Se ricordare fosse dimenticare, Allora non ricordo, E se dimenticare, ricordare, Quant’è vicino ciò che ho dimenticato. E se perdere, fosse allegro, E dolersi, fosse gaio, Davvero gioiose le dita Che raccolsero questo, oggi!
(Traduzione di Giuseppe Ierolli)
[I versi furono inviati a Samuel Bowles, probabilmente insieme a un fiore.] Un gioco di contrari per dirci il valore del ricordo e il dolore che ogni perdita, anche quella di un amico temporaneamente lontano, porta con sé.
If recollecting were forgetting
If recollecting were forgetting, Then I remember not; And if forgetting, recollecting, How near I had forgot. And if to miss were merry, And if to mourn were gay, How very blithe the fingers That gathered this, Today!
_____________________________
Khatia Buniatishvili: Sérénade (Ständchen), Franz Schubert Yoann Bourgeois: “La petite fugue”
Le stramaledette formiche hanno marciato fin qui e stanno entrando nel mio vino. me lo bevo.
le foto del dio della mia ragazza sono dappertutto nel bagno nel soggiorno la sua faccia riempie le pareti. non ha mai parlato di soldi tantomeno ne ha toccati. è morto 7 o 8 anni fa. il suo dio. oggi lei è andata a un ritiro religioso per venerarlo. io sono andato all’ippodromo e ho vinto 97$.
stasera lei è andata a un concerto dei Devo una specie di gruppo rock o punck o di musica new wave. io me ne sto qui seduto a bere vino e formiche. e continuo a pensare, merda, tutte le donne che incontro sono semplicemente pazze una dopo l’altra sono sempliciotte e pazze: gambe, bocche, cervelli, natiche, orecchie, piedi tutto sprecato su di loro.
perfino le formiche ne sanno di più. bevo loro e insieme a loro.
questa è quella che si chiama una poesia confessionale.
(Traduzione di Simona Viciani)
Down the hutch
the god-damned ants have come marching here and are climbing into my wine. I drink them down.
the photos of my girlfriend’s god are everywhere: in the bathroom in the front room his face fills the walls. he never spoke about or touched money. he died 7 or 8 years ago. her god. today she went to a religious retreat to worship him. I went to the racetrack and won $97.
tonight she went to a concert by Devo some kind of rock or punk group or new wave music. I sit here drinking wine and ants. and I keep thinking, shit, all the women I meet are simply crazy one after the other they are simple and crazy: legs, mouths, brains, buttocks, ears, feet all wasted on them.
even the ants know more. I drink them and with them.
this is what is called a confessional poem.
_________________________________
Rondo Alla Turca (Turkish March) by Wolfgang Amadeus Mozart (K331) played on glass harp by Robert Tiso
L’arpa di vetro, nota anche come “bicchieri musicali”, è uno strumento musicale inventato nel 1741 dall’irlandese Richard Pockrich. Consiste in un set di bicchieri a calice accordati aggiungendo una precisa quantità di acqua e suonati passando le dita inumidite attorno ai bordi. La musica del bicchiere a calice si è evoluta da allora, specialmente con l’invenzione dell’armonica di vetro di Benjamin Franklin. Robert Tiso è uno dei pochi musicisti che si esibiscono attualmente. Il suono magico e affascinante dello strumento è stato apprezzato e acclamato in tutto il mondo in molti tipi di eventi, spettacoli e festival.
1 Dal fondo di te, e inginocchiato, un bimbo triste, come me, ci guarda. Per quella vita che arderà nelle sue vene dovrebbero legarsi le nostre vite. Per quelle mani, figlie delle tue mani, dovrebbero uccidere le mie mani. Per quegli occhi aperti sulla terra vedrò un giorno lacrime nei tuoi. 2 Io non voglio, Amata. Perché nulla ci leghi che nulla ci unisca. Né la parola che profumo’ la tua bocca, né ciò che non dissero le parole. Né la festa d’amore che non avemmo, ne i tuoi singhiozzi presso la finestra. 3 (Amo l’amore dei marinai che baciano e se ne vanno. Lasciano una promessa. Non tornano mai più. In ogni porto una donna attende: i marinai baciano e se ne vanno. Una notte si coricano con la morte nel letto del mare.) 4 Amo l’amore che si distribuisce in baci, letto e pane. Amore che puo’ essere eterno e può essere fugace. Amore che vuol liberarsi per tornare ad amare. Amore divinizzato, che s’avvicina. Amore divinizzato che se ne va. 5. Più non s’incanteranno i miei occhi nei tuoi occhi, più’ non s’addolcirà vicino a te il mio dolore. Ma dove andrò porterò il il tuo sguardo e dove camminerai porterai il mio dolore.
Fui tuo, fosti mia. Che più? Insieme facemmo un angolo nella strada dove l’amore passò. Fui tuo fosti mia. Tu sarai di colui che t’amerà, di colui che taglierà nel tuo orto ciò che ho seminato io. Me ne vado. Sono triste: ma sempre sono triste. Vengo dalle tue braccia. Non so dove vado. … Dal tuo cuore un bimbo mi dice addio. E io gli dico addio.
(Traduzione di Giuseppe Bellini)
Farewell
1
Desde el fondo de ti, y arrodillado, un niño triste, como yo, nos mira.
Por esa vida que arderá en sus venas tendrían que amarrarse nuestras vidas.
Por esas manos, hijas de tus manos, tendrían que matar las manos mías.
Por sus ojos abiertos en la tierra veré en los tuyos lágrimas un día.
2
Yo no lo quiero, Amada.
Para que nada nos amarre que no nos una nada.
Ni la palabra que aromó tu boca, ni lo que no dijeron las palabras.
Ni la fiesta de amor que no tuvimos, ni tus sollozos junto a la ventana.
3
(Amo el amor de los marineros que besan y se van. Dejan una promesa. No vuelven nunca más.
En cada puerto una mujer espera: los marineros besan y se van.
Una noche se acuestan con la muerte en el lecho del mar).
4
Amor el amor que se reparte en besos, lecho y pan.
Amor que puede ser eterno y puede ser fugaz.
Amor que quiere libertarse para volver a amar.
Amor divinizado que se acerca Amor divinizado que se va.
5
Ya no se encantarán mis ojos en tus ojos, ya no se endulzará junto a ti mi dolor.
Pero hacia donde vaya llevaré tu mirada y hacia donde camines llevarás mi dolor.
Fui tuyo, fuiste mía. Qué más? Juntos hicimos un recodo en la ruta donde el amor pasó.
Fui tuyo, fuiste mía. Tú serás del que te ame, del que corte en tu huerto lo que he sembrado yo.
Yo me voy. Estoy triste: pero siempre estoy triste. Vengo desde tus brazos. No sé hacia dónde voy.
…Desde tu corazón me dice adiós un niño. Y yo le digo adiós.
La terra ha molte chiavi. Dove cessa la melodia è la penisola sconosciuta. La bellezza è realtà naturale.
Ma testimone la terra e testimone il mare, il grillo è il massimo dell’elegia per me.
(Traduzione di Massimo Bacigalupo)
Nota del traduttore: Keys è usato nel senso di chiave musicale. La terra è piena di musica; l’assenza di suono è l’infinito sconosciuto. La bellezza e la musica sono i fatti tangibili della natura, in oppozione al mondo dei fenomeni non percepibili. Fra tutte le musiche, la più elegiaca è il canto del grillo, spesso oggetto delle meditazioni di E.D. (soprattutto 1068), in quanto annuncio della fine dell’estate. In effetti queste due strofe concludevano una versione di 1068, e non costituiscono pertanto una poesia a sé. Tuttavia esse si staccano decisamente, per il loro carattere aforistico e dichiarativo, dalla poesia enigmatica per la quale forse furono scritte.
The Earth Has Many Keys
The earth has many keys. Where melody is not Is the unknown peninsula. Beauty is nature’s fact.
But witness for her land, And witness for her sea, The cricket is her utmost Of elegy to me.
_________________________________
Yuja Wang | conducts the Mahler Chamber Orchestra on Beethoven Piano concerto No 1, 3rd movement
Da trapezio a trapezio, nel silenzio dopo dopo un rullo di tamburo di colpo muto, attraverso attraverso l’aria stupefatta, più veloce del del peso del suo corpo che di nuovo di nuovo non ha fatto in tempo a cadere.
Solo. O anche meno che solo, meno, perché imperfetto, perché manca di manca di ali, gli mancano molto, una mancanza che lo costringe a voli imbarazzati su una attenzione senza piume ormai soltanto nuda.
Con faticosa leggerezza, con paziente agilità, con calcolata ispirazione. Vedi come si acquatta per il volo? Sai come congiura dalla testa ai piedi contro quello che è? Lo sai, lo vedi
con quanta astuzia passa attraverso la sua vecchia forma e per agguantare il mondo dondolante protende le braccia di nuovo generate?
Belle più di ogni cosa proprio in questo proprio in questo momento, del resto già passato.
(Traduzione di Pietro Marchesani)
In senso figurato questa poesia parla della nostra mortalità, ricordandoci la brevità della vita, e rafforzando così la necessità di sfruttare il poco tempo che abbiamo e la necessità di usare questo tempo con saggezza. Attraverso l’esempio di un acrobata, un artista, Szymborska ci mostra che non tutto dura e che le aspettative spesso portano alla delusione poiché le cose inevitabilmente non sono come avremmo pensato.
The Acrobat
From trapeze to to trapeze, in the hush that that follows the drum roll’s sudden pause, through, through the startled air, more swiftly than than his body’s weight, which once again again is late for its own fall.
Solo. Or even less than solo, less, because he’s crippled, missing missing wings, missing them so much that he can’t miss the chance to soar on shamefully unfeathered naked vigilance alone.
Arduous ease, watchful agility, and calculated inspiration. Do you see how he waits to pounce in flight; do you know how he plots from head to toe against his very being; do you know, do you see
how cunningly he weaves himself through his own former shape and works to seize this swaying world by stretching out the arms he has conceived–
beautiful beyond belief at this passing at this very passing moment that’s just passed.
(Translated from Polish by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh)
______________________________
2019 Helene Fischer Show: Julio Batista De Souza & Helene Fischer Pole Act
Signore Iddio, dacci un lungo inverno, una musica sommessa, labbra pazienti, e un po’ d’orgoglio – prima che finisca il nostro tempo. Dacci la meraviglia e una fiamma, alta, chiara.
(Traduzione di Krystyna Jaworska)
A Flame
God, give us a long winter and quiet music, and patient mouths, and a little pride — before our age ends. Give us astonishment and a flame, high, bright.
(Translated from Polish by Clare Cavanagh)
___________________________________
David Garrett with Julien Quentin performing in Mexico City at the Palacio de Bellas Artes. Recital Concert excerpt from Henryk Wieniawski Polonaise D-major op. 4 – February 2017
E tu chi sei? chiesi alla pioggia che scendeva dolce, e che, strano a dirsi, mi rispose, come traduco di seguito: sono il Poema della Terra, disse la voce della pioggia, eterna mi sollevo impalpabile su dalla terraferma e dal mare insondabile, su verso il cielo, da dove, in forma labile, totalmente cambiata, eppure la stessa, discendo a bagnare i terreni aridi, scheletrici, le distese di polvere del mondo, e ciò che in essi senza di me sarebbe solo seme, latente, non nato; e sempre, di giorno e di notte, restituisco vita alla mia stessa origine, la faccio pura, la abbellisco; (perché il canto, emerso dal suo luogo natale, dopo il compimento, l’errare, sia che di esso importi o no, debitamente ritorna con amore.)
(Traduzione di Giuseppe Conte)
The Voice of the Rain
And who art thou? said I to the soft-falling shower, Which, strange to tell, gave me an answer, as here translated: I am the Poem of Earth, said the voice of the rain, Eternal I rise impalpable out of the land and the bottomless sea, Upward to heaven, whence, vaguely form’d, altogether changed, and yet the same, I descend to lave the drouths, atomies, dust-layers of the globe, And all that in them without me were seeds only, latent, unborn; And forever, by day and night, I give back life to my own origin, and make pure and beautify it; (For song, issuing from its birth-place, after fulfilment, wandering, Reck’d or unreck’d. duly with love returns.)
Per questo ho cura di me stessa guardo dove cammino e temo che ogni goccia di pioggia mi possa uccidere.
(Traduzione di G.D. Bonino)
Morgens und abends zu lesen
Der, den ich liebe hat mir gesagt Daß er mich braucht.
Darum Gebe ich auf mich acht sehe auf meinen Weg und Fürchte von jedem Regentropfen Daß er mich erschlagen Könnte.
To be Read in the Morning and at Night
My love Has told me That he needs me.
That’s why I take good care of myself Watch out where I’m going and Fear that any drop of rain Might kill me.
(Translation by Johannes Beilharz)
2CELLOS Luka Sulic and Hauser are joined on stage by legendary Zucchero, performing his song Cosi Celeste at their historical 5th anniversary concert at King Tomislav Square in Zagreb, Croatia in front of 50 000 people, July 2016
Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani, l’acqua che d’improvviso scoppia nella tua gioia, la repentina onda d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d’aver visto la terra che non cambia, ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi ed apre per me tutte le porte della vita.
Amore mio, nell’ora più oscura sgrana il tuo sorriso, e se d’improvviso vedi che il mio sangue macchia le pietre della strada, ridi, perché il tuo riso sarà per le mie mani come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno, il tuo riso deve innalzare la sua cascata di spuma, e in primavera, amore, voglio il tuo riso come il fiore che attendevo, il fiore azzurro, la rosa della mia patria sonora.
Riditela della notte, del giorno, della luna, riditela delle strade contorte dell’isola, riditela di questo rozzo ragazzo che ti ama, ma quando apro gli occhi e quando li richiudo, quando i miei passi vanno, quando tornano i miei passi, negami il pane, l’aria, la luce, la primavera, ma il tuo sorriso mai, perché io ne morrei.
(Traduzione di Giuseppe Bellini)
Tu risa
Quítame el pan si quieres quítame el aire, pero no me quites tu risa.
No me quites la rosa, la lanza que desgranas, el agua que de pronto estalla en tu alegría, la repentina ola de planta que te nace.
Mi lucha es dura y vuelvo con los ojos cansados a veces de haber visto la tierra que no cambia, pero al entrar tu risa sube al cielo buscándome y abre para mí todas las puertas de la vida.
Amor mío, en la hora más oscura desgrana tu risa, y si de pronto ves que mi sangre mancha las piedras de la calle, ríe, porque tu risa será para mis manos como una espada fresca.
Junto al mar en otoño, tu risa debe alzar su cascada de espuma, y en primavera, amor, quiero tu risa como la flor que yo esperaba, la flor azul, la rosa de mi patria sonora.
Ríete de la noche, del día, de la luna, ríete de las calles torcidas de la isla, ríete de este torpe muchacho que te quiere, pero cuando yo abro los ojos y los cierro, cuando mis pasos van, cuando vuelven mis pasos, niégame el pan, el aire, la luz, la primavera, pero tu risa nunca porque me moriría.
Your Laughter
Take bread away from me, if you wish, take air away, but do not take from me your laughter.
Do not take away the rose, the lance flower that you pluck, the water that suddenly bursts forth in joy, the sudden wave of silver born in you.
My struggle is harsh and I come back with eyes tired at times from having seen the unchanging earth, but when your laughter enters it rises to the sky seeking me and it opens for me all the doors of life.
My love, in the darkest hour your laughter opens, and if suddenly you see my blood staining the stones of the street, laugh, because your laughter will be for my hands like a fresh sword.
Next to the sea in the autumn, your laughter must raise its foamy cascade, and in the spring, love, I want your laughter like the flower I was waiting for, the blue flower, the rose of my echoing country.
Laugh at the night, at the day, at the moon, laugh at the twisted streets of the island, laugh at this clumsy boy who loves you, but when I open my eyes and close them, when my steps go, when my steps return, deny me bread, air, light, spring, but never your laughter for I would die.
(Translated by Stephen Tapscott)
___________________________
Helene Fischer – Wenn Du lachst (Live – Die Arena-Tournee)
Cirque du Soleil Eventi ha collaborato con Helene Fischer, una delle più celebri cantanti tedesche, per fornire servizi completi di spettacolo di progettazione per “Helene Fischer tour 2017/2018” che ha debuttato il 12 settembre 2017 ad Hannover. Il team ha creato un concept originale che celebra Helene Fischer, riunendo il successo della sua musica con l’esperienza dell’intrattenimento dal vivo e le capacità creative del Cirque du Soleil, per creare un’esperienza indimenticabile per i suoi fan. L’abito d’acqua Indubbiamente uno dei costumi più belli di Helene Fischer è un vestito fatto di vera acqua corrente. Per ottenere questo effetto unico, l’ascensore sotto il palco è dotato di serbatoi d’acqua per raccoglierla mentre precipita. È un’opera d’arte originale e un momento incantevole dello spettacolo.