L’agnello, da “Songs of Innocence”, William Blake

Piccolo agnello chi ti fece?
Lo sai tu chi ti fece
ti diede vita e ti invitò a nutrirti
accanto al ruscello e sopra il prato;
ti diede abiti deliziosi,
i più morbidi abiti di lana brillante;
ti diede una voce così tenera,
che fa gioire tutte le valli!
Piccolo agnello chi ti fece?
Tu sai chi ti fece?

Piccolo agnello, te lo dirò,
Piccolo agnello, te lo dirò!
Egli viene chiamato col tuo nome,
poiché chiama se stesso Agnello:
è docile e mite;
divenne un piccolo bambino:
io un bambino e tu un agnello,
siamo chiamati col suo nome.
Piccolo agnello, Dio ti benedica!
Piccolo agnello, Dio ti benedica!

The Lamb

Little Lamb who made thee?
Dost thou know who made thee
gave thee life, and bid thee feed
by the stream and o’er the mead;
gave thee clothing of delight,
softest clothing wooly bright;
gave thee such a tender voice,
making all the vales rejoice!
Little Lamb who made thee?
Dost thou know who made thee?

Little Lamb I’ll tell thee,
little Lamb I’ll tell thee!
He is called by thy name,
for he calls himself a Lamb:
he is meek and he is mild,
he became a little child:
I a child and thou a lamb,
we are called by his name.
Little Lamb, God bless thee!
little Lamb, God bless thee!

La tigre, da “Songs of Experience”, William Blake

Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale fu l’immortale mano o l’occhio
Ch’ebbe la forza di formare la tua agghiacciante simmetria?

In quali abissi o in quali cieli
Accese il fuoco dei tuoi occhi?
Sopra quali ali osa slanciarsi?
E quale mano afferra il fuoco?

Quali spalle, quale arte
Poté torcerti i tendini del cuore?
E quando il tuo cuore ebbe il primo palpito,
Quale tremenda mano? Quale tremendo piede?

Quale mazza e quale catena?
Il tuo cervello fu in quale fornace?
E quale incudine?
Quale morsa robusta osò serrarne i terrori funesti?

Mentre gli astri perdevano le lance tirandole alla terra
e il paradiso empivano di pianti?
Fu nel sorriso che ebbe osservando compiuto il suo lavoro,
Chi l’Agnello creò, creò anche te?

Tigre! Tigre! Divampante fulgore
Nelle foreste della notte,
Quale mano, quale immortale spia
Osa formare la tua agghiacciante simmetria?

(Trad. di Giuseppe Ungaretti)

The Tyger

Tyger, Tyger, burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye
Could frame the fearful symmetry?

In what distant deeps or skies
Burnt the fire of thine eyes?
On what wings dare he aspire?
What the hand dare sieze the fire?

And what shoulder, & what art,
Could twist the sinews of thy heart?
And when thy heart began to beat,
What dread hand? & what dread feet?

What the hammer? what the chain,
In what furnace was thy brain?
What the anvil? what dread grasp
dare its deadly terrors clasp?

When the stars threw down their spears
And water’d heaven with their tears.
Did he smile his work to see?
Did he who made the Lamb make thee?

Tyger, Tyger, burning bright
In the forests of the night,
What immortal hand or eye
Dare frame thy fearful symmetry?

Il sorriso (The Smile), William Blake

C’è un Sorriso d’Amore,
E c’è un Sorriso d’Inganno,
E c’è un Sorriso dei Sorrisi
In cui questi due Sorrisi si incontrano.

E c’è uno Sguardo d’Odio,
E c’è uno Sguardo di Disprezzo,
E c’è uno Sguardo degli Sguardi
Che tentate di scordare invano;

Perché si pianta nel profondo del Cuore,
E si pianta nel profondo della Schiena
E nessun Sorriso che mai fu sorriso,
Ma un solo Sorriso soltanto,

Che fra la Culla & la Tomba
Si può Sorridere soltanto una volta;
Ma, quando è Sorriso una volta,
C’è una fine a tutta l’Angoscia.

The Smile

There is a Smile of Love
And there is a Smile of Deceit
And there is a Smile of Smiles
In which these two Smiles meet

And there is a Frown of Hate
And there is a Frown of disdain
And there is a Frown of Frowns
Which you strive to forget in vain

For it sticks in the Hearts deep Core
And it sticks in the deep Back bone
And no Smile that ever was smild
But only one Smile alone

That betwixt the Cradle & Grave
It only once Smild can be
But when it once is Smild
Theres an end to all Misery

29 febbraio 2016
Standing Ovation per Leonardo DiCaprio salutato da tutti i suoi colleghi al Dolby Theatre di Los Angeles. Dopo cinque nomination senza alcun riconoscimento, Il 41enne attore ha vinto l’Oscar come miglior attore protagonista per la sua interpretazione in “The Revenant – Redivivo” .