Consiglio per un qualche giovane uomo nell’anno 2064 d.C., da “The Pleasures of the Damned: Selected Poems”, Charles Bukowski

fammi parlare da amico
nonostante i secoli siano sospesi
tra noi e né tu né io
possiamo vedere la luna.

sii meno preoccupato che la cipolla ti accechi
o il serpente ti morda
o il coleottero possegga la casa
o l’amante tua moglie
o il governo tuo figlio
o il vino la tua volontà
o il dottore il tuo cuore
o il macellaio la tua pancia
o il gatto la tua sedia
o l’avvocato la tua ignoranza della legge
o la legge vestita come un uomo in uniforme e che ti sta uccidendo.

rigetta la perfezione come una brama dell’avido
ma non cedere alla modestia collettiva di una
facile imperfezione

e ricorda
la pancia della balena è carica di
grandi uomini.

(Trad. di Alessandra Marchesi)

Advice for Some Young Man in the Year 2064 A.D.

let me speak as a friend
although the centuries hang
between us and neither you nor I
can see the moon

be careful less the onion blind the eye
or the snake sting
or the beetle possess the house
or the lover your wife
or the government your child
or the wine your will
or the doctor your heart
or the butchers your belly
or the cat your chair
or the lawyer your ignorance of the law
or the law dressed as a uniformed man and killing you.

dismiss perfection as an ache of the
greedy
but do not give in to the mass modesty of
easy perfection.

and remember
the belly of the whale is laden with
great men.

Sono l’uomo universo, Jorge Carrera Andrade

Io sono l’abitante delle pietre
senza memoria, sete d’ombra verde;
il popolano di tutti i villaggi
e delle prodigiose capitali;
sono l’uomo universo,
marinaio di tutte le finestre
della terra stordita dai motori.
Sono l’uomo di Tokyo che si nutre
di pesciolini e bambù,
il minatore d’Europa, fratello della notte;
l’operaio del Congo e della spiaggia,
il pescatore della Polinesia,
sono l’indio d’America, il meticcio,
il giallo, il nero:
io sono tutti gli uomini.
Sopra il mio cuore firmano le genti
un patto eterno di vera pace e fraternità.

El hombre planetario

Yo soy el habitante de las piedras
Sin memoria con sed de sombra verde,
yo soy el ciudadano de cien pueblos
y de las prodigiosas Capitales,
el Hombre Planetario,
tripulante de todas las ventanas
de la tierra aturdita de motores
soy l’hombre de Tokio que se nutre
de bambu y pececillos
el minero de Europa
herman de la noche,
el labrador del Congo y de l’arena
el pescador de ostiones polinesios,
soy el indio de America, el mestizo,
el amarillo, el negro
yo soy los demas hombres del planeta.
Sobra de mi corazon firman los pueblos
un tratado de paz hasta la muerte.

Come son pesanti i giorni, Federico Garcia Lorca

Come son pesanti i giorni,
A nessun fuoco posso riscaldarmi,
non mi ride ormai nessun sole,
tutto è vuoto,
tutto è freddo e senza pietà,
ed anche le care limpide stelle
mi guardano senza conforto,
da quando ho appreso nel mio cuore,
che anche l’amore può morire.

 

Cuanto pesa son los días

Cuánto pesa son los días,
Un incendio no se puede calentar,
No me estoy riendo ahora hay sol,
todo está vacío,
todo es frío y despiadado,
e incluso las estrellas querido clara
me mira sin consuelo,
Desde que aprendí en mi corazón,
que hasta el amor puede morir.