Prosser, da “Orientarsi con le stelle” (1996), Raymond Carver

D’inverno due specie di campi sulle colline
verso Prosser: campi di grano novello, verde, le marze
che di notte vengono fuori dalla terra arata
e aspettano
e poi salgono ancora, e germogliano.
Le anatre amano questo grano verde.
Anch’io ne ho mangiato una volta, per provare.

Poi campi di stoppie di grano fino al fiume.
Sono i campi che hanno perso tutto.
Di notte cercano di ricordare la loro giovinezza,
ma il loro respiro è lento e irregolare, mentre
le loro vite affondano nei solchi oscuri.
Le anatre amano anche questo grano sbriciolato.
Ci muoiono, per quello.

Tutto però è scordato, tutto o quasi,
prima piuttosto che poi, se Dio vuole –
padri e amici, ognuno attraversa
la tua vita dentro e poi fuori; per un poco
ci sono donne, poi via, e i campi
volgono le spalle, svaniscono nella pioggia.
Tutto passa, non Prosser.

Quelle notti, ritornando fra miglia di campi di grano –
i fari rastrellavano i campi a ogni curva –
Prosser, quel paese, brillava appena giunti sulle colline;
il rantolo del radiatore, noi stanchi morti,
odore di polvere da sparo ancora sulle dita:
a stento posso vederlo, lui, mio padre: dà un’occhiata
dal parabrezza di quella vettura e dice: Prosser.

(Traduzione di Riccardo Duranti e Francesco Durante)

Prosser

In winter two kinds of fields on the hills
outside Prosser: fields of new green wheat, the slips
rising overnight out of the plowed ground,
and waiting,
and then rising again, and budding.
Geese love this green wheat.
I ate some of it once too, to see.

And wheat stubble-fields that reach to the river.
These are the fields that have lost everything.
At night they try to recall their youth,
but their breathing is slow and irregular as
their life sinks into dark furrows.
Geese love this shattered wheat also.
They will die for it.

But everything is forgotten, nearly everything,
and sooner rather than later, please God—
fathers, friends, they pass
into your life and out again, a few women stay
a while, then go, and the fields
turn their backs, disappear in rain.
Everything goes, but Prosser.

Those nights driving back through miles of wheat fields—
headlamps raking the fields on the curves—
Prosser, that town, shining as we break over hills,
heater rattling, tired through to bone,
the smell of gunpowder on our fingers still:
I can barely see him, my father, squinting
through the windshield of that cab, saying, Prosser.

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Glenn Gould – Liszt Transcription of Ludwig van Beethoven – Symphony No. 7 – Allegretto