La Grazia – che Io – non potei ottenere, Emily Dickinson

La Grazia – che Io – non potei ottenere –
Concedi al Mio fiore –
Non altro che il rifrangersi di un Volto –
Perché Io – vivo in Lui –

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

Nota del traduttore: Probabilmente accompagnava un fiore, che porta con sé molto di più di quanto un fiore sia solito portare: il rifrangersi del volto di chi chiede per il dono quella grazia non avuta per sé. E lo sguardo che chi lo riceve darà a questo fiore, sarà uno sguardo dato anche a me che lo dono, perché io abito in lui.
Nel terzo verso ED non usa “face” ma “countenance”, che ha però frequentemente il significato di “lineamenti del viso” (nel Webster: “appearance of the face”).

The Grace—Myself—might not obtain

The Grace—Myself—might not obtain—
Confer upon My flower—
Refracted but a Countenance—
For I—inhabit Her—

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Pyotr Tchaikovsky Nutcracker (fragment) / Teodor Currentzis, musicAeterna

Il tuo sorriso, da “I versi del Capitano” (1952), Pablo Neruda

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l’aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l’acqua che d’improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d’argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d’aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amore mio, nell’ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d’improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d’autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell’isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l’aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

(Traduzione di Giuseppe Bellini)

Tu risa

Quítame el pan si quieres
quítame el aire, pero
no me quites tu risa.

No me quites la rosa,
la lanza que desgranas,
el agua que de pronto
estalla en tu alegría,
la repentina ola
de planta que te nace.

Mi lucha es dura y vuelvo
con los ojos cansados
a veces de haber visto
la tierra que no cambia,
pero al entrar tu risa
sube al cielo buscándome
y abre para mí todas
las puertas de la vida.

Amor mío, en la hora
más oscura desgrana
tu risa, y si de pronto
ves que mi sangre mancha
las piedras de la calle,
ríe, porque tu risa
será para mis manos
como una espada fresca.

Junto al mar en otoño,
tu risa debe alzar
su cascada de espuma,
y en primavera, amor,
quiero tu risa como
la flor que yo esperaba,
la flor azul, la rosa
de mi patria sonora.

Ríete de la noche,
del día, de la luna,
ríete de las calles
torcidas de la isla,
ríete de este torpe
muchacho que te quiere,
pero cuando yo abro
los ojos y los cierro,
cuando mis pasos van,
cuando vuelven mis pasos,
niégame el pan, el aire,
la luz, la primavera,
pero tu risa nunca
porque me moriría.

Your Laughter

Take bread away from me, if you wish,
take air away, but
do not take from me your laughter.

Do not take away the rose,
the lance flower that you pluck,
the water that suddenly
bursts forth in joy,
the sudden wave
of silver born in you.

My struggle is harsh and I come back
with eyes tired
at times from having seen
the unchanging earth,
but when your laughter enters
it rises to the sky seeking me
and it opens for me all
the doors of life.

My love, in the darkest
hour your laughter
opens, and if suddenly
you see my blood staining
the stones of the street,
laugh, because your laughter
will be for my hands
like a fresh sword.

Next to the sea in the autumn,
your laughter must raise
its foamy cascade,
and in the spring, love,
I want your laughter like
the flower I was waiting for,
the blue flower, the rose
of my echoing country.

Laugh at the night,
at the day, at the moon,
laugh at the twisted
streets of the island,
laugh at this clumsy
boy who loves you,
but when I open
my eyes and close them,
when my steps go,
when my steps return,
deny me bread, air,
light, spring,
but never your laughter
for I would die.

(Translated by Stephen Tapscott)

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Helene Fischer – Wenn Du lachst (Live – Die Arena-Tournee)

Cirque du Soleil Eventi ha collaborato con Helene Fischer, una delle più celebri cantanti tedesche, per fornire servizi completi di spettacolo di progettazione per “Helene Fischer tour 2017/2018” che ha debuttato il 12 settembre 2017 ad Hannover.
Il team ha creato un concept originale che celebra Helene Fischer, riunendo il successo della sua musica con l’esperienza dell’intrattenimento dal vivo e le capacità creative del Cirque du Soleil, per creare un’esperienza indimenticabile per i suoi fan.
L’abito d’acqua
Indubbiamente uno dei costumi più belli di Helene Fischer è un vestito fatto di vera acqua corrente. Per ottenere questo effetto unico, l’ascensore sotto il palco è dotato di serbatoi d’acqua per raccoglierla mentre precipita. È un’opera d’arte originale e un momento incantevole dello spettacolo.

Quando e perché, da “La luna crescente” (2000), Rabindranath Tagore

Quando ti porto giocattoli colorati, bambino
mio, capisco perché c’è un simile gioco di colori
nelle nubi, nell’acqua, e perché anche i fiori si
colorino così – quando ti porto giocattoli colorati.
Quando canto per farti danzare, allora veramente comprendo
perché c’è musica tra le foglie, e perché
le onde mandano il loro coro di voci al cuore
della terra palpitante – quando canto per farti danzare.
Quando porgo dolci cose alle tue avide mani,
so perché c’è miele nel calice del fiore, e perché
i frutti sono segretamente pieni di dolce succo –
quando porgo dolci cose alle tue avide mani.
Quando bacio il tuo viso per farti sorridere,
mio caro, io certo capisco quali correnti soavi
vengono dal cielo nella luce del mattino, e quale
delizia porta alle mie membra la brezza d’estate
quando ti bacio per farti sorridere.

(Traduzione di Maurizio Lipparini)

When And Why

When I bring you coloured toys, my child, I understand why there
is such a play of colours on clouds, on water, and why flowers are
painted in tints-when I give coloured toys to you, my child.
When I sing to make you dance, I truly know why there is music
in leaves, and why waves send their chorus of voices to the heart
of the listening earth-when I sing to make you dance.
When I bring sweet things to your greedy hands, I know why
there is honey in the cup of the flower, and why fruits are
secretly filled with sweet juice-when I bring sweet things to your
greedy hands.
When I kiss your face to make you smile, my darling, I surely
understand what pleasure streams from the sky in morning light, and
what delight the summer breeze brings to my body-when I kiss you
to make you smile.

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Martynas Levickis performing The Lion Sleeps Tonight from “The Lion King” with Mikroorkéstra Chamber Ensemble during his spectacular concert of the best movie music of all time – “Cinema”. Live in Vilnius | 05 January 2020

Lascia che sfumi, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Lascia che sfumi nell’oblio silente
come un fiore od un fuoco un tempo ardente.
Lo sapremo, vedrai, dimenticare:
il tempo è un caro amico, saprà farci invecchiare.

A chi chiede di lui, digli che è stato
da tanto tempo già dimenticato:
un fuoco, un fiore, foglia inanimata
sepolta in un’antica nevicata.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Let It Be Forgotten

Let it be forgotten, as a flower is forgotten,
Forgotten as a fire that once was singing gold,
Let it be forgotten for ever and ever,
Time is a kind friend, he will make us old.

If anyone asks, say it was forgotten
Long and long ago,
As a flower, as a fire, as a hushed footfall
In a long forgotten snow.

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Chopin Nocturne Op 9 No 2 in E flat major by Anastasia Huppmann

Sbocciare – è il Risultato -…, Emily Dickinson

Sbocciare – è il Risultato – incontrare un Fiore
E casualmente dargli uno sguardo
Potrà a malapena far intuire
Le Circostanze minute

Che collaborano alla Brillante Faccenda
Così intricatamente compiuta
Poi offerta come una Farfalla
Al Mezzogiorno –

Riempire il Bocciolo – opporsi al Verme –
Ottenere i propri diritti di Rugiada –
Regolare il Calore – eludere il Vento –
Fuggire l’Ape cacciatrice –

Non deludere Madre Natura
Che l’aspetta in quel Giorno –
Essere un Fiore, è profonda
Responsabilità –

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

La difficotà della semplicità e della bellezza: il fiore che deve combattere per la sua apparente spontaneità luminosa è una metafora dell’arte e in generale del mestiere di vivere.

Bloom – is Result – to meet a Flower

Bloom – is Result – to meet a Flower
And casually glance
Would cause one scarcely to suspect
The minor Circumstance

Assisting in the Bright Affair
So intricately done
Then offered as a Butterfly
To the Meridian –

To pack the Bud – oppose the Worm –
Obtain it’s right of Dew –
Adjust the Heat – elude the Wind –
Escape the prowling Bee –

Great Nature not to disappoint
Awaiting Her that Day –
To be a Flower, is profound
Responsibility –

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Alice Sara Ott – Debussy: Rêverie, L. 68 | Yellow Lounge (live from teamLab Borderless, Tokyo /2018)

Questa notte, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Un fiore d’oro sottile è la luna,
azzurro e fermo il cielo: mai nessuna
ospite fu più adatta a lui di lei –
ed altrettanto io per te sarei.

E’ la luna quel fiore senza stelo,
è luminoso più di sempre il cielo:
loro destino era l’eternità –
come per noi questa notte sarà.

(Traduzione di Silvio Raffo)

To-night

The moon is a curving flower of gold,
The sky is still and blue;
The moon was made for the sky to hold,
And I for you;

The moon is a flower without a stem,
The sky is luminous;
Eternity was made for them,
To-night for us.

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UNCHAINED MELODY feat. Chris Botti, Caroline Campbell & William Joseph (Live in Studio)

Blu frammentario, Robert Frost

Perché creare una tale quantità di blu frammentario
qua e là un uccello, o farfalla,
o fiore, o pietra da indossare, o occhio aperto,
quando il paradiso presenta in fogli la tonalità solida?

Poiché la terra è la terra, forse, non il paradiso (ancora)—
sebbene alcuni sapienti facciano sì che la terra includa il cielo;
e il blu così lontano sopra di noi arriva così in alto
che risveglia soltanto il nostro desiderio di blu.

Fragmentary blue

Why make so much of fragmentary blue
In here and there a bird, or butterfly,
Or flower, or wearing-stone, or open eye,
When heaven presents in sheets the solid hue?

Since earth is earth, perhaps, not heaven (as yet)—
Though some savants make earth include the sky;
And blue so far above us comes so high,
It only gives our wish for blue a whet.

From: New Hampshire (1923), Robert Frost

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Johann Sebastian Bach, Toccata in F major – Cameron Carpenter, Sydney Opera House

Amarti anno dopo anno, Emily Dickinson

Amarti Anno dopo Anno –
Può apparire inferiore
Al sacrificio, e alla rinuncia –
Tuttavia, cara,
Che il sempre potrebbe essere breve, pensavo di mostrare –
E così l’ho congiunto, con un fiore, ora.

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

To love thee Year by Year –

To love thee Year by Year –
May less appear
Than sacrifice, and cease –
However, dear,
Forever might be short, I thought to show –
And so I pieced it, with a flower, now.

Quando la morte viene, Mary Oliver

Quando la morte viene
come l’orso affamato in autunno;
quando la morte viene e tira fuori dal suo borsellino
tutte le monete scintillanti
per comprarmi, e chiude il borsellino di scatto;
quando la morte viene
come una pestilenza di morbillo;
quando la morte viene
come un iceberg fra le scapole,
io voglio affacciarmi alla porta piena di curiosità, domandandomi:
come sarà mai, quel cottage d’oscurità?

E perciò guardo ogni cosa
come una fratellanza e una sorellanza,
e vedo il tempo come nient’altro che un’idea,
e considero l’eternità un’altra possibilità,
e penso ad ogni vita come a un fiore, comune
come una margherita dei campi, e altrettanto singolare,
e ad ogni nome come a una piacevole musica in bocca,
che tende, perché tutta la musica lo fa, verso il silenzio,
e ad ogni corpo come a un leone di coraggio, e a qualcosa
di prezioso per la terra.
Quando sarà finita, voglio dire: per tutta la vita
sono stata una sposa maritata alla meraviglia.
Sono stata lo sposo, e ho preso il mondo fra le mie braccia.
Quando sarà finita, non voglio chiedermi
se ho fatto della mia vita qualcosa di particolare e di vero.
Non voglio trovarmi a sospirare, e spaventata,
e piena di recriminazioni.
Non voglio finire avendo semplicemente visitato questo mondo.

(Traduzione di Maria G. Di Rienzo)

When Death Comes

When death comes
like the hungry bear in autumn;
when death comes and takes all the bright coins from his purse

to buy me, and snaps the purse shut;
when death comes
like the measle-pox

when death comes
like an iceberg between the shoulder blades,

I want to step through the door full of curiosity, wondering:
what is it going to be like, that cottage of darkness?

And therefore I look upon everything
as a brotherhood and a sisterhood,
and I look upon time as no more than an idea,
and I consider eternity as another possibility,

and I think of each life as a flower, as common
as a field daisy, and as singular,

and each name a comfortable music in the mouth,
tending, as all music does, toward silence,

and each body a lion of courage, and something
precious to the earth.

When it’s over, I want to say all my life
I was a bride married to amazement.
I was the bridegroom, taking the world into my arms.

When it’s over, I don’t want to wonder
if I have made of my life something particular, and real.

I don’t want to find myself sighing and frightened,
or full of argument.

I don’t want to end up simply having visited this world.

Canzone nuovissima dei gatti, da “I gatti lo sapranno” (2010), Federico Garcia Lorca

Mefistofele da casa
se ne sta sdraiato al sole.
E’ un gatto che ha eleganza e posa da leone,
beneducato e buono,
seppure un po’ burlone.
Sa parecchio di musica; capisce
Debussy, però non
gli piace Beethoven.
Il mio gatto stanotte
ha camminato sopra la tastiera.
Oh, che soddisfazione
per l’anima sua! Debussy
è stato un gatto filarmonico nella sua vita precedente.
Questo geniale francese comprese la bellezza
dell’accordo gattesco sulla tastiera. Sono
accordi moderni di acqua torbida d’ombra
(io gatto lo capisco).
Irritano il borghese: Mirabile missione!
La Francia ammira i gatti. Verlaine fu quasi un gatto
brutto e semicattolico, schivo e giocherellone,
dal miagolio celeste a una luna invisibile,
leccato dalle mosche e bruciato dall’alcol.
La Francia ama i gatti e la Spagna il torero.
La Russia ama la notte e la Cina il dragone.
Il gatto è inquietante, non è di questo mondo. Ha
quell’enorme prestigio d’essere già stato Dio.
Vi siete accorti quando ci guarda sonnecchiando?
Che sembra che ci dica: la vita è un susseguirsi
di ritmi sessuali. Un suo sesso ha la luce,
sesso ha la stella, e sesso ha il fiore.
E guarda disperdendo nell’ombra la sua anima verde.
Noi vediam tutti dietro al grande caprone.
Il suo spirito è androgino di sessi già appassiti,
languore femminile e vibrare di maschio,
uno spirito raro di innocenza e lussuria,
vecchiaia e giovinezza sposate con amore.
Son Filippi Secondi dogmatici ed alteri,
fedele odiano il cane, perché servile il topo,
ammettono carezze con un gesto distinto
guardandoci con aria serena e superiore.
Mi sembrano maestri d’alta malinconia,
potrebbero curare le tristezze dell’essere civili.
Le risorse moderne, carriarmati, biplani,
ravvivano nell’anima il remoto dolore.
La vita ad ogni passo raffina le tristezze,
le anime cristallizzano e il vero volò via,
un chicco di amarezza si interra e dà la spiga.
I gatti sanno questo meglio del contadino.
Han qualcosa dei gufi e di rozzi serpenti,
avranno avuto le ali quando furon creati.
E di certo parlarono con quegli aborti
satanici che Antonio vide dalla sua grotta.
Un gatto imbestialito è quasi Schopenhauer.
Attaccabrighe orrendo con faccia da birbante,
i gatti son però sempre beneducati,
e procurano seri di sdraiarsi nel sole.
L’uomo è disprezzabile (dicon loro), la morte
arriva prima o poi, Godiamo del calore!

Questo mio grande gatto, splendido e vescovile
si addormenta alla nenia sepolcrale dell’orologio.
Che gli importa dei seni dell’oscuro Ecclesiaste,
o dei saggi consigli del vecchio Salomone?
Tu dormi, gatto mio, come un dio sonnacchioso,
mentre qui io sospiro per qualcosa che volò via.
Pecopian si sorride, bello dentro il mio specchio,
di un teschio il suo sorriso ha l’espressione.

Tu dormi santamente mentre io suono il piano
questo mostro con denti di neve e di carbone.

E tu gatto di ricco, vetta della pigrizia,
ricorda che ci sono dei gatti vagabondi
martirizzati dai bambini che li ammazzano a sassate
e muoion come Socrate
dando loro il proprio perdono.

(Traduzione è di Valerio Nardoni)

Canción novísima de los gatos

Mefistófeles casero está tumbado al sol.
Es un gato elegante con gesto de león,
bien educado y bueno, si bien algo burlón.
Es muy músico; entiende a Debussy,
mas no le gusta Beethoven.
Mi gato paseó de noche en el teclado,
¡Oh, que satisfacción de su alma! Debussy
fue un gato filarmónico en su vida anterior.
Este genial francés comprendió la belleza
del acorde gatuno sobre el teclado. Son
acordes modernos de agua turbia de sombra
(yo gato lo entiendo).
Irritan al burgués: ¡Admirable misión!
Francia admira a los gatos. Verlaine fue casi un gato
feo y semicatólico, huraño y juguetón,
que mayaba celeste a una luna invisible,
lamido por las moscas y quemado de alcohol.
Francia quiere a los gatos como España al torero.
Como Rusia a la noche, como China al dragón.
El gato es inquietante, no es de este mundo. Tiene
el enorme prestigio de haber sido ya Dios.
¿Habéis notado cuando nos mira soñoliento?
Parece que nos dice: la vida es sucesión
de ritmos sexuales. Sexo tiene la luz,
sexo tiene la estrella, sexo tiene la flor.
Y mira derramando su alma verde en la sombra.
Nosotros vemos todos detrás al gran cabrón.
Su espíritu es andrógino de sexos ya marchitos,
languidez femenina y vibrar de varón,
un espíritu raro de inocencia y lujuria,
vejez y juventud casadas con amor.
Son Felipes segundos dogmáticos y altivos,
odian por fiel al perro, por servil al ratón,
admiten las caricias con gesto distinguido
y nos miran con aire sereno y superior.
Me parecen maestros de alta melancolía,
podrían curar tristezas de civilización.
La energía moderna, el tanque y el biplano
avivan en las almas el antiguo dolor.
La vida a cada paso refina las tristezas,
las almas cristalizan y la verdad voló,
un grano de amargura se entierra y da su espiga.
Saben esto los gatos más bien que el sembrador.
Tienen algo de búhos y de toscas serpientes,
debieron tener alas cuando su creación.
Y hablarán de seguro con aquellos engendros
satánicos que Antonio desde su cueva vio.
Un gato enfurecido es casi Schopenhauer.
Cascarrabias horrible con cara de bribón,
pero siempre los gatos están bien educados
y se dedican graves a tumbarse en el sol.
El hombre es despreciable (dicen ellos), la muerte
llega tarde o temprano ¡Gocemos del calor!

Este gran gato mío arzobispal y bello
se duerme con la nana sepulcral del reloj.
¡Qué le importan los senos del negro Eclesiastés,
ni los sabios consejos del viejo Salomón?
Duerme tú, gato mío, como un dios perezoso,
mientras que yo suspiro por algo que voló.
El bello Pecopian se sonríe en mi espejo,
de calavera tiene su sonrisa expresión.

Duerme tú santamente mientras toco el piano,
este monstruo con dientes de nieve y de carbón.

Y tú gato de rico, cumbre de la pereza,
entérate de que hay gatos vagabundos que son
mártires de los niños que a pedradas los matan
y mueren como Sócrates
dándoles su perdón.

“Canción novísima de los gatos” permaneció inédito hasta 1986
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