Il silenzio delle piante, Wislawa Szymborska

La conoscenza unilaterale tra voi e me
si sviluppa abbastanza bene.

So cosa sono foglia, petalo, spiga, stelo, pigna,
e cosa vi accade in aprile, e in dicembre.

Benché la mia curiosità non sia reciproca,
su alcune di voi mi chino apposta,
e verso altre alzo il capo.

Ho dei nomi da darvi:
acero, bardana, epatica,
erica, ginepro, vischio, nontiscordardimé,
ma voi per me non ne avete nessuno.

Viaggiamo insieme.
E quando si viaggia insieme si conversa,
ci si scambiano osservazioni almeno sul tempo,
o sulle stazioni superate in velocità.

Non mancherebbero argomenti, molto ci unisce.
La stessa stella ci tiene nella sua portata.
Gettiamo ombre basate sulle stesse leggi.
Cerchiamo di sapere qualcosa, ognuno a suo modo,
e ciò che non sappiamo, anch’esso ci accomuna.

Io spiegherò come posso, ma voi chiedete:
che significa guardare con gli occhi,
perché mi batte il cuore
e perché il mio cuore non ha radici.

Ma come rispondere a domande non fatte,
se per giunta si è qualcuno
che per voi è a tal punto nessuno.

Epifite, boschetti, prati e giuncheti –
tutto ciò che vi dico è un monologo
e non siete voi che lo ascoltate.

Parlare con voi è necessario e impossibile.
Urgente in questa vita frettolosa
e rimandato a mai.

(Trauduzione di Pietro Marchesani)

The Silence of Plants

A one-sided relationship is developing quite well between you and me.
I know what a leaf, petal, kernel, cone, and stem are,
and I know what happens to you in April and December.

Though my curiosity is unrequited,
I gladly stoop for some of you,
and for others I crane my neck.

I have names for you:
maple, burdock, liverwort,
eather, juniper, mistletoe, and forget-me-not;
but you have none for me.

After all, we share a common journey.
When traveling together, it’s normal to talk,
exchanging remarks, say, about the weather,
or about the stations flashing past.

We wouldn’t run out of topics
for so much connects us.
The same star keeps us in reach.
We cast shadows according to the same laws.
Both of us at least try to know something,
each in our own way,
and even in what we don’t know
there lies a resemblance.

Just ask and I will explain as best I can:
what it is to see through my eyes,
why my heart beats,
and how come my body is unrooted.

But how does someone answer questions
which have never been posed,
and when, on top of that
the one who would answer
is such an utter nobody to you?

Undergrowth, shrubbery,
meadows, and rushes…
everything I say to you is a monologue,
and it is not you who’s listening.

A conversation with you is necessary
and impossible,
urgent in a hurried life
and postponed for never.

(Translated by Joanna Trzeciak)

4 pensieri su “Il silenzio delle piante, Wislawa Szymborska

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