Una storia del tempo atmosferico, da “A vela in solitaria intorno alla stanza” (2013), Billy Collins

E’ una di quelle mattine primaverili – la candida luce del sole
a rischiarare l’aria, una brezza che arruffa i fiori –
che mi fanno venir voglia di cominciare una storia del tempo,
un’elegia in dieci volumi delle atmosfere del passato,
delle buste in movimento attorno al globo in movimento.

Si aprirà con l’analisi dei cirri,
che passano ora su questa casa diretti allo Stato accanto,
e ogni capitolo andrà a ritroso nel tempo,
per descrivere la pioggia che cadde sui campi di battaglia,
e i venti che assistettero a decapitazioni, a incoronazioni.

Si studieranno le raffiche di neve nella Londra vittoriana
assieme ai forti venti che facevano volare i cappelli nel Rinascimento.
Si spiegheranno i tornado del Medioevo
e i lunghi giorni nuvolosi dei Secoli Bui.
Ci sarà una sezione sulle notti ghiacciate dell’antichità
e sulla calura che riluceva nei deserti della Bibbia.

Lo studio sarà lodato perché ambizioso e definitivo,
e parlerà perfino del clima prima del Diluvio
quando la pioggia bagnava l’Eden, e finirà
con i misteri del meteo prima della storia
quando nubi non viste vagavano su un mondo spopolato,
quando non c’era neppure un’anima sdraiata, in una valletta, a guardare in alto
ai visi enormi e alle forme animali che passavano,
con la giacca appallottolata come cuscino, e sul petto un libro aperto.

(Traduzione di Franco Nasi)

A History of Weather

It is the kind of spring morning – candid sunlight
elucidating the air, a flower-ruffling breeze –
that makes me want to begin a history of weather,
a ten-page volume elegy for the atmospheres of the past,
the envelopes that have moved around the moving globe.

It will open by examining the cirrus clouds
that are now sweeping over this house into the next state,
and every chapter will step backwards in time
to illustrate the rain that fell on battlefields
and the winds that attended beheadings, coronations.

The snow flurries of Victorian London will be surveyed
along with the gales that blew off Renaissance caps.
The tornadoes of the Middle Ages will be explicated
and the long, overcast days of the Dark Ages.
There will be a section on the frozen nights of antiquity
and on the heat that shimmered in the deserts of the Bible.

The study will be hailed as ambitious and definitive,
for it will cover even the climate before the Flood
when showers moistened Eden and will conclude
with the mysteries of the weather before history
when unseen clouds drifted over an unpeopled world,
when not a soul lay in any of earth’s meadows gazing up
at the passing of enormous faces and animal shapes,
his jacket bunched into a pillow, an open book on his chest.

___________________________________________

Teodor Currentzis | Tschaikowsky: Sinfonie Nr. 5 e-Moll | SWR Symphonieorchester – Liederhalle Stuttgart, Dezember 2018

La terra perduta, Ella Wheeler Wilcox

C’è una storia di una terra meravigliosa,
dove i campi erano fertili e dove i fiori erano luminosi;
Dove alte torri brillavano nella luce del mattino,
Dove bambini felici vagavano mano nella mano,
Dove gli amanti scrivevano i loro nomi sulla sabbia.
Dicono che svanì da ogni vista umana,
il mare affamato la divorò in una notte.

Dubiti della storia? ah, capirai;
Poiché, mentre gli uomini riflettono su quella vecchia favola,
danno sempre triste credito alla fine,
nonostante abbiano cavillato sulla sua verità,
quando con una visione offuscata dalle lacrime vedono,
affondando rapidamente nell’oceano del passato,
la bella Atlantide perduta della loro giovinezza.

The Lost Land

There is a story of a beauteous land,
Where fields were fertile and where flowers were bright;
Where tall towers glistened in the morning light,
Where happy children wandered hand in hand,
Where lovers wrote their names upon the sand.
They say it vanished from all human sight,
The hungry sea devoured it in a night.

You doubt the tale? ah, you will understand;
For, as men muse upon that fable old,
They give sad credence always at the last,
However they have cavilled at its truth,
When with a tear-dimmed vision they behold,
Swift sinking in the ocean of the Past,
The lovely lost Atlantis of their Youth.

“Poetical works of Ella Wheeler Wilcox” by Ella Wheeler Wilcox
Edinburgh : W. P. Nimmo, Hay, & Mitchell, 1917

________________________________________

Lang Lang spielt Beethovens fünftes Klavierkonzert op. 73 in Es-Dur. Es folgt eine vierhändige Zugabe mit dem Dirigenten Christoph Eschenbach
Schleswig Holstein Musik Festival, Abschlusskonzert 2012 aus der Sparkassen-Arena, Kiel 

________________________________________

Lang Lang & Eschenbach — Debussy:Petite Suite En  Bateau –  Petite Suite Ballet (5:00)

 

L’nvito, Oriah Mountain Dreamer

Non mi interessa che cosa fai per guadagnarti da vivere.
Voglio sapere cosa desideri ardentemente e se osi soddisfare l’anelito del tuo cuore.
Non mi interessa quanti anni hai.
Voglio sapere se rischierai di sembrare ridicolo per amore,
per i tuoi sogni, per l’avventura di essere vivo.
Non mi interessa quali pianeti sono in quadratura con la tua luna…
Voglio sapere se hai toccato il centro del tuo dispiacere,
se sei stato aperto dai tradimenti della vita o ti sei inaridito e chiuso
per la paura di soffrire ancora.
Voglio sapere se puoi sopportare il dolore, mio o tuo,
senza muoverti per nasconderlo, sfumarlo o risolverlo.
Voglio sapere se puoi vivere con la gioia, mia o tua,
se puoi danzare con la natura e lasciare che l’estasi ti pervada
dalla testa ai piedi senza chiedere di essere attenti,
di essere realistici o di ricordare i limiti dell’essere umani.
Non mi interessa se la storia che racconti è vera,
voglio sapere se riusciresti a deludere qualcuno per mantenere fede a te stesso,
se riesci a sopportare l’accusa di tradimento senza tradire la tua anima.
Voglio sapere se puoi essere fedele e quindi degno di fiducia.
Voglio sapere se riesci a vedere la bellezza anche quando non è sempre
bella; e se puoi ricavare vita dalla Sua presenza.
Voglio sapere se riesci a vivere con il fallimento, mio e tuo,
e comunque rimanere in riva a un lago e gridare alla luna piena d’argento: “Sì!”
Non mi interessa sapere dove vivi o quanti soldi hai,
voglio sapere se riesci ad alzarti dopo una notte di dolore e di disperazione,
stanco e con le ossa a pezzi e fare ugualmente quello che devi per i tuoi figli.
Non mi interessa chi sei e come sei arrivato qui,
voglio sapere se starai nel centro del fuoco con me senza tirarti indietro.
Non mi interessa dove o che cosa o con chi hai studiato,
voglio sapere che cosa ti sostiene da dentro, quando tutto il resto crolla.
Voglio sapere se riesci a stare da solo con te stesso
e se ti piace davvero la compagnia che ti fai nei momenti di vuoto.

The Invitation by Oriah

It doesn’t interest me
what you do for a living.
I want to know
what you ache for
and if you dare to dream
of meeting your heart’s longing.
It doesn’t interest me
how old you are.
I want to know
if you will risk
looking like a fool
for love
for your dream
for the adventure of being alive.
It doesn’t interest me
what planets are
squaring your moon…
I want to know
if you have touched
the centre of your own sorrow
if you have been opened
by life’s betrayals
or have become shrivelled and closed
from fear of further pain.
I want to know
if you can sit with pain
mine or your own
without moving to hide it
or fade it
or fix it.
I want to know
if you can be with joy
mine or your own
if you can dance with wildness
and let the ecstasy fill you
to the tips of your fingers and toes
without cautioning us
to be careful
to be realistic
to remember the limitations
of being human.
It doesn’t interest me
if the story you are telling me
is true.
I want to know if you can
disappoint another
to be true to yourself.
If you can bear
the accusation of betrayal
and not betray your own soul.
If you can be faithless
and therefore trustworthy.
I want to know if you can see Beauty
even when it is not pretty
every day.
And if you can source your own life
from its presence.
I want to know
if you can live with failure
yours and mine
and still stand at the edge of the lake
and shout to the silver of the full moon,
“Yes.”
It doesn’t interest me
to know where you live
or how much money you have.
I want to know if you can get up
after the night of grief and despair
weary and bruised to the bone
and do what needs to be done
to feed the children.
It doesn’t interest me
who you know
or how you came to be here.
I want to know if you will stand
in the centre of the fire
with me
and not shrink back.
It doesn’t interest me
where or what or with whom
you have studied.
I want to know
what sustains you
from the inside
when all else falls away.
I want to know
if you can be alone
with yourself
and if you truly like
the company you keep
in the empty moments.

By Oriah © Mountain Dreaming,
from the book The Invitation
published by HarperONE, San Francisco,
1999 All rights reserved