Volete dell’estate? Provate la nostra, Emily Dickinson

Volete dell’estate? Provate la nostra.
Spezie? Ecco qui!
Malati? Abbiamo bacche per chi brucia!
Stanchi? Vacanze di piume!
Perplessi? Possedimenti di viole spensierate!
Prigionieri? Vi portiamo la grazia delle rose!
Svenimenti? Boccette d’aria!
Persino per la morte, una medicina magica.
E quale sarebbe, signore?

(Trad. di Massimo Bacigalupo)

Would you like Summer? Taste of ours –

Would you like Summer? Taste of ours –
Spices? Buy – here!
Ill! We have Berries, for the parching!
Weary! Furloughs of Down!
Perplexed! Estates of Violet – Trouble ne’er looked on!
Captive! We bring Reprieve of Roses!
Fainting! Flasks of Air!
Even for Death – A Fairy medicine –
But, which is it – sir?

Io sono nessuno! Chi sei tu?, Emily Dickinson

Io sono Nessuno! Chi sei tu?
Sei – Nessuno – anche tu?
Allora siamo in due!
Non dirlo! spargerebbero la voce – lo sai!
Com’è squallido – essere – Qualcuno!
Com’è ordinario – come una Rana –
Dire il proprio nome – per tutto giugno –
A un Pantano ammirato!

(Trad. di Giuseppe Ierolli)

I’m Nobody! Who are you?

I’m Nobody! Who are you?
Are you – Nobody – too?
Then there’s a pair of us!
Don’t tell! they’d advertise – you know!
How dreary – to be – Somebody!
How public – like a Frog –
To tell one’s name – the livelong June –
To an admiring Bog!

Ghirlande per le regine, possono esserci, Emily Dickinson

Ghirlande per le regine, possono esserci –
l’alloro – per meriti rari
di spirito o spada.
Sì, ma pensando a me –
e ricordando te –
la natura per cortesia –
la natura per carità –
la natura per equità –
elesse la rosa!

Garlands for Queens, may be

Garlands for Queens, may be –
Laurels – for rare degree
Of soul or sword –
Ah – but remembering me –
Ah – but remembering thee –
Nature in chivalry –
Nature in charity –
Nature in equity –
This Rose ordained!

Reputo – Se mi metto a contare -, Emily Dickinson

Reputo – Se mi metto a contare –
Primi – i Poeti – Poi il Sole –
Poi l’Estate – Poi il Cielo di Dio –
E poi – la Lista è fatta –
Ma, ripensandoci – i Primi sembrano proprio
Comprendere il Tutto –
Gli Altri appaiono un’inutile Esibizione –
Così scrivo – Poeti – E basta –

La loro Estate – dura un Anno Intero –
Possono permettersi un Sole
Che l’Oriente – riterrebbe esagerato –
E ammesso che il Cielo finale –

Sia Bello come quello che Dischiudono
A Coloro che Li venerano –
Esso è una Grazia troppo ardua –
Per giustificare il Sogno –

(Trad. di Giuseppe Ierolli)

I reckon – When I count at all –

I reckon – When I count at all –
First – Poets – Then the Sun –
Then Summer – Then the Heaven of God –
And then – the List is done –
But, looking back – the First so seems
To Comprehend the Whole –
The Others look a needless Show –
So I write – Poets – All –

Their Summer – lasts a Solid Year –
They can afford a Sun
The East – would deem extravagant –
And if the final Heaven –

Be Beautiful as they Disclose
To Those who worship Them –
It is too difficult a Grace –
For justify the Dream –

La primavera arriva nel mondo, Emily Dickinson

La Primavera arriva nel Mondo –
Avvisto gli Aprili –
Incolori per me, finché non arrivi tu
Come, fino all’Ape
I Fiori restano negativi,
Mossi a Qualità
Da un Ronzio –

(Trad. di Giuseppe Ierolli)

Spring comes on the World

Spring comes on the World –
I sight the Aprils –
Hueless to me, until thou come
As, till the Bee
Blossoms stand negative,
Touched to Conditions
By a Hum –

Morire alla mia musica!, Emily Dickinson

Morire alla mia musica!
Ribolli! Ribolli!
Tienimi finché l’Ottava corre!
Presto! Irrompi dalle Finestre!
Ritardando!
La Fiala è rimasta, e il Sole!

(Trad. di Giuseppe Ierolli)

Dying at my music!

Dying at my music!
Bubble! Bubble!
Hold me till the Octave’s run!
Quick! Burst the Windows!
Ritardando!
Phials left, and the Sun!

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Nota del traduttore:
Il modo migliore di morire è farlo suonando la propria musica (il primo verso andrebbe letto come “morire al suono della mia musica”), una musica che per ED è la poesia. Perciò lasciate che la poesia ribolla in me, sempre, senza interruzione. Fate che io viva fino a quando le ottave della mia ispirazione continuano a correre veloci nella mia mente e irrompono fuori da quelle finestre che mi tengono avvinta. Finché arriverà il momento del “ritardando”, quando risuoneranno lente le ultime note e resterà soltanto, insieme alla natura che continua imperturbabile il suo corso, la fiala, il fragile contenitore che le teneva dentro di sé e che le ha sparse per il mondo.
In questa poesia i versi non “raccontano”, ma cercano di descrivere con fulminei sprazzi, troncati dal punto esclamativo, l’urgenza di far irrompere da quella fragile fiala che è la nostra mente, e fuori dal mondo chiuso in cui siamo costretti, la ricchezza della nostra fantasia e della nostra immaginazione, perché solo così il mondo potrà ascoltare, anche dopo la nostra morte, la musica che avevamo dentro.
La “fiala” dell’ultimo verso richiama alla mente l’essenza che rimane nel “cassetto della Dama” nella J675-F772.

Portare la nostra parte di notte, Emily Dickinson

La nostra parte di notte portare –
La nostra parte di mattino –
Il nostro vuoto di beatitudine riempire,
Il nostro vuoto di disprezzo –

Qui una stella, e là una stella,
Alcune smarriscono la via!
Qui una nebbia – e là una nebbia –
Dopo – il Giorno!

(Trad. di Giuseppe Ierolli)

Our share of night to bear

Our share of night to bear –
Our share of morning –
Our blank in bliss to fill,
Our blank in scorning –
Here a star, and there a star,
Some lose their way!
Here a mist – and there a mist –
Afterwards – Day!

Mai incontro la primavera senza commozione, Emily Dickinson

Mai incontro la primavera senza commozione –
provo l’antico desiderio –
una fretta e un indugio, mescolati,
una licenza di essere bella –

Una competizione nel mio animo
con qualcosa in lei nascosto –
e quando svanisce, rimorso
di non averla frequentata di più.

I cannot meet the Spring unmoved

I cannot meet the Spring unmoved —
I feel the old desire —
A Hurry with a lingering, mixed,
A Warrant to be fair —

A Competition in my sense
With something hid in Her —
And as she vanishes, Remorse
I saw no more of Her.

Toglietemi tutto, ma lasciatemi l’estasi, Emily Dickinson

Toglietemi tutto, ma lasciatemi l’Estasi
Ed io sarò più ricca allora, di tutti i miei Simili.
È giusto ch’io viva così riccamente
Quando alla mia Porta ci sono coloro che hanno di più,
In abietta povertà?

(Trad. di Giuseppe Ierolli)

Take all away from me, but leave me Ecstasy

Take all away from me, but leave me Ecstasy
And I am richer then, than all my Fellow men.
Is it becoming me to dwell so wealthily
When at my very Door are those possessing more,
In abject poverty?

Il cuore è la capitale della mente, Emily Dickinson

Il Cuore è la Capitale della Mente.
La Mente è un unico Stato.
Il Cuore e la Mente insieme fanno
Un unico Continente.

Uno – è la Popolazione –
Numerosa quanto basta –
Questa estatica Nazione
Cerca – sei Tu.

(Trad. di Giuseppe Ierolli)

The Heart is the Capital of the Mind

The Heart is the Capital of the Mind.
The Mind is a single State.
The Heart and the Mind together make
A single Continent.

One – is the Population –
Numerous enough –
This ecstatic Nation
Seek – it is Yourself.