Venute dal mare, da “Dal mare o da altra stella” (2006), Eugénio De Andrade

Sono cose venute dal mare.
O da altra stella.
Ciottoli, ricci, astri
piccoli e vagabondi, senza bussola,
senza nord, i passi incerti. Poco
si trattengono. Come la felicità.
Seguono altra canzone, altra bandiera.
Tutto questo gli occhi portavano.
Dal mare. O da altra età.

(Traduzione di Federico Bertolazzi)

Vindas do mar

São coisas vindas do mar.
Ou doutra estrela.
Seixos, ouriços, astros
pequenos e vagabundos, sem bússola,
sem norte, os passos incertos. Pouco
se demoram. Como a felicidade.
Seguem outra canção, outra bandeira.
Tudo isso os olhos traziam.
Do mar. O doutra idade.

Concorso di bellezza maschile, da “Sale” (1962), Wislawa Szymborska

In tensione da mascella a tallone.
Su di lui brilla olio a profusione.
Campione viene acclamato solo chi
come una treccia è attorcigliato.

Ingaggia una zuffa con un orso nero,
minaccioso (ma comunque non vero).
Di tre grossi giaguari invisibili
si disfa con tre colpi, terribili.

Divaricato e accosciato è divino.
la sua pancia ha facce a dozzine.
lo applaudono, lui fa un inchino
e ciò grazie alle giuste vitamine.

(Traduzione di Pietro Marchesani)

Konkurs piękności męskiej

Od szczęk do pięty wszedł napięty.
Oliwne na nim firmamenty.
Ten tylko moŜe być wybrany,
kto jest jak strucla zasupłany.

Z niedźwiedziem bierze się za bary
groźnym (chociaŜ go wcale nie ma).
Trzy niewidzialne jaguary
padają pod ciosami trzema.

Rozkroku mistrz i przykucania.
Brzuch ma w dwudziestu pięciu minach.
Biją mu brawo, on się kłania
na odpowiednich witaminach.

Bodybuilders’ Contest

From scalp to sole, all muscles in slow motion.
The ocean of his torso drips with lotion.
The king of all is he who preens and wrestles
with sinews twisted into monstrous pretzels.

Onstage, he grapples with a grizzly bear
the deadlier for not really being there.
Three unseen panthers are in turn laid low,
each with one smoothly choreographed blow.

He grunts while showing his poses and paces.
His back alone has twenty different faces.
The mammoth fist he raises as he wins
is tribute to the force of vitamins.

(Translated from Polish by Stanislaw Baranczak and Clare Cavanagh)

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Nota del traduttore:
La Szymborska racconta di aver assistito una volta a Zakopane a una eliminatoria nazionale di sollevamento pesi: “Ho visto i sollevatori di pesi avvicinarsi alla sbarra tre volte e tre volte ritirarsi. Ho visto un gigante che non ce l’ha fatta che singhiozzava disperatamente tra le braccia del suo allenatore. Un anno di allenamento, sacrifici, dieta, e poi tutto è deciso da frazioni di secondo. E ho pensato: Santo Dio, forse avrei dovuto scrivere una poesia diversa su quei poveri forzuti, una con una lacrimuccia nell’occhio”.

Il dono, da “La luna crescente” (2000), Rabindranath Tagore

Voglio donarti qualcosa, bambino mio, perché stiamo andando alla deriva nella corrente del mondo. Le nostre vite si divideranno, il nostro amore sarà perduto per sempre. Ma io non sono così sciocco da sperare di poter comprare il tuo cuore con i miei doni. Giovane è la tua vita, lungo il tuo cammino, l’amore che ti offriamo lo bevi d’un sorso, poi ti volti e corri lontano da noi. Hai il tuo gioco e i compagni per esso. Che male c’è se non hai tempo e pensiero per noi? Noi, in verità, avremo abbastanza tempo nella vecchiaia per contare i giorni trascorsi, e serbare nei nostri cuori ciò che le nostre mani avranno perduto per sempre. Il fiume corre rapido nel suo canto, travolge tutte le barriere. Ma la montagna resta e ricorda, e veglia col suo amore.

(Traduzione di Maurizio Lipparini)

The Gift

I want to give you something, my child, for we are drifting in the stream of the world.
Our lives will be carried apart, and our love forgotten.
But I am not so foolish as to hope that I could buy your heart with my gifts.
Young is your life, your path long, and you drink the love we bring you at one draught and turn and run away from us.
You have your play and your playmates. What harm is there if you have no time or thought for us!
We, indeed, have leisure enough in old age to count the days that are past, to cherish in our hearts what our hands have lost for ever.
The river runs swift with a song, breaking through all barriers.
But the mountain stays and remembers, and follows her with his love.

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David Garrett, Air by Johann Sebastian Bach

Saggezza, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Quando avrò smesso di spezzarmi l’ali
contro l’insufficienza di ogni cosa
e imparato che dietro ogni cancello
duro ad aprirsi un compromesso aspetta,
quando saprò guardare fissa in volto
la vita senza scosse, fredda e calma,
lei mi darà la Verità – un gran dono –
e in cambio avrà da me la giovinezza.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Wisdom

When I have ceased to break my wings
Against the faultiness of things,
And learned that compromises wait
Behind each hardly opened gate,
When I have looked Life in the eyes,
Grown calm and very coldly wise,
Life will have given me the Truth,
And taken in exchange—my youth.

Ippopotami in vacanza, da “Balistica” (2011), Billy Collins

non è proprio il titolo di un film
ma se lo fosse lo vedrei di sicuro.
Mi piacciono le loro gambe corte e le teste grosse,
l’aspetto globale dell’ippopotamo.
Mentre in centinaia giocheranno divertiti
nel fango di un ampio, lento fiume,
io mangerò il popcorn
nel buio di un cinema di quartiere.
Quando apriranno le bocche enormi
solcate da grandi e tozzi denti
io berrò la mia enorme Coca.

Starò ad un tempo seduto al mio posto
e nell’acqua a giocare con loro,
proprio come succede
in ogni grande film.
Solo un recensore dall’animo meschino
chiederebbe in vacanza da che cosa?

(Traduzione di Franco Nasi)

Hippos on Holiday

is not really the title of a movie
but if it was I would be sure to see it.
I love their short legs and big heads,
the whole hippo look.
Hundreds of them would frolic
in the mud of a wide, slow-moving river,
and I would eat my popcorn
in the dark of a neighborhood theater.
When they opened their enormous mouths
lined with big stubby teeth
I would drink my enormous Coke.

I would be both in my seat
and in the water playing with the hippos,
which is the way it is
with a truly great movie.
Only a mean-spirited reviewer
would ask on holiday from what?

Cosa vogliono, da “L’amore è un cane che viene dall’inferno”, Charles Bukowski

Vallejo che scrive sulla
solitudine mentre muore di
fame;
l’orecchio di Van Gogh rifiutato da una
troia;
Rimbaud che scappa in Africa
a cercare oro e trova
un caso incurabile di sifilide;
Beethoven diventato sordo;
Pound trascinato per le strade
in una gabbia;
Chatterton che beve il topicida;
il cervello di Hemingway che cade
nel succo d’arancia;
Pascal che si taglia i polsi
nella vasca;
Artaud rinchiuso coi matti;
Dostoevskij messo al muro;
Crane che si butta da un piroscafo;
Lorca fucilato per strada dalla milizia
spagnola;
Berryman che salta da un ponte;
Burroughs che spara alla moglie;
Mailer che accoltella la sua.
– ecco cosa vogliono:
uno stramaledetto show
un’insegna luminosa
in mezzo all’inferno.
ecco cosa vuole,
quel pugno di
ottusi
incapaci d’esprimersi
prudenti
tetri
ammiratori delle
carnevalate.

(Traduzione di Katia Bagnoli)

what they want

Vallejo writing about
loneliness while starving to
death;
Van Gogh’s ear rejected by a
whore;
Rimbaud running off to Africa
to look for gold and finding
an incurable case of syphilis;
Beethoven gone deaf;
Pound dragged through the streets
in a cage;
Chatterton taking rat poison;
Hemingway’s brains dropping into
the orange juice;
Pascal cutting his wrists
in the bathtub;
Artaud locked up with the mad;
Dostoevsky stood up against a wall;
Crane jumping into a boat propeller;
Lorca shot in the road by Spanish
troops;
Berryman jumping off a bridge;
Burroughs shooting his wife;
Mailer knifing his.
-that’s what they want:
a God damned show
a lit billboard
in the middle of hell.
that’s what they want,
that bunch of
dull
inarticulate
safe
dreary
admirers of
carnivals.

From: Love Is a Dog from Hell (1977)

Solitudine, Ella Wheeler Wilcox

Ridi e il mondo riderà con te.
Piangi, e piangerai da solo.
Poiché il vecchio mondo triste deve prendere
in prestito la sua allegria,
ma ha già abbastanza guai per conto suo.
Canta, e le colline ti risponderanno.
Singhiozza, e il tuo singhiozzo si perderà nell’aria.
L’eco è destinata a un suono gioioso,
ma si rifiuta di dare ascolto ai lamenti.

Rallegrati e gli uomini ti cercheranno.
Rattristati, ed essi ti lasceranno solo.
Vogliono la misura piena di tutto il tuo piacere,
ma non hanno bisogno del tuo dolore.
Sii felice, e avrai molti amici.
Sii triste, e li perderai tutti.
Non c’è nessuno che rifiuti il tuo vino di nettare,
ma dovrai bere da solo il fiele della vita.

Fa’ festa, e i tuoi saloni si riempiranno.
Digiuna, e il mondo ti passerà accanto senza sfiorarti.
Se avrai successo e sarai generoso, ciò ti aiuterà
a vivere.
ma nessuno potrà aiutarti a morire.
C’è spazio nelle sale del piacere
per un lungo treno di signori.
Ma a uno a uno dobbiamo metterci in fila
per passare gli stretti varchi del dolore.

Solitude

Laugh, and the world laughs with you;
Weep, and you weep alone.
For the sad old earth must borrow it’s mirth,
But has trouble enough of its own.
Sing, and the hills will answer;
Sigh, it is lost on the air.
The echoes bound to a joyful sound,
But shrink from voicing care.

Rejoice, and men will seek you;
Grieve, and they turn and go.
They want full measure of all your pleasure,
But they do not need your woe.
Be glad, and your friends are many;
Be sad, and you lose them all.
There are none to decline your nectared wine,
But alone you must drink life’s gall.

Feast, and your halls are crowded;
Fast, and the world goes by.
Succeed and give, and it helps you live,
But no man can help you die.
There is room in the halls of pleasure
For a long and lordly train,
But one by one we must all file on
Through the narrow aisles of pain.

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David Garrett in una suggestiva ed emozionante esecuzione di “Viva la vida”
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“Sandías con leyenda: Viva la vida” – Frida Kahlo

Il  celebre dipinto di Frida Kahlo nel quale otto giorni prima di morire scrisse “Viva la Vida – Coyoacán 1954 Mexico”: una frase che suona come un incitamento, una dichiarazione, un inno alla vita. Il titolo della canzone dei Coldplay, altrettanto famosa, è stato ispirato da questo dipinto e dall’audacia dell’artista.

Rifugio, da “Gli amorosi incanti” (2010), Sara Teasdale

Dalle grigie sconfitte della vita,
dal battito del polso già languente,
dalle speranze, sabbia decrescente
attraverso la coppa delle dita
e dalla schiavitù d’ogni mio errore –
libera sono, se posso cantare.

Col mio canto io posso dare al sole
un rifugio in cui l’anima vivrà –
una casa di limpide parole
per la mia fragile immortalità.

(Traduzione di Silvio Raffo)

Refuge

From my spirit’s gray defeat,
From my pulse’s flagging beat,
From my hopes that turned to sand
Sifting through my close-clenched hand,
From my own fault’s slavery,
If I can sing, I still am free.

For with my singing I can make
A refuge for my spirit’s sake,
A house of shining words, to be
My fragile immortality.

La mente — è più grande del cielo —, Emily Dickinson

La mente —  è più grande del cielo —
perché  — se li metti fianco a fianco —
l’una contiene l’altro
facilmente — e te — anche —

La mente è più profonda del mare —
perché — se li tieni  —blu contro blu —
l’una assorbirà l’altro
come una spugna  — un secchio —

La mente ha giusto il peso di Dio —
perché — alzali — libbra su libbra —
ed essi differiranno — semmai —
come suono da sillaba —

(Traduzione di Massimo Bacigalupo)

The Brain—is wider than the Sky—

The Brain — is wider than the Sky —
For — put them side by side —
The one the other will contain
With ease — and You — beside —

The Brain is deeper than the sea —
For — hold them — Blue to Blue —
The one the other will absorb —
As Sponges — Buckets — do —

The Brain is just the weight of God —
For — Heft them — Pound for Pound —
And they will differ — if they do —
As Syllable from Sound —