Residuati di guerra, Charles Bukowski

mia moglie è più apprensiva di me
ed eravamo in un negozio
curiosando tra gli articoli quando
mia moglie ha detto: “voglio delle maschere
antigas”.

“maschere antigas?”

“sì, ci sono tutti quei container
nel porto, se li bombardano ci
sarà un mucchio di fiamme e di
gas.”

“non ci avevo mai pensato” ho
detto.

mia moglie ha trovato un commesso ed ecco che
puntuale
ci ha portato alle maschere antigas – affari brutti,
ingombranti
dall’aria stupida.
il commesso ci ha mostrato come
funzionavano.

“ne prendiamo due” ha detto
mia moglie.

siamo andati alla cassa per pagare.

“non avete maschere antigas per gatti?” ha chiesto
mia moglie. “noi abbiamo 5 gatti.”

“gatti?” ha chiesto il commesso.

“sì, cosa faranno i gatti se ci sarà
un’esplosione?”

“signora, i gatti sono diversi da noi, sono
una razza inferiore.”

“penso che i gatti siano migliori di noi”
ho detto.

il commesso mi ha guardato. “non abbiamo
maschere antigas per gatti.”

“accettate la MasterCard?” ho
chiesto.
“sì” ha detto.

il commesso ha preso la carta, l’ha strisciata, ha
compilato
la ricevuta, me l’ha data.

l’ho
firmata.

“lei ha gatti?” gli ha chiesto mia
moglie.

“figli” ha detto.

“i nostri gatti sono i nostri figli” ha detto
mia moglie.

il commesso ha imbustato le maschere, poi me le ha
date.

“avete delle scarpe da ginnastica
numero 45?” ho chiesto.

“no, signore.”

ce ne siamo andati.

e il commesso non
ci ha ringraziato per
il nostro
acquisto.

War surplus

my wife is more apprehensive than I am
and we were in this store,
poking about the items when
mi wife said, “I want some gas
masks.”

“yes, there are all those storage tanks
by the harbor, if they bomb that there is
going to be a mass of flame and
gas.”

“I never thought about that,” I
said.

my wife found a clerk and sure enough he
took us to the gas masks—ugly, unwieldy
dumb-looking things.
the clerk showed us how they
operated.

“we’ll take two,” my wife
said.

we walked to the counter to pay.

“don’t you have gas masks for cats?” my wife
asked, “we have 5 cats.”

“cats?” the clerk asked.

“yes, what will the cats do if there is an
explosion?”

“lady, cats are different than we are, they
are of a lower order.”

“I think cats are better than we are,”
I said.

the clerk looked at me. “we don’t have
gas masks for cats.”

“do you accept MasterCard?” I
asked.
“yes,” he said.

the clerk took my card, ran it through, wrote
up the slip, handed it to me.

I
signed it.

“do you have any cats?” my wife asked
him.

“children,” he said.

“our cats are our children,” my wife
said.

the clerk bagged the masks, handed them to
me.

“don’t you have any size
eleven-and-one-half sneakers?” I asked.

“no, sir.”

we walked out of there.

and the clerk didn’t
thank us for
our
purchase.

__________________________________
Manoscritto del 1990; inserito nella raccolta Slouching Toward Nirvana, 2005.

Il mio fallimento, da “Horses Don’t Bet on People and Neither Do I”, Charles Bukowski

penso ai diavoli dell’inferno
e fisso un
bel vaso di
fiori
mentre la donna in camera mia
rabbiosa accende e spegne la luce
di continuo.
abbiamo litigato di
brutto
e io me ne sto qui seduto a fumare
sigarette
indiane
e intanto alla radio le
preghiere di un cantante lirico non
sono nella mia
lingua.
fuori, la finestra alla
mia sinistra rivela le luci
notturne della
città e io vorrei solo
avere il coraggio di
spezzare questo semplice orrore
e rimettere le cose
a posto
ma la mia rabbia meschina
me lo
impedisce.

mi rendo conto che l’inferno è solo quello che ci
creiamo noi,
a fumare queste sigarette,
qui ad aspettare,
qui a fantasticare,
mentre nell’altra stanza
lei continua a
starsene lì ad
accendere e spegnere
la luce,
accendere e
spengnere.

(Trad. Damiano Abeni)

My failure

I think of devils in hell
and stare at a
beautiful vase of
flowers
as the woman in my bedroom
angrily switches the light
on and off.
we have had a very bad
argument
and I sit in here smoking
cigarettes from
India
as on the radio an
opera singer’s prayers are
not in my
language.
outside, the window to
my left reveals the night
lights of the
city and I only wish
I had the courage to
break through this simple horror
and make things well
again
but my petty anger
prevents
me.

I realize hell is only what we
create,
smoking these cigarettes,
waiting here,
wondering here,
while in the other room
she continues to
sit and
switch the light
on and off,
on and
off.

Dinosauria, noi, da “The Last Night of the Earth Poems”, Charles Bukowski

Nati così
in mezzo a tutto questo
tra facce di gesso che ghignano
e la signora Morte che se la ride
mentre gli ascensori si rompono
mentre gli orizzonti politici si dissolvono
mentre il ragazzo della spesa del supermercato ha una laurea
mentre i pesci sporchi di petrolio sputano la loro preda oleosa
e il sole è mascherato

siamo nati così
in mezzo a tutto questo
tra queste guerre attentamente matte
tra la vista di finestre di fabbrica rotte di vuoto
in mezzo a bar dove le persone non non si parlano più
nelle risse che finiscono tra sparatorie e coltellate
siamo nati così
in mezzo a tutto questo
tra ospedali così costosi che conviene lasciarsi morire
tra avvocati talmente esosi che è meglio dichiararsi colpevoli
in un Paese dove le galere sono piene e i manicomi chiusi
in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo
nati in mezzo a tutto questo
ci muoviamo e viviamo in tutto ciò
a causa di tutto questo moriamo
castrati
corrotti
diseredati
per tutto questo
ingannati da questo
usati da questo
pisciati addosso da questo
resi pazzi e malati da questo
resi violenti
resi inumani
da questo
il cuore è annerito
le dita cercano la gola
la pistola
il coltello
la bomba
le dita vanno in cerca di un dio insensibile
le dita cercano la bottiglia
le pillole
qualcosa da sniffare
siamo nati in questo essere letale triste
siamo nati in un governo in debito di 60 anni
che presto non potrà nemmeno pagare gli interessi su quel debito
e le banche bruceranno
il denaro sarà inutile
ammazzarsi per strada in pieno giorno non sarà più un crimine
resteranno solo pistole e folle di sbandati
la terra sarà inutile
il cibo diventerà un rendimento decrescente
l’energia nucleare finirà in mano alle masse
il pianeta sarà scosso da un’esplosione dopo l’altra
uomini robot radioattivi si inseguiranno l’un l’altro
il ricco e lo scelto staranno a guardare da piattaforme spaziali
l’inferno di Dante sarà fatto per somigliare a un parco giochi per bambini
il sole sarà invisibile e sarà la notte eterna
gli alberi moriranno
e tutta la vegetazione morirà
uomini radioattivi si nutriranno della carne di uomini radioattivi
il mare sarà avvelenato
laghi e fiumi spariranno
la pioggia sarà il nuovo oro
la puzza delle carcasse di uomini e animali si propagherà nel vento oscuro
gli ultimi pochi superstiti saranno oppressi da malattie nuove ed orrende
e le piattaforme spaziali saranno distrutte dalla collisione
il progressivo esaurimento di provviste
l’effetto naturale della decadenza generale
e il più bel silenzio mai ascoltato
nascerà da tutto questo.
il sole nascosto
attenderà il capitolo successivo.

Dinosauria, we

born like this
into this
as the chalk faces smile
as Mrs. Death laughs
as the elevators break
as political landscapes dissolve
as the supermarket bag boy holds a college degree
as the oily fish spit out their oily prey
as the sun is masked

we are
born like this
into this
into these carefully mad wars
into the sight of broken factory windows of emptiness
into bars where people no longer speak to each other
into fist fights that end as shootings and knifings
born into this
into hospitals which are so expensive that it’s cheaper to die
into lawyers who charge so much it’s cheaper to plead guilty
into a country where the jails are full and the madhouses closed
into a place where the masses elevate fools into rich heroes
born into this
walking and living through this
dying because of this
muted because of this
castrated
debauched
disinherited

because of this
fooled by this
used by this
pissed on by this
made crazy and sick by this
made violent
made inhuman
by this

the heart is blackened
the fingers reach for the throat
the gun
the knife
the bomb
the fingers reach toward an unresponsive god

the fingers reach for the bottle
the pill
the powder

we are born into this sorrowful deadliness
we are born into a government 60 years in debt
that soon will be unable to even pay the interest on that debt
and the banks will burn
money will be useless
there will be open and unpunished murder in the streets
it will be guns and roving mobs
land will be useless
food will become a diminishing return
nuclear power will be taken over by the many
explosions will continually shake the earth
radiated robot men will stalk each other
the rich and the chosen will watch from space platforms
Dante’s Inferno will be made to look like a children’s playground

the sun will not be seen and it will always be night
trees will die
all vegetation will die
radiated men will eat the flesh of radiated men
the sea will be poisoned
the lakes and rivers will vanish
rain will be the new gold

the rotting bodies of men and animals will stink in the dark wind

the last few survivors will be overtaken by new and hideous diseases
and the space platforms will be destroyed by attrition
the petering out of supplies
the natural effect of general decay

and there will be the most beautiful silence never heard

born out of that.

the sun still hidden there

awaiting the next chapter.

Una poesia genuina per te, Charles Bukowski

ho due gattini che stanno diventando in fretta
gatti e
dormiamo nello stesso letto – il problema è che
loro sono mattinieri:
sono spesso svegliato da artigli che mi graffiano la
faccia.

loro,
non fanno altro che correre, mangiare, dormire, cagare e
combattere
ma a volte si bloccano e guardano
me
con occhi
molto più belli di qualsiasi occhio umano io abbia mai
visto.
sono bravi ragazzi.

la sera tardi quando bevo e scrivo
stanno qui in giro
per esempio
uno sullo schienale della poltrona e l’altro li giù
a mordicchiarmi gli alluci.
proviamo un genuino interesse reciproco, come sapere
dove siamo noi e dove è tutto il
resto.

poi
saltano fuori
corrono per la stanza
corrono sui fogli dattiloscritti sparsi
lasciandoli spiegazzati e con piccoli buchi sulla
carta.

poi
saltano dentro allo scatolone delle lettere che ricevo dalla
gente
ma non rispondono, gli ho insegnato
bene.

mi aspetto una moltitudine di poesie sui gatti grazie a
loro
e questa è la
prima.

“mio dio” diranno, “Chinaski scrive solo
di gatti!”
“mio dio” dicevano prima, “Chinaski scrive solo
di puttane!”

i lamentosi si lamenteranno e continueranno a
comperare i miei
libri: gli piace proprio come riesco a farli
incazzare.

questa è l’ultima poesia dopo tante poesie
stasera, è
rimasto un bicchiere di vino
e tutti e due i ragazzi
si sono addormentati sopra i miei piedi.
sento il loro peso gentile
il contatto col pelo
percepisco il loro respiro:
le cose belle capitano spesso, ricordatelo
mentre le Bombe rotolano fuori dall’alto della loro
magnifica
stupidità
questi gatti
ai miei piedi,
la sanno più lunga,
sono più
in gamba,
e gli istanti dell’attimo esplodono
smisurati
e un passato fortunato
non potrà mai essere
distrutto.

A nature poem for you

I’ve got these two kittens who are rapidly growing into
cats and
we sleep on the same bed – the problem being that
they are early risers:
I am often awakened by claws running across my
face.Continua a leggere…

Tira i fili, la marionetta balla, da “Burning in Water, Drowning in Flame”, Charles Bukowski

ogni uomo deve capire
che tutto può sparire molto
in fretta:
il gatto, la donna, il lavoro,
la ruota davanti,
il letto, le pareti, la
stanza; tutte le nostre necessità
amore compreso,
poggiano su fondamenta di sabbia –
e ogni causa determinata,
per sconnessa che sia:
la morte d’un ragazzo a Hong Kong
o una tormenta a Omaha…
può essere la tua rovina.
tutte le tue stoviglie che si spaccano
sul pavimento della cucina, la tua ragazza entra
e tu sei là, ubriaco,
in mezzo alla stanza e lei domanda:
mio dio, cosa succede?
e tu rispondi: non so,
non so….

Pull A String, A Puppet Moves

each man must realize
that it can all disappear very
quickly:
the cat, the woman, the job,
the front tire,
the bed, the walls, the
room; all our necessities
including love,
rest on foundations of sand –
and any given cause,
no matter how unrelated:
the death of a boy in Hong Kong
or a blizzard in Omaha …
can serve as your undoing.
all your chinaware crashing to the
kitchen floor, your girl will enter
and you’ll be standing, drunk,
in the center of it and she’ll ask:
my god, what’s the matter?
and you’ll answer: I don’t know,
I don’t know …

Ah, da “La canzone dei folli”, Charles Bukowski

Non finirà mai, non ci saranno
soccorsi né pietà né cose vive,
andrà tutto avanti, inutilmente, percorso
di menzogne e vecchie abitudini,
continuerà così, vita di un corpo
senza testa, rifacendo sempre lo stesso
cammino, ripetendo gli stessi trucchi,
sognando sogni già sognati,
come in una montagna deserta,
e nonostante miliardi di esseri
non ci sarà un solo vero uomo,
soltanto eterni rifiuti, e saranno veri
soltanto gli animali, soli depositari
di grazia e puro spirito,
saranno loro gli ultimi, gli autentici,
gli onesti, brace e significato
profondo, il lupo avrà cuore
e la pantera polmoni
e l’aquila occhi, e l’ultima
guerra sarà un uomo seduto su una
sedia, che se la ride di
tutto quanto.

(Trad. di E. Franceschini)

Ah

it will never end, there will be no
help, no mercy, no living thing,
it will all go on, uselessly, through
fabrication and old habits, it
will continue, a headless body
of life, walking old walks, doing
old tricks, dreaming old dreams,
it will be as alone as a mountain,
and despite billions of beings
there will not be one real being, there
will be everlasting waste and only
the animals will be real, they will have
the pureness of eye and the grace,
they will be the last, the simple,
pure, the ember, what it meant
truly, the wolf will have the heart
and the panther the lungs and
the eagle, the eyes, and the last
war will be one man sitting in a
chair, laughing at it
all.

5 gatti, Charles Bukowski

gatta A: vecchia nonnetta, denti aguzzi, ne ha viste
troppe, non gliene frega un cazzo della Rivoluzione
Russa o di nessun’altra; di Harry Truman che suona il
piano con Lauren Bacall lì buttata sopra non gliene
frega; è perfida perché sopravvivere a volte è
perfido.

gatto B: un tipo dolce, va d’accordo con tutti gli
altri gatti e gli piace dormire sul mio polpaccio
di notte, gamba sinistra quando sono sulla schiena,
gamba
destra quando sono sulla pancia e
ha sentito Johnny Carson e forse l’ha anche visto
ma come me
non ride mai alle sue
battute.

gatto C: il buffone, bello grosso, occhi enormi, è
marroncino e
bianco, il preferito della clinica dei gatti, lo trovano
simpatico
ma quando esce di notte
si sentono subito urla orribili
nell’oscurità.
ha ucciso uno dei gatti dei vicini, ne ha mutilato
un altro.
rientra con ciuffi di pelo che gli spuntano dalla
bocca, graffi smisurati, sangue rappreso, bubboni,
coda spelacchiata, zampe spelacchiate, si era rotto una
zampa,
è sempre in ospedale, spesso è
fasciato, bende rosse e bianche, se le
toglie, gli ficchiamo pillole antibiotiche in
bocca e cerchiamo di tenerlo in casa di
notte.
non ha mai letto Schopenhauer ma ne tirerebbe fuori
l’ira
di Dio.

gatta D: la madre dei gatti B e C.
e tutti i gatti le corrono dietro tranne B.
anche il gatto E lo fa ma non ti ho ancora parlato del
gatto
E.
mi stai seguendo?
comunque, la gatta D è quella che riceve più affetto da
noi,
ha un’esistenza maledetta, non fa altro che nascondersi
e nascondersi
e leccarsi le ferite dolorose.
se potesse leggere probabilmente si illuminerebbe con le
sorelle
Brontë.

gatto E: si è presentato alla porta un
giorno, tutto nero, felino perfetto, ogni suo movimento
scivola nello spazio senza attrito, è il
leopardo, i suoi occhi gialli ti guardano e dicono:
uccidere o essere ucciso, è vecchio di secoli, gli altri
gatti gli stanno alla larga, incluso il grande
combattente: C.
è per i suoi OCCHI, non sanno come gestire quegli
OCCHI.
non verrà mai domato
eppure si lascia prendere, accarezzare, rimettere
giù, ti segue per qualche minuto, facendo le fusa:
ti sta ringraziando per non averlo
ammazzato.
farebbe cagare sotto Charles Manson
e se dovesse scegliere cose di quel tipo
in un momento più mite
probabilmente sceglierebbe
Céline.

comunque tutti questi strani campioni di vita
ci dimostrano quanto siamo soli
per sempre e allo
stesso tempo
mai.

ciononostante, per tutte quelle lattine di
tonno
A, B, C, D ed E
continuano a farci trottare al
supermercato

dove i commessi sono
anche loro tutti
diversi.

5 cats

cat A: old granny, pointed teeth, she’s seen too
much, she doesn’t give a damn about the Russian
Revolution or any others; Harry Truman playng the
piano with Lauren Bacall plopped thereupon doesn’t
matter; she’s mean because to survive is sometimes
mean.Continua a leggere…

Il mio gatto lo scrittore, Charles Bukowski

mentre sto seduto davanti alla mia
macchina da scrivere
il mio gatto Ting sta seduto dietro di
me
sullo schienale della
poltrona.

adesso mentre scrivo a macchina questo
lui
salta su un cassetto
aperto
e poi si piazza sulla
scrivania.

adesso ha il naso sopra a questo
foglio
e mi osserva mentre
scrivo.

poi si sposta si
avvicina
e ficca il naso in
una
tazza di caffè.

adesso
è tornato con la testa sopra a questo foglio di
carta.
pianta
la zampa sul
nastro.

batto
un tasto e
schizza via.

adesso
se ne sta lì fermo e mi guarda
scrivere.

ho spostato bicchiere di vino e
bottiglia
dall’altra parte
della
macchina da scrivere.

la radio trasmette brutta
musica
per pianoforte.

Ting se ne sta lì fermo e guarda la
macchina da
scrivere.

credi che voglia fare
lo
scrittore?
o che lo sia stato nel
passato?

io
non amo le poesie tenere sui
gatti
ma ne ho scritta una
comunque.

adesso
c’è una mosca qui
in giro
e Ting osserva ogni sua
mossa.

sono le 23.45 e
sono
ubriaco…

senti, rilassati, hai letto
poesie
peggiori di
questa…

e io le ho
scritte.

My cat, the writer

as I sit in front of this
machine
my cat Ting sits behind
me
on the back of my
chair.Continua a leggere…

Chi porta il collare in casa, Charles Bukowski

vivo con una signora e quattro gatti
e certi giorni andiamo tutti
d’accordo.

certi giorni ho qualche problema con
uno dei
gatti.

altri giorni ho qualche problema con
due dei
gatti.

altri giorni,
con tre.

certi giorni ho problemi con
tutti e quattro i
gatti

e con la
signora:

dieci occhi che mi guardano
come fossi un cane.

wearing the collar

I live with a lady and four cats
and some days we all get
along.

some days I have trouble with
one of the
cats.

other days I have trouble with
two of the
cats.

other days,
three.

some days I have trouble with
all four of the
cats

and the
lady:

ten eyes looking at me
as if I were a dog.

Primo amore, Charles Bukowski

Un tempo
quando avevo 16 anni
c’era solo qualche scrittore
a darmi speranza
e conforto.

a mio padre non piacevano
i libri e
a mia madre neppure
(perchè non piacevano al babbo)
specie i libri che prendevo io
in biblioteca:
D.H. Lawrence
Dostoevskij
Turgenev
Gorkij
A. Huxley
Sinclair Lewis
e altri.

avevo la mia camera da letto
ma alle 8 di sera
bisognava filare tutti a nanna:
“il mattino ha l’oro in bocca,”
diceva mio padre.

poi gridava:
“LUCI SPENTE!”.

allora mettevo la lampada
sotto le coperte
e continuavo a leggere
sotto la luce calda e nascosta:
Ibsen
Shakespeare
Cechov
Jeffers
Thurber
Conrad Aiken
e altri.

mi offrivano una opportunità e qualche speranza
in un posto senza opportunità
speranza,
sentimento.

me la guadagnavo.
faceva caldo sotto le coperte.
qualche volta fumavano le lenzuola
allora spegnevo la lampada,
la tenevo fuori per
raffreddarla.

senza quei libri
non sono del tutto sicuro
di cosa sarei diventato:
delirante;
parricida;
idiota;
buonannulla.

quando mio padre gridava
“LUCI SPENTE!”
son sicuro che lo terrorizzava
la parola ben tornita
e immortalata
una volta per tutte
nelle pagine migliori
della nostra più bella
letteratura.

ed essa era lì
per me
vicina a me
sotto le coperte
più donna di una donna
più uomo di un uomo.

era tutta per me
e io
la presi.

First Love

At one time
when I was 16
a few writers gave me
my only hope and
chance.Continua a leggere…