Cabriel, Juan Vicente Piqueras

All’improvviso, ponte o pietra, la luce, la pace in me.
E questo fiume che scorre attraverso me
in modo limpido, primordiale, poderoso.

Una goccia d’acqua cade dalla mia fronte sulla mia ombra
come se fosse pianto. È meraviglia,
nutrimento silenzioso, per sempre.

Manca la fede negli uomini, ma ancora
è possibile nuotare, ridere nudi,
stendersi al sole, mangiare more mature
e farsi portare dalla corrente
come da coloro che amiamo, e prendere
lezioni di trasparenza da queste acque.

Se sapessi dimenticarmi del pronome
della prima persona, sarei null’altro
che un luccichio di luce fra i rami di un pioppo,
un acenno di voce, una libellula,
una gioia semplice, senza parole,
la luce attraverso me, la pace in me.

All’improvviso, ponte o pietra, luce io stesso.

(Traduzione di Raffaella Marzano)

Cabriel

De pronto, puente o piedra, la luz, la paz en mí.
Y este río que fluye a mi través
de una manera limpia, primera, poderosa.

Una gota de agua cae de mi frente a mi sombra
como si fuese llanto. Es maravilla,
alimento callado, para siempre.

Falta la fe en lo humano, pero aún
es posible nadar, reír desnudos,
tumbarse al sol, comer moras maduras
y dejarse llevar por la corriente
como por lo que amamos, y tomar
lección de transparencia de estas aguas.

Si supiese olvidarme del pronombre
de primera persona, sería nada más
un destello de luz en las ramas de un chopo,
un ramo de rumor, una libélula,
una dicha sencilla, sin palabras,
la luz a mi través, la paz en mí.

De pronto, puente o piedra, luz yo mismo.

Farfalle libere, Alda Merini

O donne povere e sole,
violentate da chi
non vi conosce.
Donne che avete mani
sull’infanzia,
esultanti segreti d’amore
tenete conto
che la vostra voracità
naturale non
sarà mai saziata.
Mangerete polvere,
cercherete d’impazzire
e non ci riuscirete,
avrete sempre il filo
della ragione che vi
taglierà in due.
Ma da queste profonde
ferite usciranno
farfalle libere.