Madrigale, da “Libro de Poemas – Suites”, Federico García Lorca

Il mio bacio era una melagrana
profonda e aperta:
la tua bocca era rosa
di carta.

Lo sfondo un campo di neve.

Le mie mani erano ferri
per le incudini:
il tuo corpo era il tramonto
in un tocco di campane.

Lo sfondo un campo di neve.

Formarono stalattiti
nel trapuntato
teschio azzurro
i miei ti amo.

Lo sfondo un campo di neve.

I miei sogni infantili
si colmarono di muffa,
e il mio salomonico dolore
trapassò la luna.

Lo sfondo un campo di neve.

Adesso grave maestro,
in alta scuola,
per il mio amore e i miei sogni
(cavallini senza occhi).

E lo sfondo un campo di neve.

(Trad. di Claudio Rendina)

Madrigal

Mi beso era una granada,
profunda y abierta;
tu boca era rosa
de papel.

El fondo un campo de nieve.

Mis manos eran hierros
para los yunques;
tu cuerpo era el ocaso
de una campanada.

El fondo un campo de nieve.

En la agujereada
calavera azul
hicieron estalactitas
mis te quiero.

El fondo un campo de nieve.

Llenáronse de moho
mis sueños infantiles,
y taladró a la luna
mi dolor salomónico.

El fondo un campo de nieve.

Ahora maestro grave
a la alta escuela,
y mi amor y a mis sueños
(caballito sin ojos).

Y el fondo es un campo de nieve.

Madrid, octubre de 1920

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