La terra ha molte chiavi. Dove cessa la melodia è la penisola sconosciuta. La bellezza è realtà naturale.
Ma testimone la terra e testimone il mare, il grillo è il massimo dell’elegia per me.
(Traduzione di Massimo Bacigalupo)
Nota del traduttore: Keys è usato nel senso di chiave musicale. La terra è piena di musica; l’assenza di suono è l’infinito sconosciuto. La bellezza e la musica sono i fatti tangibili della natura, in oppozione al mondo dei fenomeni non percepibili. Fra tutte le musiche, la più elegiaca è il canto del grillo, spesso oggetto delle meditazioni di E.D. (soprattutto 1068), in quanto annuncio della fine dell’estate. In effetti queste due strofe concludevano una versione di 1068, e non costituiscono pertanto una poesia a sé. Tuttavia esse si staccano decisamente, per il loro carattere aforistico e dichiarativo, dalla poesia enigmatica per la quale forse furono scritte.
The Earth Has Many Keys
The earth has many keys. Where melody is not Is the unknown peninsula. Beauty is nature’s fact.
But witness for her land, And witness for her sea, The cricket is her utmost Of elegy to me.
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Yuja Wang | conducts the Mahler Chamber Orchestra on Beethoven Piano concerto No 1, 3rd movement
E tu chi sei? chiesi alla pioggia che scendeva dolce, e che, strano a dirsi, mi rispose, come traduco di seguito: sono il Poema della Terra, disse la voce della pioggia, eterna mi sollevo impalpabile su dalla terraferma e dal mare insondabile, su verso il cielo, da dove, in forma labile, totalmente cambiata, eppure la stessa, discendo a bagnare i terreni aridi, scheletrici, le distese di polvere del mondo, e ciò che in essi senza di me sarebbe solo seme, latente, non nato; e sempre, di giorno e di notte, restituisco vita alla mia stessa origine, la faccio pura, la abbellisco; (perché il canto, emerso dal suo luogo natale, dopo il compimento, l’errare, sia che di esso importi o no, debitamente ritorna con amore.)
(Traduzione di Giuseppe Conte)
The Voice of the Rain
And who art thou? said I to the soft-falling shower, Which, strange to tell, gave me an answer, as here translated: I am the Poem of Earth, said the voice of the rain, Eternal I rise impalpable out of the land and the bottomless sea, Upward to heaven, whence, vaguely form’d, altogether changed, and yet the same, I descend to lave the drouths, atomies, dust-layers of the globe, And all that in them without me were seeds only, latent, unborn; And forever, by day and night, I give back life to my own origin, and make pure and beautify it; (For song, issuing from its birth-place, after fulfilment, wandering, Reck’d or unreck’d. duly with love returns.)
Toglimi il pane, se vuoi, toglimi l’aria, ma non togliermi il tuo sorriso.
Non togliermi la rosa, la lancia che sgrani, l’acqua che d’improvviso scoppia nella tua gioia, la repentina onda d’argento che ti nasce.
Dura è la mia lotta e torno con gli occhi stanchi, a volte, d’aver visto la terra che non cambia, ma entrando il tuo sorriso sale al cielo cercandomi ed apre per me tutte le porte della vita.
Amore mio, nell’ora più oscura sgrana il tuo sorriso, e se d’improvviso vedi che il mio sangue macchia le pietre della strada, ridi, perché il tuo riso sarà per le mie mani come una spada fresca.
Vicino al mare, d’autunno, il tuo riso deve innalzare la sua cascata di spuma, e in primavera, amore, voglio il tuo riso come il fiore che attendevo, il fiore azzurro, la rosa della mia patria sonora.
Riditela della notte, del giorno, della luna, riditela delle strade contorte dell’isola, riditela di questo rozzo ragazzo che ti ama, ma quando apro gli occhi e quando li richiudo, quando i miei passi vanno, quando tornano i miei passi, negami il pane, l’aria, la luce, la primavera, ma il tuo sorriso mai, perché io ne morrei.
(Traduzione di Giuseppe Bellini)
Tu risa
Quítame el pan si quieres quítame el aire, pero no me quites tu risa.
No me quites la rosa, la lanza que desgranas, el agua que de pronto estalla en tu alegría, la repentina ola de planta que te nace.
Mi lucha es dura y vuelvo con los ojos cansados a veces de haber visto la tierra que no cambia, pero al entrar tu risa sube al cielo buscándome y abre para mí todas las puertas de la vida.
Amor mío, en la hora más oscura desgrana tu risa, y si de pronto ves que mi sangre mancha las piedras de la calle, ríe, porque tu risa será para mis manos como una espada fresca.
Junto al mar en otoño, tu risa debe alzar su cascada de espuma, y en primavera, amor, quiero tu risa como la flor que yo esperaba, la flor azul, la rosa de mi patria sonora.
Ríete de la noche, del día, de la luna, ríete de las calles torcidas de la isla, ríete de este torpe muchacho que te quiere, pero cuando yo abro los ojos y los cierro, cuando mis pasos van, cuando vuelven mis pasos, niégame el pan, el aire, la luz, la primavera, pero tu risa nunca porque me moriría.
Your Laughter
Take bread away from me, if you wish, take air away, but do not take from me your laughter.
Do not take away the rose, the lance flower that you pluck, the water that suddenly bursts forth in joy, the sudden wave of silver born in you.
My struggle is harsh and I come back with eyes tired at times from having seen the unchanging earth, but when your laughter enters it rises to the sky seeking me and it opens for me all the doors of life.
My love, in the darkest hour your laughter opens, and if suddenly you see my blood staining the stones of the street, laugh, because your laughter will be for my hands like a fresh sword.
Next to the sea in the autumn, your laughter must raise its foamy cascade, and in the spring, love, I want your laughter like the flower I was waiting for, the blue flower, the rose of my echoing country.
Laugh at the night, at the day, at the moon, laugh at the twisted streets of the island, laugh at this clumsy boy who loves you, but when I open my eyes and close them, when my steps go, when my steps return, deny me bread, air, light, spring, but never your laughter for I would die.
(Translated by Stephen Tapscott)
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Helene Fischer – Wenn Du lachst (Live – Die Arena-Tournee)
Cirque du Soleil Eventi ha collaborato con Helene Fischer, una delle più celebri cantanti tedesche, per fornire servizi completi di spettacolo di progettazione per “Helene Fischer tour 2017/2018” che ha debuttato il 12 settembre 2017 ad Hannover. Il team ha creato un concept originale che celebra Helene Fischer, riunendo il successo della sua musica con l’esperienza dell’intrattenimento dal vivo e le capacità creative del Cirque du Soleil, per creare un’esperienza indimenticabile per i suoi fan. L’abito d’acqua Indubbiamente uno dei costumi più belli di Helene Fischer è un vestito fatto di vera acqua corrente. Per ottenere questo effetto unico, l’ascensore sotto il palco è dotato di serbatoi d’acqua per raccoglierla mentre precipita. È un’opera d’arte originale e un momento incantevole dello spettacolo.
I più piccoli fiumi – docili a un qualche mare. Il mio Caspio – tu.
(Traduzione di Giuseppe Ierolli)
Nota del traduttore: Il desiderio di immergersi, di annullarsi, in qualcuno che per noi è un mare desiderato e inafferrabile. Marisa Bulgheroni annota nel Meridiano: “Il Caspio è, nella geografia fantastica di Emily, sinonimo del mare del desiderio, opposto ai deserti della privazione. […] Alla scelta di questo mare chiuso e incantato contribuì la suggestione orientale di Lalla Rookh dell’irlandese Thomas Moore (1779-1852)
Least Rivers – docile to some sea
Least Rivers – docile to some sea. My Caspian – thee.
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Violinist Caroline Campbelland Pianist William Joseph perform an intimate version of Celine Dion’s hit theme song from Titanic, “My Heart Will Go On”
Una nuvola sono alta nel cielo ed un corteo di stelle mi fa velo: lieve, allegra, mai stanca di volare mi specchio sopra il colle e lungo il mare – ma perché i pini della selva ombrosa mi chiamano sempre: “Fermati, riposa!”?
Scivola il mio mantello sulla luna, acceco il sole in trono al suo fulgore – nessun legame, schiavitù nessuna, sono figlia del vento senza cuore – ma perché i pini della selva ombrosa sussurran sempre: “Fermati, riposa!”?
(Traduzione di Silvio Raffo)
The Cloud
I am a cloud in the heaven’s height, The stars are lit for my delight, Tireless and changeful, swift and free, I cast my shadow on hill and sea– But why do the pines on the mountain’s crest Call to me always, “Rest, rest”?
I throw my mantle over the moon And I blind the sun on his throne at noon, Nothing can tame me, nothing can bind, I am a child of the heartless wind– But oh, the pines on the mountain’s crest Whispering always, “Rest, rest.”
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Yuja Wang plays Schubert/Liszt : Auf dem Wasser zu singen
I bambini si incontrano
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Su di loro l’infinito cielo
è silenzioso, l’acqua s’increspa.
Con gridi e salti si incontrano i bambini
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
Fanno castelli di sabbia
e giocano con vuote conchiglie.
Con foglie secche intessono barchette
e sorridendo le fanno galleggiare
sull’immensa distesa del mare.
I bambini giocano sulla riva dei mondi.
Non sanno nuotare,
non sanno gettare le reti.
I pescatori si tuffano a pescare
le perle dal fondo del mare,
nelle navi viaggiano i mercanti,
mentre raccolgono i bambini
sassolini che poi gettano via.
Non cercano tesori nascosti,
non sanno gettare le reti.
Il mare si increspa di mille sorrisi,
e la spiaggia dolcemente risuona.
Le onde che portano la morte
cantano ai bambini nenie senza senso,
come fa la madre
quando culla la sua creatura.
Il mare gioca coi bambini,
e la spiaggia dolcemente risuona.
S’incontrano i bambini
sulla riva di mondi sconfinati.
Vaga la tempesta
per il cielo dai molti sentieri,
naufragano navi
nell’acqua dai molti sentieri,
la morte in giro e giocano i bambini.
C’è un grande convegno di bambini
sulla spiaggia di mondi sconfinati.
(Traduzione di Girolamo Mancuso)
On the Seashore
On the seashore of endless worlds children meet.
The infinite sky is motionless overhead
and the restless water is boisterous.
On the seashore of endless worlds
the children meet with shouts and dances.
They build their houses with sand
and they play with empty shells.
With withered leaves they weave their boats
and smilingly float them on the vast deep.
Children have their play on the seashore of worlds.
They know not how to swim,
they know not how to cast nets.
Pearl fishers dive for pearls,
merchants sail in their ships,
while children gather pebbles and scatter them again.
They seek not for hidden treasures,
they know not how to cast nets.
The sea surges up with laughter,
and pale gleams the smile of the sea-beach.
Death-dealing waves sing
meaningless ballads to the children,
even like a mother while rocking her baby’s cradle.
The sea plays with children,
and pale gleams the smile of the sea-beach.
On the seashore of endless worlds children meet.
Tempest roams in the pathless sky,
ships get wrecked in the trackless water,
death is abroad and children play.
On the seashore of endless worlds
is the great meeting of children.
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Chris Botti and Yo-Yo Ma perform Cinema Paradiso by E. Morricone, at Boston’s Symphony Hall (2009)
Che cos’è la nostra innocenza,
che cosa la nostra colpa? Tutti
sono nudi, nessuno è salvo. E donde
viene il coraggio: la domanda senza risposta,
l’intrepido dubbio, –
che chiama senza voce, ascolta senza udire –
che nell’avversità, perfino nella morte,
ad altri dà coraggio
e nella sua sconfitta sprona
l’anima a farsi forte? Vede
profondo ed è contento chi
accede alla mortalità
e nella sua prigionia si leva
sopra se stesso, come
fa il mare dentro una voragine,
che combatte per essere libero
e benché respinto
trova nella sua resa
la sua sopravvivenza.
Così colui che sente fortemente
si comporta. L’uccello stesso,
che è cresciuto cantando, tempra
la sua forma e la innalza. È prigioniero,
ma il suo cantare vigoroso dice:
misera cosa è la soddisfazione,
e come pura e nobile è la gioia.
Questo è mortalità,
questo è eternità.
(Traduzione di Lina Angioletti e Gilberto Forti)
What Are Years
What is our innocence,
what is our guilt? All are
naked, none is safe. And whence
is courage: the unanswered question,
the resolute doubt, —
dumbly calling, deafly listening—that
in misfortune, even death,
encourage others
and in its defeat, stirs
the soul to be strong? He
sees deep and is glad, who
accedes to mortality
and in his imprisonment rises
upon himself as
the sea in a chasm, struggling to be
free and unable to be,
in its surrendering
finds its continuing.
So he who strongly feels,
behaves. The very bird,
grown taller as he sings, steels
his form straight up. Though he is captive,
his mighty singing
says, satisfaction is a lowly
thing, how pure a thing is joy.
This is mortality,
this is eternity.
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David Garrett – “A Groovy Kind Of Love” based on Sonatina in G Major Op. 36 (Muzio Clementi)
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“What Are Years”, una poesia scritta da Marianne Moore negli anni ’40, tramite una “logica a zigzag” e un rapido movimento da un’immagine all’altra, descrive la connessione tra gli anni che passano e tutte le forme di “prigionia” che si possono verificare nel corso della vita. “Le poesie di Marianne Moore sono in vetro e piene di porte scorrevoli che apriamo” Kay Ryan, The Yale Review
Luce, mia luce!
Luce che inondi la terra
luce che baci gli occhi
luce che addolcisce il cuore!
Amore mio, la luce danza
al centro della mia vita
la luce tocca le corde del mio amore.
Il cielo si spalanca
il vento soffia selvaggio
il riso passa sopra la terra.
Le farfalle dispiegano le loro ali
sul mare della luce.
Gigli e gelsomini sbocciano
sulla cresta delle sue onde.
Amore mio, la luce s’infrange
nell’oro delle nubi
e sparge gemme in gran copia.
Gioia e serenità si diffondono
di foglia in foglia senza limiti.
Il fiume del cielo
ha superato le sue sponde
e inonda di felicità la terra.
Light
Light, my light, the world-filling light,
the eye-kissing light,
heart-sweetening light!
Ah, the light dances, my darling, at the center of my life;
the light strikes, my darling, the chords of my love;
the sky opens, the wind runs wild, laughter passes over the earth.
The butterflies spread their sails on the sea of light.
Lilies and jasmines surge up on the crest of the waves of light.
The light is shattered into gold on every cloud, my darling,
and it scatters gems in profusion.
Mirth spreads from leaf to leaf, my darling,
and gladness without measure.
The heaven’s river has drowned its banks
and the flood of joy is abroad.
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Jarrod Radnich – Virtuosic Piano Solo – I Saw Three Ships
Come le alghe nel mare,
così io vivrei nel tuo amore.
Ogni onda che passa le sostiene,
le piega ogni onda che a ritroso viene.
Di tutti i sogni che l’hanno abitata
svuoterei l’anima, a te consacrata.
Due cuori in uno solo battere sentirei,
l’anima tua dovunque seguirei.
(Traduzione di Silvio Raffo)
I Would Live In Your Love
I would live in your love as the sea-grasses live in the sea,
Borne up by each wave as it passes, drawn down by each wave that recedes;
I would empty my soul of the dreams that have gathered in me,
I would beat with your heart as it beats, I would follow your soul as it leads.
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David Garrett – Io Ti Penso Amore (Feat. Nicole Scherzinger)