Melodia d’inverno, da “Antología Poética”, Federico Garcia Lorca

Mattino d’inverno. Silenzio. Nebbia fitta.
Vega spianata emana luce divina.
Muti i giardini belli.
Cielo azzurro. Fontane gelate.
Rose vizze brinate.
Bianchi e torbidi scintillii.
Una madre cenciosa traversa il giardino.
Il sole ha un crescendo.
Nubi delicate fanno infinito il confine.
Spargendo il loro infinito.
La madre sospira…
Il bambino si muove inquieto
Disegnando attraverso i panni
La forma del suo scheletro.
Dolorosa dolcezza nell’aria.
Assolato tepore.
Cielo azzurro. Rose vizze.
Tranquilla grandezza.
Mattino d’inverno
Carico di pigrizia.

Melodía de Invierno

Mañana de invierno. Silencio. Neblina.
La vega aplanada exhala luz divina.
Mudos los jardines bellos.
Cielo azul. Fuentes heladas.
Mustias rosas escarchadas.
Blancos e turbios destellos.
Una madre andrajosa cruza el jardín.
Tiene el sol un crescendo.
Suaves nubes infinitan el confín
su finito esparciendo.
La madre suspira…
El niño se mueve inquieto
Dibujando a través de los paños
La forma de su esqueleto.
Dolorosa dulzura en el ambiente.
Soleada tibieza.
Cielo azul. Mustias rosas.
Tranquila grandeza.
Mañana de invierno
Cargada de pereza.

Stupido cuore, non battere!, Sergej Esenin

Stupido cuore, non battere!
Noi tutti siamo ingannati dalla felicità,
Solo un mendicante chiede compassione…
Stupido cuore, non battere.

Tutti noi talvolta, come bambini,
Sovente ridiamo e piangiamo:
Abbiamo avuto a questo mondo
Le gioie e le sventure,
Stupido cuore, non battere.

Ho veduto molti paesi,
Dovunque ho cercato la felicità,
Solo che la sorte desiderata
Non mi metterò più a cercare.
Stupido cuore, non battere.

La vita non mi ha del tutto ingannato.
Ci inebrieremo di una nuova forza.
Cuore, se tu almeno ti addormentassi
Qui, sulle ginocchia dell’amata.
La vita non mi ha del tutto ingannato.

Forse, anche noi segnerà il destino
Il destino che scorre come una valanga.
E all’amore risponderà
Con un canto di usignolo.
Stupido cuore, non battere!

Voglio, avrò, da Poesias Inéditas, Fernando Pessoa

Voglio, avrò –
se non qui,
in altro luogo che ancora non so.
Niente ho perduto.
Tutto sarò.

All’amore non si resiste, Alda Merini

All’amore non si resiste
perché le mani vogliono possedere la bellezza
e non lasciare tramortite anni di silenzio.
Perché l’amore è vivere duemila sogni
fino al bacio sublime.

Mare nero da “Man and Camel”, Mark Strand

Una notte chiara, mentre gli altri dormivano, ho salito
le scale fino al tetto della casa e sotto un cielo
fitto di stelle ho scrutato il mare, la sua distesa,
il moto delle sue creste spazzate dal vento, divenire
come pezzi di trina gettati in aria. Sono rimasto nella lunga
notte piena di sussurri, aspettando qualcosa, un segno, l’avvicinarsi
di una luce lontana, e ho immaginato che tu venivi vicino,
le onde scure dei tuoi capelli mescolarsi col mare,
e l’oscurità è divenuta desiderio, e desiderio la luce che approssimava.
La vicinanza, il calore momentaneo di te mentre rimanevo
su quell’altezza solitaria guardando il lento gonfiarsi del mare
rompersi sulla riva e in breve mutare in vetro e scomparire…
Perché ho creduto che saresti venuta uscita dal nulla? Perché con tutto
quello che il mondo offre saresti venuta solo perché io ero qui?

Black Sea

One clear night while the others slept, I climbed
the stairs to the roof of the house and under a sky
strewn with stars I gazed at the sea, at the spread of it,
the rolling crests of it raked by the wind, becoming
like bits of lace tossed in the air. I stood in the long,
whispering night, waiting for something, a sign, the approach
of a distant light, and I imagined you coming closer,
the dark waves of your hair mingling with the sea,
and the dark became desire, and desire the arriving light.
The nearness, the momentary warmth of you as I stood
on that lonely height watching the slow swells of the sea
break on the shore and turn briefly into glass and disappear . . .
Why did I believe you would come out of nowhere? Why with all
that the world offers would you come only because I was here?

Andiamo via, Fernando Pessoa

Andiamo via, creatura mia,
via verso l’Altrove.
Lì ci sono giorni sempre miti
e campi sempre belli.
La luna splende su chi
là vaga contento e libero
ha intessuto la sua luce con le tenebre
dell’immortalità.
Lì si cominciano a vedere le cose,
le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,
là le canzoni reali-sognate sono cantate
da labbra che si possono contemplare.
Il tempo lì è un momento d’allegria,
la vita una sete soddisfatta,
l’amore come quello di un bacio
quando quel bacio è il primo.
Non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia,
ma delle nostre speranze finché saranno ancora belle,
non di rematori, ma di sfrenate fantasie.
Oh, andiamo a cercar l’Altrove!

Canzone del giorno di sempre, Mario Quintana

Che bello vivere giorno per giorno…
La vita così, mai stanca…

Vivere tanto solo di momenti
Come queste nuvole nel cielo…

E solo guadagnare, tutta la vita,
Inesperienza…speranza…

E la pazza rosa dei venti
Aggrappata alla cupola del cappello.

Non dare mai un nome ad un fiume:
Sempre è un altro fiume a passare.

Niente continua,
Tutto ricomincia!

E senza nessun ricordo
Delle altre occasioni perdute,
lancio la rosa del sogno
Nelle tue mani distratte…

Banderuola, Federico Garcia Lorca

Vento del sud,
bruno, ardente,
scendi sulla mia carne
e porti semi
di sguardi
brillanti col profumo
d’aranceti.
Fai arrossire la luna
e singhiozzare
i pioppi prigionieri, ma vieni
troppo tardi!
Ho già deposto la notte del mio racconto
nello scaffale.
Senza vento,
credimi,
gira, cuore;
gira, cuore.
Vento del nord,
orso bianco del vento!
Scendi sulla mia carne
tremante d’aurore boreali
col tuo strascico di spettri capitani
e ridendo di Dante.
O pulitore di stelle!
Ma vieni
troppo tardi.
La casa dell’anima è coperta di muschio
e ho perso la chiave,
Senza vento,
credimi,
gira, cuore;
gira, cuore.
Brezze, gnomi e venti
di nessun luogo.
Zanzare della rosa
di petali a piramide.
Alisei filtrati
fra gli alberi rudi,
flauti nella burrasca
lasciatemi!
Il mio ricordo
trascina pesanti catene
e l’uccello è prigioniero
quando disegna di trilli
la sera.
Le cose che se ne vanno non tornano piú,
tutti lo sanno,
e fra l’illustre moltitudine dei venti
è inutile lamentarsi.
Non è vero, pioppo, maestro di brezza?
È inutile lamentarsi.
Senza vento,
credimi,
gira, cuore;
gira, cuore.

Veleta

Viento del Sur,
moreno, ardiente,
llegas sobre mi carne,
trayéndome semilla
de brillantes
miradas, empapado
de azahares.
Pones roja la luna
y sollozantes
los álamos cautivos, pero vienes
¡demasiado tarde!
¡Ya he enrollado la noche de mi cuento
en el estante!

Sin ningún viento,
¡hazme caso!,
gira, corazón;
gira, corazón.

Aire del Norte,
¡oso blanco del viento!
Llegas sobre mi carne
tembloroso de auroras
boreales,
con tu capa de espectros
capitanes,
y riyéndote a gritos
del Dante.
¡Oh pulidor de estrellas!
Pero vienes
demasiado tarde.
Mi almario está musgoso
y he perdido la llave.

Sin ningún viento,
¡hazme caso!,
gira, corazón;
gira, corazón.

Brisas, gnomos y vientos
de ninguna parte.
Mosquitos de la rosa
de pétalos pirámides.
Alisios destetados
entre los rudos árboles,
flautas en la tormenta,
¡dejadme!
Tiene recias cadenas
mi recuerdo,
y está cautiva el ave
que dibuja con trinos
la tarde.

Las cosas que se van no vuelven nunca,
todo el mundo lo sabe,
y entre el claro gentío de los vientos
es inútil quejarse.
¿Verdad, chopo, maestro de la brisa?
¡Es inútil quejarse!

Sin ningún viento.
¡hazme caso!
gira, corazón;
gira, corazón.

Sii paziente, da “Lettera ad un giovane poeta”, Rainer Maria Rilke

Sii paziente verso tutto ciò
che è irrisolto nel tuo cuore e…
cerca di amare le domande, che sono simili a
stanze chiuse a chiave e a libri scritti
in una lingua straniera.
Non cercare ora le risposte che possono esserti date
poichè non saresti capace di convivere con esse.
E il punto è vivere ogni cosa. Vivere le domande ora.
Forse ti sarà dato, senza che tu te ne accorga,
di vivere fino al lontano
giorno in cui avrai la risposta.

Gli auguri dell’innocenza, William Blake

Vedere un mondo in un grano di sabbia
e un universo in un fiore di campo,
possedere l’infinito sul palmo della mano
e l’eternità in un’ora.

 Auguries of Innocence

To see a world in a grain of sand
and a heaven in a wild flower,
hold infinity in the palm of your hand
and eternity in an hour.