Devi amarmi così, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Devi amarmi così con tutto il tuo cuore
o non darmi nemmeno un po’ d’amore.
Misera cosa è un amore a metà:
non è né prigionia né libertà.

E’ con l’anima che mi devi amare
oltre che con il corpo, lietamente,
o ad un’altra il tuo amore dedicare –
e me ne importerà meno di niente.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Song

Love me with your whole heart
Or give no love to me,
Half-love is a poor thing,
Neither bond nor free.

You must love me gladly
Soul and body too,
Or else find a new love,
And good-by to you.

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La Vie En Rose / Caroline Campbell ft. William Joseph

Fuori per campi e boschi, da “A Boy’s Will” (1913), Robert Frost

Fuori per campi e boschi
E oltre le mura ho viaggiato;
Salito su colline panoramiche
Ho guardato il mondo, sono sceso;
Per la via grande son tornato a casa,
Ed ecco ho terminato.

Le foglie sono tutte morte a terra,
Ma la quercia le sue trattiene
Per ammucchiarle una a una
E lasciarle graffiare e strisciare
Fuori sulla crosta di neve,
Quando le altre staranno a riposare.

Confuse e immobili le foglie morte,
Non più sbattute qua e là;
L’ultimo astro solitario è scomparso;
Appassiscono i fiori dell’hamamelis;
Ancora cerca e si tormenta il cuore,
Ma i passi domandano «dove?».

Ah, quando mai al cuore dell’uomo
Fu meno che un tradimento
Lasciarsi alla deriva delle cose,
Cedere con grazia alla ragione,
E piegarsi e accettare la fine
D’un amore e d’una stagione?

(Traduzione di Giovanni Giudici)

Reluctance

Out through the fields and the woods
   And over the walls I have wended;
I have climbed the hills of view
   And looked at the world, and descended;
I have come by the highway home,
   And lo, it is ended.

The leaves are all dead on the ground,
   Save those that the oak is keeping
To ravel them one by one
   And let them go scraping and creeping
Out over the crusted snow,
   When others are sleeping.

And the dead leaves lie huddled and still,
   No longer blown hither and thither;
The last lone aster is gone;
   The flowers of the witch hazel wither;
The heart is still aching to seek,
   But the feet question ‘Whither?’

Ah, when to the heart of man
   Was it ever less than a treason
To go with the drift of things,
   To yield with a grace to reason,
And bow and accept the end
   Of a love or a season?

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Julia Fischer: Vivaldi, The Four Seasons – Autumn
(Filmed in the National Botanic Garden of Wales, July 2011)

La nuvola, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Una nuvola sono alta nel cielo
ed un corteo di stelle mi fa velo:
lieve, allegra, mai stanca di volare
mi specchio sopra il colle e lungo il mare –
ma perché i pini della selva ombrosa
mi chiamano sempre: “Fermati, riposa!”?

Scivola il mio mantello sulla luna,
acceco il sole in trono al suo fulgore –
nessun legame, schiavitù nessuna,
sono figlia del vento senza cuore –
ma perché i pini della selva ombrosa
sussurran sempre: “Fermati, riposa!”?

(Traduzione di Silvio Raffo)

The Cloud

I am a cloud in the heaven’s height,
The stars are lit for my delight,
Tireless and changeful, swift and free,
I cast my shadow on hill and sea–
But why do the pines on the mountain’s crest
Call to me always, “Rest, rest”?

I throw my mantle over the moon
And I blind the sun on his throne at noon,
Nothing can tame me, nothing can bind,
I am a child of the heartless wind–
But oh, the pines on the mountain’s crest
Whispering always, “Rest, rest.”

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Yuja Wang plays Schubert/Liszt : Auf dem Wasser zu singen

Pazzi, da “A vela in solitaria intorno alla stanza”, Billy Collins

Dicono che porti iella a una poesia
parlarne prima che sia finita.
Se la lasci andare troppo presto, avvertono,
la tua poesia volerà via,
e questa volta hanno davvero ragione.

Prendi quella sera in cui ti dissi
che volevo scrivere sui pazzi,
come li chiamano sbrigativi i giornali,
che attaccano l’arte, non con recensioni,
ma con coltelli da cucina e martelli
nei tranquilli musei di Praga e Amsterdam.

In verità, sono loro i veri artisti,
dicesti, facendo girare il ghiaccio nel bicchiere.
Il cacciavite è il loro pennello.
Sono i restauratori i veri vandali,
continuasti, facendo rigirare me lentamente,
quelli coi camici bianchi
sempre intenti a chiudere la ferita nel paesaggio
e rovinare l’arte dei pazzi.

Vidi la mia poesia librarsi verso l’ingresso
del bar e lì volteggiare in aria
finché entrò un nuovo cliente –
allora la vidi volar fuori dalla porta nella notte
e far vela, potevo solo immaginarlo,
sopra scuri condomini della città.

Tutto quel che volevo dire
è che anche l’arte è breve,
come può insegnare un rasoio con un taglio alla cieca;
sembra lunga solo se la confronti alla vita,
ma quella notte tornai a casa da solo
senza che nulla dondolasse nella gabbia del mio cuore
se non la debole speranza di cogliere
nel ventaglio dei fanali
un barlume della cosa,
forse appollaiato su un cartello stradale o un lampione –
povero uccello non scritto, con le ali ripiegate,
che mi fissa dall’alto, coi suoi piccoli occhi illuminati.

(Traduzione di Franco Nasi)

Madmen

They say you can jinx a poem
if you talk about it before it is done.
If you let it out too early, they warn,
your poem will fly away,
and this time they are absolutely right.

Take the night I mentioned to you
I wanted to write about the madmen,
as the newspapers so blithely call them,
who attack art, not in reviews,
but with breadknives and hammers
in the quiet museums of Prague and Amsterdam.

Actually, they are the real artists,
you said, spinning the ice in your glass.
The screwdriver is their brush.
The real vandals are the restorers,
you went on, slowly turning me upside-down,
the ones in the white doctor’s smocks
who close the wound in the landscape,
and thus ruin the true art of the mad.

I watched my poem fly down to the front
of the bar and hover there
until the next customer walked in–
then I watched it fly out the open door into the night
and sail away, I could only imagine,
over the dark tenements of the city.

All I had wished to say
was that art was also short,
as a razor can teach with a slash or two,
that it only seems long compared to life,
but that night, I drove home alone
with nothing swinging in the cage of my heart
except the faint hope that I might
catch a glimpse of the thing
in the fan of my headlights,
maybe perched on a road sign or a street lamp,
poor unwritten bird, its wings folded,
staring down at me with tiny illuminated eyes.

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CRAZY Bach Double Violin Concerto Encore
Ray Chen and his conductor friends Diego Matheuz and Christian Vasquez

Poco importa da dove la brezza, Fernando Pessoa

Poco importa da dove la brezza
trae l’aroma che in essa viene.
Il cuore non ha bisogno
di sapere cos’è il bene.

A me basti a quest’ora
la melodia che culla.
Che importa se, lusingando,
le forze dell’anima spegne?

Chi sono, perché il mondo si perda
dietro quel che penso sognando?
Se mi avvolge la melodia
solo il suo avvolgermi io vivo…

(Da “Poesie Scelte” a cura di Luigi Panarese, Passigli Editori 2006)

Pouco importa de onde a brisa

Pouco importa de onde a brisa
Traz o olor que nela vem.
O coração não precisa
De saber o que é o bem.

A mim me basta nesta hora
A melodia que embala.
Que importa se, sedutora,
As forças da alma cala?

Quem sou, p’ra que o mundo perca
Com o que penso a sonhar?
Se a melodia me cerca
Vivo só o me cercar…

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Lang Lang Schubert Standchen (Serenade)

Canzoncina del primo desiderio, da “Tutte le Poesie”, Federico Garcia Lorca

Nella mattina verde,
volevo essere cuore.
Cuore.

Nel pomeriggio maturo
volevo essere usignolo.
Usignolo.

(Anima,
diventa color arancio.
Anima,
diventa color d’amore.)

Nella mattina viva,
io volevo essere io.
Cuore.

E nella sera finita
volevo essere la mia voce.
Usignolo.

Anima,
diventa color arancio!
Anima,
diventa color d’amore!

(Traduzione di L. Blini, R. Bruno, N. von Prellwitz)

Cancioncilla del primer deseo

En la mañana verde,
quería ser corazón.
Corazón.

Y en la tarde madura
quería ser ruiseñor.
Ruiseñor.

(Alma,
ponte color de naranja.
Alma,
ponte color de amor)

En la mañana viva,
yo quería ser yo.
Corazón.
Y en la tarde caída
quería ser mi voz.
Ruiseñor.

¡Alma,
ponte color naranja!
¡Alma,
ponte color de amor!

Ditty Of First Desire

In the green morning
I wanted to be a heart.
A heart.

And in the ripe evening
I wanted to be a nightingale.
A nightingale.

(Soul,
turn orange-colored.
Soul,
turn the color of love.)

In the vivid morning
I wanted to be myself.
A heart.

And at the evening’s end
I wanted to be my voice.
A nightingale.

Soul,
turn orange-colored.
Soul,
turn the color of love.

From Selected Verse, Songs, 1921-1924
translated by Alan S. Trueblood

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David Garrett: Zapateado (Pablo De Sarasate) – Live in Berlin

Crepuscolo, da “Love Songs” (1917), Sara Teasdale

Sognante sopra i tetti
La fredda pioggia primaverile sta cadendo;
Fuori nell’albero solitario,
Un uccello sta chiamando, chiamando.

Lentamente sopra la terra
Le ali della notte stanno calando;
Il mio cuore come l’uccello nell’albero
Sta chiamando, chiamando, chiamando.

Twilight

Dreamily over the roofs
⁠The cold spring rain is falling;
Out in the lonely tree
⁠A bird is calling, calling.

Slowly over the earth
⁠The wings of night are falling;
My heart like the bird in the tree
⁠Is calling, calling, calling.

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David Garrett – Lacrimosa, W.A. Mozart – Verona 05.09.2015

Luce, Rabindranath Tagore

Luce, mia luce!
Luce che inondi la terra
luce che baci gli occhi
luce che addolcisce il cuore!

Amore mio, la luce danza
al centro della mia vita
la luce tocca le corde del mio amore.

Il cielo si spalanca
il vento soffia selvaggio
il riso passa sopra la terra.
Le farfalle dispiegano le loro ali
sul mare della luce.
Gigli e gelsomini sbocciano
sulla cresta delle sue onde.

Amore mio, la luce s’infrange
nell’oro delle nubi
e sparge gemme in gran copia.
Gioia e serenità si diffondono
di foglia in foglia senza limiti.
Il fiume del cielo
ha superato le sue sponde
e inonda di felicità la terra.

Light

Light, my light, the world-filling light,
the eye-kissing light,
heart-sweetening light!

Ah, the light dances, my darling, at the center of my life;
the light strikes, my darling, the chords of my love;
the sky opens, the wind runs wild, laughter passes over the earth.

The butterflies spread their sails on the sea of light.
Lilies and jasmines surge up on the crest of the waves of light.

The light is shattered into gold on every cloud, my darling,
and it scatters gems in profusion.

Mirth spreads from leaf to leaf, my darling,
and gladness without measure.
The heaven’s river has drowned its banks
and the flood of joy is abroad.

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Jarrod Radnich – Virtuosic Piano Solo – I Saw Three Ships

Natale… Sulla provincia nevica, Fernando Pessoa

Natale… Sulla provincia nevica.
Tra i lari confortevoli,
un sentimento conserva
i sentimenti passati.

Cuore contrapposto al mondo,
come la famiglia è verità!
Il mio pensiero è profondo,
sto solo e sogno rimpianto.

E com’è bianco di grazia
il paesaggio che non so,
visto per la vetrata
della casa che mai avrò!

(Da “Poesie Scelte” a cura di Luigi Panarese, Passigli Editori 2006)

Natal… Na província neva

Natal… Na província neva.
Nos lares aconchegados,
Um sentimento conserva
Os sentimentos passados.

Coração oposto ao mundo,
Como a família é verdade!
Meu pensamento é profundo,
Stou só e sonho saudade.

E como é branca de graça
A paisagem que não sei,
Vista de trás da vidraça
Do lar que nunca terei!

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Snow Falling in Forest – Slow Motion

Il giardino, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Il mio cuore è un giardino stremato dall’autunno,
colmo d’astri oscillanti, di grevi dalie scure;
nel pigro mezzogiorno, di aprile si ricorda,
delle veloci acquate, chiare scintille di neve;

oscillanti narcisi nel freddo vento all’alba
e tulipani d’oro, folletti di rugiada –
si assopirà ben presto cullato dalla neve –
vedrà, dopo il letargo, la nuova primavera?

(Traduzione di Silvio Raffo)

The Garden

My heart is a garden tired with autumn,
Heaped with bending asters and dahlias heavy and dark,
In the hazy sunshine, the garden remembers April,
The drench of rains and a snow-drop quick and clear as a spark;

Daffodils blowing in the cold wind of morning,
And golden tulips, goblets holding the rain—
The garden will be hushed with snow, forgotten soon, forgotten—
After the stillness, will spring come again?

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Anastasia Huppmann plays Vig Zartman’s BLACK SKY