Un Ovunque d’Argento Con Funi di Sabbia Per trattenerlo dal cancellare La Traccia chiamata Terra –
(Traduzione di Giuseppe Ierolli)
NdT: Nella prima edizione del 1891 la poesia fu pubblicata con il titolo “The Sea”. Un’immagine preziosa e scintillante (“silver”) del mare, visto però anche come un invasivo “ovunque” pronto a cancellare l’esigua traccia della terra, se non fosse trattenuto da quello sbarramento che ED chiama “funi di sabbia”.
An Everywhere of Silver
An Everywhere of Silver With Ropes of Sand To keep it from effacing The Track called Land –
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Cateen: Michael Jackson – Heal The World (Piano Cover)
Scordati ogni esperienza che provoca sussulti. E qualsiasi cosa abbia a che fare con la musica da camera. Musei in piovosi pomeriggi domenicali, eccetera. I vecchi maestri. Tutta quella roba. Scordati le ragazze. Cerca di scordartele. Le ragazze. E tutta quella roba là.
(Traduzione di Riccardo Duranti)
Nei primi mesi del 1988, poco prima di morire, Raymond Carver ha raccolto nel libro “Il nuovo sentiero per la cascata” una cinquantina di poesie scritte soprattutto nell’ultimo periodo della sua vita, segnato dalla consapevolezza della malattia fatale. Questi testi sono una dichiarazione d’amore per la vita e per il lavoro di scrittore, di un attento osservatore delle sublimi debolezze e dei quotidiani eroismi dell’animo umano, proprio nel momento in cui si trova a rivolgere a tutto questo un addio. Un addio senza lacrime, però, e perfino consolatorio nei confronti di “chi resta”.
The Young Girls
Forget all experiences involving wincing. And anything to do with chamber music. Museums on rainy Sunday afternoons, etcetera. The old masters. All that. Forget the young girls. Try and forget them. The young girls. And all that.
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Anastasia Huppmann: Andante Spianato and Grande Polonaise Brillante, Op. 22: 9– 8 apr 2023
L’Ape non è impaurita da me. Conosco la Farfalla – Il grazioso popolo dei Boschi Mi riceve cordialmente –
I Ruscelli ridono più forte Quando arrivo – Più folli giocano le Brezze; Perché il tuo argento mi appanna la vista, Perché, Oh Giorno d’Estate?
(Traduzione di Giuseppe Ierolli)
NdT: Sentirsi parte del miracolo della natura che rinasce non evita la sottile ansia degli ultimi due versi, dove lo splendore dell’estate ci abbaglia col suo calore ma, nello stesso tempo, fa calare davanti ai nostri occhi un velo di fastidiosa tristezza, come se avvertissimo che quel ciclo prima o poi dovrà finire.
The Bee is not afraid of me
The Bee is not afraid of me. I know the Butterfly – The pretty people in the Woods Receive me cordially –
The Brooks laugh louder When I come – The Breezes madder play; Wherefore mine eye thy silver mists, Wherefore, Oh Summer’s Day?
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David Garrett “Summer-Presto” from the Four Seasons by A. Vivaldi – Conductor Gianna Fratta – Theater in Taormina 2023
Ora ti dico come vidi il sole
nascere: un nastro dopo l’altro,
nuotavano le guglie in ametista –
correvano, scoiattoli, le novità del giorno –
Le colline si sciolsero la cuffia –
il bobolinco incominciò a cantare –
Allora sussurrai dentro di me:
“Non può essere che il Sole!”
Ma come se ne andò non ti so dire –
una scala di porpora sembrava
su cui s’arrampicavano di corsa
schiere di bimbi del color dell’oro –
Quando giunsero al sommo ecco d’un tratto
un precettore dall’abito grigio –
gentile pose le sbarre alla sera
e guidò la brigata via, lontano.
(Traduzione di Silvio Raffo)
I’ll tell you how the Sun rose
I’ll tell you how the Sun rose – A Ribbon at a time – The Steeples swam in Amethyst – The news, like Squirrels, ran – The Hills untied their Bonnets – The Bobolinks – begun – Then I said softly to myself – “That must have been the Sun”! But how he set – I know not – There seemed a purple stile That little Yellow boys and girls Were climbing all the while – Till when they reached the other side, A Dominie in Gray – Put gently up the evening Bars – And led the flock away –
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David Garrett – Hora staccato by Grigoraș Dinicu (Iconic live in Stuttgart, May 2023)
Il caso svela i suoi trucchi. Tira fuori dalla manica un bicchiere di cognac, e ci mette a sedere sopra Henryk. Entro nel bistrò e resto di stucco. Henryk non è altri che il fratello del marito di Agnieszka, e Agnieszka è parente del cognato di zia Zosia. Parlando è venuto fuori un bisnonno in comune.
Fra le dita del caso lo spazio si srotola e arrotola, si allarga e si restringe. Un attimo fa era una tovaglia, ed è già un fazzoletto. Indovina chi ho incontrato, e dove, in Canada, e dopo tutti questi anni. Pensavo fosse morto, ed eccolo là, su una Mercedes. Sull’aereo per Atene. Nello stadio a Tokyo.
Il caso gira fra le mani un caleidoscopio. Vi luccicano miliardi di vetrini colorati. E d’un tratto il vetrino di Hänsel sbatte contro il vetrino di Gretel. Figurati, nello stesso albergo. Faccia a faccia nell’ascensore. In un negozio di giocattoli. All’angolo fra la via Szewska e la Jagiallonska.
Il caso è avvolto in un mantello. Vi si perdono e ritrovano cose. Mi ci sono imbattuta senza volerlo. Mi sono chinata e ho raccolto. Guardo, ed era un cucchiaio di quel servizio rubato. Non fosse stato per il braccialetto, non avrei riconosciuto Ola, e quell’orologio l’ho trovato a Plock.
Il caso ci guarda a fondo negli occhi. La testa comincia a farsi pesante. Ci si chiudono le palpebre. Ci vien voglia di ridere e piangere, è davvero incredibile – dalla quarta B a quella nave, deve esserci un senso. Ci vien voglia di gridare: com’è piccolo il mondo, com’è facile afferrarlo a braccia aperte! E per un attimo ancora ci colma una gioia raggiante e illusoria.
(Traduzione di Pietro Marchesani)
The Seance
Chance shows her tricks. She pulls a glass of cognac from her sleeve and seats Henry on it. I enter the bar and stand dumbfounded. It’s Henry and no one else than the brother of Agnes’ husband, and Agnes is a relative of Sophie’s aunt’s brother-in-law. It turned out that we have a great grandfather in common.
Space in the fingers of fortune expands and contracts, lengthens and shortens. It was just a tablecloth and now it’s like a handkerchief. Guess whom I met, and where, in Canada, anf after how many years! I thought he was no longer living, and he’s in a Mercedes. Or on a plane to Athens. Or in a stadium in Tokyo.
Chance turns a kaleidoscope in her hands. Billions of colored glass particles flash. Suddenly Hansel’s piece of glass crashes with Gretel’s. Imagine, in the same hotel. Face to face in the elevator. In the toy shop. At the corner of Szewska and Jagiellonska Streets.
Chance is wrapped in the cape. Things are lost and found again. I came across something involuntarily. I bent down and picked it up. I look, and it’s that spoon from a stolen set. If it weren’t for the bracelet I would not have recognized Ola, and I happened on that clock in Plock.
Chance gazes deeply into our eyes. Our heads begin to get heavy. Our eyelids droop. We feel like laughing and weeping, for it’s incredible — from the fourth B on this ship, there must be something to it. We feel like screaming how small the world is, how easy to grasp with open arms. For a short while yet we are filled with joy, both illuminating and deceiving.
O furioso furioso mondo, i giorni in cui non fosti travolto da vortici di nuvole e nebbie o come in un sudario avvolto e la palla brillante del sole non fu in parte o tutta oscurata alla vista mortale – furono così pochi giorni che mi domando da dove mi venga il senso costante di così tanta luce e calore. Se è giusta la mia sfiducia potrebbe venir tutto da un giorno col tempo perfetto, quando aprendosi limpido all’aurora il giorno dilagò limpidamente per poi finire limpido alla sera. In verità io credo che la mia bella impressione sia tutta di quel sol giorno senza ombre se non le nostre mentre tra i fiori accesi in un tripudio ci spostavamo dalla casa al bosco tanto per cambiare solitudine.
(Traduzione di Silvia Bre)
Happiness Makes Up in Height For What It Lacks in Length
Oh, stormy stormy world, The days you were not swirled Around with mist and cloud, Or wrapped as in a shroud, And the sun’s brilliant ball Was not in part or all Obscured from mortal view— Were days so very few I can but wonder whence I get the lasting sense Of so much warmth and light. If my mistrust is right It may be altogether From one day’s perfect weather, When starting clear at dawn, The day swept clearly on To finish clear at eve. I verily believe My fair impression may Be all from that one day No shadow crossed but ours As through its blazing flowers We went from house to wood For change of solitude.
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Rhapsody in Blue by Hayato Sumino & Yutaka Sado (Conductor) – December 2022 – Composed by George Gershwin, Arranged by Ferde Grofé
Pianista e compositore giapponese, a soli 27 anni, Hayato Sumino si è costruito una solida reputazione nella musica classica attirando l’attenzione come musicista di un nuovo tipo, che si concentra su tutta la musica al di là dei generi. Dopo aver suonato in diverse prestigiose orchestre in Giappone (Yomiuri Nippon Symphony orchestra, Tokyo Philharmonic Orchestra), si esibisce da solista dal 2019. Conosciuto anche come “Cateen” su Youtube con più di 1M di iscritti, esegue sia sue composizioni che opere di grandi maestri della musica classica (Chopin, Rachmaninoff) dal jazz al pop, a film d’animazione come quelli dello Studio Ghibli.
Il Futuro non ha mai parlato – Né come un Muto Riferirà con Segni una Circostanza Del suo Opaco Avvenire –
Ma quando la Notizia è matura La presenta al Momento – Impedendo Preparazione – Fuga – o Alternativa –
Indifferente per lui – Il Dono – come la Condanna – Il suo Compito soltanto eseguire Il Telegramma – del Fato – a Lui –
(Traduzione di Giuseppe Ierolli)
Niente può dirci cosa accadrà: il futuro non ha mai parlato, nemmeno con i vaghi segni che userebbe un muto; quando qualcosa succede lo vediamo al momento, senza poterci preparare, o fuggire, o cercare un’alternativa. Ed è indifferente alle gioie o ai dolori che ci porta: si limita a eseguire l’ordine urgente che il nostro destino gli ha affidato.
The Future never spoke –
The Future never spoke – Nor will he like the Dumb Report by Sign a Circumstance Of his Opaque To Come –
But when the News be ripe Presents it in the Act – Forestalling Preparation – Escape – or Substitute –
Indifference to him – The Dower – as the Doom – His Office but to execute Fate’s – Telegram – to Him –
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La forza del destino, Ouverture (Verdi) – New York Philharmonic, Conductor: Alan Gilbert – One Night in Central Park 2011
Tanto mondo a un tratto da tutto il mondo: morene, murene e marosi e mimose, e il fuoco e il fuco e il falco e il frutto – come e dove potrò mettere il tutto? Queste foglie e scaglie, questi merli e tarli, lamponi e scorpioni – dove sistemarli? Lapilli, mirtilli, berilli e zampilli – grazie, ma ce n’è fin sopra i capelli. Dove andranno questo tripudio e trifoglio, tremore e cespuglio e turgore e scompiglio? Dove porti un ghiro e nascondi l’oro, che fare sul serio dell’uro e del toro? Già il biossido è cosa ben preziosa e cara, aggiungi la piovra, e in più la zanzara! Immagino il prezzo, benché esagerato – grazie, io davvero non l’ho meritato. Non è troppo per me il sole, l’aurora? Che cosa può farne l’umana creatura? Sono qui un istante, un solo minuto: non saprò del dopo, non l’avrò vissuto. Come distinguere il tutto dal vuoto? Dirò addio alle viole nel viaggio affrettato. Pur la più piccola – è una spesa folle: fatica di stelo, e il petalo, e il pistillo, una volta, da mai, a caso sulla Terra, sprezzante e precisa, fragile e altera.
(Traduzione di Pietro Marchesani)
Compleanno è una poesia squisita, piena di esuberanza, allegria e meraviglia, così piena dei doni di Dio. Il compleanno non è di un individuo ma della serie di nascite collettive che avvengono sulla terra…
Urodziny
Tyle naraz’wiata ze wszystkich stron swiata: moreny, mureny i morza, i zorze, io ogień, io ogon, io orzeł, io orzech – jak ja a ustawię, gdzie ja a położę? Te chaszcze i paszcze, io leszcze, io deszcze, bodziszki, modliszki – gdzie ja to pomieszczę? Motyle, goryle, beryle i trele – dziękuję, to chyba o wiele za wiele, Do dzbanka jakiego tam łopian i łopot, io łubin, io popłoch, io przepych, io kłopot? Gdzie zabrać kolibra, gdzie ukryć a srebro, co zrobić na serio z tym żubrem i zebrą? Już taki dwutlenek rzecz ważna i droga, a tu ośmiornica i jeszcze stonoga! Domyślam się ceny, choć cena z gwiazd zdarta – dziekuję, doprawdy nie czuję się warta. Nie szkoda to dla mnie zachodu i słońca? Jak ma się w per bawić osoba żyjąca? Na chwilę tu jestem i tylko na chwilę: co dalsze, przeoczę, a resztę pomylę. Nie zdążę wszystkiego odrożnić od próżni. Pogubię te bratki w pośpiechu podróżnym. Jużc hoćby najmniejszy – szalony wydatek: fatyga łodygi io listek, io płatek raz jeden w przestrzeni, od nigdy, na oślep, wzgardliwie dokładny i kruchy wyniośle.
Birthday
So much world all at once – how it rustles and bustles! Moraines and morays and morasses and mussels, The flame, the flamingo, the flounder, the feather – How to line them all up, how to put them together? All the tickets and crickets and creepers and creeks! The beeches and leeches alone could take weeks. Chinchillas, gorillas, and sarsaparillas – Thanks do much, but all this excess of kindness could kill us. Where’s the jar for this burgeoning burdock, brooks’ babble, Rooks’ squabble, snakes’ quiggle, abundance, and trouble? How to plug up the gold mines and pin down the fox, How to cope with the linx, bobolinks, strptococs! Tale dioxide: a lightweight, but mighty in deeds: What about octopodes, what about centipedes? I could look into prices, but don’t have the nerve: These are products I just can’t afford, don’t deserve. Isn’t sunset a little too much for two eyes That, who knows, may not open to see the sun rise? I am just passing through, it’s a five-minute stop. I won’t catch what is distant: what’s too close, I’ll mix up. While trying to plumb what the void’s inner sense is, I’m bound to pass by all these poppies and pansies. What a loss when you think how much effort was spent perfecting this petal, this pistil, this scent for the one-time appearance, which is all they’re allowed, so aloofly precise and so fragilely proud.
(Translated from Polish by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh)
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Danzón No. 2 – Alondra de la Parra dirigiendo la POA, de Arturo Márquez HD (True sync)
Danzón No. 2, capolavoro del compositore messicano Arturo Márquez e icona del repertorio sinfonico messicano degli ultimi tempi, eseguito dall’Orchestra Filarmonica delle Americhe con la direzione di Alondra de la Parra. Revolution Tour 2010 “Auditorium Nazionale Città del Messico La mia Anima Messicana”.
Quella Distanza vi fu tra Noi Che non è di Miglia o Mari – La Volontà è che la determina – L’Equatore – non può mai –
(Traduzione di Giuseppe Ierolli)
NdT: La vera distanza fra due persone non è quella determinata dalle miglia o dai mari che le dividono, ma quella che deriva dalla loro volontà. Si può essere vicinissimi a una persona lontana fisicamente come lontanissimi da chi ci vive accanto. “Main” (v. 2) può significare sia “Oceano” che “Continente”; ho tradotto con “Mari” per mantenere l’assonanza con “Miglia”.
That Distance was between Us
That Distance was between Us That is not of Mile or Main – The Will it is that situates – Equator – never can –
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Lang Lang & Gina Alice: Hungarian Dance No. 5 — Johannes Brahms, Elbphilharmonie Hamburg