Viaggiare! Perdere paesi!, Fernando Pessoa

Viaggiare! Perdere paesi!
Essere altro costantemente,
non avere radici, per l’anima,
da vivere soltanto di vedere!

Neanche a me appartenere!
Andare avanti, andare dietro
l’assenza di avere un fine,
e l’ansia di conseguirlo!

Viaggiare così è viaggio.
Ma lo faccio e non ho di mio
più del sogno del passaggio.
Il resto è solo terra e cielo.

Viajar! Perder países!

Viajar! Perder países!
Ser outro constantemente,
Por a alma não ter raízes
De viver de ver somente!

Não pertencer nem a mim!
Ir em frente, ir a seguir
A ausência de ter um fim,
E da ânsia de o conseguir!

Viajar assim é viagem.
Mas faço-o sem ter de meu
Mais que o sonho da passagem.
O resto é só terra e céu

Dove l’acqua con altra acqua si confonde, Raymond Carver

Adoro i torrenti e la musica che fanno.
E i ruscelli, nelle radure e nei prati, prima
che diventino torrenti.
Forse li adoro soprattutto
per la loro segretezza. A momenti dimenticavo
di dire qualcosa sulle sorgenti!
Può esserci una cosa più meravigliosa di una fonte?
Ma anche i grandi corsi d’acqua hanno il mio cuore.
E i luoghi in cui confluiscono nei fiumi.
Le foci aperte dei fiumi che sboccano nel mare.
I luoghi dove l’acqua con altra acqua
si confonde. Questi luoghi mi si stagliano
nella mente come luoghi sacri.
Ma questi fiumi lungo la costa!
Li amo come alcuni amano i cavalli
o le donne affascinanti. Ho un debole
per questa acqua veloce e fredda.
Mi basta guardarla perché il sangue scorra più veloce
e un brivido mi percorra la pelle. Potrei starli
a guardare per ore questi fiumi.
Non ce n’è uno che somigli a un altro.
Oggi compio quarantacinque anni.
Chi ci crederebbe ora se dicessi
che una volta ne avevo trentacinque?
E che avevo il cuore freddo e vuoto, a trentacinque anni!
Sarebbero passati altri cinque anni
prima che ricominciasse a scorrervi del sangue.
Mi prenderò tutto il tempo che voglio oggi pomeriggio
prima di lasciare questo posto accanto al fiume.
Mi piace amare i fiumi.
Amarli a monte fino
alla sorgente.
Amare tutto quello che mi fa crescere.

(Traduzione di Riccardo Duranti)

Where Water Comes Together with Other Water

I love creeks and the music they make.
And rills, in glades and meadows, before
they have a chance to become creeks.
I may even love them best of all
for their secrecy. I almost forgot
to say something about the source!
Can anything be more wonderful than a spring?
But the big streams have my heart too.
And the places streams flow into rivers.
The open mouths of rivers where they join the sea.
The places where water comes together
with other water. Those places stand out
in my mind like holy places.
But these coastal rivers!
I love them the way some men love horses
or glamorous women. I have a thing
for this cold swift water.
Just looking at it makes my blood run
and my skin tingle. I could sit
and watch these rivers for hours.
Not one of them like any other.
I’m 45 years old today.
Would anyone believe it if I said
I was once 35?
My heart empty and sere at 35!
Five more years had to pass
before it began to flow again.
I’ll take all the time I please this afternoon
before leaving my place alongside this river.
It pleases me, loving rivers.
Loving them all the way back
to their source.
Loving everything that increases me.

La mia vita è un battello abbandonato, Fernando Pessoa

La mia vita è un battello abbandonato
non ligio, in ermo porto, al suo destino.
Perché non salpa e non segue l’istinto
di navigare, sposato al suo fato?

Ah, manca chi lo lanci in mare e alato
renda il suo scafo in vele; peregrino
fresco d’allontanamento, nel divino
amplesso del mattino, puro e amaro.

Morto corpo d’azione senza voglia
che lo viva, ombra sterile di vivere,
fluttuando al fiore vano del rimpianto.

Le alghe tingono verde la tua chiglia,
ti culla il vento senza che ti muova,
ed è oltremare l’Isola agognata.

(Da “Poesie Scelte” a cura di Luigi Panarese, Passigli Editori 2006)

A Minha Vida é um Barco Abandonado

A minha vida é um barco abandonado
Infiel, no ermo porto, ao seu destino.
Por que não ergue ferro e segue o atino
De navegar, casado com o seu fado?

Ah! falta quem o lance ao mar, e alado
Torne seu vulto em velas; peregrino
Frescor de afastamento, no divino
Amplexo da manhã, puro e salgado.

Morto corpo da ação sem vontade
Que o viva, vulto estéril de viver,
Boiando à tona inútil da saudade.

Os limos esverdeiam tua quilha,
O vento embala-te sem te mover,
E é para além do mar a ansiada Ilha.

La tragedia delle foglie, da “Burning in Water, Drowning in Flame (1983)”, Charles Bukowski

Mi destai alla siccità e le felci erano morte,
le piante in vaso gialle come grano;
la mia donna era sparita
e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote
mi cingevano con la loro inutilità;
c’era ancora un bel sole, però,
e il biglietto della padrona ardeva d’un giallo caldo
e senza pretese; ora quello che ci voleva
era un buon attore, all’antica, un burlone capace di scherzare
sull’assurdità del dolore; il dolore è assurdo
perché esiste, solo per questo;
sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio
l’uomo che un tempo era stato giovane e,
così dicevano, geniale; ma
questa è la tragedia delle foglie,
le felci morte, le piante morte;
ed entrai in una sala buia
dove stava la padrona di casa
insultante e ultimativa,
mandandomi all’inferno,
mulinando i braccioni sudati
e strillando
strillando che voleva i soldi dell’affitto
perché il mondo ci aveva tradito
tutt’e due.

The tragedy of the leaves

I awakened to dryness and the ferns were dead,
the potted plants yellow as corn;
my woman was gone
and the empty bottles like bled corpses
surrounded me with their uselessness;
the sun was still good, though,
and my landlady’s note cracked in fine and
undemanding yellowness; what was needed now
was a good comedian, ancient style, a jester
with jokes upon absurd pain; pain is absurd
because it exists, nothing more;
I shaved carefully with an old razor
the man who had once been young and
said to have genius; but
that’s the tragedy of the leaves,
the dead ferns, the dead plants;
and I walked into a dark hall
where the landlady stood
execrating and final,
sending me to hell,
waving her fat, sweaty arms
and screaming
screaming for rent
because the world has failed us
both.

Le finestre, Konstantinos Kavafis

In queste tenebrose camere, dove vivo
giorni grevi, di qua di là m’aggiro
per trovare finestre (sarà
scampo se una finestra s’apre). Ma
finestre non si trovano, o non so
trovarle. Meglio non trovarle forse.
Forse sarà la luce altra tortura.
Chi sa che cose nuove mostrerà.

The Windows

In these dark rooms my days are burdensome;
and restlessly I wander to and fro
seeking the windows. — For relief will come
if one of them wide open I should throw. —
But none is to be found, or I explore
incapably. And, haply, better so.
Perhaps the light will be one trouble more.
Who knows what novel things the light will show.

(Translated by John Cavafy)

Partii presto – presi il mio cane, Emily Dickinson

Partii presto – presi il mio cane –
e visitai il mare –
le sirene in cantina
vennero su a guardare –

e vascelli – al piano di sopra
stesero mani di canapa –
pensando fossi un topino –
incagliato – nella sabbia –

ma nessuno si spostò – finché la marea
passò la mia scarpetta –
e il grembiule – e la cintura
e passò il corpetto – anche –

e fece come per mangiarmi –
tutta – come una rugiada
sulla manica di una bocca di leone –
e allora – anch’io – mi mossi –

E lui – lui mi seguì – dappresso –
sentii il suo tallone d’argento
sulla mia caviglia – poi le mie scarpe
traboccarono di perla –

finché incontrammo la città solida –
lui sembrava non conoscere nessuno –
e inchinatosi – dandomi un’occhiata
grandiosa – il mare si ritirò –

(Trad. di Massimo Bacigalupo)

I started Early – Took my Dog –

I started Early – Took my Dog –
And visited the Sea –
The Mermaids in the Basement
Came out to look at me –
And Frigates – in the Upper Floor
Extended Hempen Hands –
Presuming Me to be a Mouse –
Aground – upon the Sands –

But no Man moved Me – till the Tide
Went past my simple Shoe –
And past my Apron – and my Belt
And past my Boddice – too –

And made as He would eat me up –
As wholly as a Dew
Upon a Dandelion’s Sleeve –
And then – I started – too –

And He – He followed – close behind –
I felt his Silver Heel
Upon my Ancle – Then My Shoes
Would overflow with Pearl –

Until We met the Solid Town –
No One He seemed to know –
And bowing – with a Mighty look –
At me – The Sea withdrew –

Vigilia di restare, da “La latitud de los caballos”, Juan Vicente Piqueras

Tutto è pronto: la valigia,
le camicie, le mappe, la vana speranza.

Tolgo la polvere dalle palpebre.
Ho messo all’occhiello
la rosa dei venti.

Tutto è a posto: il mare, l’aria, l’atlante.

Mi manca solo il quando,
il dove, un diario di bordo,
carte delle maree, venti a favore,
coraggio e qualcuno che sappia
amarmi come non so fare io.

La nave che non esiste, lo sguardo,
i rischi, le mani della meraviglia,
il filo ombelicale dell’orizzonte
che sottolinea questi versi sospensivi…

Tutto è pronto: davvero, invano.

(Trad. di Raffaella Marzano)

Víspera de quedarse

Todo está preparado: la maleta,
las camisas, los mapas, la fatua esperanza.

Me estoy quitando el polvo de los párpados.
Me he puesto en la solata
la rosa de los vientos.

Todo está a punto: el mar, el aire, el atlas.

Sólo me falta el cuándo,
el adónde, un quaderno de bitácora,
cartas de marear, vientos propicios,
valor y alguien que sepa
quererme como no sé hacerlo yo.

El barco que no esiste, la mirada,
los peligros, las manos del asombro,
el hilo umbelical del horizonte
que subraya estos versos suspensivos…

Todo está preparado: en serio, en vano.

Giovinezza, Giorno, Vecchiaia e Notte, da “Calamus”, Walt Whitman

Giovinezza, vasta, vigorosa, amante – giovinezza piena
di grazia, forza, fascino,
lo sai che la Vecchiaia può venire dopo di te con eguale
grazia, forza, fascino?

Giorno fiorito appieno e splendido – giorno
dell’immenso sole, azione, ambizione, risa,
la Notte segue da vicino con milioni di soli, il sonno e il
buio che ristora.

(Trad. di Giuseppe Conte)

Youth, Day, 0ld Age and Night

Youth, large, lusty, loving – youth full of grace, force,
fascination,
Do you know that Old Age may come after you with
equal grace, force, fascination?

Day fulI-blown and splendid – day of the immense sun,
action, ambition, laughter,
The Night foIlows close with millions of suns, and sleep
and restoring darkness.

Il mare, Antonio Machado

Lo scafo consunto e verdiccio
della vecchia feluca
riposa sul lido…
sembra la vela mozzata
che sogni ancora nel sole e nel mare.
Il mare ribolle e canta…
Il mare è un sogno sonoro
sotto il sole d’aprile.
Il mare ribolle e ride
con le onde turchine e spume di latte e argento,
il mare ribolle e ride
sotto il cielo turchino.
Il mare lattescente,
il mare rutilante,
che risa azzurre ride sulle sue cetre d’argento…
Ribolle e ride il mare!…
L’aria pare che dorma incantata
nella fulgida nebbia del sole bianchiccio.
Palpita il gabbiano nell’aria assopita, e al tardo
sonnolento volare, spicca e si perde nella foschia del sole.

El mar

El casco y la verde desgastado
el sombrero de tres picos de edad
descansa en la orilla …
parece cortar el ala
que todavía sueña en el sol y el mar.
El mar hierve y canta …
El mar es un sueño de sonido
bajo el sol de abril.
El mar hierve y se ríe
con las olas y la espuma de leche azul y plata,
el mar hierve y se ríe
bajo el cielo azul.
El mar de leche,
brillante del mar,
azul risas risa que en sus arpas de plata …
Hierva el mar y se ríe! …
El aire parece sueño encantado
en la luz del sol de niebla blanquecina.
Mejor que la gaviota en el aire dormido, y fines de la
volar sueño, se destaca y se pierde en la bruma del sol.