C’è chi, da “Basta così” (2012), Wislawa Szymborska

C’è chi meglio degli altri realizza la sua vita.
È tutto in ordine dentro e attorno a lui.
Per ogni cosa ha metodi e risposte.

È lesto a indovinare il chi il come il dove
e a quale scopo.

Appone il timbro a verità assolute,
getta i fatti superflui nel tritadocumenti,
e le persone ignote
dentro appositi schedari.

Pensa quel tanto che serve,
non un attimo in più,
perché dietro quell’attimo sta in agguato il dubbio.

E quando è licenziato dalla vita,
lascia la postazione
dalla porta prescritta.

A volte un po’ lo invidio
– per fortuna mi passa.

(Traduzione di Silvano De Fanti)

Są tacy, którzy

Są tacy, którzy sprawniej wykonują życie.
Mają w sobie i wokół siebie porządek.
Na wszystko sposób i słuszną odpowiedź.
Odgadują od razu kto kogo, kto z kim,
w jakim celu, którędy.
Przybijają pieczątki do jedynych prawd,
wrzucają do niszczarek fakty niepotrzebne,
a osoby nieznane
do z góry przeznaczonych im segregatorów.
Myślą tyle, co warto,
ani chwilę dłużej,
bo za tą chwilą czai się wątpliwość.
A kiedy z bytu dostaną zwolnienie,
opuszczają placówkę
wskazanymi drzwiami.
Czasami im zazdroszczę
– na szczęście to mija.

There Are Those Who

There are those who conduct life more precisely.
The keep order within and around them.
A way for everything, and a right answer.

The guess straight off who’s with who, who’s got who,
to what end, in what direction.

They set their stamp on single truths,
toss unnecessary facts into the shredder
and unfamiliar persons
into previously designated files.

They think as long as it takes,
not a second more,
since doubt lies lurking behind that second.

And when they’re dismissed from existence,
they leave their place of work
through the appropriately marked exit.

Sometimes I envy them
– it passes, luckily.

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David Garrett & Band – “Imagine” (John Lennon) – Terme di Caracalla, 25.07.22

David Garrett nel tour “ALIVE” alle Terme di Caracalla a Roma (IT): un concerto spettacolare in una cornice antica. David suona brani evergreen, rock e pop, ma anche arrangiamenti classici. Questi pezzi significano molto per lui, perché fanno parte della colonna sonora della sua vita.
Il concerto è disponibile su Arte Concert fino al 23/10/2022.

Rose, Mary Oliver

Tutti di tanto in tanto si interrogano su
quelle domande che non hanno delle risposte
pronte: la Causa Prima, l’esistenza di Dio,
cosa succede quando il sipario
cala e nulla lo ferma, non baciando,
non andando al centro commerciale, non al Super Bowl.

“Rose selvatiche,” dissi loro una mattina.
“Avete le risposte? E se le aveste,
vorreste dirmele?”

Le rose risero dolcemente “Perdonaci,”
dissero. “Ma come puoi vedere, al momento siamo
completamente occupate ad essere rose”.

Roses

Everyone now and again wonders about
those questions that have no ready
answers: first cause, God’s existence,
what happens when the curtain goes
down and nothing stops it, not kissing,
not going to the mall, not the Super
Bowl.

“Wild roses,” I said to them one morning.
“Do you have the answers? And if you do,
would you tell me?”

The roses laughed softly. “Forgive us,”
they said. “But as you can see, we are
just now entirely busy being roses.”

From Felicity – New York, Penguin, 2016

Chinare la testa, da “Evidence: Poems”, Mary Oliver

Davvero, viviamo con misteri troppo prodigiosi
per essere compresi.

Come l’erba possa essere nutrimento nella
bocca degli agnelli.
Come fiumi e pietre siano per sempre
devoti alla gravità
mentre noi sogniamo di elevarci.
Come due mani si tocchino e i legami
non siano mai spezzati.
Come le persone si avvicinino, per delizia o per
le cicatrici del danno,
al conforto di una poesia.

Lasciami prendere le distanze, sempre, da chi
pensa di avere le risposte.

Lascia che io faccia compagnia sempre a chi dice
“Guarda!” e ride di stupore,
e china la testa.

Mysteries, Yes

Truly, we live with mysteries too marvelous
to be understood.

How grass can be nourishing in the
mouths of the lambs.
How rivers and stones are forever
in allegiance with gravity
while we ourselves dream of rising.
How two hands touch and the bonds
will never be broken.
How people come, from delight or the
scars of damage,
to the comfort of a poem.

Let me keep my distance, always, from those
who think they have the answers.

Let me keep company always with those who say
“Look!” and laugh in astonishment,
and bow their heads.