Verranno le dolci piogge, da “Fiamma e ombra” (1920), Sara Teasdale

Verranno le dolci piogge e l’odore di terra,
e le rondini che volano in circolo con le loro strida scintillanti;

e le rane negli stagni che cantano di notte,
e gli alberi di susino selvatico che fremono di bianco;

i pettirossi vestiranno il loro piumaggio infuocato,
fischiettando le loro fantasie su una bassa recinzione in rete metallica;

e nessuno saprà della guerra,
nessuno presterà attenzione infine quando sarà avvenuto;

nessuno baderebbe, né uccello né albero,
se l’umanità scomparisse completamente;

e la Primavera stessa, al suo risveglio all’alba,
si renderebbe conto appena che noi ce ne siamo andati.

There Will Come Soft Rains

There will come soft rains and the smell of the ground,
And swallows circling with their shimmering sound;

And frogs in the pool singing at night,
And wild plum trees in tremulous white;

Robins will wear their feathery fire,
Whistling their whims on a low fence-wire;

And not one will know of the war, not one
Will care at last when it is done.

Not one would mind, neither bird nor tree,
If mankind perished utterly;

And Spring herself when she woke at dawn
Would scarcely know that we were gone.

Poem first published in Flame and Shadow, by Sara Teasdale, 1920

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There Will Come Soft Rains  è una delle poesie più conosciute di Sara Teasdale nella quale immagina un mondo post-apocalittico idilliaco in cui la natura continua pacificamente, meravigliosamente e indifferentemente dopo l’estinzione del genere umano. Ha ispirato il racconto breve di Ray Bradbury con lo stesso nome, incluso nella raccolta “Cronache marziane”.