Lirica 14, da “La voce a te dovuta”, Pedro Salinas

[14]

Per vivere non voglio
isole, palazzi, torri.
Che altissima allegria:
vivere nei pronomi!

Getta via i vestiti,
i connotati, i ritratti;
non ti voglio così,
travestita da altra,
figlia sempre di qualcosa.
Ti voglio libera, pura,
irriducibile: tu.
Quando ti chiamerò, so bene,
fra tutte le genti
del mondo,
solo tu sarai tu.
E quando mi chiederai
chi è che ti chiama,
che ti vuole sua,
sotterrerò i nomi,
le pergamene, la storia.
Comincerò a distruggere quanto
m’hanno gettato addosso
da prima ancora ch’io nascessi.
E ritornato ormai
all’eterno anonimato
del nudo, della pietra, del mondo,
ti dirò:
«Yo te quiero,
soy yo».

La voz a ti debida

[14]

Para vivir no quiero
islas, palacios, torres.
¡Qué alegría más alta:
vivir en los pronombres!

Quítate ya los trajes,
las señas, los retratos;
yo no te quiero así,
disfrazada de otra,
hija siempre de algo.
Te quiero pura, libre,
irreductible: tú.
Sé que cuando te llame
entre todas las gentes
del mundo,
sólo tú serás tú.
Y cuando me preguntes
quién es el que te llama,
el que te quiere suya,
enterraré los nombres,
los rótulos, la historia.
Iré rompiendo todo
lo que encima me echaron
desde antes de nacer.
Y vuelto ya al anónimo
eterno del
desnudo,
de la piedra, del mundo,
te diré:
«Yo te quiero, soy yo».

L’individuo io canto, da “Foglie d’erba”, Walt Whitman

L’individuo io canto, una semplice singola persona,
eppur pronuncio la parola Democrazia, la parola
In-Massa.
La fisiologia da capo a piedi io canto,
né la fisionomia da sola né il cervello da solo valgono per
la Musa: io dico che la Forma completa vale di gran
lunga di più,
la Femmina e insieme il Maschio io canto.
La Vita immensa in passione, impulso, potenza,
piena di gioia, per le azioni più libere che si compiono
sotto la legge divina,
l’Uomo Moderno io canto.

(Trad. di Giuseppe Conte)

One’s-Self I Sing

One’s self I sing, a simple separate person,
Yet utter the word Democratic, the word En-Masse.

Of physiology from top to toe I sing,
Not physiognomy alone nor brain alone is worthy for the Muse, I
say the Form complete is worthier far,
The Female equally with the Male I sing.

Of Life immense in passion, pulse, and power,
Cheerful, for freest action form’d under the laws divine,
The Modern Man I sing.

Prometti a te stesso, da “The Optimist Creed”, Christian D. Larson

Prometti a te stesso
Di essere così forte che niente possa disturbare la pace della tua mente.
Di parlare di salute, felicità e prosperità ad ogni persona che incontri.
Di far sentire a tutti i tuoi amici che c’è qualcosa di speciale in loro.
Di guardare il lato positivo di ogni cosa e rendere il tuo ottimismo realtà.
Di pensare sempre per il meglio, di lavorare solo per il meglio, e di aspettarti solo il meglio.
Di essere entusiasta del successo degli altri tanto quanto lo sei del tuo.
Di dimenticare gli errori del passato e puntare verso i più importanti traguardi del futuro.
Di avere sempre un’aria allegra e di donare ad ogni essere vivente che incontri un sorriso.
Di dedicare così tanto tempo al miglioramento di te stesso da non avere tempo per criticare gli altri.
Di essere troppo capace per le preoccupazioni, troppo nobile per la rabbia, troppo forte per la paura; e troppo felice per permettere la presenza di problemi.
Di pensare bene di te stesso e di proclamarlo al mondo, non con parole gridate ma con azioni grandiose.
Di vivere credendo che il mondo intero sia dalla tua parte, finché sarai fedele a tutto il meglio che c’è in te.

(Trad. di Alessandra Marchesi)

Promise Yourself

Promise Yourself
To be so strong that nothing can disturb your peace of mind.
To talk health, happiness, and prosperity to every person you meet.
To make all your friends feel that there is something in them.
To look at the sunny side of everything and make your optimism come true.
To think only the best, to work only for the best, and to expect only the best.
To be just as enthusiastic about the success of others as you are about your own.
To forget the mistakes of the past and press on to the greater achievements of the future.
To wear a cheerful countenance at all times and give every living creature you meet a smile.
To give so much time to the improvement of yourself that you have no time to criticize others.
To be too large for worry, too noble for anger, too strong for fear; and too happy to permit the presence of trouble.
To think well of yourself and to proclaim this fact to the world, not in loud words but great deeds.
To live in faith that the whole world is on your side so long as you are true to the best that is in you.

Il cielo, da “Vista con granello di sabbia”, Wislawa Szymborska

Da qui si doveva cominciare: il cielo.
Finestra senza davanzale, telaio, vetri.
Un’apertura e nulla più,
ma spalancata.

Non devo attendere una notte serena,
né alzare la testa,
per osservare il cielo.
L’ho dietro a me, sottomano e sulle palpebre.
Il cielo mi avvolge ermeticamente
e mi solleva da sotto.

Perfino le montagne più alte
non sono più vicine al cielo
delle valli più profonde.
In nessun luogo ce n’è più che in un altro.
La nuvola è schiacciata dal cielo
inesorabilmente come la tomba.
La talpa è al settimo cielo
come il gufo che scuote le ali.
La cosa che cade in un abisso
cade da cielo a cielo.

Friabili, fluenti, rocciose,
infuocate ed eteree,
distese di cielo, briciole di cielo,
folate e cataste di cielo.
Il cielo è onnipresente
perfino nel buio sotto la pelle.

Mangio il cielo, evacuo il cielo.
Sono una trappola in una trappola,
un abitante abitato,
un abbraccio abbracciato,
una domanda in risposta a una domanda.

La divisione in cielo e terra
Non è il modo appropriato di pensare a questa totalità.
Permette solo di sopravvivere
a un indirizzo più esatto,
più facile da trovare,
se dovessero cercarmi
Miei segni particolari:
incanto e disperazione.

(Traduzione di Pietro Marchesani)

The Sky

The sky is where we should have started.
A window without a windowsill, without a frame, without a pane.
An opening wide open, with nothing
beyond it.

I don’t have to wait for a starry night,
nor crane my neck,
to look at the sky.
I have the sky behind me, and close at hand and on my eyelids.
It is the sky that wraps me tight
and raises me from underneath.

The highest mountains
are no closer than the deepest valleys
to the sky.
No place has any more of it
than any other place.
A cloud is as thoroughly
crushed by the sky as a grave.
A mole is as high, sky high
as an owl beating its wings.
Whatever falls into an abyss,
falls from sky to sky.

Friable, fluid, rocky,
flammable, volatile stretches
of sky, crumbs of sky,
gusts of sky, heaps of sky.
Sky is omnipresent,
even in darkness under the skin.

I eat the sky, I excrete the sky.
I’m a trap in a trap,
an inhabited inhabitant,
an embrace embraced,
a question that answers a question.

Dividing earth and sky
is not the right way
to think about this wholeness.
It only allows one to live
at a more precise address—
were I to be searched for
I’d be found much faster.
My distinguishing marks
are rapture and despair.

(Translated by Joanna Trzeciak)

Per la vecchia denti-storti, da “Love is a Dog from Hell”, Charles Bukowski

Conosco una donna
che compera continuamente puzzle
cinesi
puzzle
cubi
cavi
pezzi che alla fine s’incastrano
in un ordine
li completa
matematicamente
risolve tutti i suoi
puzzle
vive giù in riva al mare
mette lo zucchero fuori per le formiche
e crede
alla fin fine
in un mondo migliore.
Ha i capelli bianchi
li pettina di rado
ha i denti storti
e indossa ampie tute informi
su un corpo che molte
donne vorrebbero avere.
Per anni mi ha irritato
con quelle che giudicavo
eccentricità – come i gusci d’uovo a mollo
(per nutrire le piante
col calcio).
Ma infine quando penso alla sua
vita
e la paragono alle altre vite
più eccitanti, più belle
e originali
mi accorgo che lei ha ferito meno
gente di tutti quelli che conosco
(e per ferire intendo semplicemente ferire).
Ha passato periodi tremendi,
periodi in cui avrei forse potuto
aiutarla di più
perché è la madre della mia unica figlia
e siamo stati un tempo grandi amanti,
ma ne è uscita,
come ho detto
ha ferito meno gente di
tutti quelli che conosco,
e se guardi le cose così,
beh,
ha creato un mondo migliore.
Ha vinto.

(Traduzione di Roberto Balò)

One for Old Snaggletooth

I know a woman
who keeps buying puzzles
chinese
puzzles
blocks
wires
pieces that finally fit
into some order.
she works it out
mathematically
she solves all her
puzzles
lives down by the sea
puts sugar out for the ants
and believes
ultimately
in a better world.
her hair is white
she seldom combs it
her teeth are snaggled
and she wears loose shapeless
coveralls over a body most
women would wish they had.
for many years she irritated me
with what I consider her
eccentricities –
like soaking eggshells in water
(to feed the plants so that
they’d get calcium).
but finally when I think of her
life
and compare it to other lives
more dazzling, original
and beautiful
I realize that she has hurt fewer
people than anybody I know
(and by hurt I simply mean hurt).
she has had some terrible times,
times when maybe I should have
helped her more
for she is the mother of my only
child
and we were once great lovers,
but she has come through
like I said
she has hurt fewer people than
anybody I know,
and if you look at it like that,
well,
she has created a better world.
she has won.

Ghirlande per le regine, possono esserci, Emily Dickinson

Ghirlande per le regine, possono esserci –
l’alloro – per meriti rari
di spirito o spada.
Sì, ma pensando a me –
e ricordando te –
la natura per cortesia –
la natura per carità –
la natura per equità –
elesse la rosa!

Garlands for Queens, may be

Garlands for Queens, may be –
Laurels – for rare degree
Of soul or sword –
Ah – but remembering me –
Ah – but remembering thee –
Nature in chivalry –
Nature in charity –
Nature in equity –
This Rose ordained!

Andai, Konstantinos Kavafis

Non conobbi legami. Allo sbaraglio, andai.
A godimenti, ora reali e ora
turbinanti nell’anima,
andai, dentro la notte illuminata.
Mi abbeverai dei più gagliardi vini,
quali bevono i prodi del piacere.

I Went

I brooked no bonds. I threw off all restraint,
and went. Toward enjoyments that were half
real — half ruminations of my brain,
into the illuminated night I went.
And of strong wines I drank boldly, as drink
they who seek after pleasure and are brave.

(Translated by John Cavafy)

Per Tess, Raymond Carver

Giù nello Stretto le onde schiumano
come dicono qui. Il mare è mosso e meno male
che non sono uscito. Sono contento d’aver pescato
tutto il giorno a Morse Creek, trascinando avanti
e indietro un Daredevil rosso. Non ho preso niente.
Neanche un morso. Ma mi sta bene così. E’ stato bello!
Avevo con me il temperino di tuo padre e sono stato seguito
per un po’ da una cagnetta che i padroni chiamavano Dixie.
A volte mi sentivo così felice che dovevo smettere
di pescare. A un certo punto mi sono sdraiato sulla sponda
e ho chiuso gli occhi per ascoltare il rumore che faceva l’acqua
e il vento che fischiava sulla cima degli alberi. Lo stesso vento
che soffia giù nello Stretto, eppure è diverso.
Per un po’ mi son lasciato immaginare che ero morto
e mi stava bene anche quello, almeno per un paio
di minuti, finché non me ne sono ben reso conto: Morto.
Mentre me ne stavo lì sdraiato a occhi chiusi,
dopo essermi immaginato come sarebbe stato
se non avessi davvero potuto più rialzarmi, ho pensato a te.
Ho aperto gli occhi e mi sono alzato subito
e son ritornato a esser contento.
E’ che te ne sono grato, capisci. E te lo volevo dire.

For Tess

Out on the Strait the water is whitecapping
As they say here. It’s rough and I’m glad
I’m not out. Glad I fished all day
on Morse Creek, casting a red Daredevil back
and forth. I didn’t catch anything. No bites
even, not one. But it was okay. It was fine!
I carried your dad’s pocketknife and was followed
for awhile by a dog its owner called Dixie.
At times I felt so happy I had to quit
fishing. Once I lay on the bank with my eyes closed,
listening to the sound the water made,
and to the wind in the tops of the trees. The same wind
that blows out on the Strait, but a different wind, too.
For awhile I even let myself imagine that I had died –
and that was all right, at least for a couple
of minutes, until it really sank in: Dead.
As I was laying there with my eyes closed,
just after I’d imagined what it might be like
if in fact I never got up again, I thought of you.
I opened my eyes then and got right up
and went back to being happy again
I’m grateful to you, you see. I wanted to tell you.

La cometa, il percorso, la coda, Peter Hammill

Dicono che siamo dotati del Libero Arbitrio –
almeno ciò giustifica il nostro bisogno di indecisione
Ma fra i nostri istinti e la brama di uccidere
chiniamo la testa in segno di sottomissione.
Dicono che nessun uomo è un’isola
ma poi dicono che le nostre case sono fortezze in cui rinchiuderci;
sentiamo che, tra pace e violenza, la scelta è nostra.
Oh, sì, scegliamo, ma da soli?
Mentre la cometa dispiega la sua coda attraverso il cielo
essa non definisce in alcun luogo il proprio percorso
né riesce ad trovare la propria direzione.
Anche se la traiettoria della cometa è certa
la sua composizione non lo è
così è possibile che sia qualcosa in più
della traccia di una coda
in una breve fiammata verso la gloria.
Amore e pace ed individualità,
così come l’ordine e la società, sono una creazione dell’uomo?
Guerra, odio ed oscura depravazione
o siamo schiavi?
Incanalare le energie aggressive,
il Desiderio di Morte e la Volontà di sopravvivere,
nel trovare e risparmiare i nostri nemici,
è forse questo l’unico modo che abbiamo per sentirci vivi?
Nel mattatoio tutte le salme hanno lo stesso odore
siano state regine o pedoni o innocenti nel gioco;
nel cimitero le tombe sono avvolte dalla stessa uniforme
ad eccezione di un superficiale fasto cerimoniale.
C’è un’ora segnata sul calendario
nella quale la ragione sembra appena sufficiente
per ammettere tutte le stelle cadenti:
sono tempi duri.
Sto aspettando che qui accada qualcosa
come se debba succedere da un bel pezzo
forse una riaffermazione dell’anno passato
o qualcosa di totalmente nuovo.
E la conoscenza che in parte conquistiamo
ci porta sempre più vicini alla partenza
e alle domande fondamentali:
Come posso capire se la strada assegnata all’inferno
non porti invece su al paradiso?
Cosa posso dire quando, in qualche oscura maniera,
Io sono la mia direzione?

The Comet, The Course, The Tail

They say we are endowed with Free Will –
At least that justifies our need for indecision.
But between our insticts and the lust to kill
We bow our heads in submission.
They say that no man is an island
But then they say our castles are our homes;
It’s felt the choice is ours, between peace and violence…
Oh, yes, we choose, alone?
While the comet spreads its tail across the sky
It nowhere near defines the course it flies,
Nor does it find its own direction.
Though the path of the comet be sure,
Its constitution is not
So its meaning is possibly more
Than the tracing of a tail
In one brief shot at glory.
Love and peace and individuality,
So order and society are man-made?
War and hate and dark depravity,
Or are we slaves?
Channeling aggressive energies,
The Death Wish and the Will to survive,
Into finding and preserving enemies,
Is that the only way we know that we’re alive?
In the slaughterhouse all corpses smell the same,
Whether queens or pawns or innocents at the game;
In the cemetery a uniform cloaks the graves
Except for outward pomp and circumstance.
There is a time set in the calendar
When all reason seems barely enough
To sustain all the shooting stars:
Times are rough.
I’m waiting for something to happen here,
It feels as though it’s long overdue…
Maybe a restatement of yesteryear
Or something entirely new.
And the knowledge that we gain in part
Always leads us closer to the very start,
And to the founding questions:
How can I tell that the road signed to hell
Doesn’t lead up to heaven?
What can I say when, in some obscure way,
I am my own direction?

_______________________________
Grazie a Mauro De Candia per la segnalazione di questo testo

Vivere, Mario Quintana

Chi non ha mai voluto morire
non sa che cosa è vivere
non sa che vivere è aprire una finestra
da dove usciranno stormi di uccelli
e ippocampi fosforescenti
meduse translucide
raggiate
stelle di mare… Ah,
vivere è uscire all’improvviso
dal fondo del mare
e volare…
e volare…
sempre più in alto
come dopo esser morti!

(Trad. di Pierino Bonifazio)

Viver

Quem nunca quis morrer
Não sabe o que é viver
Não sabe que viver é abrir uma janela
E pássaros pássaros sairão por ela
E hipocampos fosforescentes
Medusas translúcidas
Radiadas
Estrelas-do-mar… Ah,
Viver é sair de repente
Do fundo do mar
E voar…
e voar…
cada vez para mais alto
Como depois de se morrer!