Una poesia genuina per te, Charles Bukowski

ho due gattini che stanno diventando in fretta
gatti e
dormiamo nello stesso letto – il problema è che
loro sono mattinieri:
sono spesso svegliato da artigli che mi graffiano la
faccia.

loro,
non fanno altro che correre, mangiare, dormire, cagare e
combattere
ma a volte si bloccano e guardano
me
con occhi
molto più belli di qualsiasi occhio umano io abbia mai
visto.
sono bravi ragazzi.

la sera tardi quando bevo e scrivo
stanno qui in giro
per esempio
uno sullo schienale della poltrona e l’altro li giù
a mordicchiarmi gli alluci.
proviamo un genuino interesse reciproco, come sapere
dove siamo noi e dove è tutto il
resto.

poi
saltano fuori
corrono per la stanza
corrono sui fogli dattiloscritti sparsi
lasciandoli spiegazzati e con piccoli buchi sulla
carta.

poi
saltano dentro allo scatolone delle lettere che ricevo dalla
gente
ma non rispondono, gli ho insegnato
bene.

mi aspetto una moltitudine di poesie sui gatti grazie a
loro
e questa è la
prima.

“mio dio” diranno, “Chinaski scrive solo
di gatti!”
“mio dio” dicevano prima, “Chinaski scrive solo
di puttane!”

i lamentosi si lamenteranno e continueranno a
comperare i miei
libri: gli piace proprio come riesco a farli
incazzare.

questa è l’ultima poesia dopo tante poesie
stasera, è
rimasto un bicchiere di vino
e tutti e due i ragazzi
si sono addormentati sopra i miei piedi.
sento il loro peso gentile
il contatto col pelo
percepisco il loro respiro:
le cose belle capitano spesso, ricordatelo
mentre le Bombe rotolano fuori dall’alto della loro
magnifica
stupidità
questi gatti
ai miei piedi,
la sanno più lunga,
sono più
in gamba,
e gli istanti dell’attimo esplodono
smisurati
e un passato fortunato
non potrà mai essere
distrutto.

A nature poem for you

I’ve got these two kittens who are rapidly growing into
cats and
we sleep on the same bed – the problem being that
they are early risers:
I am often awakened by claws running across my
face.

these,
all they do is run, eat, sleep, shit and
fight
but at moments they are still and they look
at me
with eyes
far more beautiful than any human eyes I have ever
seen.
they are good guys.

late at night when I drink and type
they are about
like say
one on the back of my chair and the other down there
nibbling at my toes.
we have a natural concern for each other, like to know
where we are and where everything
is.

then
they come out
run across the floor
run across the typed sheets there
leaving wrinkles and tiny puncture-holes in the
paper.

then
they leap into the bigbox of letters I get from
people
but they don’t answer
they are house-
broken.

I expect any number of cat poems from them
of which this is the
first.

“my god,” they will say, “all Chinaski writes about
are cats!”
“my god,” they used to say, “all Chinaski writes about
are whores!”

the complainers will complain and keep buying my
books: they love the way I irritate
them.

this is the last poem of any number of poems
tonight, there’s
one drink of wine left
and both of those guys
they are asleep across the top of my feet.
I can feel the gentle weight of them
the touch of fur
I am aware of their breathing:
good things happen often, remember that
as the Bomb trundle out in their magnificent
dumbness
these
at my feet
know more,
are
more,
and instants of the moment explode
larger
and a lucky past
can never be
killed.

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