Io sono, da “Custer e altri poemi” (1896), Ella Wheeler Wilcox

Non so da dove vengo,
Non so dove vado;
Ma ciò che è chiaro che sono qui
In questo mondo di piacere e dolore.
E dalla nebbia e dall’oscurità,
Un’altra verità risplende chiara –
È in mio potere ogni giorno e ogni ora
Poter contribuire alla sua gioia o al suo dolore.

So che la terra esiste,
Non sono affari miei perché;
Non riesco a scoprire di cosa si tratta,
Non vorrei perdere tempo per provare.
La mia vita è una breve, breve cosa,
Sono qui per avere un po’ di spazio,
E mentre rimango vorrei, se posso,
Illuminare e migliorare il posto.

Il problema, penso, con tutti noi
È la mancanza di un’alta presunzione.
Se ogni uomo pensasse di essere stato mandato in questo posto
Per renderlo un po’ più dolce,
Quanto presto potremmo rallegrare il mondo,
Con quale facilità rendere giusto ciò che è sbagliato.
Se nessuno si sottraesse, e ognuno lavorasse
Per aiutare i suoi compagni!

Smettila di chiederti perché sei venuto –
Smettila di cercare colpe e difetti.
Alzati oggi con orgoglio e di’,
“Io faccio parte della prima grande causa!
Non importa quanto pieno il mondo,
C’è spazio per un uomo onesto.
Aveva bisogno di me o io non esisterei –
Sono qui per rafforzare il piano.”

I Am

I know not whence I came,
I know not whither I go;
But the fact stands clear that I am here
In this world of pleasure and woe.
And out of the mist and the murk
Another truth shines plain –
It is my power each day and hour
To add to its joy or its pain.

I know that the earth exists,
It is none of my business why;
I cannot find out what it’s all about,
I would but waste time to try.
My life is a brief, brief thing,
I am here for a little space,
And while I stay I would like, if I may,
To brighten and better the place.

The trouble, I think, with us all
Is the lack of a high conceit.
If each man thought he was sent to this spot
To make it a bit more sweet,
How soon we could gladden the world,
How easily right all wrong,
If nobody shirked, and each one worked
To help his fellows along!

Cease wondering why you came –
Stop looking for faults and flaws;
Rise up to-day in your pride and say,
‘I am part of the First Great Cause!
However full the world,
There is room for an earnest man.
It had need of me, or I would not be –
I am here to strengthen the plan.’

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“Adiemus” from “Adiemus – Songs of Sanctuary” (Karl Jenkins).  Live from Bel Canto Choir Vilnius special performance at the “Culture Night!” festival in St. Catharine Church in Vilnius on June 18, 2011

La terra perduta, Ella Wheeler Wilcox

C’è una storia di una terra meravigliosa,
dove i campi erano fertili e dove i fiori erano luminosi;
Dove alte torri brillavano nella luce del mattino,
Dove bambini felici vagavano mano nella mano,
Dove gli amanti scrivevano i loro nomi sulla sabbia.
Dicono che svanì da ogni vista umana,
il mare affamato la divorò in una notte.

Dubiti della storia? ah, capirai;
Poiché, mentre gli uomini riflettono su quella vecchia favola,
danno sempre triste credito alla fine,
nonostante abbiano cavillato sulla sua verità,
quando con una visione offuscata dalle lacrime vedono,
affondando rapidamente nell’oceano del passato,
la bella Atlantide perduta della loro giovinezza.

The Lost Land

There is a story of a beauteous land,
Where fields were fertile and where flowers were bright;
Where tall towers glistened in the morning light,
Where happy children wandered hand in hand,
Where lovers wrote their names upon the sand.
They say it vanished from all human sight,
The hungry sea devoured it in a night.

You doubt the tale? ah, you will understand;
For, as men muse upon that fable old,
They give sad credence always at the last,
However they have cavilled at its truth,
When with a tear-dimmed vision they behold,
Swift sinking in the ocean of the Past,
The lovely lost Atlantis of their Youth.

“Poetical works of Ella Wheeler Wilcox” by Ella Wheeler Wilcox
Edinburgh : W. P. Nimmo, Hay, & Mitchell, 1917

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Lang Lang spielt Beethovens fünftes Klavierkonzert op. 73 in Es-Dur. Es folgt eine vierhändige Zugabe mit dem Dirigenten Christoph Eschenbach
Schleswig Holstein Musik Festival, Abschlusskonzert 2012 aus der Sparkassen-Arena, Kiel 

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Lang Lang & Eschenbach — Debussy:Petite Suite En  Bateau –  Petite Suite Ballet (5:00)

 

Venti del destino, Ella Wheeler Wilcox

Una barca veleggia verso est e un’altra verso ovest
Sospinte dagli stessi venti.
E’ l’assetto delle vele,
E non il forte vento,
A dirci la direzione da prendere.
Le vie del destino sono come i venti che spirano sul mare,
Mentre percorriamo la vita:
E’ l’assetto dell’anima
Che decide il suo obiettivo,
Non l’armonia o il conflitto.

The Winds of Fate

One ship drives east and another drives west
With the selfsame winds that blow.
Tis the set of the sails
And not the gales
Which tells us the way to go.
Like the winds of the seas are the ways of fate,
As we voyage along through the life:
Tis the set of a soul
That decides its goal,
And not the calm or the strife.

Solitudine, Ella Wheeler Wilcox

Ridi e il mondo riderà con te.
Piangi, e piangerai da solo.
Poiché il vecchio mondo triste deve prendere
in prestito la sua allegria,
ma ha già abbastanza guai per conto suo.
Canta, e le colline ti risponderanno.
Singhiozza, e il tuo singhiozzo si perderà nell’aria.
L’eco è destinata a un suono gioioso,
ma si rifiuta di dare ascolto ai lamenti.

Rallegrati e gli uomini ti cercheranno.
Rattristati, ed essi ti lasceranno solo.
Vogliono la misura piena di tutto il tuo piacere,
ma non hanno bisogno del tuo dolore.
Sii felice, e avrai molti amici.
Sii triste, e li perderai tutti.
Non c’è nessuno che rifiuti il tuo vino di nettare,
ma dovrai bere da solo il fiele della vita.

Fa’ festa, e i tuoi saloni si riempiranno.
Digiuna, e il mondo ti passerà accanto senza sfiorarti.
Se avrai successo e sarai generoso, ciò ti aiuterà
a vivere.
ma nessuno potrà aiutarti a morire.
C’è spazio nelle sale del piacere
per un lungo treno di signori.
Ma a uno a uno dobbiamo metterci in fila
per passare gli stretti varchi del dolore.

Solitude

Laugh, and the world laughs with you;
Weep, and you weep alone.
For the sad old earth must borrow it’s mirth,
But has trouble enough of its own.
Sing, and the hills will answer;
Sigh, it is lost on the air.
The echoes bound to a joyful sound,
But shrink from voicing care.

Rejoice, and men will seek you;
Grieve, and they turn and go.
They want full measure of all your pleasure,
But they do not need your woe.
Be glad, and your friends are many;
Be sad, and you lose them all.
There are none to decline your nectared wine,
But alone you must drink life’s gall.

Feast, and your halls are crowded;
Fast, and the world goes by.
Succeed and give, and it helps you live,
But no man can help you die.
There is room in the halls of pleasure
For a long and lordly train,
But one by one we must all file on
Through the narrow aisles of pain.

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David Garrett in una suggestiva ed emozionante esecuzione di “Viva la vida”
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“Sandías con leyenda: Viva la vida” – Frida Kahlo

Il  celebre dipinto di Frida Kahlo nel quale otto giorni prima di morire scrisse “Viva la Vida – Coyoacán 1954 Mexico”: una frase che suona come un incitamento, una dichiarazione, un inno alla vita. Il titolo della canzone dei Coldplay, altrettanto famosa, è stato ispirato da questo dipinto e dall’audacia dell’artista.