Leningrado nel marzo del 1941, da “La corsa del tempo” (1992), Anna Achmatova

Cadran solaire sulla casa di Ménšicov.
Passa un battello, levando un’onda.
Oh, c’è al mondo qualcosa a me più nota
del bagliore di guglie, del luccichio di queste acque?
Come una fessura, nereggia un vicolo.
Passeri si posano sopra i fili.
E in passeggiate imparate a memoria
non è sventura un sapore di sale.

(Traduzione di Michele Colucci)

Ленинград в марте 1941

Cadran solaire на Меньшиковом доме.
Подняв волну, проходит пароход.
О, есть ли что на свете мне знакомей,
Чем шпилей блеск и отблеск этих вод!
Как щелочка, чернеет переулок.
Садятся воробьи на провода.
У наизусть затверженных прогулок
Соленый привкус – тоже не беда.

Leningrad in March 1941

The sundial of the Men’shikovy Dom;
A steamboat with its bow-wave passing by;
O, is there anything on earth that I
Know like that flash of spires reflected from
These waves? A slit-like alley-way grows dark,
Sparrows perch on the wires overhead;
I know by heart ever familiar walk;
The tang of salt – that too is not so bad.

From book: Antechinus – A.D. Hope

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David Garrett – Leningrad by Billy Joel
(Hannover, April 12 2012)

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