In altre parole, da “La canzone dei folli, parte seconda” (2000), Charles Bukowski

Gli egiziani adoravano i gatti
spesso ci si facevano seppellire insieme
invece che con le donne
e mai coi cani

ma ora
qui da noi
scarseggiano
i sapienti
di tal fatta

benché ottimi gatti
ozino ancora
in grande stile
nei vicoli
dell’universo.

circa
la nostra discussione di stasera
a proposito di
non so più che,
non importa
quanto infelici
ci ha fatti
sentire

ricorda piuttosto
che da qualche parte
c’è un
gatto
che trova
il suo spazio
con grazia
deliziosa

in altre parole
la magia persiste
fuori di noi
per quanto
ci sforziamo
di spezzarla.

(Traduzione di Enrico Franceschini)

In other words

The Egyptians loved the cat
were often entombed with it
instead of with the women
and never with the dog

but now
here
good people with
good eyes
are very few

yet fine cats
with great style
lounge about
the alleys of
the universe.

about our argument tonight
whatever it was
about
and
no matter
how unhappy
it made us
feel

remember that
there is a
cat
somewhere
adjusting to the
space of itself
with a delightful
grace

in other words
magic persists
without us
no matter what
we may try to do
to spoil it.

Charles Bukowski, “Bone Palace Ballet: New Poems” (1997)

Per i 18 mesi di Marina Louise, da “Sull’amore” (2016), Charles Bukowski

sole sole
è la mia piccola
bambina
sole
sul tappeto –
sole sole
fuori dalla
porta
raccoglie un
fiore
aspetta che
mi alzi
e
giochi.

un vecchio
emerge
dalla
sedia,
un relitto-umano,
e lei guarda
e vede
solo
amore, nel quale
mi trasforma
attraverso la
maestosità
e infinita
magia del suo
sole.

(Traduzione di Simona Viciani)

for the 18 months of Marina Louise

sun sun
is my little
girl
sun
on the carpet –
sun sun
out the
door
picking a
flower
waiting for me
to rise
and
play.

an old man
emerges
from his
chair,
battle-wrecked,
and she looks
and only
sees
love, which I
become
through her
majesty
and infinite
magic
sun.

_____________________
Manoscritto del 1965; pubblicato con il titolo di “Marina” nella raccolta Mockingbird Wish Me Luck, 1972.

Allegro ma non troppo, da “Elogio dei sogni”, Wislawa Szymborska

Sei bella – dico alla vita –
è impensabile più rigoglio,
più rane e più usignoli,
più formiche e più germogli.

Cerco di accattivarmela,
di blandirla, vezzeggiarla.
La saluto sempre per prima
con umile espressione.

Le taglio la strada da sinistra,
le taglio la strada da destra,
e mi innalzo nell’incanto,
e cado per lo stupore.

Quanto è di campo questo grillo,
e di bosco questo frutto –
mai l’avrei creduto
se non avessi vissuto!

Non trovo nulla – le dico –
a cui paragonarti.
Nessuno ha fatto un’altra pigna
né migliore, né peggiore.

Lodo la tua larghezza,
inventiva ed esattezza,
e cos’altro – e cosa più –
magia, stregoneria.

Mai vorrei recarti offesa,
né adirarti per dileggio.
Da centomila anni almeno
sorridendo ti corteggio.

Tiro la vita per una foglia:
si è fermata? Se n’è accorta?
Si è scordata dove corre,
almeno per una volta?

(Traduzione di Pietro Marchesani)

Allegro ma non troppo

Life, you’re beautiful (I say)
you just couldn’t get more fecund,
more befrogged or nightingaily,
more anthillful or sproutspouting.

I’m trying to court life’s favor,
to get into its good graces,
to anticipate its whims.
I’m always the first to bow,

always there where it can see me
with my humble, reverent face,
soaring on the wings of rapture,
falling under waves of wonder.

Oh how grassy is this hopper,
how this berry ripely rasps.
I would never have conceived it
if I weren’t conceived myself!

Life (I say) I’ve no idea
what I could compare you to.
No one else can make a pine cone
and then make the pine cone’s clone.

I praise your inventiveness,
bounty, sweep, exactitude,
sense of order – gifts that border
on witchcraft and wizardry.

I just don’t want to upset you,
tease or anger, vex or rile.
For millennia, I’ve been trying
to appease you with my smile.

I tug at life by its leaf hem:
will it stop for me, just once,
momentarily forgetting
to what end it runs and runs?

(Translated from Polish by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh)

Mezz’ora, da “Un’ombra fuggitiva di piacere”, Konstantinos Kavafis

Non ti ebbi, né mai ti avrò, suppongo.
Qualche frase, un accostamento
come l’altr’ieri al bar, nient’altro.
È un peccato, non dico. Ma noi dediti all’Arte
con la tensione della mente a volte – e, ovvio,
solo per breve tempo – creiamo una voluttà
che sembra quasi materiale.
Così l’altr’ieri al bar – grazie anche all’alcol
e al suo aiuto grande e pietoso –
ebbi mezz’ora di perfetto amore.
Credo che te ne sia accorto anche tu,
che sia rimasto un po’ più a lungo apposta.
Ne avevo gran bisogno. Che malgrado
tutta la fantasia e la magia dell’alcol
mi occorreva guardare le tue labbra
mi occorreva avere accanto il tuo corpo.

Half An Hour

I never had you, nor I suppose
will I ever have you. A few words, an approach,
as in the bar the other day—nothing more.
It’s sad, I admit. But we who serve Art,
sometimes with the mind’s intensity,
can create—but of course only for a short time—
pleasure that seems almost physical.
That’s how in the bar the other day—
mercifully helped by alcohol—
I had half an hour that was totally erotic.
And I think you understood this
and stayed slightly longer on purpose.
That was very necessary. Because
with all the imagination, with all the magic alcohol,
I needed to see your lips as well,
needed your body near me.

(Translated by Edmund Keeley/Philip Sherrard)

Vola da me, da “Alla tua salute amore mio”, Alda Merini

Amore, vola da me
con l’aeroplano di carta
della mia fantasia,
con l’ingegno del tuo sentimento.
Vedrai fiorire terre piene di magia
e io sarò la chioma d’albero più alta
per darti frescura e riparo.
Fa’ delle due braccia
due ali d’angelo
e porta anche a me un po’ di pace
e il giocattolo del sogno.
Ma prima di dirmi qualcosa
guarda il genio in fiore
del mio cuore.

Fly to me

Love, fly to me
with the paper airplane
of my imagination,
with the cleverness of your feeling.
You will see lands flourish full of magic
and I will be the tallest tree canopy
to give you coolness and shelter.
Make your arms
two angelic wings
and bring to me too a bit of peace
and the toy of the dream.
But before saying something to me
look at the blooming genius
of my heart.

(Translated by  Alessandra Marchesi)

Ho bisogno di sentimenti, Alda Merini

Non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, di parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all’orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia,
questa magia che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.