Ode ad un mattino del Brasile, da “Navegaciones y Regresos”, Pablo Neruda

Questo è un mattino
del Brasile. Vivo dentro
un violento diamante,
tutta la trasparenza
della terra
si è materializzata
sulla
mia fronte,
si muove appena
la ricamata vegetazione,
il rumoroso cinto
della selva:
ampia è la chiarità, come una nave
del cielo, vittoriosa.

Tutto cresce,
alberi,
acqua,
insetti,
giorno.
Tutto finisce in foglia.
Son convenute
tutte
le cicale,
nate, vissute
e morte
da quando esiste il mondo,
e qui cantano
in un solo raduno
con voce di miele,
di sale,
di segheria,
di violino in delirio.

Le farfalle
ballano
rapidamente
un
ballo
rosso
nero
arancio
verde
azzurro
bianco
granata
giallo
violetto
nell’aria,
sui fiori,
sul nulla,
volanti,
successive
e remote.Continua a leggere…

Sii il meglio di qualunque cosa tu possa essere, Douglas Malloch

Se non puoi essere un pino in cima alla collina,
sii un arbusto nella valle, ma sii
il miglior, piccolo arbusto accanto al ruscello;
sii un cespuglio, se non puoi essere un albero.

Se non puoi essere un cespuglio, sii un filo d’erba,
e rendi più lieta la strada;
se non puoi essere un luccio, allora sii solo un pesce persico:
ma il persico più vivace del lago!

Non possiamo essere tutti capitani, dobbiamo essere anche equipaggio,
C’è qualcosa per tutti noi qui,
ci sono grandi compiti da svolgere e ce ne sono anche di più piccoli,
e quello che devi svolgere tu è li, vicino a te.

Se non puoi essere un’autostrada, sii solo un sentiero,
se non puoi essere il sole, sii una stella;
Non è grazie alle dimensioni che vincerai o perderai:
sii il meglio di qualunque cosa tu possa essere.

Be the Best of Whatever You Are

If you can’t be a pine on the top of the hill,
Be a scrub in the valley — but be
The best little scrub by the side of the rill;
Be a bush if you can’t be a tree.

If you can’t be a bush be a bit of the grass,
And some highway happier make;
If you can’t be a muskie then just be a bass —
But the liveliest bass in the lake!

We can’t all be captains, we’ve got to be crew,
There’s something for all of us here,
There’s big work to do, and there’s lesser to do,
And the task you must do is the near.

If you can’t be a highway then just be a trail,
If you can’t be the sun be a star;
It isn’t by size that you win or you fail —
Be the best of whatever you are!

La grande fuga, da “Sifting Through the Madness for the Word, the Line, the Way”, Charles Bukowski

senti, mi disse, hai mai visto dei granchi in un
secchio?
no, gli dissi.
bé, quello che succede è che ogni tanto un granchio
si arrampica sugli altri
e inizia a salire verso la cima del secchio,
poi, proprio mentre sta per scappare
un altro granchio lo afferra e lo tira di nuovo
giù.
davvero? chiesi.
davvero, disse, e questo lavoro è così, nessuno
degli altri vuole che qualcuno se ne vada da
qui, funziona così
alle poste!
ti credo, dissi.

proprio in quel momento il supervisore si avvicinò e disse:
stavate parlando, voi due.
è vietato parlare sul
lavoro.

ero lì da undici anni e
mezzo.

mi alzai di colpo dallo sgabello e raggiunsi il
supervisore
poi lo scavalcai e mi tirai fuori subito
da lì.

fu così semplice da non crederci.
ma nessuno degli altri mi seguì.

dopo di che, ogni volta che mi concedevo zampe di granchio
pensavo a quel posto.
devo aver pensato a quel posto
forse 5 o 6 volte

prima di passare all’aragosta.

The Great Escape

listen, he said, you ever seen a bunch of crabs in a
bucket?
no, I told him.
well, what happens is that now and then one crab
will climb up on top of the others
and begin to climb toward the top of the bucket,
then, just as he’s about to escape
another crab grabs him and pulls him back
down.
really? I asked.
really, he said, and this job is just like that, none
of the others want anybody to get out of
here. that’s just the way it is
in the postal service!
I believe you, I said.

just then the supervisor walked up and said,
you fellows were talking.
there is no talking allowed on this
job.

I had been there for eleven and one-half
years.

I got up off my stool and climbed right up the
supervisor
and then I reached up and pulled myself right
out of there.

it was so easy it was unbelievable.
but none of the others followed me.

and after that, whenever I had crab legs
I thought about that place.
I must have thought about that place
maybe 5 or 6 times

before I switched to lobster.

Settembre, Hermann Hesse

Il giardino è in lutto,
fredda cola tra i fiori la pioggia.
L’estate rabbrividendo
s’avvia in silenzio verso la fine.

A foglia a foglia l’oro cade
a terra, dall’alto albero d’acacia.
L’estate sorride stupita e languida
nel sognante giardino che trascolorando muore.

A lungo ancora vicino alle rose
l’estate sembra sopravvivere, ma anela al riposo.
Ad uno ad uno chiude i [grandi]
suoi occhi divenuti ormai stanchi.

September

Der Garten trauert,
Kühl sinkt in die Blumen der Regen.
Der Sommer schauert
Still seinem Ende entgegen.

Golden tropft Blatt um Blatt
Nieder vom hohen Akazienbaum.
Sommer lächelt erstaunt und matt
in den sterbenden Gartentraum.

Lange noch bei den Rosen
Bleibt er stehen, sehnt sich nach Ruh.
Langsam tut er die [grossen]
Müdgewordenen Augen zu.

September

The garden mourns,
Rain sinks coolly into the flowers.
Summer shudders
Peacefully towards its end.

Golden, one leaf after another
Drops from the high Acacia tree.
Summer smiles astonished and weak
Into the dying garden dream.

But still, by the roses,
It pauses and longs for peace.
And slowly closes its [large]
Now tired, worn eyes.

Translation:  David Paley

La sigaretta migliore, da “Sailing Alone Around the Room”, Billy Collins

Ce ne sono molte che mi mancano,
dopo aver gettato dal finestrino dell’auto l’ultima,
scintillante, lungo la strada, una notte, anni fa.

Quelle canoniche, naturalmente:
dopo aver fatto sesso, le due punte luminose
ora luci di un’unica nave;
alla fine di una lunga cena
con altro vino in arrivo
e un cerchio di fumo che fluiva nel lampadario;
o su una spiaggia bianca
stretta fra le dita ancora bagnate dalla nuotata.

Così agrodolci queste punteggiature
di fiamma e gestualità;
ma le migliori erano in quelle mattine
quando qualche piccola cosa
cominciava a prendere forma
alla macchina da scrivere,
il sole che brillava alle finestre,
con Berlioz, magari, in sottofondo.
Andavo in cucina per un caffè
e tornavo alla pagina,
ripiegata nel rullo,
me ne accendevo una e sentivo
il secco afflusso mescolarsi al gusto scuro del caffè.

Poi diventavo la locomotiva di me stesso
che lasciava dietro di sé, mentre tornavo al lavoro,
piccoli sbuffi di fumo
indici del progresso,
segni di laboriosità e pensiero,
il segnale che diceva al diciannovesimo secolo
che avanzava.
Quella era la sigaretta migliore,
quando fumante entravo nello studio
pieno di speranze vaporose
e me ne stavo lì, in piedi,
con la grande lampada del mio volto
che illuminava le parole disposte in linee parallele.

The Best Cigarette

There are many that I miss
having sent my last one out a car window
sparking along the road one night, years ago.Continua a leggere…

Riportato alla vita come fuoco, da “Burning in Water, Drowning in Flame”, Charles Bukowski

in angosciosa divinità il mio gatto
gira intorno

gira intorno e intorno
con coda elettrica e
occhi
a pulsante

è
vitale ed
elegante e
definitivo come un albero di
prugne

nessuno di noi due comprende
cattedrali o
l’uomo là fuori

che innaffia il suo
prato

se io fossi uomo
quanto lui è gatto –
se ci fossero uomini simili a lui
il mondo potrebbe
cominciare

salta sul divano
e cammina attraverso
i colonnati della mia
ammirazione.

Startled Into Life Like Fire

in grievous deity my cat
walks around
he walks around and around
with
electric tail and
push-button
eyes

he is
alive and
plush and
final as a plum tree

neither of us understands
cathedrals or
the man outside
watering his
lawn

if I were all the man
that he is
cat–
if there were men
like this
the world could
begin

he leaps up on the couch
and walks through
porticoes of my
admiration.

Lettera d’amore, da “Opere”, Sylvia Plath

Non è facile dire il cambiamento che operasti.
Se adesso sono viva, allora ero morta
anche se, come una pietra, non me ne curavo
e me ne stavo dov’ero per abitudine.
Tu non ti limitasti a spingermi un po’ col piede, no-
e lasciare che rivolgessi il mio piccolo occhio nudo
di nuovo verso il cielo, senza speranza, è ovvio,
di comprendere l’azzurro, o le stelle.
Non fu questo. Diciamo che ho dormito: un serpente
mascherato da sasso nero tra i sassi neri
nel bianco iato dell’inverno-
come i miei vicini, senza trarre alcun piacere
dai milioni di guance perfettamente cesellate
che si posavano a ogni istante per sciogliere
la mia guancia di basalto. Si mutavano in lacrime,
angeli piangenti su nature spente,
Ma non mi convincevano. Quelle lacrime gelavano.
Ogni testa morta aveva una visiera di ghiaccio.
E io continuavo a dormire come un dito ripiegato.
La prima cosa che vidi fu l’aria, aria trasparente,
e le gocce prigioniere che si levavano in rugiada
limpide come spiriti. Tutt’intorno giacevano molte
pietre stolide e inespressive,
Io guardavo e non capivo.
Con un brillio di scaglie di mica, mi svolsi
per riversarmi fuori come un liquido
tra le zampe d’uccello e gli steli delle piante
Non m’ingannai. Ti riconobbi all’istante.
Albero e pietra scintillavano, senz’ombra.
La mia breve lunghezza diventò lucente come vetro.
Cominciai a germogliare come un rametto di marzo:
un braccio e una gamba, un braccio, una gamba.
Da pietra a nuvola, e così salii in lato.
Ora assomiglio a una specie di dio
e fluttuo per l’aria nella mia veste d’anima
pura come una lastra di ghiaccio. E’ un dono.

Love Letter

Not easy to state the change you made.
If I’m alive now, then I was dead,
Though, like a stone, unbothered by it,
Staying put according to habit.Continua a leggere…

Ti adoro, da “Les Fleurs du Mal”, Charles Baudelaire

Ti adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza, o grande taciturna!
E tanto più t’amo quanto più mi fuggi, o bella,
e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.

Mi porto all’attacco, m’arrampico all’assalto
come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
che ti fa più bella ai miei occhi.

Je t’adore

Je t’adore à l’égal de la voûte nocturne,
O vase de tristesse, ô grande taciturne,
Et t’aime d’autant plus, belle, que tu me fuis,
Et que tu me parais, ornement de mes nuits,
Plus ironiquement accumuler les lieues
Qui séparent mes bras des immensités bleues.

Je m’avance à l’attaque, et je grimpe aux assauts,
Comme après un cadavre un chœur de vermisseaux,
Et je chéris, ô bête implacable et cruelle!
Jusqu’à cette froideur par où tu m’es plus belle!

 

Più d’ogni cosa nel cielo, Edward Estlin Cummings

Più d’ogni cosa nel cielo
ti amo tanto (mio bel tesoro)
più di chiunque sulla terra e
mi piaci di più d’ogni cosa nel cielo
– sole e canti ti fanno festa se vieni
anche se l’inverno è ovunque
con tanto silenzio e tanto buio
niuno riesce a indovinare
(solo la mia vita) la vera stagione –
e se ciò che si chiama mondo avesse
la fortuna di udire quei canti (o di scorgere
quel sole che s’alza altissimo nel cuore
di qualcuno più che lieto ogni volta
che sei più vicino) tutti certo crederebbero
(tesoro mio bello) soltanto nell’amore

I love you much (most beautiful darling)

i love you much (most beautiful darling)

more than anyone on the earth and i
like you better than everything in the sky

-sunlight and singing welcome your coming

although winter may be everywhere
with such a silence and such a darkness
noone can quite begin to guess

(except my life) the true time of year-

and if what calls itself a world should have
the luck to hear such singing(or glimpse such
sunlight as will leap higher than high
through gayer than gayest someone’s heart at your each

nearness) everyone certainly would (my
most beautiful darling) believe in nothing but love

La bellezza non ha causa, Emily Dickinson

La bellezza non ha causa: esiste.
Inseguila e sparisce.
Non inseguirla e rimane.
Sai afferrare le crespe del prato,
quando il vento vi avvolge le sue dita?
Iddio provvederà
perché non ti riesca.

Beauty – be not caused – It Is –

Beauty – be not caused – It Is –
Chase it, and it ceases –
Chase it not, and it abides –
Overtake the Creases
In the Meadow – when the Wind
Runs his fingers thro’ it –
Deity will see to it
That You never do it –