Sempre alla ricerca del meglio, da “Orientarsi con le stelle”, Raymond Carver

Ora che sarai fuori per cinque giorni
fumerò tutte le sigarette che vorrò,
dove vorrò. Farò i biscotti e me li mangerò
con marmellata e grasso di pancetta. Poltrirò. Mi concederò
di tutto. Passeggerò sulla spiaggia se ne avrò
voglia. E ne ho voglia, da solo
a pensare a quando ero giovane. Alle persone
che allora mi amavano alla follia.
E a come le amavo anch’io più di ogni altra.
Tranne una. Ti giuro che farò tutto
quel che voglio mentre sarai fuori!
Ma c’è una cosa che non farò.
Non dormirò nel nostro letto senza di te.
No. Non mi fa piacere farlo.
Dormirò dove cavolo mi pare…
dove dormo meglio quando sei fuori
e non ti posso abbracciare come faccio.
Sul divano rotto del mio studio.

(Traduzione di Riccardo Duranti e Francesco Durante)

Still Looking Out for Number One

Now that you’ve gone away for five days,
I’ll smoke all the cigarettes I want,
where I want. Make biscuits and eat them
with jam and fat bacon. Loaf. Indulge
myself. Walk on the beach if I feel
like it. And I feel like it, alone and
thinking about when I was young. The people
then who loved me beyond reason.
And how I loved them above all others.
Except one. I’m saying I’ll do everything
I want here while you’re away!
But there’s one thing I won’t do.
I won’t sleep in our bed without you.
No. It doesn’t please me to do so.
I’ll sleep where I damn well feel like it –
where I sleep best when you’re away
and I can’t hold you the way I do.
On the broken sofa in my study.

Tu ti alzi, da “Facile” (1935), Paul Éluard

Tu ti alzi e l’acqua si dispiega
tu ti corichi e l’acqua si schiude
tu sei l’acqua deviata dai suoi abissi
tu sei la terra che mette radici
e sulla quale tutto si costruisce
tu fai bolle di silenzio
nel deserto dei rumori
tu canti inni notturni
sulle funi dell’arcobaleno.
Ovunque tu sei abolisci
tutte le strade
tu sacrifichi il tempo
all’eterna giovinezza
della fiamma esatta
che vela la natura riproducendola.
Donna, tu metti al mondo
un corpo sempre simile al tuo
tu sei la rassomiglianza.

Tu te lèves…

Tu te lèves l’eau se déplie
Tu te couches l’eau s’épanouit

Tu es l’eau détournée de ses abîmes
Tu es la terre qui prend racine
Et sur laquelle tout s’établit

Tu fais des bulles de silence dans le désert des bruits
Tu chantes des hymnes nocturnes sur les cordes de l’arc-en-ciel
Tu es partout tu abolis toutes les routes

Tu sacrifies le temps
À l’éternelle jeunesse de la flamme exacte
Qui voile la nature en la reproduisant

Femme tu mets au monde un corps toujours pareil
Le tien

Tu es la ressemblance

Mai più (il sommergibilista), Peter Hammill

In gioventù, giocavo coi trenini: ora tutto il vapore si è disperso
Nei miei sogni, effimero riparo dalla pioggia
cerco di afferrare il bagliore del fuoco
Con le macchinine Dinky Toys, pensavo di essere Stirling,
con la mazza da cricket, mi immaginavo di essere Peter May
ora, con tutte queste immagini che ritornano,
mi chiedo: chi sono io oggi?
Da bambino, ho ricombattuto la guerra
con gli aeroplanini di plastica e l’immaginazione
Affondavo la Tirpitz, facevo crollare la diga di Möhne e anche di più,
ero il salvatore della Patria!
Oh! Poter essere il capitano di una nave da guerra!
Il pilota di un Tempest o di uno York!
Difendere la mia trincea contro i Panzerkorps
invece di essere un semplice chiacchierone
che si culla sulle proprie fantasie,
come se la vita non fosse altro che perdere…
questo precede semplicemente la consapevolezza che, alla fine
bisogna scegliere.
È un segno tipico dell’età adulta:
le nostre opzioni si riducono
mentre la nostra capacità di scegliere aumenta,
finché scegliamo tutto e nulla
troppo tardi, alla fine.
In gioventù, credevo in me stesso: la mia fede e la mia mente erano forti
ma ora sono spogliato di ogni foglia
e non distinguo più il bene dal male
Oh! Fossi il figlio di Che Guevara!
Un’unità tra i ranghi compatti delle truppe d’assalto!
Un Papista, un Orangista, un eunuco…
allora il dubbio non potrebbe mai pugnalarmi alla schiena.
Oh! fossi Re Giovanni o Douglas Bader!
Humprey Bogart o Victor Mature!
Quale di questi è più falso e semplice
e quale più difficile?
Di quello,
di questo
di me,
non sono davvero molto sicuro.

No More (the Submariner)

In my youth, I played at trains: now all steam is gone.
In my dreams, brief shelter from the rain,
I try to catch the fireglow…
with Dinky Toys, I thought that I was Stirling;
with cricket bat, I say myself as Peter May;
now, with all these images returning,
I wonder who I am today?
As a child, I refought the war, with plastic planes
and imagination:
I sank Tirpitz, blew up the Mohne dam, these and more–
I was the saviour of the Nation!
Oh! To be the captain of a ship of war!
The pilot of a Tempest or a York!
To hold my trench against the Panzer Korps,
instead of simply being one who talks,
and reminisces of his fantasies,
as though life was nothing but to lose…
these only antecede the knowledge that, eventually,
he must choose.
It’s a hallmark of adulthood
that our options diminish
as our faculties for choice increase,
till we choose everything and nothing,
too late, at the finish.
In my youth, I held belief: my faith and thought were strong.
But now I’m stripped of every leaf, and it robs me
of the sight of right and wrong.
Oh! To be the son of Che Guevara!
One unit in the serried ranks of black!
A Papist or an Orangeman, a eunuch…
then doubt would never cast the dagger in my back.
Oh! To be King John or Douglas Bader,
Humphrey Bogart or Victor Mature!
Which one is false and easy,
which one harder?
Of that,
of this,
of me
I’m really not too sure.

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Grazie a Mauro De Candia per la segnalazione di questo autore