Perfetto silenzio, da “Mentre Buddha sorride” (2015), Charles Bukowski

tutti quegli occhi
ardenti
tutte quelle dolci
intese
tutto quel
mascara
tutti quegli
orecchini

tutti quei corpi
caldi

adesso andranno
altrove.

mi rendo conto
che
potrei
perdere
la mia
ultima
opportunità

lasciando
il
telefono
staccato.

adesso
chiamo
soltanto
per
l’ambulanza,
i vigili del fuoco
o la polizia.

sono tornato allo
stesso punto di
anni fa:
non voglio
sentire le buone notizie
dalla voce
umana.

lo
tengo
staccato.

adesso
non
sono io quello per cui
suona
la campana

lascia che suoni
per
te.

(Traduzione di Simona Viciani)

perfect silence

all those smoldering
eyes
all that sweet
understanding
all that
mascara
all those
earrings

all those warm
bodies

will now go
elsewhere.

I realize
that
I might be
missing
my
final
chance

by leaving
the phone
off the
hook.

now
I only
phone out
for an
ambulance,
firemen or
the police.

I’m back to
where I was
years ago:
I don’t want to
hear the good news
of the human
voice.

I keep it
off the
hook.

I am now
not
for whom the
bell
tolls

let it toll
for
you.

462-0614, da “L’amore è un cane che viene dall’inferno”, Charles Bukowski

adesso ricevo molte telefonate.
Tutte uguali.
“sei Charles Bukowski,
lo scrittore?”
“sì” dico io.
e mi dicono
che capiscono
quello che scrivo,
e alcuni di loro sono scrittori
o vogliono diventarlo
e hanno impieghi noiosi e
orribili
e non possono sopportare la stanza
l’appartamento
i muri
quella sera –
vogliono qualcuno con cui
parlare,
e non riescono a credere
che non posso aiutarli
che non conosco la formula.
non riescono a credere
che spesso di questi tempi
mi chiudo in camera
mi afferro la panza
e dico:
“Gesù Gesù Gesù,
un’altra volta
no!”
non riescono a credere
che la gente senza amore
le strade
la solitudine
i muri
sono anche miei.
e quando riaggancio il ricevitore
pensano che mi sia tenuto per me
il segreto.

non scrivo
con cognizione di causa.
quando suona il telefono
piacerebbe anche a me sentire
parole capaci di alleviare
un po’ di questo.

ecco perché il mio numero
è sull’elenco.

(Traduzione di Katia Bagnoli)

462-0614

I get many phonecalls now.
They are all alike.
“are you Charles Bukowski,
the writer?”
“yes,” I tell them.
and they tell me
that they understand my
writing,
and some of them are writers
or want to be writers
and they have dull and
horrible jobs
and they can’t face the room
the apartment
the walls
that night –
they want somebody to talk
to,
and they can’t believe
that I can’t help them
that I don’t know the words.
they can’t believe
that often now
I double up in my room
grab my gut
and say
“Jesus Jesus Jesus, not
again!”
they can’t believe
that the loveless people
the streets
the loneliness
the walls
are mine too.
and when I hang up the phone
they think I have held back my
secret.

I don’t write out of
knowledge.
when the phone rings
I too would like to hear words
that might ease
some of this.

that’s why my number’s
listed.