La parola degli uomini, Rainer Maria Rilke

Io temo tanto la parola degli uomini.
Dicono tutto sempre cosí chiaro:
questo si chiama cane e quello casa,
e qui è l’inizio e là è la fine.

E mi spaura il modo, lo schernire per gioco,
che sappian tutto ciò che fu e sarà;
non c’è montagna che li meravigli;
le loro terre e giardini confinano con Dio.

Vorrei ammonirli, fermarli: state lontani.
A me piace sentire le cose cantare.
Voi le toccate: diventano rigide e mute.
Voi mi uccidete le cose.

(Traduzione di Anna Maria Carpi)

«Ich fürchte mich so vor der Menschen Wort»

Ich fürchte mich so vor der Menschen Wort.
Sie sprechen alles so deutlich aus.
Und dieses heißt Hund und jenes heißt Haus,
und hier ist der Beginn und das Ende ist dort.

Mich bangt auch ihr Sinn, ihr Spiel mit dem Spott,
sie wissen alles, was wird und war;
kein Berg ist ihnen mehr wunderbar;
ihr Garten und Gut grenzt grade an Gott.

Ich will immer warnen und wehren: Bleibt fern.
Die Dinge singen hör ich so gern.
Ihr rührt sie an: sie sind starr und stumm.
Ihr bringt mir alle die Dinge um.

da “Jugendgedichte”, Wiesbaden: Insel Verlag, 1959

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Canadian artist and musician Chilly Gonzales brings his eloquent compositions to COLORS with a stunning rendition of “Nimbus” taken from his Solo Piano III album.

C’è chi, da “Basta così” (2012), Wislawa Szymborska

C’è chi meglio degli altri realizza la sua vita.
È tutto in ordine dentro e attorno a lui.
Per ogni cosa ha metodi e risposte.

È lesto a indovinare il chi il come il dove
e a quale scopo.

Appone il timbro a verità assolute,
getta i fatti superflui nel tritadocumenti,
e le persone ignote
dentro appositi schedari.

Pensa quel tanto che serve,
non un attimo in più,
perché dietro quell’attimo sta in agguato il dubbio.

E quando è licenziato dalla vita,
lascia la postazione
dalla porta prescritta.

A volte un po’ lo invidio
– per fortuna mi passa.

(Traduzione di Silvano De Fanti)

Są tacy, którzy

Są tacy, którzy sprawniej wykonują życie.
Mają w sobie i wokół siebie porządek.
Na wszystko sposób i słuszną odpowiedź.
Odgadują od razu kto kogo, kto z kim,
w jakim celu, którędy.
Przybijają pieczątki do jedynych prawd,
wrzucają do niszczarek fakty niepotrzebne,
a osoby nieznane
do z góry przeznaczonych im segregatorów.
Myślą tyle, co warto,
ani chwilę dłużej,
bo za tą chwilą czai się wątpliwość.
A kiedy z bytu dostaną zwolnienie,
opuszczają placówkę
wskazanymi drzwiami.
Czasami im zazdroszczę
– na szczęście to mija.

There Are Those Who

There are those who conduct life more precisely.
The keep order within and around them.
A way for everything, and a right answer.

The guess straight off who’s with who, who’s got who,
to what end, in what direction.

They set their stamp on single truths,
toss unnecessary facts into the shredder
and unfamiliar persons
into previously designated files.

They think as long as it takes,
not a second more,
since doubt lies lurking behind that second.

And when they’re dismissed from existence,
they leave their place of work
through the appropriately marked exit.

Sometimes I envy them
– it passes, luckily.

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David Garrett & Band – “Imagine” (John Lennon) – Terme di Caracalla, 25.07.22

David Garrett nel tour “ALIVE” alle Terme di Caracalla a Roma (IT): un concerto spettacolare in una cornice antica. David suona brani evergreen, rock e pop, ma anche arrangiamenti classici. Questi pezzi significano molto per lui, perché fanno parte della colonna sonora della sua vita.
Il concerto è disponibile su Arte Concert fino al 23/10/2022.

L’alba corre per entrambi, Emily Dickinson

L’alba corre per entrambi –
l’est – il suo convegno pupureo
mantiene con la collina –
il mezzodì svolge il suo blu
finché una sola ampiezza
copre due – remotissimi –

né la notte dimentica
di accendere – una lampada per ciascuno
su lucignoli lontanissimi –
il nord – il suo segno ardente
innalza nello iodio –
finché entrambi – possono vederlo –

le braccia tenebrose della mezzanotte
stringono emisferi, e case
e così
uno – sul suo petto
e una sul suo orlo –
entrambi dormono –

(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

I due sono a distanze remote l’uno dall’altra, tanto che anche le ore sono per loro diverse, quando l’uno giace nel cuore della notte l’altra giace al bordo della stessa notte. Ma la natura riesce in qualche modo a riunirli, sia perché vedono allo stesso modo le albe, i tramonti, i giorni, le notti, sia perché il mezzogiorno si estende a tale ampiezza da comprenderli entrambi, così come il settentrione rifulge nell’ardente segno dell’aurora boreale, visibile a tutt’e due.

The Sunrise runs for Both

The Sunrise runs for Both –
The East – Her Purple Troth
Keeps with the Hill –
The Noon unwinds Her Blue
Till One Breadth cover Two –
Remotest – still –

Nor does the Night forget
A Lamp for Each – to set –
Wicks wide away –
The North – Her blazing Sign
Erects in Iodine –
Till Both – can see –

The Midnight’s Dusky Arms
Clasp Hemispheres, and Homes
And so
Upon Her Bosom – One –
And One upon Her Hem –
Both lie –

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Energica, abile e spiritosa esecuzione di “Bolero” di Ravel in arrangiamento per due pianoforti di Francesco Tristano – Alice Sara Ott e Francesco Tristano eseguono un concerto mozzafiato, in cui entrambi i pianoforti prendono il posto di un’orchestra al completo e tutti i suoi colori tonali. Questa registrazione è stata effettuata il 16 aprile 2015, nell’ambito dell’Heidelberger Frühling (DE), un rinomato festival di musica classica contemporanea.