La farfalla su nel cielo, Emily Dickinson

La Farfalla su nel Cielo
Che non sa il suo Nome
E non ha Tasse da pagare
E non ha Casa
È giusto alta come voi e me,
E più alta, credo,
Dunque libratevi e non sospirate mai
E questa è la via per affliggersi –

The Butterfly upon the Sky

The Butterfly upon the Sky
That does’nt know it’s Name
And has’nt any Tax to pay
And has’nt any Home
Is just as high as you and I,
And higher, I believe,
So soar away and never sigh
And that’s the way to grieve –

Ode alle patate fritte, da “Navegaciones y regresos (1957-1959)”, Pablo Neruda

Scoppietta
nell’olio
friggendo
l’allegria
del mondo:
le patate
fritte
entrano
nella padella
come candide
piume
del cigno del mattino
ed escono
semidorate dalla crepitante
ambra delle ulive.

L’aglio
aggiunge ad esse
la sua terrena fragranza,
il pepe,
polline che attraversò le scogliere,
e
vestite
a nuovo
con abito d’avorio, riempiono il piatto
ripetendo l’abbondanza
e la saporita semplicità della terra.

Oda a las papas fritas

Chisporrotea
en el aceite
hirviendo
la alegría
del mundo:
las papas
fritas
entran
en la sartén
como nevadas
plumas
de cisne matutino
y salen
semidoradas por el crepitante
ámbar de las olivas.

El ajo
les añade
su terrenal fragancia,
la pimienta,
polen que atravesó los arrecifes,
y
vestidas
de nuevo
con traje de marfil, llenan el plato
con la repetición de su abundancia
y su sabrosa sencillez de tierra.

Orizzonte, Fernando Pessoa

Mare anteriore a noi, le tue paure
corallo e spiagge e alberete.
Sbendate la notte e la caligine,
le tormente passate e il mistero
si apriva in fiore la Lontananza, e il Sud siderale
splendeva sulle navi dell’iniziazione.

Linea severa della riva remota –
quando la nave si approssima, s’alza la costa
in alberi ove la Lontananza nulla aveva;
più vicino, s’apre la terra in suoni e colori:
e, allo sbarco, ci sono uccelli, fiori,
ove era solo, di lontano, l’astratta linea.

Il sogno è vedere le forme invisibili
della distanza imprecisa, e, con sensibili
movimenti della speranza e della volontà,
cercare sulla linea fredda dell’ orizzonte
l’albero, la spiaggia, il fiore, l’uccello, la fonte –
i baci meritati della Verità.

(Da “Poesie Scelte” a cura di Luigi Panarese, Passigli Editori 2006)

Horizonte

Ó mar anterior a nós, teus medos
Tinham coral e praias e arvoredos.
Desvendadas a noite e a cerração,
As tormentas passadas e o mistério,
Abria em flor o Longe, e o Sul sidéreo
‘Splendia sobre as naus da iniciaçào.

Linha severa da longínqua costa –
Quando a nau se aproxima, ergue-se a encosta
Em árvores onde o Longe nada tinha;
Mais perto, abre-se a terra em sons e cores:
E, no desembarcar, há aves, flores,
Onde era só, de longe, a abstracta linha.

O sonho é ver as formas invisíveis
Da distancia imprecisa, e, com sensíveis
Movimentos da esp’rança e da vontade,
Buscar na linha fria do horizonte
A árvore, a praia, a flor, a ave, a fonte –
Os beijos merecidos da Verdade.

I bambini imparano ciò che vivono, Dorothy Law Nolte

Se i bambini vivono con la critica, imparano a condannare.
Se i bambini vivono con l’ostilità, imparano a combattere.
Se i bambini vivono con la paura, imparano ad essere apprensivi.
Se i bambini vivono con la pietà, imparano a commiserarsi.
Se i bambini vivono con il ridicolo, imparano ad essere timidi.
Se i bambini vivono con la gelosia, imparano a provare invidia.
Se i bambini vivono con la vergogna, imparano a sentirsi colpevoli.
Se i bambini vivono con l’incoraggiamento, imparano ad essere sicuri di sé.
Se i bambini vivono con la tolleranza, imparano la pazienza.
Se i bambini vivono con la lode, imparano ad apprezzare.
Se i bambini vivono con l’accettazione, imparano ad amare.
Se i bambini vivono con l’approvazione, imparano a piacersi.
Se i bambini vivono con il riconoscimento, imparano che è bene avere un obiettivo.
Se i bambini vivono con la condivisione, imparano cos’è la generosità.
Se i bambini vivono con l’onestà, imparano cos’è la sincerità.
Se i bambini vivono con la correttezza, imparano cos’è la giustizia.
Se i bambini vivono con la gentilezza e la considerazione, imparano il rispetto.
Se i bambini vivono con la sicurezza, imparano ad avere fiducia in sé stessi e nel prossimo.
Se i bambini vivono con l’amicizia, imparano che il mondo è un bel posto in cui vivere.

Children Learn What They Live

If children live with criticism, they learn to condemn.
If children live with hostility, they learn to fight.
If children live with fear, they learn to be apprehensive.
If children live with pity, they learn to feel sorry for themselves.
If children live with ridicule, they learn to feel shy.
If children live with jealousy, they learn to feel envy.
If children live with shame, they learn to feel guilty.
If children live with encouragement, they learn confidence.
If children live with tolerance, they learn patience.
If children live with praise, they learn appreciation.
If children live with acceptance, they learn to love.
If children live with approval, they learn to like themselves.
If children live with recognition, they learn it is good to have a goal.
If children live with sharing, they learn generosity.
If children live with honesty, they learn truthfulness.
If children live with fairness, they learn justice.
If children live with kindness and consideration, they learn respect.
If children live with security, he learns to have faith in themselves and in those about them.
If children live with friendliness, they learn that the world is a nice place in which to live.

From “Children Learn What They Live – Parenting to Inspire Values” (1998) by Dorothy Law Nolte and Rachel Harris.


La prima stesura di “Children Learn What They Lives” risale al 1954, definita dall’autrice come il suo modo di rispondere alle domande dei genitori durante le sue lezioni sulla vita familiare. Negli anni, il poema è apparso in numerosi contesti e numerose forme, non tutte apprezzate dall’autrice: in particolare un verso finale a lei erroneamente attribuito recita “If children live with acceptance and friendship, they learn to find love in the world” (se i bambini vivono con accettazione e amicizia, imparano a trovare l’amore nel mondo). Nell’Introduzione al libro sopracitato, l’autrice spiega di ritenere scorretto il voler garantire l’amore o incoraggiare la ricerca dell’amore nel mondo: un individuo amorevole genera amore, e quest’ultimo passa poi da persona a persona. L’amore non è un tesoro o una merce che possa essere trovata. Di contro, l’ultima riga da lei scritta nella poesia crea un’aspettativa ottimistica e positiva per i bambini, nel loro esplorare il mondo che li circonda. La versione qui proposta, che ha subito diverse modifiche nel corso degli anni, è il frutto di un rimaneggiamento da parte dell’autrice dovuto alla necessità di adattare i concetti espressi ai cambiamenti avvenuti nel mondo; tra questi: il soggetto al plurale per una maggiore inclusività, la separazione dei concetti di onestà e correttezza per enfatizzarli maggiormente e l’aggiunta del verso “If children live with kindness and consideration, they learn respect” (Se i bambini vivono con la gentilezza e la considerazione, imparano il rispetto) per incoraggiare lo sviluppo del rispetto nel bambino come fondamento per l’accettazione delle differenze tra culture.

Ode all’estate, Pablo Neruda

Estate, violino rosso,
nuvola chiara,
un ronzio
di catena montuosa
o di cicala
ti precede,
il cielo
a volta,
liscio, luccicante come
un occhio,
e basso il suo sguardo,
estate,
pesce del cielo
infinito,
elitra lusinghiera,
pigro
letargo
pancino
di ape,
sole indiavolato,
sole terribile e paterno,
sudato
come un bue lavorando,
sole secco
nella testa
come un inaspettato
garrotoazo,
sole della sete
camminando
per la sabbia,
estate,
mare deserto,
il minatore
di zolfo
si riempie
si riempie
di sudore giallo,
l’aviatore
percorre
raggio a raggio
il sole celeste,
sudore
nero
scivola
dalla fronte
agli occhi
nella miniera
di Lota,
il minatore
si stropiccia
la fronte
nera,
ardono
le sementi,
scricchiola
il grano,
insetti
azzurri
cercano
ombra,
toccano
la freschezza,
sommergono
la testa
in un diamante.

Oh estate
abbondante,
carro
di mele
mature,
bocca
di fragola
in mezzo al verde, labbra
di susina selvatica,
strade
di morbida polvere
sopra la polvere,
mezzogiorno,
tamburo
di rame rosso,
e a sera
riposa
il fuoco,
la brezza
fa ballare
il trifoglio, entra
nell’officina deserta;
sale
una stella
fresca
verso il cielo
cupo,
crepita
senza bruciare
la notte
dell’estate.

Oda al verano

Verano, violín rojo,
nube clara,
un zumbido
de sierra
o de cigarra
te precede,
el cielo
abovedado,
liso, luciente como
un ojo,
y bajo su mirada,
verano,
pez del cielo
infinito,
élitro lisonjero,
perezoso
letargo
barriguita
de abeja,
sol endiablado,
sol terrible y paterno,
sudoroso
como un buey trabajando,
sol seco
en la cabeza
como un inesperado
garrotoazo,
sol de la sed
andando
por la arena,
verano,
mar desierto,
el minero
de azufre
se llena
se llena
de sudor amarillo,
el aviador
recorre
rayo a rayo
el sol celeste,
sudor
negro
resbala
de la frente
a los ojos
en la mina
de Lota,
el minero
se restriega
la frente
negra,
arden
las sementeras,
cruje
el trigo,
insectos
azules
buscan
sombra,
tocan
la frescura,
sumergen
la cabeza
en un diamante.

Oh verano
abundante,
carro
de
manzanas
maduras,
boca
de fresa
en la verdura, labios
de ciruela salvaje,
caminos
de suave polvo
encima del polvo,
mediodía,
tambor
de cobre rojo,
y en la tarde
descansa
el fuego,
el aire
hace bailar
el trébol, entra
en la usina desierta,
sube
una estrella
fresca
por el cielo
sombrío,
crepita
sin quemarse
la noche
del verano.

La curva dei tuoi occhi, da “Capitale de la douleur”, Paul Éluard

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
ruota un moto di danza e di dolcezza,
aureola di tempo, arca notturna e sicura
e se non so più quello che ho vissuto
è perché non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento, risa profumate,
ali che coprono il mondo di luce,
navi cariche di cielo e di mare,
caccia di suoni e fonti di colori,

profumi schiusi da una cova di aurore
sempre posata sulla paglia degli astri,
come il giorno vive di innocenza,
così il mondo vive dei tuoi occhi puri
e tutto il mio sangue va in quegli sguardi.

La courbe de tes yeux

La courbe de tes yeux fait le tour de mon cœur,
Un rond de danse et de douceur,
Auréole du temps, berceau nocturne et sûr,
Et si je ne sais plus tout ce que j’ai vécu
C’est que tes yeux ne m’ont pas toujours vu.

Feuilles de jour et mousse de rosée,
Roseaux du vent, sourires parfumés,
Ailes couvrant le monde de lumière,
Bateaux chargés du ciel et de la mer,
Chasseurs des bruits et sources des couleurs,

Parfums éclos d’une couvée d’aurores
Qui gît toujours sur la paille des astres,
Comme le jour dépend de l’innocence
Le monde entier dépend de tes yeux purs
Et tout mon sang coule dans leurs regards.

Spossatezza al tramonto, da “Quasi invisibile”, Mark Strand

Il cuore vuoto rientra a casa dopo una giornataccia in ufficio.
E cosa può fare il cuore vuoto se non svuotarsi del vuoto.
Spazzare via ciò che non si può spazzare via richiede un notevole sforzo mentale, l’impegno infruttuoso di facoltà già oberate da un gran peso.
Povero cuore vuoto, precocemente invecchiato, come fatica per fare ciò che la mente gli dice di fare.
Ma la lotta non porta a niente.
Il cuore vuoto non può eseguire gli ordini della mente.
Se ne sta seduto al buio, a fantasticare, e il vuoto si accresce.

(Traduzione di Damiano Abeni)

Exhaustion at Sunset

The empty heart comes home from a busy day at the office.
And what is the empty heart to do but empty itself of emptiness.
Sweeping out the unsweepable takes an effort of mind, the fruitless exertion of faculties already burdened.
Poor empty heart, old before its time, how it struggles to do what the mind tells it to do.
But the struggle comes to nothing.
The empty heart cannot do what the mind commands.
It sits in the dark, daydreams, and the emptiness grows.

Ho cessato di essere colui che speravo, Fernando Pessoa

Ho cessato di essere colui che speravo,
cioè, ho cessato di essere chi non sono mai stato…
Tra onda e onda l’onda non si scava,
e tutto, in essere congiunto, dura e scorre.

La freccia trema, poiché, nell’ampia faretra,
il presente crea e include il futuro.
Se i mari ergono la loro furia selvaggia,
è perché la futura pace la loro orma cancella.

Tutto dipende da quel che non esiste.
Perciò il mio essere muto si converte
nella stessa somiglianza, austero e triste.

Nulla mi spiega. Nulla mi appartiene.
E su tutto la luna estranea versa
la luce che tutto dissipa e nulla vince.

Da “Poesie Scelte” a cura di Luigi Panarese, Passigli Editori 2006

Deixei de ser aquele que esperava

Deixei de ser aquele que esperava,
Isto é, deixei de ser quem nunca fui…
Entre onda e onda a onda não se cava,
E tudo, em ser conjunto, dura e flui.

A seta treme, pois que, na ampla aljava,
O presente ao futuro cria e inclui.
Se os mares erguem sua fúria brava
É que a futura paz seu rastro obstrui.

Tudo depende do que não existe.
Por isso meu ser mudo se converte
Na própria semelhança, austero e triste.

Nada me explica. Nada me pertence.
E sobre tudo a lua alheia verte
A luz que tudo dissipa e nada vence.

Che fece… il gran rifiuto, Konstantinos Kavafis

Arriva per taluni un giorno, un’ora
in cui devono dire il grande Sì
o il grande No. Subito appare chi
ha pronto il Sì: lo dice, e sale ancora

nella propria certezza e nella stima.
Chi negò non si pente. Ancora No,
se richiesto, direbbe. Eppure il No,
il giusto No, per sempre lo rovina.

(Trad. F.M. Pontani)

Che fece… il gran rifiuto

For some people the day comes
when they have to declare the great Yes
or the great No. It’s clear at once who has the Yes
ready within him; and saying it,

he goes forward in honor and self-assurance.
He who refuses does not repent. Asked again,
he would still say no. Yet that no—the right no—
undermines him all his life.

(Translated by Edmund Keeley/Philip Sherrard)

 

Volete dell’estate? Provate la nostra, Emily Dickinson

Volete dell’estate? Provate la nostra.
Spezie? Ecco qui!
Malati? Abbiamo bacche per chi brucia!
Stanchi? Vacanze di piume!
Perplessi? Possedimenti di viole spensierate!
Prigionieri? Vi portiamo la grazia delle rose!
Svenimenti? Boccette d’aria!
Persino per la morte, una medicina magica.
E quale sarebbe, signore?

(Trad. di Massimo Bacigalupo)

Would you like Summer? Taste of ours –

Would you like Summer? Taste of ours –
Spices? Buy – here!
Ill! We have Berries, for the parching!
Weary! Furloughs of Down!
Perplexed! Estates of Violet – Trouble ne’er looked on!
Captive! We bring Reprieve of Roses!
Fainting! Flasks of Air!
Even for Death – A Fairy medicine –
But, which is it – sir?