Nell’arca, da “Gente sul ponte”(1986), Wislawa Szymborska

Comincia a cadere una pioggia incessante.
Nell’arca, e dove mai potreste andare:
voi, poesie per una sola voce,
slanci privati,
talenti non indispensabili,
curiosità superflua,
afflizioni e paure di modesta portata,
e tu, voglia di guardare le cose da sei lati.

I fiumi s’ingrossano e straripano.
Nell’arca: voi, chiaroscuri e semitoni,
voi, capricci, ornamenti e dettagli,
stupide eccezioni,
segni dimenticati,
innumerevoli varianti del grigio,
il gioco per il gioco,
e tu, lacrima del riso.

A perdita d’occhio, acqua e l’orizzonte nella nebbia.
Nell’arca: piani per il lontano futuro,
gioia per le differenze,
ammirazione per i migliori,
scelta non limitata a uno dei due,
scrupoli antiquati,
tempo per riflettere,
e tu, fede che tutto ciò
un giorno potrà ancora servire.

Per riguardo ai bambini
che continuiamo ad essere,
le favole sono a lieto fine.

Anche qui non c’è altro finale che si addica.
Smetterà di piovere,
caleranno le onde,
nel cielo rischiarato
si apriranno le nuvole
e saranno di nuovo
come si addiceva alle nuvole sugli uomini:
elevate e leggere
nel loro somigliare
a isole felici,
pecorelle,
cavolfiori
e pannolini
– che si asciugano al sole.

(Traduzione di Pietro Marchesani)

Into the Ark

An endless rain is just beginning.
Into the ark, for where else can you go,
you poems for a single voice,
private exultations,
unnecessary talents,
surplus curiosity,
short-range sorrows and fears,
eagerness to see things from all six sides.

Rivers are swelling and bursting their banks.
Into the ark, all you chiaroscuros and half-tones,
you details, ornaments, and whims,
silly exceptions,
forgotten signs,
countless shades of the color gray,
play for play’s sake,
and tears of mirth.

As far as the eye can see, there’s water and hazy horizon.
Into the ark, plans for the distant future,
joy in difference,
admiration for the better man,
choice not narrowed down to one of two,
outworn scruples,
time to think it over,
and belief that all this
will come in handy someday.

For the sake of the children
that we still are,
fairy tales have happy endings.
That’s the only finale that will do here, too.
The rain will stop,
the waves will subside,
the clouds will part
in the cleared up sky,
and they’ll be once more
what clouds ought to be:
lofty and rather lighthearted
in their likeness to things
drying in the sun—
isles of bliss,
lambs,
cauliflowers,
diapers.

(Translated from Polish by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh)