E’ Natale, Madre Teresa di Calcutta

E’ Natale ogni volta
che sorridi a un fratello
e gli tendi la mano.
E’ Natale ogni volta
che rimani in silenzio
per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta
che non accetti quei principi
che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E’ Natale ogni volta
che speri con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E’ Natale ogni volta
che riconosci con umiltà
i tuoi limiti e la tua debolezza.
E’ Natale ogni volta
che permetti al Signore
di rinascere per donarlo agli altri.

Un sorso di vita, Emily Dickinson

Presi un sorso di vita –
Vi dirò quanto l’ho pagato –
Esattamente un’esistenza –
Il prezzo di mercato, dicevano.

Mi pesarono, granello per granello –
Bilanciarono fibra con fibra,
Poi mi porsero il valore del mio essere –
Un singolo grammo di cielo!

I took one Draught of Life

I took one Draught of Life –
I’ll tell you what I paid –
Precisely an existence –
The market price, they said.

They weighed me, Dust by Dust –
They balanced Film with Film,
Then handed me my Being’s worth –
A single Dram of Heaven!

A uno sconosciuto, Walt Whitman

Sconosciuto che passi! non sai con quanto desiderio io ti guardo,
tu devi essere colui che io cercavo, o colei che cercavo
(mi arriva come da un sogno),
certamente ho vissuto in qualche luogo una vita di gioia con te,
tutto è ricordato, mentre passiamo l’uno vicino all’altro,
fluido, amorevole, casto, maturo,
sei cresciuto con me, sei stato ragazzo o ragazza con me,
io ho mangiato e dormito con te, il tuo corpo è diventato
qualcosa che non appartiene soltanto a te, né ha lasciato
che il mio restasse mio soltanto,
mi hai dato il piacere dei tuoi occhi, del tuo volto, della tua carne, mentre io passo, tu ne prendi in cambio dalla mia barba, dal mio petto, dalle mie mani,
non devo parlarti, devo pensarti quando seggo da solo o veglio la notte da solo,
devo aspettarti, non dubito che ti incontrerò ancora,
e a questo devo badare, di non perderti.

To a Stranger

Passing stranger! you do not know how longingly I look upon you,
You must be he I was seeking, or she I was seeking, (it comes to me as of a dream,)
I have somewhere surely lived a life of joy with you,
All is recall’d as we flit by each other, fluid, affectionate, chaste, matured,
You grew up with me, were a boy with me or a girl with me,
I ate with you and slept with you, your body has become not yours only nor left my body mine only,
You give me the pleasure of your eyes, face, flesh, as we pass, you take of my beard, breast, hands, in return,
I am not to speak to you, I am to think of you when I sit alone or wake at night alone,
I am to wait, I do not doubt I am to meet you again,
I am to see to it that I do not lose you.

Io ti chiesi, Hermann Hesse

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

Ich fragte dich, warum dein Auge gern

Ich fragte dich, warum dein Auge gern
In meinem Auge ruht,
So wie ein reiner Himmelsstern
In einer dunklen Flut.

Du sahest lang mich an,
Wie man ein Kind mit Blicken mißt,
Und sagtest freundlich dann:
Ich bin dir gut, weil du so traurig bist.

Come son pesanti i giorni, Federico Garcia Lorca

Come son pesanti i giorni,
A nessun fuoco posso riscaldarmi,
non mi ride ormai nessun sole,
tutto è vuoto,
tutto è freddo e senza pietà,
ed anche le care limpide stelle
mi guardano senza conforto,
da quando ho appreso nel mio cuore,
che anche l’amore può morire.

 

Cuanto pesa son los días

Cuánto pesa son los días,
Un incendio no se puede calentar,
No me estoy riendo ahora hay sol,
todo está vacío,
todo es frío y despiadado,
e incluso las estrellas querido clara
me mira sin consuelo,
Desde que aprendí en mi corazón,
que hasta el amor puede morir.

Il saluto al mio cane, Rabindranath Tagore

Ogni mattina il mio devoto cane
presso la sedia silenzioso aspetta,
finché io lo saluto con una carezza.
Mentre questo leggero omaggio riceve,
di gioia il suo corpo trasale.
Fra tutte le creature mute,
lui solo, penetrando il velo del bene e del male,
ha visto l’uomo per intero,
quell’essere per cui può dare la vita contento,
al quale senza fini può riversare amore,
da un opaco sentire che a stento
trova una via verso il mondo cosciente.
Quando l’offerta vedo di questo cuore muto
che supplicare sa del suo stesso bisogno,
non so immaginare quale raro valore
la sua saggezza pura trova nell’uomo.
Col suo silenzio guardare,
patetico, smarrito, quel che afferra
non può esprimere in parole…
Per me però rivela il vero significato
dell’Uomo, nello schema del Creato.

La mappa, Wislawa Szymborska

Piatta come il tavolo
sul quale è posata.
Sotto – nulla si muove,
né cerca uno sbocco.
Sopra – il mio fiato umano
non crea vortici d’aria
e lascia tranquilla
la sua intera superficie.

Bassopiani e vallate sono sempre verdi,
altopiani e montagne sono gialli e marrone,
oceani e mari – di un azzurro amico
sui margini sdruciti.

Qui tutto è piccolo, vicino, alla portata.
Con la punta dell’unghia posso schiacciare i vulcani,
accarezzare i poli senza guanti grossi,
posso con un’occhiata
abbracciare ogni deserto
insieme al fiume che sta lì accanto.

Segnalano le selve alcuni alberelli
tra i quali è ben difficile smarrirsi.

A est e ovest, sopra e sotto
l’equatore, un assoluto
silenzio sparso come semi,
ma in ogni seme nero
la gente vive.
Forse comuni e improvvise rovine
sono assenti in questo quadro.

I confini si intravedono appena,
quasi esitanti – esserci o non esserci?

Amo le mappe perché dicono bugie.
Perché sbarrano il passo a verità aggressive.
Perché con indulgenza e buon umore
sul tavolo mi dispongono un mondo
che non è di questo mondo.

(Traduzione di Pietro Marchesani)

Map

Flat as the table
it’s placed on.
Nothing moves beneath it
and it seeks no outlet.
Above—my human breath
creates no stirring air
and leaves its total surface
undisturbed.
Its plains, valleys are always green,
uplands, mountains are yellow and brown,
while seas, oceans remain a kindly blue
beside the tattered shores.
Everything here is small, near, accessible.
I can press volcanoes with my fingertip,
stroke the poles without thick mittens,
I can with a single glance
encompass every desert
with the river lying just beside it.
A few trees stand for ancient forests,
you couldn’t lose your way among them.
In the east and west,
above and below the equator—
quiet like pins dropping,
and in every black pinprick
people keep on living.
Mass graves and sudden ruins
are out of the picture.
Nations’ borders are barely visible
as if they wavered—to be or not.
I like maps, because they lie.
Because they give no access to the vicious truth.
Because great-heartedly, good-naturedly
they spread before me a world
not of this world.

(Translated from Polish by Clare Cavanagh)

Incontro con la neve, da El ángel es vampiro, Vincente Quirarte

Ha nevicato tutta notte e albeggia
la terra immacolata.
Chi potrebbe dire che sotto il manto
prepara il suo verde la primavera.
Se la purezza esiste,
quanto è simile alla neve:
foglio bianco steso sul mondo
per dimostrare che niente rimane.

Tutti i libri, Hermann Hesse

Tutti i libri del mondo
non ti danno la felicità,
però in segreto
ti rinviano a te stesso.

Lì c’è tutto ciò di cui hai bisogno,
sole stelle luna.
Perché la luce che cercavi
vive dentro di te.

La saggezza che hai cercato
a lungo in biblioteca
ora brilla in ogni foglio,
perché adesso è tua.

Alle Bücher dieser Welt

Alle Bücher dieser Welt
Bringen Dir kein Glück
Doch sie weisen Dich geheim
In Dich selbst zurück.

Dort ist alles, was Du brauchst,
Sonne, Stern und Mond,
Denn das Licht, danach Du fragst,
in Dir selber wohnt.

Weisheit, die Du lange gesucht
In den Bücherein,
Leuchtet jetzt aus jedem Blatt
Denn nun ist sie Dein!

Melodia d’inverno, da “Antología Poética”, Federico Garcia Lorca

Mattino d’inverno. Silenzio. Nebbia fitta.
Vega spianata emana luce divina.
Muti i giardini belli.
Cielo azzurro. Fontane gelate.
Rose vizze brinate.
Bianchi e torbidi scintillii.
Una madre cenciosa traversa il giardino.
Il sole ha un crescendo.
Nubi delicate fanno infinito il confine.
Spargendo il loro infinito.
La madre sospira…
Il bambino si muove inquieto
Disegnando attraverso i panni
La forma del suo scheletro.
Dolorosa dolcezza nell’aria.
Assolato tepore.
Cielo azzurro. Rose vizze.
Tranquilla grandezza.
Mattino d’inverno
Carico di pigrizia.

Melodía de Invierno

Mañana de invierno. Silencio. Neblina.
La vega aplanada exhala luz divina.
Mudos los jardines bellos.
Cielo azul. Fuentes heladas.
Mustias rosas escarchadas.
Blancos e turbios destellos.
Una madre andrajosa cruza el jardín.
Tiene el sol un crescendo.
Suaves nubes infinitan el confín
su finito esparciendo.
La madre suspira…
El niño se mueve inquieto
Dibujando a través de los paños
La forma de su esqueleto.
Dolorosa dulzura en el ambiente.
Soleada tibieza.
Cielo azul. Mustias rosas.
Tranquila grandeza.
Mañana de invierno
Cargada de pereza.