Ascoltando la radio all’1.35 di mattina, da “Mentre Buddha sorride” (2015), Charles Bukowski

cambio stazione:
un uomo suona il piano con stile
pomposo.

da qualche altra parte
ci sono belle case
sulla riva dell’oceano
dove puoi
sorseggiare il tuo drink
fuori sulla veranda
e
startene tranquillo e
guardare le onde
ascoltare le onde
frangersi al buio
e però
allo stesso tempo
puoi stare di merda anche
lì…

proprio come me adesso
che in una lotta tra cani
lotto per la vita
dentro queste 4 mura
30 chilometri nell’entroterra.

(Traduzione di Simona Viciani)

Listening to the radio at 1:35 a.m.

I switch the station:
a man plays the piano in grand
fashion.

somewhere else
there are nice homes
on the ocean shore
where you can
take your drink
out on the veranda
and
stand at ease and
watch the waves
listen to the waves
crashing in the dark
and yet
at the same time
you can feel crappy there
too-

just like me now
having a dog fight
fighting for my life
within these 4 walls
20 miles inland.

Mura, Konstantinos Kavafis

Senza riguardo senza pudore né pietà,
m’hanno fabbricato intorno erte, solide mura.

E ora mi dispero, inerte, qua.
Altro non penso: tutto mi rode questa dura sorte.

Avevo da fare tante cose là fuori.
Ma quando fabbricavano fui così assente!

Non ho sentito mai né voci né rumori.
M’hanno escluso dal mondo inavvertitamente.

(Traduzione di Filippo Maria Pontani)

Walls

Without reflection, without mercy, without shame,
they built strong walls and high, and compassed me about.

And now I sit here and consider and despair.

My brain is worn with meditating on my fate:
I had outside so many things to terminate.

Oh! why when they were building did I not beware!

But never a sound of building, never an echo came.
Out of the world, insensibly, they shut me out.

(Translated by John Cavafy)