Perché ti amo, Hermann Hesse

Perché ti amo, di notte son venuto da te
così impetuoso e titubante
e tu non mi potrai più dimenticare
l’anima tua son venuto a rubare.

Ora lei è mia – del tutto mi appartiene
nel male e nel bene,
dal mio impetuoso e ardito amare
nessun angelo ti potrà salvare.

Weil ich dich liebe

Weil ich dich liebe, bin ich des Nachts
So wild und flüsternd zu dir gekommen,
Und dass du mich nimmer vergessen kannst,
Hab ich deine Seele mitgenommen.

Sie ist nun bei mir und gehört mir ganz
Im Guten und auch im Bösen;
Von meiner wilden, brennenden Liebe
Kann dich kein Engel erlösen.

Felicità, Raymond Carver

Talmente presto che fuori è ancora quasi buio.
Sto alla finestra con il caffè
e le solite cose della mattina presto
che passano per pensieri.
A un tratto vedo il ragazzo e il suo amico
venire su per la strada
per consegnare il giornale.
Portano il berretto e il maglione
e uno la borsa a tracolla.
Sono così felici
che non dicono niente, questi ragazzi.
Mi sa che se potessero, si prenderebbero sottobraccio.
Il mattino è appena sorto
e stanno facendo questa cosa insieme.
Avanzano lentamente.
Il mattino si fa più luminoso,
anche se la luna pende ancora pallida sul mare.
Una tale bellezza che per un attimo
la morte e l’ambizione, perfino l’amore
non riescono a intaccarla.
Felicità. Arriva
inaspettata. E va al di là, davvero,
di qualsiasi chiacchiera mattutina sull’argomento.

(Traduzione di Riccardo Duranti e Francesco Durante)

Happiness

So early it’s still almost dark out.

I’m near the window with coffee,
and the usual early morning stuff
that passes for thought.

When I see the boy and his friend
walking up the road
to deliver the newspaper.

They wear caps and sweaters,
and one boy has a bag over his shoulder.

They are so happy
they aren’t saying anything, these boys.

I think if they could, they would take
each other’s arm.

It’s early in the morning,
and they are doing this thing together.

They come on, slowly.

The sky is taking on light,
though the moon still hangs pale over the water.

Such beauty that for a minute
death and ambition, even love,
doesn’t enter into this.

Happiness.
It comes on
unexpectedly.
And goes beyond, really,
any early morning talk about it.

Residuati di guerra, Charles Bukowski

mia moglie è più apprensiva di me
ed eravamo in un negozio
curiosando tra gli articoli quando
mia moglie ha detto: “voglio delle maschere
antigas”.

“maschere antigas?”

“sì, ci sono tutti quei container
nel porto, se li bombardano ci
sarà un mucchio di fiamme e di
gas.”

“non ci avevo mai pensato” ho
detto.

mia moglie ha trovato un commesso ed ecco che
puntuale
ci ha portato alle maschere antigas – affari brutti,
ingombranti
dall’aria stupida.
il commesso ci ha mostrato come
funzionavano.

“ne prendiamo due” ha detto
mia moglie.

siamo andati alla cassa per pagare.

“non avete maschere antigas per gatti?” ha chiesto
mia moglie. “noi abbiamo 5 gatti.”

“gatti?” ha chiesto il commesso.

“sì, cosa faranno i gatti se ci sarà
un’esplosione?”

“signora, i gatti sono diversi da noi, sono
una razza inferiore.”

“penso che i gatti siano migliori di noi”
ho detto.

il commesso mi ha guardato. “non abbiamo
maschere antigas per gatti.”

“accettate la MasterCard?” ho
chiesto.
“sì” ha detto.

il commesso ha preso la carta, l’ha strisciata, ha
compilato
la ricevuta, me l’ha data.

l’ho
firmata.

“lei ha gatti?” gli ha chiesto mia
moglie.

“figli” ha detto.

“i nostri gatti sono i nostri figli” ha detto
mia moglie.

il commesso ha imbustato le maschere, poi me le ha
date.

“avete delle scarpe da ginnastica
numero 45?” ho chiesto.

“no, signore.”

ce ne siamo andati.

e il commesso non
ci ha ringraziato per
il nostro
acquisto.

War surplus

my wife is more apprehensive than I am
and we were in this store,
poking about the items when
mi wife said, “I want some gas
masks.”

“yes, there are all those storage tanks
by the harbor, if they bomb that there is
going to be a mass of flame and
gas.”

“I never thought about that,” I
said.

my wife found a clerk and sure enough he
took us to the gas masks—ugly, unwieldy
dumb-looking things.
the clerk showed us how they
operated.

“we’ll take two,” my wife
said.

we walked to the counter to pay.

“don’t you have gas masks for cats?” my wife
asked, “we have 5 cats.”

“cats?” the clerk asked.

“yes, what will the cats do if there is an
explosion?”

“lady, cats are different than we are, they
are of a lower order.”

“I think cats are better than we are,”
I said.

the clerk looked at me. “we don’t have
gas masks for cats.”

“do you accept MasterCard?” I
asked.
“yes,” he said.

the clerk took my card, ran it through, wrote
up the slip, handed it to me.

I
signed it.

“do you have any cats?” my wife asked
him.

“children,” he said.

“our cats are our children,” my wife
said.

the clerk bagged the masks, handed them to
me.

“don’t you have any size
eleven-and-one-half sneakers?” I asked.

“no, sir.”

we walked out of there.

and the clerk didn’t
thank us for
our
purchase.

__________________________________
Manoscritto del 1990; inserito nella raccolta Slouching Toward Nirvana, 2005.

Chiedo silenzio, Pablo Neruda

Ora, lasciatemi tranquillo.
Ora, abituatevi senza di me.

Io chiuderò gli occhi

E voglio solo cinque cose,
cinque radici preferite.

Una è l’amore senza fine.

La seconda è vedere l’autunno.
Non posso vivere senza che le foglie
volino e tornino alla terra.

La terza è il grave inverno,
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre.

La quarta cosa è l’estate
rotonda come un’anguria.

La quinta cosa sono i tuoi occhi.

Matilde mia, beneamata,
non voglio dormire senza i tuoi occhi,
non voglio esistere senza che tu mi guardi:
io muto la primavera
perché tu continui a guardarmi.

Amici, questo è ciò che voglio.
E’ quasi nulla e quasi tutto.

Ora se volete andatevene.

Ho vissuto tanto che un giorno
dovrete per forza dimenticarmi,
cancellandomi dalla lavagna:
il mio cuore è stato interminabile.

Ma perché chiedo silenzio
non crediate che io muoia:
mi accade tutto il contrario:
accade che sto per vivere.

Accade che sono e che continuo.

Non sarà dunque che dentro
di me cresceran cereali,
prima i garni che rompono
la terra per vedere la luce,
ma la madre terra è oscura:
e dentro di me sono oscuro:
sono come un pozzo nelle cui acque
la notte lascia le sue stelle
e sola prosegue per i campi.

E’ che son vissuto tanto
e che altrettanto voglio vivere.

Mai mi son sentito sé sonoro,
mai ho avuto tanti baci.

Ora, come sempre, è presto.
La luce vola con le sue api.

Lasciatemi solo con il giorno.
Chiedo il permesso di nascere.

Pido silencio

Ahora me dejen tranquilo.
Ahora se acostumbren sin mí.Continua a leggere…

Amore, Carlos Drummond De Andrade

Quando incontri qualcuno e questo qualcuno fa fermare il tuo cuore
per alcuni secondi, fai attenzione: può essere la persona più importante della
tua vita.

Se gli occhi si incrociano e in quel momento c’è la stessa luce intensa
tra loro, stai in allerta: può essere la persona che stai aspettando dal
giorno in cui sei nato.

Se il tocco delle labbra è stato intenso, se il bacio è stato appassionante e gli occhi
si sono riempiti d’acqua in quel momento, rifletti: c’è qualcosa di magico tra voi.

Se il primo e l’ultimo pensiero del giorno è per quella persona, se il desiderio di
stare insieme arriva a stringerti il cuore, ringrazia: Dio ti ha mandato un
dono divino: l’amore.

Se un giorno doveste chiedere perdono l’uno all’altro per qualche motivo e in cambio
ricevere un abbraccio, un sorriso, una carezza sui capelli e i gesti varranno più
di mille parole, arrenditi: voi siete fatti l’uno per l’altro.

Se per qualche motivo fossi triste, se la vita ti avesse inflitto un colpo e
l’altra persona soffrisse il tuo dolore, piangesse le tue lacrime e le asciugasse
con affetto, che cosa meravigliosa: tu potrai contare su di lei in qualsiasi
momento della tua vita.

Se riesci col pensiero a sentire l’odore della persona come se lei
si trovasse lì al tuo fianco… se la trovi meravigliosamente bella,
anche quando indossa un vecchio pigiama, ciabatte infradito e ha i capelli
arruffati…

Se non riesci a lavorare per tutto il giorno, emozionato per l’appuntamento che avete quella sera… se non riesci a immaginare, in nessun modo,
un futuro senza quella persona al tuo fianco…

Se hai la certezza che la vedrai invecchiare e, anche così,
sei convinto che continuerai ad essere pazzo di lei… se preferiresti
morire prima di vedere l’altra andarsene: è l’amore che è entrato nella tua vita. È un dono.

Molte persone si innamorano molte volte nella vita, ma poche amano o
trovano un amore vero. O a volte lo incontrano e non prestando attenzione
a questi segnali, lo lasciano passare, senza lasciarlo accadere
veramente.

È il libero arbitrio. Per questo presta attenzione ai segnali, non lasciare che le follie del quotidiano ti rendano cieco alla miglior cosa della vita: l’amore.

(Trad. Tiziana Tonon)

Amor

Quando encontrar alguém e esse alguém fizer seu coração para de funcionar
por alguns segundos, preste atenção. Pode ser a pessoa mais importante da
sua vida.

Se os olhares se cruzarem e neste momento houver o mesmo brilho intenso
entre eles, fique alerta: pode ser a pessoa que você está esperando desde o
dia em que nasceu.

Se o toque dos lábios for intenso, se o beijo for apaixonante e os olhos
encherem d’água neste momento, perceba: existe algo mágico entre vocês.

Se o primeiro e o último pensamento do dia for essa pessoa, se a vontade de
ficar juntos chegar a apertar o coração, agradeça: Deus te mandou um
presente divino: o amor.

Se um dia tiver que pedir perdão um ao outro por algum motivo e em troca
receber um abraço, um sorriso, um afago nos cabelos e os gestos valerem mais
que mil palavras, entregue-se: vocês foram feitos um pro outro.

Se por algum motivo você estiver triste, se a vida te deu uma rasteira e a
outra pessoa sofrer o seu sofrimento, chorar as suas lágrimas e enxugá-las
com ternura, que coisa maravilhosa: você poderá contar com ela em qualquer
momento de sua vida.

Se você conseguir em pensamento sentir o cheiro da pessoa como se ela
estivesse ali do seu lado… se você achar a pessoa maravilhosamente linda,
mesmo ela estando de pijamas velhos, chinelos de dedo e cabelos
emaranhados…

Se você não consegue trabalhar direito o dia todo, ansioso pelo encontro que
está marcado para a noite… se você não consegue imaginar, de maneira
nenhuma, um futuro sem a pessoa ao seu lado…

Se você tiver a certeza que vai ver a pessoa envelhecendo e, mesmo assim,
tiver a convicção que vai continuar sendo louco por ela… se você preferir
morrer antes de ver a outra partindo: é o amor que chegou na sua vida. É uma
dádiva.

Muitas pessoas apaixonam-se muitas vezes na vida, mas poucas amam ou
encontram um amor verdadeiro. Ou às vezes encontram e por não prestarem
atenção nesses sinais, deixam o amor passar, sem deixá-lo acontecer
verdadeiramente.

É o livre-arbítrio. Por isso preste atenção nos sinais, não deixe que as
loucuras do dia a dia o deixem cego para a melhor coisa da vida: o amor.

Aubade, da “Balistica”, Billy Collins

Se vivessi nella casa di fronte a me
e se fossi seduto al buio
sul bordo del letto
alle cinque del mattino,

mi potrei chiedere che cosa ci fa
la luce accesa nel mio studio a quest’ora,
eppure eccomi alla mia scrivania
nel mio studio a chiedermi la stessa identica cosa.

So che non dovevo alzarmi così presto
per aprire con un coltellino
i pacchi di giornali all’edicola
come potrebbe pensare l’uomo della casa di fronte.

È ovvio che non sono un agricoltore o un lattaio.
E non sono l’uomo della casa di fronte
che siede al buio perché sonno
è sua madre e lui è uno dei suoi tanti orfani.

Forse sono sveglio solo per ascoltare
il tenue stridulo tintinnio,
del tungsteno nell’unica lampadina
che ha lo stesso suono del fruscio degli alberi.

O il mio compito è solo quello di stare seduto immobile
come il bicchiere d’acqua sul comodino
dell’uomo della casa di fronte,
immobile con la fotografia di mia moglie in cornice?

Ma ecco il primo uccello che consegna il suo canto,
ed ecco il motivo del mio essere in piedi:
per catturare la canzone di tre note di quell’uccello
e aspettare ora assieme a lui una risposta.

Aubade

If I lived across the street from myself
and I was sitting in the dark
on the edge of the bed
at five o’clock in the morning,

I might be wondering what the light
was doing on in my study at this hour,
yet here I am at my desk
in the study wondering the very same thing.

I know I did not have to rise so early
to cut open with a penknife
the bundles of papers at a newsstand
as the man across the street might be thinking.

Clearly, I am not a farmer or a milkman.
And I am not the man across the street
who sits in the dark because sleep
is his mother and he is one of her many orphans.

Maybe I am awake just to listen
to the faint, high-pitched ringing
of tungsten in the single lightbulb
which sounds like the rustling of trees.

Or is it my job simply to sit as still
as the glass of water on the night table
of the man across the street,
as still as the photograph of my wife in a frame?

But there’s the first bird to deliver his call,
and there’s the reason I am up —
to catch the three-note song of that bird
and now to wait with him for some reply.

Un amore felice, da “Ogni caso” (1972), Wislawa Szymborska

Un amore felice. È normale?
È serio? È utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?

Innalzati l’uno verso l’altro senza alcun merito,
i primi qualunque tra un milione, ma convinti
che doveva andare così – in premio di che? Di nulla;
la luce giunge da nessun luogo –
perché proprio su questi, e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Sì.
Ciò infrange i principi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo? Sì, infrange e butta giù.

Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po’,
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono – è un insulto.
In che lingua parlano – comprensibile all’apparenza.
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che s’inventano −
sembra un complotto contro l’umanità!

È difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?

Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il suo aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbe a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.

Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.

Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.

(Traduzione di Pietro Marchesani)

True Love

True love. Is it normal
is it serious, is it practical?
What does the world get from two people
who exist in a world of their own?

Placed on the same pedestal for no good reason,
drawn randomly from millions but convinced
it had to happen this way – in reward for what?
For nothing.
The light descends from nowhere.
Why on these two and not on others?
Doesn’t this outrage justice? Yes it does.
Doesn’t it disrupt our painstakingly erected principles,
and cast the moral from the peak? Yes on both accounts.

Look at the happy couple.
Couldn’t they at least try to hide it,
fake a little depression for their friends’ sake?
Listen to them laughing – its an insult.
The language they use – deceptively clear.
And their little celebrations, rituals,
the elaborate mutual routines –
it’s obviously a plot behind the human race’s back!

It’s hard even to guess how far things might go
if people start to follow their example.
What could religion and poetry count on?
What would be remembered? What renounced?
Who’d want to stay within bounds?

True love. Is it really necessary?
Tact and common sense tell us to pass over it in silence,
like a scandal in Life’s highest circles.
Perfectly good children are born without its help.
It couldn’t populate the planet in a million years,
it comes along so rarely.

Let the people who never find true love
keep saying that there’s no such thing.

Their faith will make it easier for them to live and die.

(Translated from Polish by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh)

Fine giornata, da “Les Fleurs du Mal”, Charles Baudelaire

Sotto una luce sbiadita
gira, danza, corre a caso,
chiassosa e impura la Vita.
Così, quando, voluttuosa,

sale Notte all’orizzonte
e la fame infine acquieta,
e tutto annulla, anche l’onta,
“Oh!, finalmente! – il Poeta

dice – in me vertebre e mente
gridan pace ardentemente.
Invaso da sogni funebri,

mi sdraierò sulla schiena,
m’avvolgerò nella tela
di refrigeranti tenebre”.

(Trad. Antonio Prete)

La fin de la journée

Sous une lumière blafarde
Court, danse et se tord sans raison
La Vie, impudente et criarde.
Aussi, sitôt qu’à l’horizon

La nuit voluptueuse monte,
Apaisant tout, même la faim,
Effaçant tout, même la honte,
Le Poète se dit : ” Enfin!

“Mon esprit, comme mes vertèbres,
Invoque ardemment le repos;
Le coeur plein de songes funèbres,

Je vais me coucher sur le dos
Et me rouler dans vos rideaux,
Ô rafraîchissantes ténèbres! “

Angelo, James Merrill

Sopra la mia scrivania, ronzante e borioso,
(anche se appena più grande di un colibrì)
in vesti finemente intessute, scuola di Van Eyck,
aleggia un visitatore palesemente angelico.
Punta l’indice alla finestra
verso il vuoto cristallino, le vaporose
esalazioni dalle case e dalla gente che corre a casa
via dal sole freddo che martella il mare,
mentre con l’altra mano
indica il pianoforte
dove la Sarabanda numero 1 è aperta
al passaggio che non saprò mai padroneggiare
ma che ha già, senza alcuno sforzo, padroneggiato me.
Apre la bocca come per dire, o per cantare:
“Tra il mondo che Dio ha creato
e questa musica di Satie,
scorti solo attraverso uno schermo, ma completi,
radiosi e voluti,
che esigono lode, esigono resa,
come fai a startene seduto davanti al tuo taccuino?
Cosa credi di fare?”
Invece non dice niente—saggiamente: potrei elencare
qualche pecca del mondo di Dio, o di quello di Satie; del resto
come ha acquisito la sua predilezione per Satie?
Un po’ per provocarlo, torno a concentrarmi sulla pagina,
le frasi ancora grumose, incoerenti.
Il minuscolo angelo scuote la testa.
Non c’è sorriso sul suo volto tondo, imberbe.
Non vuole che nemmeno questi pochi versi vengano scritti.

(Trad. Damiano Abeni e Moira Egan)

Angel

Above my desk, whirring and self-important
(Though not much larger than a hummingbird)
In finely woven robes, school of Van Eyck,
Hovers an evidently angelic visitor.
He points one index finger out the window
At winter snatching to its heart,
To crystal vacancy, the misty
Exhalations of houses and of people running home
From the cold sun pounding on the sea ;
While with the other hand
He indicates the piano
Where the Sarabande No. 1 lies open
At a passage I shall never master
But which has already, and effortlessly, mastered me.
He drops his jaw as if to say, or sing,
“Between the world God made
And this music of Satie,
Each glimpsed through veils, but whole,
Radiant and willed,
Demanding praise, demanding surrender,
How can you sit there with your notebook ?
What do you think you are doing?”
However he says nothing — wisely : I could mention
Flaws in God’s world, or Satie’s ; and for that matter
How did he come by his taste for Satie ?
Half to tease him, I turn back to my page,
Its phrases thus far clotted, unconnected.
The tiny angel shakes his head.
There is no smile on his round, hairless face.
He does not want even these few lines written.

Reputo – Se mi metto a contare -, Emily Dickinson

Reputo – Se mi metto a contare –
Primi – i Poeti – Poi il Sole –
Poi l’Estate – Poi il Cielo di Dio –
E poi – la Lista è fatta –
Ma, ripensandoci – i Primi sembrano proprio
Comprendere il Tutto –
Gli Altri appaiono un’inutile Esibizione –
Così scrivo – Poeti – E basta –

La loro Estate – dura un Anno Intero –
Possono permettersi un Sole
Che l’Oriente – riterrebbe esagerato –
E ammesso che il Cielo finale –

Sia Bello come quello che Dischiudono
A Coloro che Li venerano –
Esso è una Grazia troppo ardua –
Per giustificare il Sogno –

(Trad. di Giuseppe Ierolli)

I reckon – When I count at all –

I reckon – When I count at all –
First – Poets – Then the Sun –
Then Summer – Then the Heaven of God –
And then – the List is done –
But, looking back – the First so seems
To Comprehend the Whole –
The Others look a needless Show –
So I write – Poets – All –

Their Summer – lasts a Solid Year –
They can afford a Sun
The East – would deem extravagant –
And if the final Heaven –

Be Beautiful as they Disclose
To Those who worship Them –
It is too difficult a Grace –
For justify the Dream –