La grande fuga, da “Sifting Through the Madness for the Word, the Line, the Way”, Charles Bukowski

senti, mi disse, hai mai visto dei granchi in un
secchio?
no, gli dissi.
bé, quello che succede è che ogni tanto un granchio
si arrampica sugli altri
e inizia a salire verso la cima del secchio,
poi, proprio mentre sta per scappare
un altro granchio lo afferra e lo tira di nuovo
giù.
davvero? chiesi.
davvero, disse, e questo lavoro è così, nessuno
degli altri vuole che qualcuno se ne vada da
qui, funziona così
alle poste!
ti credo, dissi.

proprio in quel momento il supervisore si avvicinò e disse:
stavate parlando, voi due.
è vietato parlare sul
lavoro.

ero lì da undici anni e
mezzo.

mi alzai di colpo dallo sgabello e raggiunsi il
supervisore
poi lo scavalcai e mi tirai fuori subito
da lì.

fu così semplice da non crederci.
ma nessuno degli altri mi seguì.

dopo di che, ogni volta che mi concedevo zampe di granchio
pensavo a quel posto.
devo aver pensato a quel posto
forse 5 o 6 volte

prima di passare all’aragosta.

The Great Escape

listen, he said, you ever seen a bunch of crabs in a
bucket?
no, I told him.
well, what happens is that now and then one crab
will climb up on top of the others
and begin to climb toward the top of the bucket,
then, just as he’s about to escape
another crab grabs him and pulls him back
down.
really? I asked.
really, he said, and this job is just like that, none
of the others want anybody to get out of
here. that’s just the way it is
in the postal service!
I believe you, I said.

just then the supervisor walked up and said,
you fellows were talking.
there is no talking allowed on this
job.

I had been there for eleven and one-half
years.

I got up off my stool and climbed right up the
supervisor
and then I reached up and pulled myself right
out of there.

it was so easy it was unbelievable.
but none of the others followed me.

and after that, whenever I had crab legs
I thought about that place.
I must have thought about that place
maybe 5 or 6 times

before I switched to lobster.

Scintilla, Charles Bukowski

Mi hanno sempre irritato tutti gli anni, le ore i
minuti che gli ho regalato lavorando come un mulo,
mi ha fatto seriamente male alla testa,
mi ha fatto male dentro, mi ha stordito
e mi ha fatto diventare pazzo – non riuscivo ad accettare
questi miei anni assassinati
eppure i miei compagni di lavoro non davano segni di
agonia, anzi molti di loro sembravano addirittura soddisfatti,
e vederli così mi faceva impazzire quasi quanto
quel lavoro monotono e insensato.

I lavoratori sottostavano,
il lavoro li annientava, venivano
raccolti col cucchiaino e buttati via.

Mi irritava ogni minuto, ogni minuto mentre veniva
mutilato
e nulla alleviava la noia.

Ho valutato l’ipotesi del suicidio.
Mi sono bevuto le poche ore di libertà.

Ho lavorato per decenni.

Ho vissuto con la peggiore specie di donne,
e loro hanno ucciso
quello che il lavoro non era riuscito ad uccidere.

Sapevo che stavo morendo.
Qualcosa dentro mi diceva: continua così, muori, spegniti,
diventa come loro, accettalo.
E poi qualcos’altro dentro diceva: no, salva un pezzetto
minuscolo.
Non importa che sia molto, basta solo una scintilla.
Una scintilla può incendiare un’intera
foresta.
Solo una scintilla.
Salvala.

Penso di esserci riuscito.
Sono fiero di esserci riuscito.
Che stramaledetta
fortuna.

Spark

I always resented all the years, the hours, the
minutes I gave them as a working stiff, itContinua a leggere…

Strana la vita, da “Es cielo y es azul”, Miguel d’Ors

Strana la vita: io che potevo nascere
nel 1529,
o a Pittsburg o arciduca, io che potevo
essere Chesterton o un bonzo, nasco
in Galizia e d’Ors e tutto il resto.
Strana la vita
che tra la moltitudine dei secoli,
esistendo l’illimitata Cina,
e la Bosnia e le crociate, e gli incas,
dovesse capitare proprio a me
questo lavoro amaro di essere io.

Raro asunto

Raro asunto la vida: yo que pude
nacer en 1529,
o en Pittsburg o archiduque, yo que pude
ser Chesterton o un bonzo, haber nacido
gallego y d’Ors y todas estas cosas.
Raro asunto
que entre la muchedumbre de los siglos,
que existiendo la China innumerable,
y Bosnia, y las cruzadas, y los incas,
fuese a tocarme a mí precisamente
este trabajo amargo de ser yo.