Mentre attraversi la vita, Ella Wheeler Wilcox

Non cercare i difetti mentre attraversi la vita;
E anche quando li trovi,
è saggio e gentile essere un po’ cieco
e cercare la virtù dietro di loro.
Come la notte più nuvolosa ha un accenno di luce
nascosta da qualche parte nelle sue ombre;
È di gran lunga meglio cacciare una stella,
piuttosto che le macchie sul sole costante.

La corrente della vita scorre sempre
verso il grembo del grande oceano di Dio.
Non regolare la tua forza contro al corso del fiume
E pensare di alterare il suo movimento.
Non sprecare una maledizione verso l’universo–
Ricorda che è vissuto prima di te.
Non azzuffarti con la tempesta con la tua forma gracile,
Ma piegati e lascia che passi oltre.

Il mondo non si adeguerà mai
per soddisfare i tuoi capricci alla lettera.
Alcune cose devono andare male per tutta la vita,
e prima lo sai meglio è.
È una follia combattere con l’infinito
e fallire alla fine nella lotta;
L’uomo più saggio cambia forma nel piano di Dio
come l’acqua prende la forma di un vaso.

As You Go Through Life

Don’t look for the flaws as you go through life;
And even when you find them,
It is wise and kind to be somewhat blind
And look for the virtue behind them.
For the cloudiest night has a hint of light
Somewhere in its shadows hiding;
It is better by far to hunt for a star,
Than the spots on the sun abiding.

The current of life runs ever away
To the bosom of God’s great ocean.
Don’t set your force ‘gainst the river’s course
And think to alter its motion.
Don’t waste a curse on the universe–
Remember it lived before you.
Don’t butt at the storm with your puny form,
But bend and let it go o’er you.

The world will never adjust itself
To suit your whims to the letter.
Some things must go wrong your whole life long,
And the sooner you know it the better.
It is folly to fight with the Infinite,
And go under at last in the wrestle;
The wiser man shapes into God’s plan
As water shapes into a vessel.

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David Garrett – Nicole Scherzinger – Serenity – Studio Session

Piccole parole, da “Sale” (1962), Wislawa Szymborska

La Pologne? La Pologne? Deve esserci un freddo terribile, vero?”
mi ha chiesto, e ha tirato un sospiro di sollievo. Infatti sono saltati fuori tanti di quei paesi che la cosa migliore è parlare del clima.
“Oh, signora,” vorrei risponderle “i poeti del mio paese scrivono in guanti. Non dico che non se li tolgano mai; quando la luna scalda, allora sì. In strofe composte di grida tonanti, perché solo questo penetra attraverso il mugghio della tempesta, cantano l’esistenza semplice dei pastori di foche. I classici incidono con ghiaccioli d’inchiostro su cumuli di neve calpestati. Gli altri, i decadenti, piangono sul destino con stelline di neve. Chi si vuole annegare deve avere una scure per fare un buco nel ghiaccio. Oh, signora, mia cara signora!”

E’ così che vorrei risponderle. Ma ho dimenticato come si dice foca in francese. Non sono sicura del ghiacciolo e del buco nel ghiaccio.

La Pologne? La Pologne? Deve esserci un freddo terribile, vero?”
Pas du tout” rispondo glacialmente.

(Traduzione di Pietro Marchesani)

Vocabulary

La Pologne? La Pologne? Isn’t it terribly cold there?” she asked, and then sighed with relief. So many countries have been turning up lately that the safest thing to talk about is climate.

“Madame,” I want to reply, “my people’s poets do all their writing in mittens. I don’t mean to imply that they never remove them; they do, indeed, if the moon is warm enough. In stanzas composed of raucous whooping, for only such can drown the windstorms’ constant roar, they glorify the simple lives of our walrus herders. Our Classicists engrave their odes with inky icicles on trampled snowdrifts. The rest, our Decadents, bewail their fate with snowflakes instead of tears. He who wishes to drown himself must have an ax at hand to cut the ice. Oh, madame, dearest madame.

That’s what I mean to say. But I’ve forgotten the word for walrus in French. And I’m not sure of icicle and ax.

La Pologne? La Pologne? Isn’t it terribly cold there?”
Pas du tout” I answer icily.

(Translated from Polish by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh)

La neve che mai si accumula, Emily Dickinson

La Neve che mai si accumula –
La transitoria, fragrante neve
Che arriva una sola volta l’Anno
Morbida s’impone ora –

Tanto pervade l’albero
Di notte sotto la stella
Che certo sia il Passo di Febbraio
L’Esperienza giurerebbe –

Invernale come un Volto
Che austero e antico conoscemmo
Riparato in tutto tranne la Solitudine
Dall’Alibi della Natura –

Fosse ogni Tempesta così dolce
Valore non avrebbe –
Noi compriamo per contrasto – La Pena è buona
Quanto più vicina alla memoria –

(Trad. di Giuseppe Ierolli)

The Snow that Never Drifts

The Snow that never drifts –
The transient, fragrant snow
That comes a single time a Year
Is softly driving now –

So thorough in the Tree
At night beneath the star
That it was February’s Foot
Experience would swear –

Like Winter as a Face
We stern and former knew
Repaired of all but Loneliness
By Nature’s Alibi –

Were every Storm so sweet
The Value could not be –
We buy with contrast – Pang is good
As near as memory –

Voglio te, solo te!, Rabindranath Tagore

Voglio te, solo te!
Lascia che il mio cuore
lo ripeta senza fine.
Tutti i desideri che mi distraggono
di giorno e di notte
in sostanza sono fasulli e vani.
Come la notte tiene nascosta nel buio
l’ansia di luce
così nel profondo del mio cuore
senza ch’io me ne renda conto
un grido risuona:
Voglio te, solo te!
Come la tempesta cerca la quiete
mentre ancora lotta contro la quiete
con tutte le sue forze
così io mi ribello e lotto
contro il tuo amore
ma grido che voglio te, solo te.

I want You, only You

That I want You, only You –
let my heart repeat without end.
All desires that distract me,
day and night, are false and
empty to the core.
As the night keeps hidden in its
gloom the petition for light,
Even thus in the depth of my
unconsciousness rings the cry –
I want You, only You.
As the storm still seeks its end
in peace when it strikes against
peace with all its might, even thus
my rebellion strikes against Your
love and still its cry is –
I want You, only You.

 

Sono una stella, Hermann Hesse

Sono una stella del firmamento
che osserva il mondo, disprezza il mondo
e si consuma nel proprio ardore.

Io sono il mare di notte in tempesta
il mare urlante che accumula nuovi
peccati e agli antichi rende mercede.

Sono dal vostro mondo
esiliato di superbia educato, dalla superbia frodato,
io sono il re senza corona.

Son la passione senza parole
senza pietre del focolare, senz’arma nella guerra,
è la mia stessa forza che mi ammala.

Ich bin ein Stern

Ich bin ein Stern am Firmament,
Der die Welt betrachtet, die Welt verachtet,
Und in der eignen Glut verbrennt.

Ich bin das Meer, das nächtens stürmt,
Das klagende Meer, das opferschwer
Zu alten Sünden neue türmt.

Ich bin von Eurer Welt verbannt
Vom Stolz erzogen, vom Stolz belogen,
Ich bin ein König ohne Land.

Ich bin die stumme Leidenschaft,
Im Haus ohne Herd, im Krieg ohne Schwert,
Und krank an meiner eignen Kraft.