“So di una pietra dove sedermi”, da “Dal mare o da altra stella” (2006), Eugénio De Andrade

So di una pietra dove sedermi
all’ombra di settembre
e parlerò di girasoli
questo fiore quasi di sabbia
che spalla a spalla con il sole
fa del peso della sua solitudine
l’ardore
e la gloria dei grandi giorni d’estate.

(Traduzione di Federico Bertolazzi)

Sei de uma pedra onde me sentar

Sei de uma pedra onde me sentar
à sombra de setembro
e vou falar dos girassóis
essa flor quase de areia
que ombro a ombro com o sol
faz do peso da sua solidão
o ardor
e a gloria das grandes dias do verão.

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Samvel Yervinyan, Vivaldi {Storm}

Ascoltavo la pioggia, Alda Merini

Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quale fragile ardore
sillabava e moriva.

L’infinito tendeva
ori e stralci di rosso
profumando le pietre
di strade lontane.

Mi abitavano i sogni
odorosi di muschio
quando il fiume impetuoso
scompigliava l’oceano.

Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quanti nastri di strade
annodavano il cuore.

E la pioggia piangeva
asciugandosi al vento
sopra tetti spioventi
di desolati paesi.

Da: @MeriniPoesia