nella luce del mattino,
Dove bambini felici vagavano mano nella mano,
Dove gli amanti scrivevano i loro nomi sulla sabbia.
Dicono che svanì da ogni vista umana,
il mare affamato la divorò in una notte.

Dubiti della storia? ah, capirai;
Poiché, mentre gli uomini riflettono su quella vecchia favola,
danno sempre triste credito alla fine,
nonostante abbiano cavillato sulla sua verità,
quando con una visione offuscata dalle lacrime vedono,
affondando rapidamente nell’oceano del passato,
la bella Atlantide perduta della loro giovinezza.

The Lost Land

There is a story of a beauteous land,
Where fields were fertile and where flowers were bright;
Where tall towers glistened in the morning light,
Where happy children wandered hand in hand,
Where lovers wrote their names upon the sand.
They say it vanished from all human sight,
The hungry sea devoured it in a night.

You doubt the tale? ah, you will understand;
For, as men muse upon that fable old,
They give sad credence always at the last,
However they have cavilled at its truth,
When with a tear-dimmed vision they behold,
Swift sinking in the ocean of the Past,
The lovely lost Atlantis of their Youth.

“Poetical works of Ella Wheeler Wilcox” by Ella Wheeler Wilcox
Edinburgh : W. P. Nimmo, Hay, & Mitchell, 1917

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Lang Lang spielt Beethovens fünftes Klavierkonzert op. 73 in Es-Dur. Es folgt eine vierhändige Zugabe mit dem Dirigenten Christoph Eschenbach
Schleswig Holstein Musik Festival, Abschlusskonzert 2012 aus der Sparkassen-Arena, Kiel 

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Lang Lang & Eschenbach — Debussy:Petite Suite En  Bateau –  Petite Suite Ballet (5:00)

 

Rumori dell’estate, da “Dal mare o da altra stella” (2006), Eugénio De Andrade

Le cicale cantano
come d’inverno
arde la legna verde.

Un rumore puerile
e dolce di api
aggiunge la sete.

Quando il sole avvista
i fianchi del mare
si spoglia di corsa,

e danza danza danza.

(Traduzione di Federico Bertolazzi)

Rumores do verão

As cigarras cantam
como no inverno
arde a lenha verde.

Um rumor pueril
e doce de abelhas
acrescenta a sede.

Quando o sol avista
os flancos do mar
despe-se a correr,

e dança dança dança.

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Vivaldi “Four Seasons” – Presto from Summer
Mari Samuelsen, violin
Trondheimsoloists,  Norway
NRK1 Julekonsert i Vang kirke 2011 og 2012

Venute dal mare, da “Dal mare o da altra stella” (2006), Eugénio De Andrade

Sono cose venute dal mare.
O da altra stella.
Ciottoli, ricci, astri
piccoli e vagabondi, senza bussola,
senza nord, i passi incerti. Poco
si trattengono. Come la felicità.
Seguono altra canzone, altra bandiera.
Tutto questo gli occhi portavano.
Dal mare. O da altra età.

(Traduzione di Federico Bertolazzi)

Vindas do mar

São coisas vindas do mar.
Ou doutra estrela.
Seixos, ouriços, astros
pequenos e vagabundos, sem bússola,
sem norte, os passos incertos. Pouco
se demoram. Como a felicidade.
Seguem outra canção, outra bandeira.
Tudo isso os olhos traziam.
Do mar. O doutra idade.

La mente — è più grande del cielo —, Emily Dickinson

La mente —  è più grande del cielo —
perché  — se li metti fianco a fianco —
l’una contiene l’altro
facilmente — e te — anche —

La mente è più profonda del mare —
perché — se li tieni  —blu contro blu —
l’una assorbirà l’altro
come una spugna  — un secchio —

La mente ha giusto il peso di Dio —
perché — alzali — libbra su libbra —
ed essi differiranno — semmai —
come suono da sillaba —

(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

The Brain—is wider than the Sky—

The Brain — is wider than the Sky —
For — put them side by side —
The one the other will contain
With ease — and You — beside —

The Brain is deeper than the sea —
For — hold them — Blue to Blue —
The one the other will absorb —
As Sponges — Buckets — do —

The Brain is just the weight of God —
For — Heft them — Pound for Pound —
And they will differ — if they do —
As Syllable from Sound —