Il tavolo accanto, Konstantinos Kavafis

Avrà sì e no ventidue anni.
Eppure sono certo che, quasi altrettanti
anni fa, questo stesso corpo io l’ho goduto.

Non è affatto esaltazione erotica.
Solo da poco sono entrato nel caffè:
non ho avuto il tempo di bere molto.
Lo stesso corpo io l’ho goduto.

E se non ricordo dove – la mia amnesia che significa?

Ah, ora, ecco, che si è seduto al tavolo accanto
riconosco ogni mossa che fa – e sotto i vestiti
lo rivedo nudo, quel corpo amato.

The Next Table

He must be barely twenty-two years old—
yet I’m certain that almost that many years ago
I enjoyed the very same body.

It isn’t erotic fever at all.
And I’ve been in the casino for a few minutes only,
so I haven’t had time to drink a great deal.
I enjoyed that very same body.

And if I don’t remember where, this one lapse of memory
doesn’t mean a thing.

There, now that he’s sitting down at the next table,
I recognize every motion he makes—and under his clothes
I see again the limbs I loved, naked.

(Translated by Edmund Keeley and Philip Sherrard)

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