Luce, Rabindranath Tagore

Luce, mia luce!
Luce che inondi la terra
luce che baci gli occhi
luce che addolcisce il cuore!

Amore mio, la luce danza
al centro della mia vita
la luce tocca le corde del mio amore.

Il cielo si spalanca
il vento soffia selvaggio
il riso passa sopra la terra.
Le farfalle dispiegano le loro ali
sul mare della luce.
Gigli e gelsomini sbocciano
sulla cresta delle sue onde.

Amore mio, la luce s’infrange
nell’oro delle nubi
e sparge gemme in gran copia.
Gioia e serenità si diffondono
di foglia in foglia senza limiti.
Il fiume del cielo
ha superato le sue sponde
e inonda di felicità la terra.

Light

Light, my light, the world-filling light,
the eye-kissing light,
heart-sweetening light!

Ah, the light dances, my darling, at the center of my life;
the light strikes, my darling, the chords of my love;
the sky opens, the wind runs wild, laughter passes over the earth.

The butterflies spread their sails on the sea of light.
Lilies and jasmines surge up on the crest of the waves of light.

The light is shattered into gold on every cloud, my darling,
and it scatters gems in profusion.

Mirth spreads from leaf to leaf, my darling,
and gladness without measure.
The heaven’s river has drowned its banks
and the flood of joy is abroad.

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Jarrod Radnich – Virtuosic Piano Solo – I Saw Three Ships

I venti del sud li spingono -, Emily Dickinson

I venti del sud li spingono –
I bombi arrivano –
Volteggiano – esitanti –
Bevono, e se ne vanno –
Le farfalle sostano
Nel loro passaggio di Cachemire –
Io – strappando dolcemente,
Qui li offro!

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

South winds jostle them –

South winds jostle them –
Bumblebees come –
Hover – hesitate –
Drink, and are gone –
Butterflies pause
On their passage Cashmere –
I – softly plucking,
Present them here!

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David Garrett (the fastest Violin player on the planet, Guinnes World Records 2008) – The Flight Of The Bumble Bee by Nikolai Rimski-Korsakov

Gusto un liquore mai prima distillato, Emily Dickinson

Gusto un liquore mai prima distillato –
da boccali scavati nella perla –
non tutti i tini lungo il Reno
offrono una tale acquavite!

Inebriata d’aria – io sono –
e stordita di rugiada –
barcollo – per giorni estivi interminabili –
da taverne di blu fuso –

Quando gli osti scacciano dalla porta
della digitale l’ape ubriaca –
quando le farfalle – rinunciano al loro “goccetto”,
io berrò ancora di più!

Finché gli angeli sventoleranno i cappelli nivei –
e i santi – alle finestre accorreranno –
per vedere la piccola ubriaca
che si appoggia al – sole –

(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

I taste a liquor never brewed –

I taste a liquor never brewed –
From Tankards scooped in Pearl –
Not all the Vats upon the Rhine
Yield such an Alcohol!

Inebriate of air – am I –
And Debauchee of Dew –
Reeling – thro’ endless summer days –
From inns of Molten Blue –

When “Landlords” turn the drunken Bee
Out of the Foxglove’s door –
When Butterflies – renounce their “drams” –
I shall but drink the more!

Till Seraphs swing their snowy Hats –
And Saints – to windows run –
To see the little Tippler
Leaning against the – Sun –

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Nota del traduttore:
[214] ca. 1860 (“Springfield Daily Republican”, 4 maggio 1861, titolo The May Wine; 1890). CM. Celebrazione dell’estate e dell’ebrezza naturale che suscita, giocata sulla metafora dell’ubriacatura: il liquore è l’aria, il boccale i fiori, l’osteria il cielo blu, le strade i giorni d’estate, gli altri bevitori l’ape e la farfalla, il lampione cui l’ubriaco si appoggia è il sole. Attraverso il naturale si accede all’oltremondo, sicché i testimoni della spettacolare ubriacatura sono celesti.

Ode ad un mattino del Brasile, da “Navegaciones y Regresos”, Pablo Neruda

Questo è un mattino
del Brasile. Vivo dentro
un violento diamante,
tutta la trasparenza
della terra
si è materializzata
sulla
mia fronte,
si muove appena
la ricamata vegetazione,
il rumoroso cinto
della selva:
ampia è la chiarità, come una nave
del cielo, vittoriosa.

Tutto cresce,
alberi,
acqua,
insetti,
giorno.
Tutto finisce in foglia.
Son convenute
tutte
le cicale,
nate, vissute
e morte
da quando esiste il mondo,
e qui cantano
in un solo raduno
con voce di miele,
di sale,
di segheria,
di violino in delirio.

Le farfalle
ballano
rapidamente
un
ballo
rosso
nero
arancio
verde
azzurro
bianco
granata
giallo
violetto
nell’aria,
sui fiori,
sul nulla,
volanti,
successive
e remote.Continua a leggere…

Fammi un quadro del sole, Emily Dickinson

Fammi un quadro del sole –
Così potrò appenderlo nella mia stanza.
E far finta di scaldarmi
Quando gli altri lo chiamano “Giorno”!

Disegnami un Pettirosso – su un ramo –
Così ascoltandolo, sognerò,
E quando i Frutteti cesseranno il canto
Metterò la mia finzione – via –

Dimmi se è davvero – caldo a mezzogiorno –
Se Ranuncoli – che “svolazzano” –
O Farfalle – che “fioriscono”?
Poi – salta – il gelo – sul prato –
E salta il Rossiccio – sull’albero –
Facciamo finta che – non arrivino mai!

(Trad. di Giuseppe Ierolli)

Make Me a Picture of the Sun

Make me a picture of the sun –
So I can hang it in my room.
And make believe I’m getting warm
When others call it “Day”!

Draw me a Robin – on a stem –
So I am hearing him, I’ll dream,
And when the Orchards stop their tune –
Put my pretense – away –

Say if it’s really – warm at noon –
Whether it’s Buttercups – that “skim” –
Or Butterflies – that “bloom”?
Then – skip – the frost – upon the lea –
And skip the Russet – on the tree –
Let’s play those – never come!

 “Make Me a Picture of the Sun” by Lindsay Mendez

Farfalle libere, Alda Merini

O donne povere e sole,
violentate da chi
non vi conosce.
Donne che avete mani
sull’infanzia,
esultanti segreti d’amore
tenete conto
che la vostra voracità
naturale non
sarà mai saziata.
Mangerete polvere,
cercherete d’impazzire
e non ci riuscirete,
avrete sempre il filo
della ragione che vi
taglierà in due.
Ma da queste profonde
ferite usciranno
farfalle libere.