Saggezza, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Quando avrò smesso di spezzarmi l’ali
contro l’insufficienza di ogni cosa
e imparato che dietro ogni cancello
duro ad aprirsi un compromesso aspetta,
quando saprò guardare fissa in volto
la vita senza scosse, fredda e calma,
lei mi darà la Verità – un gran dono –
e in cambio avrà da me la giovinezza.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Wisdom

When I have ceased to break my wings
Against the faultiness of things,
And learned that compromises wait
Behind each hardly opened gate,
When I have looked Life in the eyes,
Grown calm and very coldly wise,
Life will have given me the Truth,
And taken in exchange—my youth.

Quanto basta, Marianne Moore

Se sono una fanatica? Al contrario.
E dove mai mi piacerebbe stare?
Sotto l’olivo di Platone, a terra
o appoggiata al suo vecchio, sodo tronco,

lontana da polemiche
o persone colleriche.

Se vuoi le pietre al posto giusto, indenni
da calce (il muratore dice “malta”),
squadrate e lisce, devi rispettarle,
come disse Ben Jonson, o intendeva.

In Discoveries egli disse ancora:
“Sii per la verità. È quanto basta”.

Da “Le poesie” (Adelphi, 1991)
a cura di Lina Angioletti e Gilberto Forti

Enough

Am I a fanatic? The opposite.
And where would I like to be?
Sitting under Plato’s olive tree
or propped against its thick old trunk,

away from controversy
or anyone choleric.

If you would see stones set right, unthreatened
by mortar (masons say “mud”),
squared and smooth, let them rise as they should,
Ben Jonson said, or he implied.

In “Discoveries” he then said,
“Stand for truth, and ‘tis enough.”

Semplicità, Alda Merini

La semplicità è mettersi nudi davanti agli altri.
E noi abbiamo tanta difficoltà ad essere veri con gli altri.
Abbiamo timore di essere fraintesi, di apparire fragili,
di finire alla mercè di chi ci sta di fronte.
Non ci esponiamo mai.
Perché ci manca la forza di essere uomini,
quella che ci fa accettare i nostri limiti,
che ce li fa comprendere, dandogli senso e trasformandoli in energia, in forza appunto.
Io amo la semplicità che si accompagna con l’umiltà.
Mi piacciono i barboni.
Mi piace la gente che sa ascoltare il vento sulla propria pelle,
sentire gli odori delle cose,
catturarne l’anima.
Quelli che hanno la carne a contatto con la carne del mondo.
Perché lì c’è verità, lì c’è dolcezza, lì c’è sensibilità, lì c’è ancora amore.

Simplicity

Simplicity is getting naked in front of others.
And we have so much difficulty to be real with others.
We are afraid of being misunderstood, to appear fragile,
ending up at the mercy of those around us in the face.
We will never expose.
Because we lack the strength to be human,
what makes us accept our limits,
that we make them understand, giving it meaning and turning them into energy, by virtue precisely.
I love the simplicity that is accompanied by humility.
I like bums.
I like people who know how to listen to the wind on their skin,
feel the smells of things,
capturing the soul.
Those that have the flesh in contact with the flesh of the world.
Because there is truth, there is sweetness, there is sensitivity, there is still love.

Il mondo del bambino, da “The Crescent Moon”, Rabindranath Tagore

Vorrei poter avere un angolo tutto per me nel cuore del mio bambino ed osservarlo nel suo vero mondo.
So che le stelle parlano con lui e il cielo si china sul suo viso per divertirlo con le sue frivole nubi, ed arcobaleni.
Ogni cosa che sembra muta e incapace di muoversi s’avvicina lentamente alla sua finestra recando fiabe e cesti pieni di lucenti giocattoli.
Vorrei poter viaggiare lungo la via che attraversa la mente del bambino, oltre tutti i confini; dove i messaggeri vanno errando tra i domìni di re senza storia; dove la Ragione fa aquiloni delle proprie leggi, e li lancia, e la Verità libera le azioni dalle sue catene.

(Traduzione di Maurizio Lipparini)

Baby’s World

I wish I could take a quiet corner in the heart of my baby’s very
own world.
I know it has stars that talk to him, and a sky that stoops
down to his face to amuse him with its silly clouds and rainbows.
Those who make believe to be dumb, and look as if they never
could move, come creeping to his window with their stories and with
trays crowded with bright toys.
I wish I could travel by the road that crosses baby’s mind,
and out beyond all bounds;
Where messengers run errands for no cause between the kingdoms
of kings of no history;
Where Reason makes kites of her laws and flies them, the Truth
sets Fact free from its fetters.

Di’ tutta la verità ma dilla obliqua -, Emily Dickinson

Di’ tutta la verità ma dilla obliqua –
Il successo sta in un Circuito
Troppo brillante per la nostra malferma Delizia
La superba sorpresa della Verità
Come un Fulmine ai Bambini chiarito
Con tenere spiegazioni
La Verità deve abbagliare gradualmente
O tutti sarebbero ciechi –

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

Tell All the Truth but Tell it Slant –  

Tell all the truth but tell it slant –
Success in Circuit lies
Too bright for our infirm Delight
The Truth’s superb surprise
As Lightning to the Children eased
With explanation kind
The Truth must dazzle gradually
Or every man be blind –

Oggi sono triste, sono triste, Fernando Pessoa

Oggi sono triste, sono triste.
Sarò lieto domani…
Quel che si sente consiste
sempre in qualche cosa vana.

O pioggia, o sole, o pigrizia…
Tutto influisce, tutto trasforma…
L’anima non ha giustizia,
la sensazione non ha forma.

Una verità al giorno…
Un mondo per sensazione…
Sono triste. La sera è fredda.
Domani, sole e ragione.

(Da “Poesie Scelte” a cura di Luigi Panarese, Passigli Editori 2006)

Hoje ‘stou triste, ‘stou triste

Hoje ‘stou triste, ‘stou triste.
‘Starei alegre amanhã…
O que se sente consiste
Sempre em qualquer coisa vã.

Ou chuva, ou sol, ou preguiça…
Tudo influi, tudo transforma…
A alma não tem justiça,
A sensação não tem forma.

Uma verdade por dia…
Um mundo por sensação…
‘Stou triste. A tarde está fria.
Amanhã, sol e razão.

Utopia, da “Grande numero” (1976), Wislawa Szymborska

Isola dove tutto si chiarisce.

Qui ci si può fondare su prove.

L’unica strada è quella d’accesso.

Gli arbusti si piegano sotto le risposte.

Qui cresce l’albero della Giusta Ipotesi
Con rami da sempre districati.

Di abbagliante linearità è l’albero del Senno
presso la fonte detta Ah Dunque E’ Così.

Più ti addentri nel bosco, più si allarga
la Valle dell’Evidenza.

Se sorge un dubbio, il vento lo disperde.

L’Eco prende la parola senza farsi chiamare
e chiarisce volenterosa i misteri dei mondi.

A destra una grotta in cui giace il Senso.

A sinistra il lago della Profonda Convinzione.
Dal fondo si stacca la Verità e viene lieve a galla.

Domina sulla valle la Certezza Incrollabile.
Dalla sua cima si spazia sull’Essenza delle Cose.

Malgrado le sue attrattive l’isola è deserta,
e le tenui orme visibili sulle rive
sono tutte dirette verso il mare.

Come se da qui si andasse soltanto via,
immergendosi irrevocabilmente nell’abisso.

Nella vita inconcepibile.

(Traduzione di Pietro Marchesani)

Utopia

Island where all becomes clear.
Solid ground beneath your feet.

The only roads are those that offer access.

Bushes bend beneath the weight of proofs.

The Tree of Valid Supposition grows here
with branches disentangled since time immermorial.

The Tree of Understanding, dazzling straight and simple.
sprouts by the spring called Now I Get It.

The thicker the woods, the vaster the vista:
the Valley of Obviously.

If any doubts arise, the wind dispels them instantly.

Echoes stir unsummoned
and eagerly explain all the secrets of the worlds.

On the right a cave where Meaning lies.

On the left the Lake of Deep Conviction.
Truth breaks from the bottom and bobs to the surface.

Unshakable Confidence towers over the valley.
Its peak offers an excellent view of the Essence of Things.

For all its charms, the island is uninhabited,
and the faint footprints scattered on its beaches
turn without exception to the sea.

As if all you can do here is leave
and plunge, never to return, into the depths.

Into unfathomable life.

From “A large number”, 1976
Translated by S. Baranczak & C. Cavanagh

Orizzonte, Fernando Pessoa

Mare anteriore a noi, le tue paure
corallo e spiagge e alberete.
Sbendate la notte e la caligine,
le tormente passate e il mistero
si apriva in fiore la Lontananza, e il Sud siderale
splendeva sulle navi dell’iniziazione.

Linea severa della riva remota –
quando la nave si approssima, s’alza la costa
in alberi ove la Lontananza nulla aveva;
più vicino, s’apre la terra in suoni e colori:
e, allo sbarco, ci sono uccelli, fiori,
ove era solo, di lontano, l’astratta linea.

Il sogno è vedere le forme invisibili
della distanza imprecisa, e, con sensibili
movimenti della speranza e della volontà,
cercare sulla linea fredda dell’ orizzonte
l’albero, la spiaggia, il fiore, l’uccello, la fonte –
i baci meritati della Verità.

(Da “Poesie Scelte” a cura di Luigi Panarese, Passigli Editori 2006)

Horizonte

Ó mar anterior a nós, teus medos
Tinham coral e praias e arvoredos.
Desvendadas a noite e a cerração,
As tormentas passadas e o mistério,
Abria em flor o Longe, e o Sul sidéreo
‘Splendia sobre as naus da iniciaçào.

Linha severa da longínqua costa –
Quando a nau se aproxima, ergue-se a encosta
Em árvores onde o Longe nada tinha;
Mais perto, abre-se a terra em sons e cores:
E, no desembarcar, há aves, flores,
Onde era só, de longe, a abstracta linha.

O sonho é ver as formas invisíveis
Da distancia imprecisa, e, com sensíveis
Movimentos da esp’rança e da vontade,
Buscar na linha fria do horizonte
A árvore, a praia, a flor, a ave, a fonte –
Os beijos merecidos da Verdade.

Il guardiano di greggi IX, da “Poemas de Alberto Caeiro”, Fernando Pessoa

Sono un guardiano di greggi.
Il gregge è i miei pensieri.
E i miei pensieri sono tutti sensazioni.

Penso con gli occhi e con gli orecchi
e con le mani e i piedi
e con il naso e la bocca.
Pensare un fiore è vederlo e odorarlo
e mangiare un frutto è saperne il senso.

Perciò quando in un giorno di calura
sento la tristezza di goderlo tanto,
e mi corico tra l’erba
chiudendo gli occhi accaldati,
sento tutto il mio corpo immerso nella realtà,
so la verità e sono felice.

Soy un guardador de rebaños

Soy un guardador de rebaños.
El rebaño es mis pensamientos
y todos mis pensamientos son sensaciones.

Pienso con los ojos y con los oídos
y con las manos y los pies
y con la nariz y la boca.
Pensar una flor es verla y olerla
y comerse una fruta es conocer su sentido.

Por eso cuando, en un día de calor,
me siento triste de disfrutarlo tanto,
y me acuesto estirado en la hierba,
y cierro los ojos calientes,
siento a todo mi cuerpo acostado en la realidad,
sé de verdad y soy feliz.

 

Morii per la bellezza, Emily Dickinson

Morii per la Bellezza, ma ero appena
composta nella tomba
che un altro, morto per la verità,
fu disteso nello spazio accanto.

Mi chiese sottovoce perché ero morta
gli risposi “Per la Bellezza”.
“E io per la Verità, le due cose sono
una sola. Siamo fratelli” disse.

Così come parenti che si ritrovano
di notte parlammo da una stanza all’altra
finché il muschio raggiunse le labbra
e coprì i nostri nomi.

(traduzione di Piera Mattei)

I died for Beauty

I died for Beauty – but was scarce
Adjusted in the Tomb
When One who died for Truth, was lain
In an adjoining Room –

He questioned softly “Why I failed”?
“For Beauty”, I replied –
“And I – for Truth – Themself are One –
We Bretheren, are”, He said –

And so, as Kinsmen, met a Night –
We talked between the Rooms –
Until the Moss had reached our lips –
And covered up – our names –