Figli dell’epoca, da “Gente sul ponte” (1986), Wislawa Szymborska

Siamo figli dell’epoca,
l’epoca è politica.

Tutte le tue, nostre, vostre
faccende diurne, notturne
sono faccende politiche.

Che ti piaccia o no,
i tuoi geni hanno un passato politico,
la tua pelle una sfumatura politica,
i tuoi occhi un aspetto politico.

Ciò di cui parli ha una risonanza,
ciò di cui taci ha una valenza
in un modo o nell’altro politica.

Perfino per campi, per boschi
fai passi politici
su uno sfondo politico.

Anche le poesie apolitiche sono politiche,
e in alto brilla la luna,
cosa non più lunare.
Essere o non essere, questo è il problema.
Quale problema, rispondi sul tema.
Problema politico.

Non devi neppure essere una creatura umana
per acquistare un significato politico.
Basta che tu sia petrolio,
mangime arricchito o materiale riciclabile.
O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma
si è disputato per mesi:
se negoziare sulla vita e la morte
intorno a uno rotondo o quadrato.

Intanto la gente moriva,
gli animali crepavano,
le case bruciavano e i campi inselvatichivano
come nelle epoche remote
e meno politiche.

(Traduzione di Pietro Marchesani)

Children of the Age

We are children of our age,
it’s a political age.

All day long, all through the night,
all affairs—yours, ours, theirs—
are political affairs.

Whether you like it or not,
your genes have a political past,
your skin, a political cast,
your eyes, a political slant.

Whatever you say reverberates,
whatever you don’t say speaks for itself.
So either way you’re talking politics.

Even when you take to the woods,
you’re taking political steps
on political grounds.

Apolitical poems are also political,
and above us shines a moon
no longer purely lunar.
To be or not to be, that is the question.
and though it troubles the digestion
it’s a question, as always, of politics.

To acquire a political meaning
you don’t even have to be human.
Raw material will do,
or protein feed, or crude oil,

or a conference table whose shape
was quarreled over for months:
Should we arbitrate life and death
at a round table or a square one.

Meanwhile, people perished,
animals died,
houses burned,
and the fields ran wild
just as in times immemorial
and less political.

(Translated by Stanisław Baranczak and Clare Cavanagh)

5 pensieri su “Figli dell’epoca, da “Gente sul ponte” (1986), Wislawa Szymborska

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