Quel che ha detto Cathal, da “Spontaneamente” (1999), Tess Gallagher

“Puoi cantare dolcemente
e arrivare in fondo alla canzone
ma per raggiungere la terza dimensione
devi cantarla un po’
grezza, forzare un po’ la melodia. Metterci
dentro abbastanza forza
da far scivolare le note. Allora
succede qualcos’altro. La canzone
s’espande”.

(Traduzione di Francesco Duranti)

What Cathal Said

“You can sing sweet
and get the song sung
but to get to the third dimension
you have to sing it
rough, hurt the tune a little. Put
enough strength to it
that the notes slip. Then
something else happens. The song
get large.”

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Lady Gaga – Million Reasons (Live At Royal Variety Performance)

Poco importa da dove la brezza, Fernando Pessoa

Poco importa da dove la brezza
trae l’aroma che in essa viene.
Il cuore non ha bisogno
di sapere cos’è il bene.

A me basti a quest’ora
la melodia che culla.
Che importa se, lusingando,
le forze dell’anima spegne?

Chi sono, perché il mondo si perda
dietro quel che penso sognando?
Se mi avvolge la melodia
solo il suo avvolgermi io vivo…

(Da “Poesie Scelte” a cura di Luigi Panarese, Passigli Editori 2006)

Pouco importa de onde a brisa

Pouco importa de onde a brisa
Traz o olor que nela vem.
O coração não precisa
De saber o que é o bem.

A mim me basta nesta hora
A melodia que embala.
Que importa se, sedutora,
As forças da alma cala?

Quem sou, p’ra que o mundo perca
Com o que penso a sonhar?
Se a melodia me cerca
Vivo só o me cercar…

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Lang Lang Schubert Standchen (Serenade)

Il violinista pazzo, Fernando Pessoa

Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.

Egli apparve all’improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all’improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.

La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.

In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.

Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.

La sposa felice capì
d’essere malmaritata,
L’appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,

la fanciulla e il ragazzo furono felici
d’aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.

In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell’anima gemella,
quella parte che ci completa,

l’ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.

Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.

Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.

Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell’ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,

improvvisamente ciascuno ricorda –
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere –
la melodia del violinista pazzo.

(Da “Il violinista pazzo” Fernando Pessoa – Passigli Poesia, 2004 – Trad.di Amina Di Munno)

The Mad Fiddler

Not from the northern road,
Not from the southern way,
First his wild music flowed
Into the village that day.

He suddenly was in the lane,
The people came out to hear,
He suddenly went, and in vain
Their hopes wished him to appear.

His music strange did fret
Each heart to wish ’twas free.
It was not a melody, yet
It was not no melody.

Somewhere far away,
Somewhere far outside
Being forced to live, they
Felt this tune replied.

Replied to that longing
All have in their breasts,
The lost sense belonging
To forgotten quests.

The happy wife now knew
That she had married ill,
The glad fond lover grew
Weary of loving still,

The maid and boy felt glad
That they had dreaming only,
The lone hearts that were sad
Felt somewhere less lonely.

In each soul woke the flower
Whose touch leaves earth-less dust,
The soul’s husband’s first hour,
The thing completing us,

The shadow that comes to bless
From kissed depths unexpressed,
The luminous restlessness
That is better than rest.

As he came, he went.
They felt him but half-be.
Then he was quietly blent
With silence and memory.

Sleep left again their laughter,
Their tranced hope ceased to last,
And but a small time after
They knew not he had passed.

Yet when the sorrow of living,
Because life is not willed,
Comes back in dreams’ hours, giving
A sense of life being chilled,

Suddenly each remembers –
It glows like a coming moon
On where their dream-life embers –
The mad fiddler’s tune.

18-4-1915 – 20-4-1917
«The Mad Fiddler». in Poesia Inglesa. Fernando Pessoa. (Organização e tradução de Luísa Freire. Prefácio de Teresa Rita Lopes.) Lisboa: Livros Horizonte, 1995. – 318.

Poesia, Fernando Pessoa

Il cielo azzurro di luce quieta.
Le onde blande che si frangono
sulla spiaggia lucente e completa –
punte di dita che giocano.

Sul piano senza nome della spiaggia
non suonano nessuna melodia
dal cui ritmo alla fine sorga
l’intero senso di questo giorno.

Quanto bello, se ciò soddisfacesse!
Quanto sicuro, se potessi credere
che questo mare e questi flutti e questo
cielo hanno vita e hanno essere.

(Da “Poesie Scelte” a cura di Luigi Panarese, Passigli Editori 2006)

Poema

O céu, azul de luz quieta.
As ondas brandas a quebrar,
Na praia lúcida e completa —
Pontos de dedos a brincar.

No piano anónimo da praia
Tocam nenhuma melodia
De cujo ritmo por fim saia
Todo o sentido deste dia.

Que bom, se isto satisfizesse!
Que certo, se eu pudesse crer
Que esse mar e essas ondas e esse
Céu têm vida e têm ser.

Pioggia d’estate, da “Dono d’amore”, Rabindranath Tagore

Perdonami se oggi sono impaziente, amore.
È la mia prima pioggia estiva. La foresta,
sulle sponde del fiume, è agitata
e i rigogliosi alberi di ipomea acquatica
tentano, con i fiori profumati, il monsone che passa.
Vedi, da ogni parte il cielo è attraversato
da lampi e il vento solleva i capelli.
Se proprio oggi ti porto il mio dono,
perdonami amore.
Il mondo dei soliti giorni
è nascosto dal vapore della pioggia,
ogni lavoro è sospeso nelle case,
desolati sono i campi.
Solo per gli occhi tuoi neri
lo scrosciare della pioggia
ritrova la sua melodia,
e, alla tua porta, vestito d’azzurro,
luglio aspetta che tu apra, coi gelsomini
pronti per le tue trecce.

Summer Rain

If I am impatient to-day, forgive me, my love.
It is the first summer rain,
and the riverside forest is aflutter,
and the blossoming kadam trees,
are tempting the passing winds with wine-cups of perfume.
See, from all corners of the sky lightnings
are darting their glaces,
and winds are rampant in your hair.

If to-day I bring my homage to you, forgive me, my love.
The everyday world is idden in the dimness of the rain,
all work has stopped in the village,
the meadows are desolate.
In your dark eyes the coming of the rain finds its music,
and it is at your door that July waits with jasmines
your hair in its blue skirt.