Talvolta con il cuore, Emily Dickinson

Talvolta con il Cuore
Raramente con l’anima
Ancora meno con la forza
Pochi – amano davvero

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

NdT: Inusuale la scelta di questa gradazione di amori: il cuore, che sembrerebbe il candidato più ovvio per l’amore vero e, perciò, più raro, è messo al primo posto in ordine di frequenza: un tipo d’amore che non è raro incontrare. Poi viene l’anima e solo per ultima, la più rara, quella “forza” (ma anche energia, vigore) che credo si debba leggere come intensità, totalità di un sentimento che coinvolge tutto il nostro essere.

Sometimes with the Heart

Sometimes with the Heart
Seldom with the Soul
Scarcer once with the Might
Few – love at all

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Helene Fischer – Nur mit Dir (Live von der Stadion-Tour / 2019 / Akustik Version)

Gradini, Hermann Hesse

Come ogni fior languisce e
giovinezza cede a vecchiaia,
anche la vita in tutti i gradi suoi fiorisce,
insieme ad ogni senno e virtù, né può durare eterna.
Quando la vita chiama, il cuore
sia pronto a partire e a ricominciare,
per offrirsi sereno e valoroso ad altri nuovi vincoli e legami.
Ogni inizio contiene una magia
che ci protegge e a vivere ci aiuta.

Dobbiamo attraversare spazi e spazi,
senza fermare in alcun d’essi il piede,
lo spirito universal non vuol legarci,
ma su di grado in grado sollevarci.
Appena ci avvezziamo ad una sede
rischiamo d’infiacchire nell’ignavia:
sol chi è disposto a muoversi e partire
vince della consuetudine la paralisi.

Forse il momento stesso della morte
ci farà andare incontro a nuovi spazi:
della vita il richiamo non ha fine….
Su, cuore mio, congedati e guarisci…

“Stufen” è stata scritta da Hermann Hesse dopo una lunga malattia nel maggio del 1941, è una poesia carica di ottimismo, un inno alla possibilità dell’uomo di continuare a migliorarsi, a crescere “gradino dopo gradino”. Avere curiosità verso il “nuovo”: in gioventù così come in vecchiaia, la vita riserva momenti di inattesa magia che bisognerebbe saper cogliere accettando il processo di cambiamento continuo.

Stufen

Wie jede Blüte welkt und jede Jugend
Dem Alter weicht, blüht jede Lebensstufe,
Blüht jede Weisheit auch und jede Tugend
Zu ihrer Zeit und darf nicht ewig dauern.
Es muß das Herz bei jedem Lebensrufe
Bereit zum Abschied sein und Neubeginne,
Um sich in Tapferkeit und ohne Trauern
In andre, neue Bindungen zu geben.
Und jedem Anfang wohnt ein Zauber inne,
Der uns beschützt und der uns hilft, zu leben.

Wir sollen heiter Raum um Raum durchschreiten,
An keinem wie an einer Heimat hängen,
Der Weltgeist will nicht fesseln uns und engen,
Er will uns Stuf’ um Stufe heben, weiten.
Kaum sind wir heimisch einem Lebenskreise
Und traulich eingewohnt, so droht Erschlaffen,
Nur wer bereit zu Aufbruch ist und Reise,
Mag lähmender Gewöhnung sich entraffen.

Es wird vielleicht auch noch die Todesstunde
Uns neuen Räumen jung entgegensenden,
Des Lebens Ruf an uns wird niemals enden …
Wohlan denn, Herz, nimm Abschied und gesunde!

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David Fray, Schubert: Moment Musicaux N°3

Da gesta così minute, Emily Dickinson

Da Gesta così minute,
Un Fiore, o un Libro,
Sono piantati i semi dei sorrisi –
Che fioriscono nel buio.

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

By Chivalries as tiny

By Chivalries as tiny,
A Blossom, or a Book,
The seeds of smiles are planted –
Which blossom in the dark.

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Lindsey Stirling – Lose You Now feat. Mako (Acoustic)

Prosser, da “Orientarsi con le stelle” (1996), Raymond Carver

D’inverno due specie di campi sulle colline
verso Prosser: campi di grano novello, verde, le marze
che di notte vengono fuori dalla terra arata
e aspettano
e poi salgono ancora, e germogliano.
Le anatre amano questo grano verde.
Anch’io ne ho mangiato una volta, per provare.

Poi campi di stoppie di grano fino al fiume.
Sono i campi che hanno perso tutto.
Di notte cercano di ricordare la loro giovinezza,
ma il loro respiro è lento e irregolare, mentre
le loro vite affondano nei solchi oscuri.
Le anatre amano anche questo grano sbriciolato.
Ci muoiono, per quello.

Tutto però è scordato, tutto o quasi,
prima piuttosto che poi, se Dio vuole –
padri e amici, ognuno attraversa
la tua vita dentro e poi fuori; per un poco
ci sono donne, poi via, e i campi
volgono le spalle, svaniscono nella pioggia.
Tutto passa, non Prosser.

Quelle notti, ritornando fra miglia di campi di grano –
i fari rastrellavano i campi a ogni curva –
Prosser, quel paese, brillava appena giunti sulle colline;
il rantolo del radiatore, noi stanchi morti,
odore di polvere da sparo ancora sulle dita:
a stento posso vederlo, lui, mio padre: dà un’occhiata
dal parabrezza di quella vettura e dice: Prosser.

(Traduzione di Riccardo Duranti e Francesco Durante)

Prosser

In winter two kinds of fields on the hills
outside Prosser: fields of new green wheat, the slips
rising overnight out of the plowed ground,
and waiting,
and then rising again, and budding.
Geese love this green wheat.
I ate some of it once too, to see.

And wheat stubble-fields that reach to the river.
These are the fields that have lost everything.
At night they try to recall their youth,
but their breathing is slow and irregular as
their life sinks into dark furrows.
Geese love this shattered wheat also.
They will die for it.

But everything is forgotten, nearly everything,
and sooner rather than later, please God—
fathers, friends, they pass
into your life and out again, a few women stay
a while, then go, and the fields
turn their backs, disappear in rain.
Everything goes, but Prosser.

Those nights driving back through miles of wheat fields—
headlamps raking the fields on the curves—
Prosser, that town, shining as we break over hills,
heater rattling, tired through to bone,
the smell of gunpowder on our fingers still:
I can barely see him, my father, squinting
through the windshield of that cab, saying, Prosser.

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Glenn Gould – Liszt Transcription of Ludwig van Beethoven – Symphony No. 7 – Allegretto