Candele, Konstantinos Kavafis

Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde e vivide.

Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.

Non le voglio vedere: m’accora il loro aspetto,
la memoria m’accora il loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.

Non mi voglio voltare, ch’io non scorga, in un brivido,
come s’allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.

(Trad. di Filippo Maria Pontani)

Candles

Days to come stand in front of us
like a row of lighted candles—
golden, warm, and vivid candles.

Days gone by fall behind us,
a gloomy line of snuffed-out candles;
the nearest are smoking still,
cold, melted, and bent.

I don’t want to look at them: their shape saddens me,
and it saddens me to remember their original light.
I look ahead at my lighted candles.

I don’t want to turn for fear of seeing, terrified,
how quickly that dark line gets longer,
how quickly the snuffed-out candles proliferate.

(Translated by Edmund Keeley/Philip Sherrard)

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