Talvolta con il cuore, Emily Dickinson

Talvolta con il Cuore
Raramente con l’anima
Ancora meno con la forza
Pochi – amano davvero

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

NdT: Inusuale la scelta di questa gradazione di amori: il cuore, che sembrerebbe il candidato più ovvio per l’amore vero e, perciò, più raro, è messo al primo posto in ordine di frequenza: un tipo d’amore che non è raro incontrare. Poi viene l’anima e solo per ultima, la più rara, quella “forza” (ma anche energia, vigore) che credo si debba leggere come intensità, totalità di un sentimento che coinvolge tutto il nostro essere.

Sometimes with the Heart

Sometimes with the Heart
Seldom with the Soul
Scarcer once with the Might
Few – love at all

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Helene Fischer – Nur mit Dir (Live von der Stadion-Tour / 2019 / Akustik Version)

Da gesta così minute, Emily Dickinson

Da Gesta così minute,
Un Fiore, o un Libro,
Sono piantati i semi dei sorrisi –
Che fioriscono nel buio.

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

By Chivalries as tiny

By Chivalries as tiny,
A Blossom, or a Book,
The seeds of smiles are planted –
Which blossom in the dark.

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Lindsey Stirling – Lose You Now feat. Mako (Acoustic)

La Grazia – che Io – non potei ottenere, Emily Dickinson

La Grazia – che Io – non potei ottenere –
Concedi al Mio fiore –
Non altro che il rifrangersi di un Volto –
Perché Io – vivo in Lui –

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

Nota del traduttore: Probabilmente accompagnava un fiore, che porta con sé molto di più di quanto un fiore sia solito portare: il rifrangersi del volto di chi chiede per il dono quella grazia non avuta per sé. E lo sguardo che chi lo riceve darà a questo fiore, sarà uno sguardo dato anche a me che lo dono, perché io abito in lui.
Nel terzo verso ED non usa “face” ma “countenance”, che ha però frequentemente il significato di “lineamenti del viso” (nel Webster: “appearance of the face”).

The Grace—Myself—might not obtain

The Grace—Myself—might not obtain—
Confer upon My flower—
Refracted but a Countenance—
For I—inhabit Her—

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Pyotr Tchaikovsky Nutcracker (fragment) / Teodor Currentzis, musicAeterna

Spesso i boschi sono rosa, Emily Dickinson

Spesso i boschi sono rosa –
spesso sono bruni.
Spesso le colline si spogliano
alle spalle del mio paese.
Sovente è coronata una testa
che altre volte ho visto –
altrettanto sovente una nicchia
dove di solito stava –
E la Terra – mi dicono –
ha compiuto un altro giro sull’asse!
Magnifica rotazione
e che bastino in dodici a farla!

(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

La descrizione del ciclo della natura come “prodigiosa rotazione” che ha bisogno soltanto dei suoi dodici mesi per compiersi ogni volta. I versi 5-8 si riferiscono probabilmente alla fioritura, che corona le teste di fiori, o anche di rami o alberi, e al suo contrario, a quel recesso spoglio dove le stesse cose risiedono, come se fossero nascoste, nei mesi invernali. (G. Ierolli)

Frequently the woods are pink

Frequently the woods are pink –
Frequently are brown.
Frequently the hills undress
Behind my native town.
Oft a head is crested
I was wont to see –
And as oft a cranny
Where it used to be –
And the Earth – they tell me –
On it’s axis turned!
Wonderful Rotation!
By but twelve performed!

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Rea Garvey – Beautiful Life

I piedi di chi verso casa cammina, Emily Dickinson

I piedi di chi verso casa cammina
vanno più allegri nei sandali –
il croco – finché non spunta –
vassallo della neve –
le labbra all’alleluia
fecero anni di pratica
finché poi questi rematori
camminarono cantando sulla terraferma.

Le perle sono gli spiccioli dei tuffatori
che essi dal mare estorcono –
le piume – la carrozza del serafino
un tempo pedone – come noi –
la notte è la tela del mattino
latrocino – legato –
la morte solo la nostra attenzione rapita
all’immortalità.

Le mie cifre non sanno dirmi
quanto disti il villaggio –
i cui contadini sono gli angeli –
i cui cantoni trapuntano i cieli –
I miei classici si velano la faccia –
la mia fede adora il buio –
che dalle sue solenni abbazie
tale resurrezione riversa.

(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

Nota del traduttore: La consapevolezza del paradiso colma la vita di gioia, anche se esso rimane misterioso. Le immagini si affollano come nelle prove giovanili di E.D., ma essa evoca già un sentimento di esaltazione, e abilmente nella strofa III introduce se stessa e la sua ricerca, incertezza e certezza.

The Feet of People Walking Home

The feet of people walking home
With gayer sandals go –
The Crocus – till she rises
The Vassal of the snow –
The lips at Hallelujah
Long years of practise bore
Till bye and bye these Bargemen
Walked singing on the shore.

Pearls are the Diver’s farthings
Extorted from the sea –
Pinions – the Seraph’s wagon
Pedestrian once – as we –
Night is the morning’s Canvas
Larceny – legacy –
Death, but our rapt attention
To Immortality.

My figures fail to tell me
How far the village lies –
Whose peasants are the angels –
Whose Cantons dot the skies –
My Classics vail their faces –
My faith that Dark adores –
Which from it’s solemn abbeys
Such resurrection pours.

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Martynas Levickis performing Prelude from Cello Suite No. 1 in G Major, BWV 1007 by Johann Sebastian Bach. Cathedral Square, Vilnius 12.04.2020

Se ricordare fosse dimenticare, Emily Dickinson

Se ricordare fosse dimenticare,
Allora non ricordo,
E se dimenticare, ricordare,
Quant’è vicino ciò che ho dimenticato.
E se perdere, fosse allegro,
E dolersi, fosse gaio,
Davvero gioiose le dita
Che raccolsero questo, oggi!

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

[I versi furono inviati a Samuel Bowles, probabilmente insieme a un fiore.]
Un gioco di contrari per dirci il valore del ricordo e il dolore che ogni perdita, anche quella di un amico temporaneamente lontano, porta con sé.

If recollecting were forgetting

If recollecting were forgetting,
Then I remember not;
And if forgetting, recollecting,
How near I had forgot.
And if to miss were merry,
And if to mourn were gay,
How very blithe the fingers
That gathered this, Today!

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Khatia Buniatishvili: Sérénade (Ständchen), Franz Schubert
Yoann Bourgeois: “La petite fugue”

La terra ha molte chiavi, Emily Dickinson

La terra ha molte chiavi.
Dove cessa la melodia
è la penisola sconosciuta.
La bellezza è realtà naturale.

Ma testimone la terra
e testimone il mare,
il grillo è il massimo
dell’elegia per me.

(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

Nota del traduttore:
Keys è usato nel senso di chiave musicale. La terra è piena di musica; l’assenza di suono è l’infinito sconosciuto. La bellezza e la musica sono i fatti tangibili della natura, in oppozione al mondo dei fenomeni non percepibili. Fra tutte le musiche, la più elegiaca è il canto del grillo, spesso oggetto delle meditazioni di E.D. (soprattutto 1068), in quanto annuncio della fine dell’estate. In effetti queste due strofe concludevano una versione di 1068, e non costituiscono pertanto una poesia a sé. Tuttavia esse si staccano decisamente, per il loro carattere aforistico e dichiarativo, dalla poesia enigmatica per la quale forse furono scritte.

The Earth Has Many Keys

The earth has many keys.
Where melody is not
Is the unknown peninsula.
Beauty is nature’s fact.

But witness for her land,
And witness for her sea,
The cricket is her utmost
Of elegy to me.

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Yuja Wang leads the Mahler Chamber Orchestra on Beethoven Piano concerto No 1, 3rd movement

Il Salvatore dev’essere stato…, Emily Dickinson

Il Salvatore dev’essere stato
Un docile Gentiluomo –
A venire fin qui in un così freddo Giorno
Per Compagni di poco conto –

La Strada per Betlemme
Da quando Lui e io eravamo Ragazzi
Fu spianata, non fosse per quello sarebbe
Un miliardo di Miglia accidentate –

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

Nota del traduttore: Un biglietto natalizio con un’immagine di Cristo tipicamente dickinsoniana: un docile Gentiluomo che si accolla un viaggio così lungo per arrivare in un giorno così freddo e venire a salvare gente che merita ben poco quel sacrificio. Ma il suo arrivo ha spianato la strada da fare per raggiungerlo, una strada che altrimenti sarebbe stata molto più difficile da percorrere.

The Savior must have been

The Savior must have been
A docile Gentleman –
To come so far so cold a Day
For little Fellow men –

The Road to Bethlehem
Since He and I were Boys
Was leveled, but for that ‘twould be
A rugged billion Miles –

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Helene Fischer | Hallelujah (Live aus der Hofburg Wien)

Non ho nient’altro – da offrire, lo sai -, Emily Dickinson

Non ho nient’altro – da offrire, lo sai –
Così continuo a offrire Questi –
Proprio come la Notte continua a mostrare Stelle
Ai nostri occhi assuefatti –

Probabilmente, non le notiamo –
Ma se non arrivassero –
Allora – probabilmente, ci confonderemmo
Nel ritrovare la strada di Casa –

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

Nota del traduttore: Probabilmente la poesia accompagnava dei fiori. Ma “Questi” potrebbero anche essere il vero dono inviato all’amico: i versi stessi.
Molto bella l’immagine finale: ci accorgeremmo veramente del familiare splendore delle stelle soltanto se sparissero e ci lasciassero al buio, incapaci anche di trovare la strada di casa.

I’ve nothing else – to bring, You know –

I’ve nothing else – to bring, You know –
So I keep bringing These –
Just as the Night keeps fetching Stars
To our familiar eyes –

Maybe, we should’nt mind them –
Unless they did’nt come –
Then – maybe, it would puzzle us
To find our way Home –

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Martynas Levickis: Scarlatti Sonata in D minor, K 1, L 366

I più piccoli fiumi – docili a un qualche mare, Emily Dickinson

I più piccoli fiumi – docili a un qualche mare.
Il mio Caspio – tu.

(Traduzione di Giuseppe Ierolli)

Nota del traduttore: Il desiderio di immergersi, di annullarsi, in qualcuno che per noi è un mare desiderato e inafferrabile.
Marisa Bulgheroni annota nel Meridiano: “Il Caspio è, nella geografia fantastica di Emily, sinonimo del mare del desiderio, opposto ai deserti della privazione. […] Alla scelta di questo mare chiuso e incantato contribuì la suggestione orientale di Lalla Rookh dell’irlandese Thomas Moore (1779-1852)

Least Rivers – docile to some sea

Least Rivers – docile to some sea.
My Caspian – thee.

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Violinist Caroline Campbell and Pianist William Joseph perform an intimate version of Celine Dion’s hit theme song from Titanic, “My Heart Will Go On”